Le Mie Tre Graphic Novel Preferite del 2020

Buon lunedì!

Siamo definitivamente nella settimana di Natale, che dire, è arrivato in modo strano quest’anno, ma tutto è stato così in questo 2020 che si accinge a chiudersi.

Oggi, parliamo dell’ultima top three dell’anno, e di un argomento che io vorrei iniziare a trattare maggiormente qui sul blog, ovvero le graphic novels!

Nel 2020 ho cercato di buttarmi più del mio solito in questo grande mondo, e lo farò anche l’anno prossimo di sicuro, e chissà magari potrà nascere anche una nuova rubrica qui sul blog…

Durante l’anno ho letto varie graphic novels, ma solo tre di queste sono quelle che ho davvero apprezzato e che rimarranno nella mia memoria per parecchio tempo, parliamone!

Il Porto Proibito – Teresa Radice, Stefano Turconi

Anno di pubblicazione: 2015

Nell’estate del 1807, una nave della marina di Sua Maestà recupera al largo del Siam un giovane naufrago, Abel, che di sé ricorda soltanto il nome. Diventa ben presto amico del primo ufficiale, facente funzioni di capitano perché il comandante della nave è, a quanto pare, scappato dopo essersi appropriato dei valori presenti a bordo. Abel torna in Inghilterra con l’Explorer, e trova alloggio presso la locanda gestita dalle tre figlie del capitano fuggiasco. Ben prima che gli possa tornare la memoria, però, scoprirà qualcosa di profondamente inquietante su di sé, e comprenderà la vera natura di alcune delle persone che lo hanno aiutato.

Ne abbiamo parlato nei libri consigliati da regalare, questo fumetto è diventato un must ormai, se ne è parlato dal momento dell’uscita e se ne parla ancora oggi. L’ho inserito al terzo posto perché i primi due hanno avuto più risonanza su di me, anche se “Il Porto Proibito” è di certo un ottimo fumetto. E’ in bianco e nero, ora dirò una cosa che mi farà odiare da qui alla fine del mondo, ma in alcune situazioni non mi ha convinto il bianco e nero. La storia è originale per i generi in cui sfocia anche e ha di certo un twist finale interessante, che però si vede arrivare un poco. Rimane il fatto che il personaggio di Abel è il classico ragazzino che non si dimentica.

Sandman vol. 1 Preludes and Nocturnes – N. Gaiman, S. Kieth, M. Jones, M. Dringenberg

Anno di Pubblicazione: 1991

In “Preludi e notturni”, il primo ciclo di storie di Sandman, un occultista tenta di catturare la Morte per ottenere la vita eterna, ma per sbaglio ne evoca il fratello più giovane, Sogno. Dopo 70 anni di crudele prigionia e una fuga rocambolesca, il Re dei Sogni, conosciuto anche come Morfeo, inizia un viaggio per recuperare alcuni oggetti magici legati ai suoi mistici poteri. Durante questa incredibile avventura Morfeo incontrerà Lucifero, John Constantine e un pazzo decisamente pericoloso.

Ho letto il primo volume di Sandman scritto da Neil Gaiman, dato che mi sono fissata di voler leggere tutto ciò che ha scritto Gaiman, e me ne sono innamorata. L’ho letto in inglese e non so se recuperare i prossimi volumi in inglese o in italiano dato che stanno venendo ristampati dalla Panini Comics, in occasione anche del meraviglioso audiolibro che si trova su Audible. Da questo primo volume iniziamo ad entrare nella vicenda di Morfeo, ma attorno a lui ruotano molti altri personaggi, che incontreremo nel corso della saga. Il mood, la magia, i personaggi di Sandman mi hanno davvero rapita.

La Casa – Paco Roca

Anno di Pubblicazione: 2016

Nel corso degli anni un padrone di casa riempie di ricordi la propria dimora, muta testimone della sua vita. E anche lui ne diventa l’immagine fedele. Come le coppie che hanno sempre vissuto insieme. Così, quando il suo occupante sparisce per sempre, il contenuto della casa è paralizzato dalla polvere nella speranza che un giorno il suo padrone ritorni. I tre fratelli protagonisti di questa storia torneranno un anno dopo la morte del padre nella casa di famiglia dove sono cresciuti. La loro intenzione è di venderla, ma ogni oggetto buttato via fa tornare alla mente i ricordi. Temono di disfarsi del loro passato, del ricordo di loro padre, e di loro stessi.

