I Due Esorcisti – Ray Russell

Buon mercoledì!

Come precede la settimana e il mese di giugno?

Oggi parliamo di un libro particolare che è stato il primo di un tris di letture diciamo a tema che ho fatto qualche tempo fa, sto parlando de “I Due Esorcisti” di Ray Russell che ho letto prima de “L’Esorcista” di W. P. Blatty e prima di “Rosemary’s Baby” di Ira Levin, di cui parleremo a breve.

Questi due testi hanno molto in comune dalla trama, ma “I due Esorcisti” (1962) ha preceduto il famoso “L’esorcista” di Blatty (1971).

Parliamone!

I Due Esorcisti – Ray Russell

Casa editrice: TEA

Pagine: 206

Genere: horror (possessione demoniaca), thriller

Prezzo di Copertina: € 14,00

Prezzo ebook: € 7,99

P. Pubblicazione (USA): 1962

Link all’acquisto: QUI

Incipit

Forse perché Dio si è ormai trasformato in un barcollante Babbo Natale con gli occhi lucidi e la barba posticcia; forse perché la Chiesa ci alletta con suadenti spot televisivi; forse perché i cartelloni pubblicitari, con foto ritoccate e abili slogan, ci assicurano che la famiglia che prega unita rimane unita; forse perché la religione è diventata una cosa artificiale, tutta luci e niente ombre, una caramella pia, così zuccherosa, così stucchevole e così inevitabilmente soporifera da dar ragione a Karl Marx quando la definiva l’oppio dei popoli; forse perché la religione è stata ormai lentamente, sistematicamente private dell’orrore, del sangue, dello smarrimento, del terrore, dell’idea che esistano e agiscano forze primordiali – tutte cose senza le quali non esistono i grandi amore, la grande arte e la grande fede… Forse per tutte queste ragioni, ma più probabilmente per motivi che ci sfuggono, in un tormentato fine settimana della seconda metà del ventesimo secolo un prete cattolico venne messo alla prova.

Trama

Susan Garth è una ragazza perbene: occhi limpidi, capelli biondi, brava a scuola, tutte le domeniche a messa… Almeno fino al giorno in cui comincia a comportarsi in maniera insolita e alla chiesa non riesce più nemmeno ad avvicinarsi, o alla notte in cui si spoglia di fronte al vecchio parroco e gli affonda le unghie nella gola… Gli anni Sessanta stanno sbocciando, e i preti ormai confidano più spesso nella psichiatria che nella demonologia, ma non il vescovo Crimmings, convinto che dietro quello sguardo apparentemente innocente si nasconda il Principe delle Tenebre, il Diavolo in persona. A Susan non serve un bravo psicologo, bensì un esorcismo in piena regola e, per eseguire il rito, il prelato chiede aiuto al nuovo parroco, padre Sargent, un giovane e disinvolto prete dalla mentalità aperta e la passione per il brandy. Insieme, i due esorcisti, in un crescendo di tensione e violenza, affronteranno l’oscurità che tormenta la ragazza. Ma un’altra sconvolgente verità attende di essere rivelata. Perché se il Male ha un solo nome, può avere molti volti…

Recensione

Come dicevamo, se dovessimo leggere solo la trama senza andare oltre questo libro potrebbe assomigliare alla copia sputata de “L’esorcista”, ma dopo averli letti entrambi posso dire che se all’apparenza sembrano simili in realtà i due testi presentano storie molto diverse, accomunate certo dalla possessione demoniaca con vittima una ragazza giovane, ma diversi.

Questo romanzo è però considerato alla base di titoli come l’ipercitato “Esorcista” e “Rosemary’s Baby” di Ira Levin, un altro libro di cui parleremo a breve. In America questo romanzo è considerato un capostipite della letteratura di genere, ma qui da noi è arrivato solo nel 2018 edito TEA.

Stile, Ritmo e Atmosfere

Lo stile di Russell è piuttosto semplice e diretto, nei dialoghi, nelle descrizioni, nei pensieri dei personaggi va dritto al punto, è uno stile capace di narrare eventi anormali, come la possessione demoniaca in modo diretto.

Lo stile contribuisce senza dubbio anche alla velocità nel ritmo di lettura, perché è un libro che si tende a terminare in poco tempo e anche il ritmo interno della vicenda rimane sempre costante con picchi di spiccata velocità.

In generale se dovessi descrivere lo stile di Ray Russell lo descriverei come uno stile senza dubbio godibile che permette al lettore di avanzare in modo veloce, ma senza particolari tratti distintivi.

Le atmosfere sono abbastanza cupe, infatti per la maggior parte del tempo ci troviamo in luoghi chiusi, soprattutto in chiesa e l’atmosfera è quella tipica di un ambiente con luci soffuse, angoli oscuri, candele ad illuminare, urla disumane che rimbombano tra le pareti, visitatori sospettosi che bussano alla porta chiedendo spiegazioni su queste urla mostruose ecc. ecc.

