LiberTiAmo di Aprile (2021)

Buon giovedì!

Come state? Come sta avanzando questa settimana?

Oggi siamo qui per parlare un poco assieme del libro che sarà in lettura nel mese di aprile per il gruppo di lettura “LiberTiAmo” che trovate su Goodreads e Telegram.

Come sempre potrete unirvi da oggi fino al 30/04, quindi per tutto il mese di aprile (siamo già ad aprile, non ci voglio credere), alla lettura e parlarne assieme in qualunque momento.

Scopriamo la lettura di aprile!

Nella Casa dei tuoi Sogni – Carmen Maria Machado

Casa editrice: Codice Edizioni

Link all’acquisto: QUI

Trama

Carmen Maria Machado racconta lo smarrimento e la solitudine di trovarsi in una relazione segnata dall’abuso psicologico, e allo stesso tempo ci consegna, oltre a una toccante autobiografia, una profonda riflessione sulla scrittura e sulla natura stessa del memoir. Per analizzare il suo rapporto con una donna bella e carismatica, ma anche instabile e violenta, e capire come quello che le è successo l’abbia plasmata nella persona che è ora, Machado attinge a piene mani da numerosi generi letterari e dalla cultura pop. Capitolo dopo capitolo siamo trasportati dalla casa stregata al bildungsroman, dal noir alla novella picaresca, da Cechov alle fiabe, da Star Trek ai cattivi della Disney, in un tour de force sul trauma e sulla sua elaborazione che smantella lo stereotipo dell’idilliaca relazione tra donne. Al centro di tutto la casa dei sogni, il simbolo di ciò che poteva essere e non è stato.

Nella casa dei Tuoi Sogni è stato pubblicato in Italia nel 2020, appartiene al genere memoir, autobiografia, ma viene definito un memoir non ortodosso, che si differenzia dal concetto standard di memoir.

Carmen Maria Machado è una scrittrice statunitense.

E voi? Parteciperete alla lettura? Fatemi sapere!

A presto!

Le Braci – Sàndor Màrai

Buon venerdì e buon quasi weekend!

Come state? Com’è andata la settimana?

Oggi parliamo finalmente de “Le Braci” di Sàndor Màrai, un libro che ho letto mesi fa, ci cui ho accennato qualcosa negli articoli di dicembre, ma di cui non abbiamo mai parlato precisamente e in modo approfondito, oggi è il momento di farlo.

“Le Braci” fu pubblicato per la prima volta in Ungheria nel 1942 senza successo e in italiano nel 1998 da Adelphi. Màrai stesso dischiarò di non amare questo romanzo in quanto “eccessivamente romantico”, iniziamo con la recensione!

Le Braci – Sàndor Màrai

Casa Editrice: Adelphi

Pagine: 181

Prezzo di Copertina: € 11,00

Prezzo ebook: € 6,99

Anno di p. Pubblicazione: 1942

Link all’acquisto: QUI

Trama

Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: “una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione”. Tutto converge verso un “duello senza spade” ma ben più crudele. Tra loro, nell’ombra il fantasma di una donna.

“Tutto ciò a cui giurammo fedeltà non esiste più” dice l’ospite gravemente, e solleva a sua volta il bicchiere. “Sono tutti morti, oppure se ne sono andati, hanno rinunciato a tutto quello che giurammo di difendere. Esisteva un mondo per il quale valeva la pena di vivere e di morire. Quel mondo è morto. Quello nuovo non fa più per me. E’ tutto ciò che posso dire.” “Per me quel mondo è sempre vivo, anche se non esiste più nella realtà. E’ vivo perché gli ho giurato fedeltà. E’ tutto ciò che posso dire.” “Sì, tu sei rimasto un vero soldato.”

Recensione

Le braci è diventato un classico decisamente letto e per la maggior parte apprezzato, che ha fatto esplodere la fama si Màrai, autore anche de “La donna Giusta” e “L’Eredità di Eszter“.

Il libro è un dialogo, per la maggior parte monologo in realtà del protagonista perché la controparte non si lascia andare a particolari battute (anche se sono presenti), fra due uomini, un tempo migliori amici, separati dal tempo e da un fatto che ha spezzato questo legame.

I due si incontrano di nuovo ormai in tarda età dopo anni e anni di lontananza per parlare, in particolare il protagonista sembra tenere molto a questo dialogo ed è chiara la sua insistenza per avere questo atteso confronto.

Stile, Ritmo, Atmosfere

Lo stile di Màrai indugia in determinati punti su vari aspetti, lo definirei uno stile descrittivo, non solo a livello di oggettistica o ambienti, ma anche di personalità e esperienze di vita, si lascia andare a descrizioni su concetti universali come l’amicizia, l’amore, la vendetta (che è una tematica fondamentale qui), il tradimento e l’essere umano in toto.

Di certo questo è anche uno degli aspetti migliori, secondo me, da queste descrizioni fuoriescono immagini potenti a tratti poetiche, ma anche terribili che puntano a mettere a nudo l’umanità e gli aspetti negativi, ma allo stesso tempo naturali di questa.

Le atmosfere create, la potenza con cui vengono espressi determinati concetti, le immagini vivide e vibranti sono fra le ragioni per cui, a mio vedere, questo libro è diventato un testo amato e osannato.

Il castello era un mondo a sé stante, come quei grandi e sfarzosi mausolei di pietra in cui languono le ossa di intere generazioni e si dissolvono le vesti funebri di seta grigia o panno nero di donne e uomini vissuti in altri tempi. Esso racchiudeva in sé il silenzio, come un recluso che vegeti esanime sulla paglia marcescente di un sotterraneo, con la barba lunga, vestito di stracci e coperto di muffe.

Il ritmo del testo infine è piuttosto lento, arriviamo alla scoperta del movente di questa separazione piano piano, ma questa scoperta (anche se importante) non è il vero punto del libro, il testo vuole concentrarsi soprattutto sul dialogo fra queste due figure, una che risulta più vogliosa di parlare e l’altra più restia ad esprimersi.

Inoltre vorrei utilizzare un poco di spazio per parlare brevemente delle immagini che raffigurano il personaggio femminile della storia, sono sempre frammenti intrisi di delicatezza, Màrai sembra voler creare apposta per lei fotogrammi morbidi, toccati fin da una punta di innocenza, anche se i fatti sono diversi.

Personaggi

I personaggi creati dall’autore sono umani, il modo in cui esso riesce a rappresentarli è pieno di debolezze, sfaccettature, riflessioni, sentimenti, tutto ciò che contraddistingue personaggi davvero umani, non caricature o tentativi di umanizzazione, ma umanità pura.

Henrik, il protagonista, è il personaggio che come dicevo si perde più di tutti in lunghi dialoghi, rivelazioni, chiarimenti, ha atteso per parecchio tempo il momento giusto per sfogarsi e noi siamo gli spettatori di questo lungo sfogo.

Dalle parole di Henrik traspare un senso di delusione reso più mansueto dal peso degli anni, di infinita vendetta, non un tipo di vendetta violenta e combattiva, ma un tipo di vendetta più subdola e covata in gola e nelle profondità del personaggio per molto tempo.

Penso sia interessante parlare del fatto che Henrik risulta un personaggio intelligente, saggio (saggezza data anche dagli anni), ormai più che maturo, che analizza le situazioni accadute mostrandole al suo interlocutore con chiarezza e oggettività, ma nonostante questo in certi punti sembra perdersi, soffocato dalla morsa di una voglia ardente di vendette più violenta invece e non misurata.