Ho letto questa graphic novel negli ultimi giorni e non me dimenticherò facilmente, anzi penso la rileggerò varie volte in futuro. E’ un fumetto che parla del tempo, della crescita, della morte e dei legami che si vengono a creare in una famiglia nel corso degli anni. Seguiamo una famiglia che si ritrova unita nella vecchia casa dei genitori e si perde nel passato, ripensando ad aneddoti, situazioni, eventi vari. E’ una storia che punta il riflettore sul significato del tempo che scorre, sul valore di chi non c’è più e sui ricordi che abbiamo costruito con quelle persone. Sul fatto anche che tutto questo è un ciclo che si ripete, inevitabile. E’ un libro toccante, profondo che riesce nel migliore dei modi a trattare una tematica affine a tutti, quella dell’invecchiamento e dei ricordi.

E voi? Quali sono le vostre graphic novel preferite del 2020? Vi siete buttati nel mondo delle graphic novels? Sì? No? Fatemi sapere!

A domani!

PoetryTime

Non Piangere sulla Mia Tomba

Non piangere sulla mia tomba,
Non sono lì; non dormo.
Sono mille venti che soffiano,
Sono i riflessi del diamante sulla neve,
Sono il sole sul grano maturo,
Sono la dolce pioggia autunnale.
 
Quando ti svegli nel silenzio del mattino
Sono la corsa rapida dei quieti uccelli
Che si levano a cerchio in volo.
Sono la morbida luce notturna delle stelle.
Non piangere sulla mia tomba,
Non sono lì; non sono morta.

Mary Elizabeth Frye

*Versione in lingua che vi consiglio di ascoltare

PoetryTime

L’uccello Azzurro

C’è un uccello azzurro nel mio cuore che

vuole uscire,

ma sono troppo duro per lui,

gli dico: rimani lì dentro, non

permetterò a nessuno

di vederti.

C’è un uccello azzurro nel mio cuore che

vuole uscire

ma gli verso addosso whisky e aspiro

il fumo delle sigarette

e le puttane e i baristi

e i commessi del droghiere

non sapranno mai che lui è qui dentro.

C’è un uccello azzurro nel mio cuore che

vuole uscire

ma sono troppo duro per lui,

gli dico: rimani giù, mi vuoi fare

andar fuori di testa?

vuoi fottere i miei piani?

vuoi sputtanare le vendite dei miei libri in Europa?

C’è un uccello azzurro nel mio cuore che

vuole uscire

ma sono troppo scaltro, lo lascio uscire

solo di notte qualche volta, quando tutti dormono.

Gli dico: lo so che ci sei,

quindi non essere triste.

poi lo rimetto a posto,

ma lui canta un poco lì dentro,

non l’ho fatto morire del tutto,

e dormiamo insieme così

col nostro patto segreto

ed è bello quanto basta per far piangere

un uomo, ma io non piango,

e tu?

Charles Bukowski

Pillole Letterarie/PoetryTime

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Voce di Carne e di Anima – Alda Merini (poesie 2000-2009)

Ed: Frassinelli

 

Confusioni di piani estatici, fissi,

di esistenze asimmetriche,

di polluzioni notturne,

di fiori dell’assenza dimenticata.

Ecco che cos’è la terra priva di diritti umani,

ecco che cos’è la terra del peccato.

Il sangue misto di due occasioni perdute,

un paradiso dimenticato.

Le mie mani hanno soffocato l’agnello,

il peccato mi ha spartita in due,

il senso ha agito sopra l’anima,

l’anima è morta nel senso.

Ma anche allora il demonio che si fa spirito

rompe le acque del sacrificio,

e l’urlo non è né umano né divino:

è l’urlo di raccapriccio

di colui che sente vicino il suo inferno.

Elettroshock

Per ogni passaggio di corrente

usciva una spiga di sangue

sul labbro del poeta

che forse avrebbe voluto ingioiare

quel grumo

e trasformalo in un bacio.

