Dell’Amore e di Altri Demoni – Gabriel Garcìa Màrquez

Buon giovedì, ben ritrovati/e!

Vi chiedo scusa per la semi assenza di questi giorni dato che nelle ultime due settimane sono comparsa a tratti e scomparsa in altri, da ora spero di riprendere una pubblicazione più costante.

Oggi comunque parliamo di una lettura fatta sempre qualche mese fa, una lettura che ricordo di aver fatto per un momentaneo di blocco del lettore, ero leggermente in crisi infatti ed ero convinta che questo libro mi avrebbe aiutata, sbloccandomi.

Non è stato proprio così, ma sono felice comunque di aver fatto questa lettura, perché parliamo di un testo che volevo leggere davvero da tempo, sto parlando di “Dell’Amore e di altri demoni” di Gabriel Garcìa Màrquez.

Dell’Amore e di altri Demoni – Gabriel Garcìa Màrquez

Casa editrice: Mondadori

Genere: romanzo storico, classico contemporaneo

Pagine: 201

Prezzo di Copertina: € 12,00

Prezzo ebook: € 7,99

P. pubblicazione: 1994

Link all’acquisto: QUI

Incipit

“Il 26 ottobre 1949 non fu una giornata con grandi notizie. Il professor Clemente Manuel Zabala, caporedattore del quotidiano dove facevo i miei primi passi come giornalista, mise fine alla riunione del mattino con due o tre suggerimenti di prammatica. Non affidò un lavoro concreto ad alcun redattore. Qualche minuto dopo venne informato per telefono che stavano vuotando le cripte funerarie dell’antico convento di Santa Clara, e mi ordinò senza illusioni: “Va’ a fare un giro da quelle parti e vedi un po’ cosa riesci a cavarne.”

Trama

Da un’antica tomba nel convento delle clarisse di Cartagena emerge una lunghissima chioma rossa. Dal singolare evento, cui il giovane Garcia Màrquez, allora cronista alle prime armi, si trovò ad assistere, scaturisce questo affascinante racconto pubblicato nel 1994, con il quale Gabo torna alle atmosfere di “Cent’anni di solitudine” e ai temi dell'”Amore ai tempi del colera”, la passione erotica che diventa malattia, metafora della letteratura e della vita. Al centro della vicenda, ambientata in una Cartagena de Indias perduta in un vago e oscuro passato coloniale, sospeso tra il possibile e il misterioso, c’è la passione innaturale e distruttiva che vede protagonisti una bellissima bambina morsa da un cane rabbioso, un medico negromante e un giovane esorcista posseduto dal mal d’amore. Costruito con la logica di Calderón de la Barca e l’ironia di Cervantes, “Dell’amore e di altri demoni” vive di una prosa insolitamente scarna ed essenziale. Una scrittura decantata e limpida che dà vita a pagine di struggente poesia e di emozionato pudore con cui Gabriel Garcia Márquez riesce ad avvincere il lettore, trascinandolo in un enigmatico universo capace di travolgere i sensi e i sentimenti.

Recensione

Nel 2009 fu realizzata una versione cinematografica in spagnolo del libro con lo stesso titolo per la regia di Hilda Hidalgo.

Stile, ritmo e atmosfere

Lo stile dell’autore in questo testo è piuttosto semplice, lineare, va dritto al punto e rimane pulito. Ci sono vari riferimenti alla religione, alle credenze religiose e alle tradizioni, infatti uno dei protagonisti della vicenda è una bambina/ragazzina posseduta, mentre l’altro protagonista è un prete.

Il ritmo trovo che rallenti in alcuni punti, non sempre procede spedito, è un libro infatti relativamente breve “Dell’amore e di altri demoni”, ma la vicenda secondo me a volte sembra venir allungata e altre volte invece sembra venir accorciata.

Ci sono infatti punti in cui non sempre ho gradito le diffuse descrizioni o i riferimenti storici o vari legati ad un personaggio o a una vicenda, ci sono altri momenti invece in cui in scene importanti l’autore preme un po’ troppo sul pedale dell’acceleratore secondo me.

Le atmosfere sono affascinanti, ci troviamo in diversi luoghi ovviamente in questa vicenda, ma ognuno sembra intriso quasi da un senso di dannazione, c’è il ritorno alla condanna, il padre di questa ragazzina infatti e anche la madre vivono un matrimonio finito, un’unione che forse è esistita solo per interesse, da parte di lei soprattutto e c’è sempre questo senso di condanna permanente, questo “ormai è troppo tardi”, che aleggia sempre nell’aria.