Vuole prendersi delle piccole soddisfazioni spezzando a tratti quell’immagine di uomo pacato e saggio, traspare il suo lato più velenoso, più immaturo anche, che stuzzica l’interlocutore per il puro piacere di farlo, c’è una battuta molto importante che voglio prendere come esempio, ad un tratto Henrik punta a girare il coltello nella piaga dicendo a Konrad che “ha detto il mio nome prima di morire, non il tuo”.

Questa battuta è in contrapposizione con l’atteggiamento disteso e pacatamente vendicativo che si vanta di poter assumere, oltre a questa battuta si lascia andare spesso a piccole ripicche, frecciatine, battutine, come se non riuscisse a farne a meno.

Konrad, il suo interlocutore e amico di una vita che incontra dopo anni di separazione, non parla molto, lascia la palla per la maggior parte del tempo al vecchio amico, lo corregge di tanto di in tanto, ma è un caso raro, e alle domande di lui non risponde mai costruendo un quadro vero e proprio del suo comportamento, a volte non risponde nemmeno.

Di Konrad viene fuori il quadro di un personaggio più misterioso, silenzioso, che non racconta del tutto la sua verità e i suoi perché, rimane un’individuo non compreso del tutto, con molti lati oscuri.

Viene accusato dal vecchio amico nel corso del loro lungo dialogo e sembra confermare sempre le teorie di questo che gli svuota addosso tutti i suoi sospetti e dubbi sul loro passato rapporto, non chiarendo del tutto viene spontaneo pensare che dia ragione a questo anche quando lo accusa di averlo sempre odiato e di essere sempre stato invidioso di lui.

Krisztina invece è la donna di mezzo, la causa della separazione, il fantasma che tormenta entrambi, una presenza che ai tempi della narrazione non c’è, ma si avverte, viene data la vita a questa grazie ai racconti dei due.

Come dicevo lei viene ritratta con delicatezza, sembra che agli occhi dei due lei sia innocente, che non abbia una parte di colpa, ma che sia questa entità lontana dotata di grazia ed eleganza che non potrai mai andarsene del tutto.

I personaggi sono un altro aspetto decisamente importante del libro, le loro sfaccettature e le loro analisi che assieme al loro passato aprono anche il vaso di Pandora che è l’essere umano.

Finale ed Espediente del Dialogo

Il finale è nebuloso, alla fine di questo enorme discorso ci ritroviamo davanti due contenitori, due uomini svuotati dei loro ricordi e delle loro impressioni su ciò che è accaduto e torna il concetto di vendetta, Màrai sembra voler far intendere che la vendetta non se ne va mai davvero, diventa più silenziosa, si nasconde aspettando il momento giusto per colpire e una volta attaccata la preda si accascia e guarda ciò che ne rimane.

L’autore utilizza l’espediente del dialogo per sviscerare varie tematiche, come dicevo prima si toccano i temi base dell’umanità come l’amicizia e l’amore, ma anche la gelosia, il tradimento e soprattutto quei temi sottili, nascosti, quei sentimenti che sono difficili da riconoscere, le gelosie sotterranee, i brevi tic che annunciano l’inizio o la fine di qualcosa ecc. ecc.

Conclusioni

E’ difficile descrivere “Le Braci”, lo definirei un libro che ci proietta all’interno di una discussione infinita fra due personaggi, perché ad un certo punto questa termina, ma sappiamo che non terminerà mai davvero.

E’ un libro che si proietta sempre nel passato, si concentra su questo senza vedere il presente o il futuro, si lascia andare ai ricordi, alla nostalgia, a ciò che è perduto.

La consiglio vivamente come lettura per le tematiche affrontate e per il modo in cui l’autore riesce ad affrontarle, alcuni ragionamenti possono sembrare già visti (ma sono rari questi casi), per la maggior parte ci si ritrova persi in divagazioni che donano spunti importanti di riflessione.

Voto:

Di certo leggerò altro di Màrai, assegno quattro stelle perché nonostante faccia parte del quadro che l’autore vuole creare, avrei gradito qualche battuta/riscontro in più da parte del personaggio di Konrad.

E voi? Avete mai letto Màrai o “Le Braci”? Sì? Vi è piaciuto? No? Perchè? Fatemi sapere!

A presto!

LiberTiAmo di Marzo (2021)

Buon lunedì e buon inizio settimana!

Come state? Come avete trascorso ormai il passato febbraio?

Ci tengo subito a scusarmi per l’assenza di febbraio, che è stato per me un mese piuttosto pieno e impegnativo che allo stesso tempo è trascorso piuttosto velocemente, quindi perdonatemi davvero per l’assenza. Di certo marzo sarà diverso, dato che ci sono già un tot di articoli pronti per le prossime settimane/giorni, quindi buttiamoci alle spalle febbraio e focalizziamoci su marzo!

Oggi tuttavia, parliamo del libro del mese di marzo, un mese lungo che inizia nel migliore dei modi annunciando la lettura del mese, vi ricordo come sempre, che potete trovare il gruppo su Goodreads e Telegram.

Parliamo subito del libro di marzo!

Cuore di Tenebra – Joseph Conrad

Casa editrice: Feltrinelli

Link all’acquisto: QUI

Trama

Marlowe racconta di aver avuto l’incarico di sostituire un capitano fluviale ucciso dagli indigeni nell’Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e, giunto alla stazione della compagnia, vede come gli indigeni muoiano di stenti e di sfruttamento. Dopo un lungo viaggio di duecento miglia sul fiume rintraccia Kurtz, un leggendario agente capace di procurare più avorio di ogni altro. In realtà Kurtz, uomo solo e ormai folle, è quasi morente. Viene convinto a partire, ma muore sul battello che lo trasporta, dopo aver pronunciato un discorso che non può nascondere “la tenebra del suo cuore”. 

Cuore di Tenebra è stato pubblicato per la prima volta (ed. originale) nel 1899.

Nel racconto Conrad sostiene in modo piuttosto evidente la teoria riguardante il fatto che non ci sia più di tanta differenza fra i popoli civilizzati e quelli “selvaggi”.

Dal racconto di Conrad è nata l’ispirazione per il film “Apocalypse Now”.

Il libro è in lettura da oggi (01/03) al 31/03, quindi per tutto il mese di marzo, potete unirvi alla lettura in qualunque momento.

E voi? Vi unirete alla lettura? Avete già letto questo libro? Fatemi sapere!

A presto!

News Letterarie #16

Buon venerdì e buon quasi inizio weekend!

Oggi torna un articolo che io amo decisamente scrivere, fa parte di una rubrica che vorrei diventasse di frequente pubblicazione quest’anno, sto parlando delle “News Letterarie“, rubrica in cui parliamo di novità libresche che si presenteranno nelle librerie prossimamente o sono da poco uscite per essere presentate sugli scaffali.

Incolpo come sempre questa rubrica per i nuovi inserimenti in wishlist, ma rallegra sempre la giornata scoprire nuovi titoli interessanti quindi accetto senza protestare.

Parleremo di tredici uscite letterarie e una menzione onorevole, alcune di queste sono già in libreria, lo so, ho fatto delle piccole eccezioni perché sono titoli di cui volevo assolutamente parlare. Sono parecchie questa volta perché le uscite interessanti del periodo arrivano a saccate!

Iniziamo!

