Manualetto Pratico a Uso Dello Scrittore Ignorante – Filippo Tuena

Buonasera a tutti/e compari!

Dunque, come procede la vostra settimana, desiderate di arrivare a sabato il prima possibile?

Oggi recensione, di un titolo che tratta un tema che a me personalmente interessa molto ovvero quello della scrittura.

Quindi che dire, siamo più o meno a metà settimana, tutto procede come sempre e già che ci siamo “rosso di sera bel tempo si spera”.

Visto che non vedo l’ora di parlarvi questo questo libro, iniziamo subito!

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Manualetto Pratico a Uso dello Scrittore Ignorante – Filippo Tuena

Editore: Mattioli 1885

Pagine: 109

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Non è disponile un’edizione digitale

Prima Pubblicazione: 2010

Link all’acquisto: QUI

Trama

Che cosa succede nell’animo di un rispettabile professionista, di un marito affettuoso, di un padre premuroso quando travolto da un’idea apparentemente felice decide di scrivere un romanzo e cerca di pubblicarlo? Una discesa agl’inferi. Un’autoanalisi ironica sugli esordi, grotteschi e drammatici, di una passione irrefrenabile.

Verrai travolto dal desiderio irrefrenabile d’essere altrove mentre sarai perduto in queste immagini e ti sembrerà che nonostante molti siano gli autori scadenti e i libri inutili e pochi i grandi autori e i libri necessari, forse varrebbe la pena di fare un altro tentativo, di giocare la sorte ancora una volta perché senti intimamente e profondamente che potresti far parte dei pochi e dei grandi, anzi sei certo di farne parte indipendentemente dai giudizi degli altri e ancora una volta ti sveglierai un mattino bellissimo con quest’idea fissa, con quest’ossessione dannata che ti danna ma ti costringe a procedere, con questa voglia di opporti alle avversità e che ti fa sentire vivo come mai avevi creduto di poterlo essere.

Recensione

Ogni tanto sento davvero il bisogno di leggere qualcosa inerente alla scrittura, al percorso di uno scrittore, al come nasce una storia, insomma sento la necessità di leggere di scrittura.

In questo piccolo saggio/manualetto Tuena ci narra il percorso che segue un aspirante scrittore dal momento in cui viene folgorato di un idea illuminante che non può ignorare, seguono tutte le fasi quindi dal tentare la pubblicazione ad un’apparente rinuncia.

Tuena ha sempre un atteggiamento ironicamente pessimista, per tutta la durata del testo infatti l’autore sembra quasi sbeffeggiare il novello scrittore che arde dalla voglia di portare a termine il suo progetto letterario.

Questa velata critica rivolta agli scrittori “mediocri” o “ignoranti” come li chiama l’autore, è supportata dalla tesi che sono i pochi i grandi e sono troppi invece quelli che si credono grandi.

Per tutta la durata del testo Tuena sostiene questo modo di pensare per poi alla fine lasciar entrare uno spiraglio di luce, un bagliore di speranza.

Sembra quasi che dopo 100 pagine in cui un novello scrittore che legge questo libro sente di essere meno certo delle sue possibilità, alla fine avverte come se l’autore gli stesse picchiettando sulla spalla per dirgli “ok, forse sei uno dei tanti, ma non smettere di provarci comunque”.

Il testo è basato sulle difficoltà che uno scrittore incontra sul proprio cammino dal tener nascosta la propria natura ai suoi affetti, al prendere coraggio e identificarsi sotto il termine “scrittore”, ai vari tentavi (spesso fallimentari) con le case editrici, dalla delusione al “chi me l’ha fatto fare”.

Chiunque può leggere questo libro, certo se siete aspiranti scrittori vi sentirete maggiormente tirati in causa, ma nel caso voi non lo foste potete tranquillamente buttarvi in questa lettura se siete interessati a quello che accade nella testa di uno scrittore ai primi tentativi.

Ho imparato un’importante lezione da questo manualetto che è “hai comunque il diritto e il dovere di tentare se senti il feroce morso della scrittura”.

Il punto di forza di questo libro oltre alla forte critica che smuove è  l’altrettanto forte realismo che esprime, non c’è trucco ne’ finzione l’autore ti sbatte in faccia il fatto che la vera scrittura non è per tutti e tu non puoi inutilmente puntare troppo in alto.

Mi sarebbe piaciuto che questo libricino avesse 50 o 60 pagine in più, come vi dicevo prima il lume della speranza che infonde questo libro è minimo ma è proprio per quel lume che io me lo ricorderò, in queste pagine mancanti mi sarebbe piaciuto leggere l’arte della pazienza e della perseveranza.

Perché Tuena fa rifermento al “tentare comunque” solo in due paginette scarse quindi a fine lettura ci si ricorderà sopratutto della critica fatta all’autore.

Io forse è per colpa del mia stramba positività che mi ricordo maggiormente quelle due paginette, ma un altra persona è più facile che si ricordi il realismo e la critica di Tuena.

E’ un libro difficile da descrivere, uno di quei casi in cui bisogna leggerlo effettivamente per capire di cosa parla e di come è strutturato.

A me tutto sommato è piaciuto, è stata una lettura simpatica, che mi ha fatto tenere i piedi ben saldi al terreno e mi ha ricordato la regola del provarci.

Voto

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Piacevole, non perfetto ma comunque non mi pento di averlo letto e consiglio a tutti di dargli una possibilità.

Bene gente, e voi?

Avete mai letto questo libro? Anche voi amate leggere di scrittura?

A presto!!

Elisa

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