La luna non si apre più

come un ventaglio

come sopra il fosso del manicomio

dove venni sepolta viva.

La mia bocca

mangiò la terra

ma le mie labbra

divennero turgide

per coprirti di baci

durante la notte.

#piccolistralciletterari#

#libriconsigliati#

PoetryTime

Il Pianeta degli Alberi di Natale

Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
presto, presto adunata, si va
sul Pianeta degli alberi di natale,
io so dove sta. Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.
In piazza c’e’ il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
Ti fa l’inchino e dice: ’Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…’  Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è. Un bel Pianeta davvero
Anche se qualcuno insiste
A dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?

Gianni Rodari

PoetryTime

Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

Giuseppe Ungaretti

PoetryTime

Hai scordato quel villaggio perso tra cortine e cortine
di paludi in una terra che è tutta boschi di pini
dove anche le strade sono solo pozze e sterpaglia e negli orti
non sta mai uno spauracchio: non li vale il raccolto.
La vecchia Nastasia sarà morta e anche Pesterev, certo,
e, se non lo è, se ne sta seduto in cantina, ubriaco perso,
o sta costruendo qualcosa con la testata del nostro letto:
una specie di steccato, forse, o una parte del tetto.
E in inverno tagliano legna laggiù e solo di rape si vive,
e una stella ammicca per tutto il fumo in un cielo di neve,
e non una sposa in bianco è alla finestra ma il grigio ornato
della polvere, più il vuoto dove un tempo abbiamo amato.

Joseph Brodsky

La Mia Top Three Letteraria del 2018

Buon venerdì e buon quasi inizio weekend!

L’ultimo weekend di semi-libertà prima del delirio totale, e l’ultimo weekend di maratona che passeremo assieme, infatti manca poco, pochissimo, al 24 e ai nostri consueti saluti prima delle vacanz- ma non pensiamo alle cose tristi!

Oggi sono qui, come da tradizione, per parlarvi dei tre libri migliori letti dalla sottoscritta nel 2018, come ogni anno ci tengo a terminare il mese di dicembre con almeno un piccolo recap, in questo caso anche se il mio spirito di lettura dai primi mesi in poi è sparito nel 2018, c’è comunque qualche lettura che mi ha conquistata e oggi sono qui per parlarvi dei tre libri migliori secondo me letti quest’anno.

Iniziamo subito, e ovviamente voglio sapere nei commenti i vostri tre libri preferiti di quest’anno che sta per concludersi!

Terza posizione

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La Passione di Artemisia – Susan Vreeland

Casa Editrice: Beat

Recensione: QUI

“La passione di Artemisia” narra dell’incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell’arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell’amore e dell’esistenza. Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l’onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l’umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.

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Dunque, metto questo titolo in terza posizione perché nonostante sia il titolo più affascinante dal punto di vista dell’ambientazione e delle descrizione dell’epoca in cui è narrato, non è da prima posizione per me. Sta di fatto che l’arte che ho trovato narrata meravigliosamente e con estrema cura qui difficilmente l’ho trovata in altri testi, più che il ricordo di Artemisia, il ricordo più evocativo a cui ripenso quando mi torna in mente questo libro è la visione dei pigmenti schiacciati e mischiati assieme, l’atmosfera unica di uno studio d’arte, quel tipo di fascino impagabile e affascinante.

 

Seconda posizione

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Quel Che Resta del Giorno – Kazuo Ishiguro

Casa Editrice: Einaudi

Recensione: QUI

La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosi tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge dì aver vissuto come un soldato nell’adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo? Da questo romanzo di Ishiguro, acclamato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e vincitore del prestigioso Booker Prize, nel 1993 il regista americano James Ivory ha tratto un famoso film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson.

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Avevo dato a questo libro quattro stelline e lo ritengo un voto giusto, a distanza di mesi non mi è rimasto il messaggio dell’interno libro impresso nella mente ma più che altro il sacrificio del protagonista a dispetto di eventi della propria vita personale e alcune scene particolari di apparente solitudine di Stevens appunto, lo stile in cui tutto questo viene narrato merita la lettura, anche solo questo.

 

Prima Posizione

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La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Casa Editrice: Mondadori

Recensione: QUI

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un’adolescenza presa nell’ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia.