Piranesi – Susanna Clarke

Data di Uscita: 4 febbraio 2021

Prezzo di Copertina: € 16,50

Piranesi vive nella Casa. Forse da sempre. Giorno dopo giorno ne esplora gli infiniti saloni, mentre nei suoi diari tiene traccia di tutte le meraviglie e i misteri che questo mondo labirintico custodisce. I corridoi abbandonati conducono in un vestibolo dopo l’altro, dove sono esposte migliaia di bellissime statue di marmo. Imponenti scalinate in rovina portano invece ai piani dove è troppo rischioso addentrarsi: fitte coltri di nubi nascondono allo sguardo il livello superiore, mentre delle maree imprevedibili che risalgono da chissà quali abissi sommergono i saloni inferiori. Ogni martedì e venerdì Piranesi si incontra con l’Altro per raccontargli le sue ultime scoperte. Quest’uomo enigmatico è l’unica persona con cui parla, perché i pochi che sono stati nella Casa prima di lui sono ora soltanto scheletri che si confondono tra il marmo. Improvvisamente appaiono dei messaggi misteriosi: qualcuno è arrivato nella Casa e sta cercando di mettersi in contatto proprio con Piranesi. Di chi si tratta? Lo studioso spera in un nuovo amico, mentre per l’Altro è solo una terribile minaccia. Piranesi legge e rilegge i suoi diari ma i ricordi non combaciano, il tempo sembra scorrere per conto proprio e l’Altro gli confonde solo le idee con le sue risposte sfuggenti. Piranesi adora la Casa, è la sua divinità protettrice e l’unica realtà di cui ha memoria. È disposto a tutto per proteggerla, ma il mondo che credeva di conoscere nasconde ancora troppi segreti e sta diventando, suo malgrado, pericoloso.

Susanna Clarke è l’autrice de “Jonathan Strange e il Signor Norrell”, amatissimo fantasy del 2004. Anche Piranesi è un fantasy labirintico, ambientato quasi in un modo perso nei sogni, ovattato e misterioso. Il libro arriva finalmente in Italia con la casa editrice Fazi.

La Città di Vapore – Carlos Ruiz Zafòn

Data di Uscita: 9 febbraio 2021

Prezzo di Copertina: € 18,50

L’ultima opera dell’autore de “L’ombra del vento”, l’omaggio letterario con cui Carlos Ruiz Zafón ha voluto congedarsi per sempre dai suoi lettori. «Posso evocare i volti dei bambini del quartiere della Ribera con cui a volte giocavo o facevo a botte per strada, ma non ce n’è nessuno che desideri riscattare dal paese dell’indifferenza. Nessuno tranne quello di Blanca.» Si apre così la raccolta di racconti che lo scrittore della saga del Cimitero dei libri dimenticati ha voluto lasciare ai suoi lettori. Un ragazzino decide di diventare scrittore quando scopre che i suoi racconti richiamano l’attenzione della ricca bambina che gli ha rubato il cuore. Un architetto fugge da Costantinopoli con gli schizzi di un progetto per una biblioteca inespugnabile. Un uomo misterioso vuole convincere Cervantes a scrivere il libro che non è mai esistito. E Gaudí, navigando verso un misterioso appuntamento a New York, si diletta con luce e vapore, la materia di cui dovrebbero essere fatte le città. “La città di vapore” è una vera e propria estensione dell’universo narrativo della saga di Zafón: pagine che raccontano la costruzione della mitica biblioteca, che svelano aspetti sconosciuti di alcuni dei suoi celebri personaggi e che rievocano da vicino i paesaggi e le atmosfere così care ai lettori. Scrittori maledetti, architetti visionari, edifici fantasmagorici e una Barcellona avvolta nel mistero popolano queste pagine. Per la prima volta pubblicati in Italia, i racconti della “Città di vapore” ci conducono in un luogo in cui, come per magia, riascoltiamo per l’ultima volta la voce inconfondibile dello scrittore che ci ha fatto sognare.

Un approfondimento della famosa saga di Zafòn, ultimo testo dell’autore venuto a mancare purtroppo nel giugno dell’anno scorso. Il testo in questione è una raccolta di racconti che cerca di approfondire la saga de il “Cimitero dei Libri”.

Quando Abbiamo Smesso di Capire il Mondo – Benjamìn Labatut

Data di Uscita: 4 febbraio 2021

Prezzo di Copertina: € 18,00

C’è chi si indispettisce, come l’alchimista che all’inizio del Settecento, infierendo sulle sue cavie, crea per caso il primo colore sintetico, lo chiama «blu di Prussia» e si lascia subito alle spalle quell’incidente di percorso, rimettendosi alla ricerca dell’elisir. C’è chi si esalta, come un brillante chimico al servizio del Kaiser, Fritz Haber, quando a Ypres constata che i nemici non hanno difese contro il composto di cui ha riempito le bombole; o quando intuisce che dal cianuro di idrogeno estratto dal blu di Prussia si può ottenere un pesticida portentoso, lo Zyklon. E c’è invece chi si rende conto, come il giovane Heisenberg durante la sua tormentosa convalescenza a Helgoland, che probabilmente il traguardo è proprio questo: smettere di capire il mondo come lo si è capito fino a quel momento e avventurarsi verso una forma di comprensione assolutamente nuova. Per quanto terrore possa, a tratti, ispirare. È la via che ha preferito Benjamín Labatut in questo singolarissimo e appassionante libro, ricostruendo alcune scene che hanno deciso la nascita della scienza moderna. Ma, soprattutto, offrendoci un intrico di racconti, e lasciando scegliere a noi quale filo tirare, e se seguirlo fino alle estreme conseguenze.

E’ di certo un uscita molto attesa, e particolare, è infatti una raccolta di racconti che narrano la nascita della scienza moderna attraverso momenti/scoperte decisamente importanti. Questo è il primo testo dell’autore tradotto e portato in Italia da Adelphi.

La Donna Gelata – Annie Ernaux

Data di Uscita: 8 febbraio 2021

Prezzo di Copertina: € 17,00

Una giovane coppia si sposa, condivide una casa, fa due figli. Anche se animata da ideali egualitari e progressisti, la famiglia presto si sbilancia e tutto il peso delle incombenze di ogni giorno ricade esclusivamente sulla moglie. Un’ingiustizia quotidiana, “normale”, che vivono moltissime donne. Con sguardo implacabile “La donna gelata” traccia un percorso di liberazione capace di trasformare l’inconfessabile orrore per la propria vita in coraggiosa e spietata presa di coscienza. Alternando l’impeto di una requisitoria alla precisione di un’indagine, Ernaux ci consegna un’analisi dell’istituzione matrimoniale che non ha uguali nella letteratura contemporanea.

Annie Ernaux è una autrice affermata e conosciuta in Italia per testi come “Gli Anni”, “Memoria di Ragazza” e “Una Vita di Donna”. Torna con un romanzo famigliare e matrimoniale, che narra della condizione di molte figure femminili all’interno della coppia e della famiglia.

L’Ultima Estate – André Aciman

Data di Uscita: 25 febbraio 2021

Prezzo di Copertina: € 16,00

Sud Italia, un’estate sulla Costiera amalfitana. A causa di un guasto alla loro imbarcazione, un gruppo di giovani americani si ritrova a soggiornare in un hotel frequentato da attempati turisti poco inclini al divertimento. Lì conoscono Raúl, personaggio riservato e imperscrutabile, sempre seduto in disparte con il suo taccuino. Finché un giorno si avvicina al loro tavolo: accortosi che Mark soffre visibilmente a una spalla, gli posa una mano sul punto dolorante, alleviandone il fastidio. Non contento, procede rivelando dettagli personali, anzi intimi, su tutti i presenti, informazioni che nessuno avrebbe mai potuto conoscere… Per vincere la diffidenza dei giovani, spiazzati dalle sue scomode verità, decanta loro le meraviglie della zona: una zona che frequenta d’estate fin da quando era bambino, piena di risonanze legate al mondo della mitologia, come i Lugentes Campi, i campi del pianto, dove gli amanti infelici errano ricordando le loro pene d’amore. L’unica del gruppo che non sembra lasciarsi ammaliare dal suo fascino e dalla sua retorica è Margot, che Raúl inizialmente aveva chiamato con quello che secondo lui doveva essere il suo vero nome di battesimo, Maria. Ma con il passare delle ore e dei giorni, dopo un pranzo condiviso e lunghe camminate sulla spiaggia, Margot comincia a fidarsi di lui, ad aprirsi… E Raúl la condurrà in un viaggio indietro nel tempo, verso un passato che li lega molto da vicino.