Anche i luoghi che ci vengono mostrati nella vicenda sono impregnati da un forte senso di decadenza e oblio, a volte più sottile, a volte più evidente, ma secondo me a piccole dosi traspare sempre, questo guardare il mondo attorno e rendersi conto che ognuno dei personaggi e ogni essere umano in generale nella vita è vittima di qualcosa che forse lo condanna sempre alla fine, l’amore, il senso di colpa, l’abbandono, è presente in tutto il romanzo.

I personaggi sono alla ricerca di una redenzione, di una nuova opportunità, di un risveglio perché si rendono conto di aver sbattuto per l’ennesima volta la testa contro il muro e sperano di poter fare meglio, ma il tempo va avanti e loro si ritrovano prigionieri di una vita che odiano, tutti sembrano chiedere: “posso tornare indietro e riprovare?”, ma la verità è che molti di loro finiscono per sbagliare di nuovo.

L’Amore è un Demone

Questo libro ha al suo interno elementi senza dubbio magici, a partire dalla possessione di Marìa, incerta fino al finale. Infatti questo è uno dei punti interrogativi del libro, la ragazzina è davvero posseduta o no? E questa possessione come la dobbiamo interpretare? Come una possessione demoniaca o una possessione data dall’amore che la legherà a questo prete?

La vita di Marìa è stata senza dubbio costellata di problemi, non è mai stata amata o semplicemente notata dai genitori, che l’hanno affidata alla servitù della casa per una buona fetta di tempo, non si sono mai nemmeno presi la briga di provare ad avvicinarsi davvero a lei.

Tutto cambia quando, dopo essere stata morsa da un cane rabbioso si scopre che Marìa potrebbe rischiare di morire, allora il padre inizia a preoccuparsi per lei e a “curarla” per la prima volta.

La madre invece continua a disprezzarla e ad avere anche paura di lei per certi aspetti, tra l’altro la madre di Marìa trovo sia un personaggio con cui è difficile empatizzare, ma nella sua bolla di estraniamento dal marito e dalla figlia (e in generale dalla vita che vive) si può leggere senza dubbio un grande rammarico e nostalgia per come è andata la sua esistenza.

Comunque, in questa decadenza e abbandono, ad un certo punto Marìa viene internata in un convento per essere curata da questo demone che secondo il padre e altri le è entrato dentro.

Lì, inizia pian piano la sua relazione con Delaura, un prete che si interessa e preoccupa per lei, i due si avvicinano a tal punto da far sbocciare una relazione amorosa che dovrebbe essere uno dei punti forti del libro.

E’ senza dubbio una relazione complessa, che ci fa riflettere sul concetto di amore, di amore impossibile e di connessione fra due persone decisamente diverse in un momento assai complesso.

Io personalmente non ho molto amato questa storia d’amore, sono del tutto sincera con voi, non per fattori moralistici o altro, ma proprio per il comportamento dei due personaggi. Con questo non voglio dire che l’amore tra loro sia finto o altro, semplicemente non mi è arrivato in modo così forte durante la lettura, e alcuni dettagli mi hanno messo forse la pulce nell’orecchio, non ho sentito questo sentimento profondo.

Ho trovato più interessante l’aspetto legato alla possessione, che chiude inoltre la vicenda e mi ha lasciata un poco interdetta sulle prime. Non posso dirvi il mio senso generale legato al finale perché non vorrei spoilerare nulla, ma a distanza di mesi non ne sono ancora convinta.

Una lettura scorrevole

Dopo la lettura cosa posso dire di questo libro? Beh, senza dubbio è una vicenda intrigante, soprattutto per alcuni aspetti, non tutti direi, ma in generale ha un senso di mistero, maledizione e condanna che la rende affascinante.

E’ una lettura abbastanza leggera, Màrquez sicuramente sfiora tante tematiche, ma non vai mai al fondo di nessuna, forse quella che analizza meglio (sempre secondo la mia modesta opinione) è la relazione fra i genitori di Marìa e le conclusioni a cui arrivano entrambi alla fine della vicenda.

Conclusioni

Tutto sommato considero questo libro una lettura abbastanza piacevole, che di certo tiene attaccato il lettore in alcuni punti e che sono felice di aver fatto.

Mi aspettavo qualcosa in più dall’intera vicenda e dalla storia d’amore protagonista del racconto, ma nonostante questo la considero una lettura scorrevole e intrigante.

Voto:

E voi? Avete mai letto nulla di Màrquez? Sì? No? Fatemi sapere!

A presto!

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