Insomma l’atmosfera funziona abbastanza bene, anche se secondo me l’autore avrebbe potuto spingere di più su questa, renderla ancora più oscura e cupa, rendere l’ambiente più degno di nota, insomma insistere sul tono tetro del tutto, ma ovviamente questa è una mia personalissima opinione.

La possessione e il dramma di un parroco

Come dicevamo la storia si concentra su questo parroco di nome Sargent, padre Sargent, appena arrivato in questa cittadina come nuova figura in sostituzione al precedente parroco, che si ritrova con una bella gatta da pelare, ovvero un possibile caso di possessione demoniaca a danno della giovane Susan Garth, una ragazza all’apparenza perfetta, brava a scuola, devota, amata da tutti, che inizia a manifestare comportamenti “strani”.

Abbiamo i classici comportamenti da possessione demoniaca, quindi parlare e leggere in lingue che non si conoscono, avere problemi con la religione e le chiese, avere atteggiamenti molto provocatori anche a livello sessuale, soprattutto considerando che Susan è una ragazza che non ha mai manifestato atteggiamenti di questo tipo, insomma Susan inizia a comportarsi in modo assolutamente bizzarro.

Padre Sargent quindi decide, con l’aiuto di un suo amico che viene a fargli visita, il vescovo Crimmings, di praticare un esorcismo soprattutto su consiglio del vescovo che nota gli evidenti segni di una presenza maligna.

Inizia così l’esorcismo in totale segreto, non viene detto nulla infatti né al padre della ragazza, né ad altre persone della cittadina, gli unici ad esserne a conoscenza sono Sargent, Crimmings e la donna che si occupa di aiutare il parroco.

Nella cittadina inizieranno a diffondersi delle voci con l’avanzamento dei giorni, perché questa ragazza sembra essere sparita e dalla chiesa e dalla canonica si avvertono strani movimenti.

La storia è quindi un crescendo di eventi in cui assistiamo all’esorcismo di questa giovane e ad alcuni segreti che verranno via via rivelati, sul perché di questa possessione, sui misteri riguardanti la famiglia di Susan e sulle intenzioni di padre Sargent.

Infatti il nostro protagonista è un parroco in piena crisi perché non è più sicuro di se stesso e del suo credo, sente di aver perso la fede e sospetta che i motivi del suo trasferimento siano legati ad atti magari poco corretti che ha compiuto in precedenza.

Penso che uno degli aspetti più affascinanti del libro sia il tormento interiore di padre Sargent che si trova ad un bivio della sua vita e proprio in quel momento si ritrova a fare i conti con una grande prova di fede e una prova anche dell’esistenza del male.

Padre Sargent è un uomo giovane e si nota in vari punti del testo la sua inesperienza e il suo senso di spaesamento nei confronti di varie situazioni, prima fra tutte la possessione di Susan, nonostante sia spronato dall’amico infatti padre Sargent tenta fino all’ultimo di delegare il compito a lui e fino all’ultimo rimane dubbioso nei confronti della pratica dell’esorcismo.

Insomma, il protagonista è un uomo in piena crisi che mostra il suo lato più umano, si ritrova in tante situazioni in cui è costretto a credere guardando ciò che ha davanti, e nel corso del libro possiamo ammirare il suo percorso verso un nuovo capitolo della sua vita.

Conclusioni

“I Due Esorcisti” è un libro che appartiene al genere horror è rispetta in pieno le classiche caratteristiche di un libro che ha alla base la possessione demoniaca, penso sia un libro utile da leggere se vi piace questo filone e se volete esplorare le origini di questo, perché come scritto sopra il testo in questione è un pilastro del genere.

Dal punto di vista personale sono felice di aver letto questo libro anche per vedere di persona l’evoluzione del genere e rendermi conto meglio di ciò che ha anticipato libri come “L’esorcista” e “Rosemary’s Baby”, quindi a parte il gradimento l’ho considerata una lettura degna di nota.

A livello invece di gradimento diciamo che è stata una lettura piacevole, ho sentito la mancanza di vari aspetti però, è come se ci fossero le basi per una storia con i fiocchi, l’idea, i personaggi, l’atmosfera, i collegamenti narrativi, ma alla fine manca quel qualcosa che dona alla storia la sua personalità.

E’ un testo sicuramente importante per il suo ruolo, ma manca una fetta di profondità importante, ad esempio parlando dell’atmosfera, questa c’è ed è interessante, ma è solo stata spolverata, come scritto sopra si poteva approfondire di più, insomma rendere la storia più vivida e viva.

Nonostante questo se vi piacciono gli horror con le possessioni demoniache ecco qui un libro da considerare!

Voto:

Bene, e voi? Avete mai letto “I Due Esorcisti”? Sì? Vi è piaciuto? No? Fatemi sapere!

A presto!

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