Aciman torna dopo l’amato “Chiamami col Tuo Nome” e “Cercami”, per una nuova appassionante storia d’amore che narra non solo di amore, ma anche di passato, vita e fiducia.

I Venti di Sabbia – Kristin Hannah

Data di Uscita: 2 marzo 2021

Prezzo di Copertina: € 21,00

Texas, 1934. Milioni di persone sono rimaste senza lavoro e la siccità ha distrutto le Grandi Pianure. Gli agricoltori stanno combattendo per non perdere le loro terre e la loro fonte di sostentamento, dal momento che le coltivazioni avvizziscono irrimediabilmente, l’acqua si sta prosciugando e le tempeste di polvere e sabbia minacciano di seppellirli tutti. Uno dei periodi più bui della Grande Depressione, l’era del Dust Bowl, è arrivato come un’implacabile vendetta. In questo tempo incerto e pericoloso, Elsa Martinelli, una donna e madre coraggiosa, cerca in tutti i modi di salvare la sua famiglia e la fattoria dove vive, l’unica vera casa che abbia mai avuto. A un certo punto, però, come tanti suoi vicini, è costretta a fare una scelta angosciosa: continuare a combattere per la terra che ama o andare a ovest, in California, alla ricerca di una vita migliore. Per dare un futuro ai suoi figli decide di partire, ma il viaggio è estenuante e difficile, e l’arrivo ancora di più: la situazione in California non è così facile come Elsa credeva. Ampi e abbaglianti, i campi senza grano delle Grandi Pianure prendono vita in questo romanzo potente e indimenticabile, che è una parabola di difficoltà e nuovi inizi e al tempo stesso la narrazione epica del fallimento di un sogno, ora più che mai emblematico, e della speranza che ciononostante non viene mai meno.

Kristin Hannah è l’autrice de “L’Usignolo” testo da cui è stato tratto anche un film “The Nightingale”, ha vinto diversi premi negli anni. Questo testo in uscita tratta della Grande Depressione e del sogno americano che si spezza andando in frantumi, nel mezzo di tutto ciò una madre con una famiglia e un terreno da salvare.

Dante di Shakespeare – Rita Monaldi, Francesco Sorti

Data di Uscita: 4 febbraio 2021

Prezzo di Copertina: € 20,00

Tutto soggiace alla falce del Tempo, che ruba le cose care all’uomo. Solo nella poesia si può crearle di nuovo. All’alba del XXI secolo, dopo un sonno pluricentenario, viene ritrovato e battuto all’asta a Vienna il dramma perduto di Shakespeare: una trilogia teatrale su Dante Alighieri. Si scopre così che, per riuscire nell’impresa impossibile di raccontare il Sommo Poeta e la sua Divina Commedia, ci voleva il Sommo Drammaturgo: il genio di Stratford ha narrato l’intera vita di Dante intrecciandola con la trama del suo capolavoro, con le immagini sconvolgenti di Inferno, Purgatorio e Paradiso. Vedremo in scena l’infanzia e la giovinezza del Poeta, la morte della madre, l’incontro con Beatrice, i rovesci famigliari e politici, le tentazioni del sesso, la scoperta dell’amicizia con Guido Cavalcanti e della filosofia con i compagni di studi dell’Ateneo bolognese. Sulle assi del palcoscenico si susseguiranno avventure e disavventure, tradimenti, lotte, e soprattutto incubi e visioni: perché Dante, marchiato da un male oscuro, deve lottare con stati di alterazione e allucinazioni, chiave narrativa della Commedia, le cui scene balenano come una trama occulta nel corso travagliato della sua vita. Uno spettacolo vertiginoso, che strappa alle tenebre del passato dettagli e personaggi misconosciuti eppure decisivi e regala svolte inaspettate, in cui la vivida ricostruzione storica si fa intreccio appassionante, mescolando con successo stili e suggestioni tra il Trecento, l’epoca elisabettiana e i giorni nostri. Un’opera che riesce nell’impresa di restituirci Dante Alighieri in tutta la sua umanità, controcorrente.

Nell’anno in cui si celebra Dante, questo volume, il primo di una trilogia, è un esperimento particolare e affascinante. La coppia di scrittori infatti si mette nella “penna” di un Shakespeare che trova un dramma perduto di Dante. Da ciò nasce il racconto della vita di Dante intrecciandola con la Divina Commedia, questo primo volume è incentrato sull’Inferno gli altri due volumi usciranno entro 2 anni.

Daddy – Emma Cline

Data di uscita: 9 febbraio 2021

Prezzo di Copertina: € 17,50

Una famiglia perfetta, forse troppo, si riunisce per il Natale sotto lo sguardo di un padre pieno di colpe. Una commessa decide di vendere la propria biancheria intima su Internet per fare qualche soldo. Un uomo scopre quanto suo figlio può essere crudele. Una baby-sitter provoca uno scandalo e capisce che ama essere al centro dell’attenzione. Una sex addict prova a sedurre un celebre chef televisivo accusato di molestie.

Dall’autrice di “Le Ragazze”, “Daddy” è una raccolta di racconti che presentano personaggi piuttosto diversi fra loro e ripresentano situazioni legate alla vita di tutti i giorni con la prosa osannata della Cline.

Io e Mr. Wilder – Jonathan Coe

Data di Uscita: 18 febbraio 2021

Prezzo di Copertina: € 15,67

Calista Frangopoulos è una donna sposata di cinquantasette anni, con due figlie in procinto di lasciare casa. Francesca, la grande, andrà a fare l’università negli Stati Uniti e Arlene, la piccola, è stata presa per l’anno successivo a Oxford. Dopo aver lasciato Francesca all’aeroporto, Calista ricorda quando lei stessa era stata in America per tre settimane nel 1976 e l’incontro casuale che le aveva segnato l’esistenza, quando una sera a Los Angeles, con la sua amica Gill, si era ritrovata a tavola con Billy Wilder, senza sapere chi fosse. Un’occasione fortuita che un anno dopo l’aveva portata a lavorare come interprete dal greco sul set del penultimo film di Wilder, Fedora, che avrebbe determinato la sua scelta di diventare compositrice di colonne sonore e che, molti anni dopo, le avrebbe permesso di maturare una decisione importante con la leggerezza del finale di A qualcuno piace caldo: “Why not?”. Già, perché no? La vita è grande.

Jonathan Coe, autore de “La Casa del Sonno” e “La Banda dei Brocchi”, è la storia della giovane Calista che incontra il regista Billy Wilder e lo scrittore Iz Diamond. Viene descritta come una lettura scoppiettante e accattivante, una commedia alla Coe.

Come una Formica Rossa in una Goccia d’Acqua – Duilio Scalici

Data di Uscita: 15 febbraio 2021

Prezzo di Copertina: € 15,00

Duilio Scalici esordisce con un romanzo distopico ambientato in una ridente città del futuro. Tutto è deciso dallo Stato, persino la data della morte. La comunicazione avviene per il tramite di un banalissimo impiegato statale. È questo anche il lavoro di Limbo che tutti i giorni si reca presso gli indirizzi selezionati e comunica ai condannati la triste notizia, permettendo loro di scegliere come passare a miglior vita.

fonte Rivista Blam

Ho scoperto questo testo leggendo un articolo della “Rivista Blam” riguardante le uscite e mi ha ispirata molto la trama, è un distopico, un esordio che ha delle ottime premesse, edito G. Perrone editore al prezzo di € 15,00.

Il Turno di Grace – William Wall

Data di Uscita: 11 febbraio 2021

Prezzo di Copertina: € 18,00

Una intensa storia familiare raccontata attraverso la voce di due figlie, Grace e Jeannie, e articolata in tre parti, ognuna ambientata su un’isola diversa. La prima, alla fine degli anni Sessanta, su un’isoletta irlandese al largo di Cork, dove Grace e Jeannie vivono insieme alla madre, Jane, e alla sorella più piccola, Em. Il padre è un famoso scrittore, ma anche un manipolatore che le ha relegate lì per farne una specie di esperimento sociologico. Jane e le figlie hanno infatti uno stile di vita hippy, praticano un’agricoltura di pura sussistenza, le bambine non vanno a scuola, passano le giornate a cacciare animali selvatici. La situazione precipita quando la più piccola, Em, giocando, cade da una torretta e muore. Era il turno di Grace, doveva essere lei a prendersene cura.

Un romanzo famigliare intenso che verte anche sul senso di colpa, penso che la trama su Amazon e affini contenga uno spoiler finale, non so se è voluto ciò, ma vi consiglio di stare attenti se non volete incappare in spoiler. L’autore è stato finalista al Man Booker Prize.

L’Anomalia – Hervé Le Tellier

Data di Uscita: non pervenuta, sarà comunque a febbraio

Prezzo di Copertina: non pervenuto per il momento

Vincitore del premio Goncourt 2020 (il più prestigioso premio letterario francese), con questo romanzo Le Tellier ci racconta una storia ambientata nel prossimo futuro, vale a dire nell’estate del 2021. Il volo che da Parigi è diretto a New York subisce una turbolenza molto forte, ma nulla che gli impedisca di atterrare come previsto. C’è soltanto un’anomalia: questo volo è identico, nel modello, nell’equipaggio, persino nei passeggeri, a quello atterrato al JFK il 10 marzo. E allora interviene la CIA che, in segreto, fa dirottare l’aereo presso un aeroporto militare.

Libro che in patria ha riscosso un degno successo, un uscita piuttosto attesa, viene etichettato come un thriller, ma ha molto di più secondo i lettori francesi, umorismo, ironia, citazioni alla cultura classica e pop.

Le Donne di Dante – Marco Santagata

Data di Uscita: 4 febbraio 2021

Prezzo di Copertina: € 38,00

Da settecento anni la stella di Dante continua a brillare alta nel firmamento degli «spiriti magni» del nostro paese e della cultura occidentale. Con piglio magistrale, Marco Santagata racconta il grande poeta fiorentino attraverso le donne che egli conobbe di persona o di cui sentì parlare, e che ne accompagnarono l’intero cammino. Si avvia così un autentico carosello di figure femminili: donne di famiglia, dalla madre Bella alla moglie Gemma Donati e alla figlia Antonia, che si farà monaca col nome di Beatrice; donne amate, prima fra tutte il suo amore giovanile, la Bice Portinari trasfigurata nella Beatrice della «Vita Nova» e del «Convivio», e poi angelicata nel Paradiso; infine le dame e le gentildonne del tempo, come Francesca da Rimini e Pia de’ Tolomei, che pure trovano voce nelle cantiche della «Commedia». Lasciamoci allora guidare da parole e immagini alla scoperta anche delle zone d’ombra della biografia del poeta e vedremo dipanarsi uno straordinario, fitto garbuglio di vita vissuta e creazione letteraria.

Marco Santagata è l’autore de “Guida all’Inferno” un testo dedicato all’inferno di Dante, qui Santagata si dedica sempre a Dante, nell’anno della celebrazione del Sommo Poeta, ma in un volume più vasto e articolato dedicato alle donne presenti nella vita di Dante, ricostruisce la vita di lui grazie a queste figure e questi incontri.

Cocci di Vetro – Valeria Franco

Data di Uscita: febbraio 2021

L’animo umano: talvolta si rivela un luogo di tenebre e irrisolti che celiamo a noi stessi dietro una maschera di integrità. Ma al di là di essa ci riscopriamo scabri, acuminati, frantumi di un vaso di vetro andato in pezzi molto tempo fa. Cocci di vetro scava tra quei frammenti senza paura di ferirsi, alla ricerca di un bagliore che di riflesso torni a illuminarci.

Volevo menzionare “Cocci di Vetro” perché ne abbiamo parlato mesi fa quando il libro era ancora in campagna crowdfunding e ora verrà pubblicato questo mese, quindi congratulazione all’autrice, trovate la recensione qui.

E voi? Quale di queste novità vi entusiasma di più? Ne avete una favorita? Fatemi sapere!

A presto!

LiberTiAmo di Febbraio (2021)

Buon lunedì e buona settimana!

Come state? Come è iniziata questa nuova settimana che apre anche al mese di febbraio?

Oggi, come ogni inizio mese, riveliamo e parliamo un poco del libro che sarà in lettura per tutto il mese sul gruppo di lettura, che trovate come sempre su Goodreads.

Potrete come sempre unirvi alla lettura in ogni momento del mese, ma ora buttiamoci alla scoperta del titolo.

Caffè Amaro – Simonetta Agnello Hornby

Casa Editrice: Feltrinelli

Link all’acquisto: QUI

Trama

Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani: la bellezza di Maria è di quelle che gettano una malìa su chi vi posi lo sguardo, proprio come accade a Pietro Sala – che se ne innamora a prima vista e chiede la sua mano senza curarsi della dote – e, in maniera meno evidente, all’amico Giosuè, che è stato cresciuto dal padre di lei e che Maria considera una sorta di fratello maggiore. Maria ha solo quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è un facoltoso bonvivant che ama i viaggi, il gioco d’azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Eppure, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell’esistenza, una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere e a piacere. Attraverso l’eros, a cui Pietro la inizia con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l’apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia. Durante una vacanza a Tripoli, complice il deserto, Maria scopre anche di cosa è fatto il rapporto che, fino ad allora oscuramente, l’ha legata a Giosuè. Comincia una rovente storia d’amore che copre più di vent’anni di incontri, di separazioni, di convegni clandestini in attesa di una nuova pace.

Il libro è stato pubblicato nel 2016.

Simonetta Agnello Hornby è un autrice italiana naturalizzata britannica, autrice di numerosi romanzi tra i quali “La Mennulara“, “Il Veleno dell’Oleandro” e “Via XX Settembre“.

E voi? Vi unirete alla lettura? Avete già letto qualcosa dell’autrice? Fatemi sapere!

A presto!

Furore – John Steinbeck

Buon giovedì!

Finalmente ci rileggiamo, sono oramai passate tre settimane dall’ultimo articolo, ma ci tengo a dire che questa assenza non era per nulla voluta.

Il 2021 è arrivato fin da subito con vari problemi e come sempre il tempo è passato e la mia assenza si è prolungata, ora è il momento di iniziare per davvero l’anno qui sul blog infatti voglio ripartire con una recensione, sì, la recensione del mio libro preferito fra le letture dell’anno scorso, ovvero “Furore” di John Steinbeck.

Come gesto di buon auspicio per tutti i prossimi articoli che verranno iniziamo in modo vero e proprio con una lettura top.

Ne abbiamo già un poco parlato a dire il vero in qualche articolo passato in cui ho citato il testo in questione, ma oggi ne parleremo nel dettaglio in una vera e propria recensione dedicata.

Iniziamo subito perché vi ho fatto attendere già abbastanza direi!

Furore – John Steinbeck

Casa Editrice: Bompiani

Pagine: 633

Prezzo di Copertina: € 14,00

Prezzo ebook: € 8,99

Anno di P. Pubblicazione: 1939

Link all’acquisto: QUI

Trama

Pietra miliare della letteratura americana, Furore è un romanzo mitico, pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 e coraggiosamente proposto in Italia da Valentino Bompiani l’anno seguente. Il libro fu perseguitato dalla censura fascista e solo ora, dopo più di 70 anni, vede la luce la prima edizione integrale nella nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni. Una versione basata sul testo inglese della Centennial Edition dell’opera di Steinbeck, che restituisce finalmente ai lettori la forza e la modernità della scrittura del Premio Nobel per la Letteratura 1962. Nell’odissea della famiglia Joad sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un’intera nazione. L’impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera è sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con sé la propria miseria “come un marchio d’infamia”. Al tempo stesso romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell’uomo contro l’ingiustizia, Furore è forse il più americano dei classici americani, da leggere oggi per la prima volta in tutta la sua bellezza.

Terribile è il tempo in cui l’Uomo non voglia soffrire o morire per un’idea, perché quest’unica qualità è fondamento dell’Uomo, e quest’unica qualità è l’uomo in sé, peculiare nell’universo.

Recensione

Furore è un capo stipite della letteratura americana, la prima pubblicazione in lingua originale risale al 1939, vincitore appena uscito col National Book Award e nel 1940 con il Premio Pulitzer, è senza dubbio il più noto romanzo dedicato alla grande depressione americana degli anni ’30.

E’ complesso parlare di “Furore”, come di ogni libro amato penso, più un libro piace più diventa complicato riuscire a dipingerne un quadro preciso.

Stile, Ritmo, Atmosfera

Di certo le atmosfere di “Furore” sono impregnate di amarezza e disagio, seguiamo una famiglia, quella dei Joad, che intraprende un viaggio verso la California come migliaia e migliaia di americani durante la grande depressione, li seguiamo nel corso di varie peripezie, dinamiche interne, sogni distrutti, fughe, momenti di calma apparente, assistiamo alla loro corsa verso il futuro.

Il ritmo si prende i suoi tempi, ma non risulta mai troppo lento o strascicato, ogni singolo evento che accade a questa famiglia sembra voler aggiungere un tassello alla vicenda, rendendo anche i personaggi più umani, più vividi.

Sono tanti i fatti che accadono all’interno di “Furore”, positivi e negativi, ma ognuno lascia un ricordo per una particolare frase e o emozione percepita dai personaggi e condivisa con il lettore, senza parlare del fatto che lo stile di Steinbeck riesce a dare vita ad ogni scena anche a quelle più brevi, per dettagli realistici, quali ad esempio il calore del sole, la paura provata da un personaggio che si trasforma in sudore, la rassegnazione di un altro che diventa silenziosa come le lacrime versate di nascosto.

Ma’ alzò gli occhi sul viso della ragazza. Gli occhi di Ma’ erano pazienti, ma sulla fronte c’erano rughe d’ansia. Ma’ continuava a smuovere l’aria, e il suo pezzo di cartone teneva a bada le mosche. “Quando sei giovane, Rosasharn, tutto quello che ti capita se ne sta per conto suo. Se ne sta tutto solo come un’isola. Lo so, me lo ricordo, Rosasharn.” Le sue labbra amavano il nome della figlia. “Tu avrai un figlio, Rosasharn, e ti sentirai sola come un’isola. Starai male, e sarà un male tutto solo, e credimi, Rosasharn, questa tenda qui è sola al mondo.”

Lo stile di Steinbeck dal punto di vista lessicale è scorrevole, parlando per personaggi che esprimono con un lessico piuttosto semplice e a tratti ridotto, la sua interpretazione e lo stile adottato è perfettamente in sincronia con il tutto.

La narrazione viene inframmezzata a tratti con capitoli che seguono i protagonisti, la famiglia Joad appunto, e capitoli che si concentrano su una visione più generale del periodo storico narrato, una specie di riflessione dell’autore che dipinge un quadro di varie immagini che rappresentano quegli anni. Ad esempio in un capitolo Steinbeck parla delle concessionarie di auto usate, che cercano in ogni modo di spillare soldi nello specifico alle persone disperate in piena povertà impegnate in questa transumanza.

Personaggi

I personaggi principali sono quelli della famiglia Joad, una numerosa famiglia che noi impariamo a conoscere pian piano, ci tengo molto in questo caso a focalizzarmi sui personaggi perché sono senza dubbio uno dei punti forti di “Furore”.

Il primo membro che ci viene presentato è Tom, che conosciamo nelle prime pagine, è un ragazzo appena uscito dalla prigione che tenta di ricongiungersi alla famiglia, è di certo uno dei personaggi a cui viene più spontaneo affezionarsi, anche perché lui è il primo carattere che conosciamo e che troveremo famigliare nel corso del testo, ma ogni membro della famiglia ha una caratteristica propria e alla fine nel leggere le loro vicende sembra proprio di stare in famiglia.

Tom ha un carattere di base “buono” come viene descritto dagli altri, ma di certo può diventare molto violento, è finito in carcere proprio per questo, per un omicidio, questo viene rivelato nelle prime pagine più o meno quindi non lo considero così tanto spoiler. Diventa il maschio alpha della situazione anche se non in modo sempre diretto.

Assieme a Tom facciamo la conoscenza di un personaggio che non fa parte della famiglia, ma diventerà nel corso delle pagine un membro aggiunto ovvero Casy, un ex predicatore che ha perso la fede, o meglio pensa di non essere più il tramite giusto di Dio e per il corso del romanzo si perderà in riflessioni che arriveranno a tormentarlo, sulla vita, la morte, la fede e il futuro. E’ un personaggio decisamente importante, a tratti enigmatico.

Man mano conosciamo tutti, la madre e il padre di Tom, denominati Ma‘ e Pa‘ nel corso di tutto il testo e i nonni, chiamati solo Nonno e Nonna.

Tra queste quattro figure quella diventa un vero e proprio pilastro del romanzo è senza dubbio Ma‘, la madre di questi figli che è il motore che continua a trascinare questa famiglia fino al punto di destinazione e non perde occasione per spronare tutti, ma soprattutto fa sempre il possibile per tenere assieme la famiglia, nel bene e nel male.

Sembrava sapere che sei lei avesse vacillato, l’intera famiglia avrebbe tremato, e che se un giorno si fosse trovata a cedere o a disperare davvero, l’intera famiglia sarebbe crollata, avrebbe smarrito ogni volontà di funzionare.

Il personaggio di Ma‘ e di una potenza estrema ed è l’emblema della resistenza e dell’importanza della famiglia, la sua motivazione nel corso di tutto il testo nel proteggere tutti e nel non scollare mai la famiglia è immensa.

Il rapporto che ha inoltre con Rosasharn, Rose semplificando è di certo complesso da capire in un primo momento, lei è l’unica figlia femmina dei Joad e il comportamento di Ma’ in un primo momento può sembrare freddo, rigido e distaccato, ma è motivato dal sapere che in caso dovesse essere troppo morbida o accondiscendente con lei probabilmente la figlia si disperderebbe per lasciarsi andare.

Assieme a Rose infatti conosciamo Connie, che è il fidanzato, i due aspettano un bambino e quando incontriamo Rose per la prima volta lei è in dolce attesa. Il personaggio di Connie non viene più di tanto approfondito, diciamo che può diventare un cliché nella mente del lettore, per il modo in cui si comporta.

Ci tengo a dire che da metà libro in poi le scene con Rose sono sempre piuttosto potenti ed intime, dotate di una certa femminilità e comprensione, questa soprattutto nel finale.

Abbiamo poi il fratello di Pa’, lo zio John, un uomo che si incolpa per tutto il libro per un incidente grave capitato alla precedente moglie, lui diventa un anima in pena in cerca di redenzione, che vaga come un fantasma per tutto il testo, la sua presenza a tratti è trasparente, è un uomo che si autocondanna e si perde nell’alcool, nel senso di colpa e nella dannazione.

Parlando dei fratelli di Tom e dei figli rimanenti, abbiamo Noah, un giovane “diverso” rispetto agli altri, viene definito quello più strambo di tutti per il carattere e il padre non smette di incolparsi perché pensa sia colpa sua.

Al, invece, è anche lui un personaggio che vediamo spesso, molte volte assieme a Tom, è più giovane del fratello, ma non esita mai a mettersi in mostra e a volersi proporre per qualunque attività.

Ruthie e Winfield infine sono i più piccoli della famiglia Joad, i due fratellini, sorella e fratello che non la smettono per il corso di tutto il libro di combinare marachelle, girovagare ed esplorare.

Quando un membro della famiglia o un personaggio secondario se ne vanno, e capita con varie figure, è come avvertire un pezzo di un insieme perfetto a cui viene tolto un pezzo, chiusa l’ultima pagina di “Furore” le vicende vissute dai personaggi sono diventate le nostre, la famiglia la nostra, la fatica che provano per tutto il testo la nostra, e quando si arriva alla fine il lasciarli in balia di un futuro incerto ci rende insicuri e agitati.

Critica

Oltre ai personaggi sono vari i punti di forza di “Furore”, di certo l’aspra critica a quel tempo duro e affamato per l’America salta in primo piano e come ogni critica la visione si sposta anche sul futuro, l’occhio di Steinbeck infatti sembra vedere il lettore invitandolo a riflettere sulla propria di epoca.

La critica a figure avide e senza scrupoli che hanno rappresentato anche quel clima ricollegato alla Grande Depressione è evidente, critica rivolta a chi obbligava i disperati in cerca di soldi e cibo o di un alloggio a spostamenti di chilometri e chilometri solo per pochi centesimi, a chi obbligava queste persone a lavorare tutto il giorno abbassando sempre più la paga convinti che là fuori ci fosse sempre una fila immensa di gente disposta a lavorare in queste condizioni.

Steinbeck dipinge un periodo nero, disperato per l’America in un quadro vivido e sembra spingere il lettore a guardare in faccia la realtà.

Conclusioni

Di certo “Furore” è un libro che non lascia scampo, come i suoi personaggi, diventa spontaneo affezionarsi a loro, vivere le loro peripezie come se fossero le nostre.

Non credo sia una lettura semplice, ma di certo è una lettura formativa e difficile da dimenticare, quel classico libro a cui ripenserete sempre sentendovi grati per averlo letto.

Ci tengo a dire inoltre che girare l’ultima pagine e sapere di dover dire addio a tutti loro è stato un momento triste, i Joad conserveranno sempre un angolo nei miei ricordi.

Voto:

E voi? Avete mai letto “Furore”? Sì? Vi è piaciuto? No? Fatemi sapere!

A presto!

LiberTiAmo di Gennaio (2021)

Buon primo dell’anno e buon anno nuovo!

Sbarchiamo in questo 2021 con i propositi migliori e devo ammetterlo, sono stranita nel pensare ad oggi come il primo giorno di un nuovo anno, sarà per l’intensità dell’anno precedente.

Ne approfitto ovviamente con l’articolo di oggi per rinnovare i miei auguri e brindare a questo giorno e ai mesi che ci aspettano.

Parlando tra l’altro di ciò che ci aspetta, è il primo dell’anno, ma è anche il primo del mese e come sempre è il momento di annunciare il libro che leggeremo assieme al gruppo nel mese di gennaio.

Andiamo a scoprirlo subito!

Vardo. Dopo la Tempesta – K. M. Hargrave

Casa editrice: Neri Pozza

Link all’acquisto: QUI

1617, Norvegia nordorientale. In una funesta vigilia di Natale, il mare a Vardø si è improvvisamente sollevato e una folgore livida ha sferzato il cielo. Quando la tempesta si è acquietata in uno schiocco di dita, così com’era arrivata, le donne si sono raccolte a riva per scrutare l’orizzonte. Degli uomini usciti in barca non vi era, però, nessun segno. Quaranta pescatori, dispersi nelle gelide acque del Mare di Barents. Alla ventenne Maren Magnusdatter, che ha perso il padre e il fratello nella burrasca, e a tutte le donne di Vardø non resta dunque che un solo compito: mettere a tacere il dolore e cercare di sopravvivere. Quando l’inverno allenta la presa e le provviste di cibo sono quasi esaurite nelle dispense, le donne non si perdono d’animo: rimettono le barche in mare, riprendono la pesca, tagliano la legna, coltivano i campi, conciano le pelli. Spinte dalla necessità, scoprono che la loro unità può generare ciò che serve per continuare a vivere. L’equilibrio faticosamente conquistato è destinato, però, a dissolversi il giorno in cui a Vardø mette piede il sovrintendente Absalom Cornet, un fosco e ambiguo personaggio distintosi, in passato, per aver mandato al rogo diverse donne accusate di stregoneria. Absalom è accompagnato dalla giovane moglie norvegese, Ursa, inesperta della vita e terrorizzata dai modi sbrigativi e autoritari del marito. A Vardø, però, Ursa scorge qualcosa che non ha mai visto prima: donne indipendenti. Absalom, al contrario, vede solo una terra sventurata, abitata dal Maligno. Un luogo ai margini della civiltà, dove la popolazione barbara dei lapponi si mescola liberamente con i bianchi e dove una comunità di sole donne pretende di vivere secondo regole proprie.

Vardo, Dopo la Tempesta è stato pubblicato nel 2020.

E’ stato candidato per il Prix Femina ètranger.

Il libro sarà in lettura da oggi (01/01) al 31/01, quindi per tutto il mese di gennaio, potrete unirvi alla lettura in qualunque momento, ci trovate come sempre su Goodreads.

Ancora tanti auguri, noi ci leggiamo presto!

Arrivederci Maratona Natalizia

Buona Vigilia di Natale!

Cari/e ragazzi/e eccoci qui con l’ultimo articolo di questa maratona natalizia!

Che dire, anche quest’anno siamo arrivati alla fine, mi sembra ieri il primo del mese e oggi sono qui a farvi gli auguri per la vigilia e il Natale, ogni anno mi sembra di avere davanti 24 giorni infiniti e invece volano tutti.

Quest’anno sono volati in modo decisamente diverso e la feste che stiamo vivendo le viviamo in modo diverso, ma non cambia il fatto che abbiamo passato assieme 24 giorni in cui abbiamo parlato di libri, natale, regali, insomma della gioia di queste feste che nonostante tutto rimangono il periodo più magico dell’anno.

Una magia strana in questo 2020, certo, ma queste feste passeranno e sbarcheremo in un nuovo anno che si spera diverso da questo.

Quindi che dire, io vi ho già ammorbato per 23 giorni quindi non mi resta che farvi gli auguri di Natale, di Santo Stefano e in caso non dovessimo leggerci prima del 31, di un buon nuovo anno, e speriamo che anche solo il pensiero di un cambiamento e un nuovo anno possa portare un poco di speranza e gioia.

Spero che questi 23 giorni passati assieme vi abbiano in qualche modo portato un po’ di dolcezza e tranquillità, o anche solo qualche minuto di relax.

Noi ci leggiamo presto, grazie per essere rimasti con me anche quest’anno, a presto!

Il Panettone non Bastò – Dino Buzzati

Buon mercoledì e benvenuti/e nel penultimo giorno di maratona!

Ebbene sì, domani diremo “arrivederci” a questa maratona, ma non pensiamoci, c’è sempre tempo per rimandare le cose tristi.

Oggi concentriamoci su un libro di cui io voglio assolutamente parlarvi, l’ho già citato in un “Pillole Letterarie”, ma merita una recensione completa a sé.

Ovvero “Il Panettone non Bastò“, di Dino Buzzati, una raccolta di racconti, scritti, pensieri, dell’autore tutti riguardanti il Natale, che è stata la scoperta più piacevole fra i testi letti in preparazione alla maratona, il mio preferito.

L’ho lasciato per ultimo proprio per questo, per deliziarci di questo libro alla fine, prima della Vigilia, quindi direi di iniziare a parlarne per bene!

Il Panettone non Bastò – Dino Buzzati

Casa Editrice: Mondadori

Pagine: 240

Prezzo di Copertina: € 13,00

Prezzo ebook: € 7,99

Anno di Pubblicazione: 2019

Link all’acquisto: QUI

Trama

Trentatré racconti che, a partire dagli anni Trenta alla morte, Buzzati dedicò al Natale: c’è il ricordo del suo primo Natale adolescenziale senza il padre, una riflessione sulla tecnica dei regali, una fiaba illustrata dallo stesso scrittore bellunese. E ancora, il racconto scritto a bordo dell’incrociatore su cui Buzzati prestava servizio come inviato di guerra, una poesia su Gesù Bambino. Ne risulta un lungo viaggio nel mondo di un grande scrittore attraverso la lente di un argomento che lo ha sempre stimolato, offrendogli lo spunto per considerazioni più ampie. Una raccolta di pagine toccanti che disegnano il ritratto di un uomo e della sua vita, svelata attraverso abitudini, contraddizioni e meraviglie del Natale.

E’ inutile. Natale anche stavolta si svolgerà secondo le modalità tradizionali, tutto andrà come sempre: oggi ci sentiamo così buoni, domani sera, dopodomani al massimo, torneremo le solite carogne.

Recensione

Questa raccolta presenta articoli, racconti, poesie, fiabe e resoconti autobiografici di Buzzati sul Natale, che non festeggiava in generale questa festività, non capiva e non amava questo rito. Nonostante la sua sua repulsione per questa festività Buzzati si ritrova spesso la tematica Natale fra le mani, questo giorno diventa importante anche nella sua produzione, infatti scriverà vari testi sulla festa.

In questi scritti c’è anche un modo per entrare nell’intimità di Buzzati, nei pensieri e nei significati attribuiti al Natale dell’autore quindi.

Racconti, poesie, lezioni, tematiche

In questi racconti, scritti in generale, ci sono messaggi, lezioni, critiche, al Natale e al comportamento delle persone che ruota attorno a questa festa, Buzzati guarda quasi da lontano la festività e la analizza in modi diversi, mantenendo in molti di questi scritti un tono amaro e abbastanza critico.

Buzzati si concentra sulla facciata che le persone indossano durante il giorno di Natale, questo desiderio di provare ad essere migliori e di riuscirci, dimenticando di esserlo nel resto dell’anno.

Punta una luce sul consumismo, sulla distanza fra le persone nella celebrazione, su cosa significhi veramente il Natale come festività e su come sia stata travasato nei tempi odierni ecc. ecc.

La maggior parte di questi testi sono stati scritti dagli anni ‘40 agli anni ‘60.

Questa raccolta pubblicata nel 2019 è un collage di tutti i racconti e scritti ritrovati in giornali o nel privato di Buzzati.

Scritti

Gli argomenti come dicevo sono parecchi ma tutti legati bene o male al Natale, di solito per ogni raccolta mi perdo a parlarvi di ogni racconto in modo individuale, in questo caso non lo farò, perché gli scritti sono davvero parecchi e perché alcuni si somigliano fra loro, quindi finirei per fare una specie di listona.

Cambiano sempre anche le ambientazioni in questa raccolta, in un racconto siamo sperduti in mezzo al mare con un reggimento di soldati che malinconicamente pensa all’essere soli in mezzo al nulla e alla distanza che li separa dalla famiglia, in un altro racconto sorvoliamo una città italiana con ii fantasmi dei famosi bue ed asinello, quelli originali diciamo, che si perdono a mirare le persone che corrono in ansia da ogni parte e pensano tristemente che questo non è il Natale che conoscono.

Le poesie sono soprattutto verso la fine e sono abbastanza rare, in generale la raccolta presenta soprattutto articoli presi dai giornali su cui Buzzati scriveva.

Ritroviamo la classica poetica buzzatiana, quindi la gioventù, l’attesa, la famiglia, l’asprezza dei sentimenti sotto la loro luce più realistica.

Penso davvero che questa sia la raccolta perfetta da leggere per le feste, per la varietà dei racconti, per il fatto che ruotano tutti attorno a questa tematica, ma senza risultare mai troppo esagerati o insistenti su certi pensieri o critiche.

Senza pensarci due volte consiglierei questa raccolta a chiunque abbia voglia di leggere racconti profondi, ma non troppo impegnatici che lanciano una luce fredda sul Natale a tratti.

Conclusioni

E’ molto complesso parlare di questa raccolta perché abbiamo all’interno molti testi vari, diversi fra loro, e sarebbe troppo complesso parlare di ognuno in modo specifico, sta di fatto che ci sono le classiche dinamiche e ambientazioni alla Buzzati nel Natale.

Voto:

Di tutti i libri natalizi che ho letto a novembre, questa lettura rimane la più vivida, quella che mi portato nel clima di calore del Natale, non proprio un clima di festa, dato le riflessioni a volte cupe, ma decisamente interessanti e importati.

Vorrei leggere più raccolte di questo tipo, con questa potenza e questo vigore.

E voi? Avete mai letto “Il Panettone non Bastò”? Sì? No? Fatemi sapere!

A domani!

Pillole Letterarie #22

Abbassai gli occhi sulle rovine della mia casa: non c’era più verde e nemmeno di quel grigio argenteo che mi faceva ricordare certe muffe, soltanto una vasta, sterminata pianura, limitata a sinistra da basse colline simili a dune, il tutto coperto da un denso strato di neve, o di ghiaccio. A destra le colline erano più alte, legate insieme come giogaie di montagna. Alcune zone di esse parevano sgombre di neve, oscure. Su tutto regnava un silenzio angoscioso, squallido, desolato: l’immutabile, paurosa quiete di un mondo morente.

I gioni e le notti continuarono ad allungarsi. Poi, ad un tratto, terra e cielo si oscurarono, durante un giorno come per un temporale incombente. Compresi che stava nevicando, benchè non distinguessi chiaramente il precipitare della neve sul mondo. Poi il cielo si schiarì e i miei occhi affascinati si fissarono su uno spettacolo meraviglioso e orrendo. La neve ricopriva interamente la zona che una volta aveva ospitato la mia casa e il mio giardino, e si estendeva a perdita d’occhio, livellando ogni cosa fino all’orizzonte, bianca, fulgente, liscia come un immenso specchio che rifletteva e rimandava tetramente, ma con magnificenza pomposa, il fosco, porporino irradiare dal sole al tramonto.

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