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Questo è stato il libro migliore del 2018 per me, quattro stelline che modificherei in cinque, la rivelazione totale. Lo avevo in libreria da anni ma per un certo timore reverenziale non lo avevo mai letto, quest’anno grazie anche al gdl è stato il momento buono. Unico romanzo dell’autrice che è salita nell’olimpo delle mie autrici/autori preferiti di sempre. Dopo averlo letto è partita la mia ricerca per leggere e trovare ciò che è reperibile della Plath, meraviglioso, se non lo avete mai letto vi consiglio di dargli un’opportunità e di non farvi intimorire dai temi trattati.

Bene!

Quindi, ditemi, quali sono stati i vostri 3 libri preferiti del 2018?

A domani!

Elisa

10 Libri da Regalare (A Natale ma Anche No) – The Revenge

Buon venerdì people e buon quasi weekend!

Oggi l’articolo più atteso di tutta la maratona natalizia ovvero l’articolo dei libri consigliati come regali natalizi, ma anche no, ogni anno esce un articolo di questo tipo, questo è il terzo della serie, è infatti questo 29 dicembre saranno tre anni dall’apertura del blog (party!).

Questa volta vorrei parlarvi di dieci libri tra testi per bambini, adolescenti, fumetti, non-fiction e romanzi.

Giusto qualche piccolo consiglio se pensavate di regalare un libro ma non sapete quale scegliere o non vi viene in mente nulla di preciso.

Iniziamo immediatamente!

 

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Amelia Fang e il Ballo di Mezzanotte – Laura Ellen Anderson

Età di Lettura: 7 anni 

Editore: Il Battello a Vapore

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Amelia adora: giocare ad Acchiappa Goblin e andare in giro con Spooky, la sua zucca domestica. Detesta: i cavoletti di Bruxelles e il Ballo di mezzanotte a cui sua madre tiene da morire. Ah, un’ultima cosa Amelia è un vampiro! 

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Questa è una storia adorabile, sulla scene creepy cute, sono quelle storie che secondo me vanno sempre bene per i bambini perché sono originali, scorrevoli e piacevoli.

 

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Pirati delle Nevi – Tommaso Lanciani 

 Età di Lettura: 7 anni

Editore: Battello a Vapore

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Per tutte le sirene di montagna, Capitan Gip fiuta odore di avventura, e questo gli piace! Gufogrigio, un vecchio filibustiere che si è ritirato sulla neveferma, gli ha consegnato la mappa per arrivare al Tesoro della Grotta di Ghiaccio… Peccato che lì viva il gigantesco Drago delle Nevi! È un’impresa folle, ma la ciurma di Capitan Gip non ha intenzione di tirarsi indietro. E allora: “Vento in poppa e neve fresca!”. 

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Stesso discorso per questo libro con  pirati invece dei vampiretti, cosa c’è di meglio di una storia sui pirati? Quasi niente direi. 

 

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Allora se la persona a cui dovete regalare un libro ha tra i 20 e i 30 anni (quindi non è un adolescente ma volevo darvi comunque questa indicazione) vi consiglio di dare una lettura a questo articolo che ho scoperto qualche tempo fa di Libreriamo, suggerisce dei titoli ottimi secondo me.

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La Boutique del Mistero – Dino Buzzati

Casa Editrice: Mondadori

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Trentuno racconti, scelti e ordinati da Dino Buzzati «nella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto», compongono questa raccolta. Racconti (celeberrimi “Il colombre”, “I sette messaggeri”, “Sette piani”, “Il mantello”) in cui allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche coesistono con dati di cronaca, o presunti tali, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche. Il racconto è infatti per Buzzati un momento di indagine profonda ed emozionante in un’atmosfera magica: poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha esplorato così a fondo il mistero che circonda l’uomo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze.

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Questo l’ho voluto inserire perché è il libro che ho in lettura al momento e credo sia perfetto per un adolescente che vuole magari approcciarsi ad autori italiani di spicco come Buzzati, in più è una raccolta di racconti (geniale direi), che quindi può essere letta a pillole e portata in giro fra un impegno e l’altro.

 

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Saga – Brian K. Vaughan, Fiona Staples

Casa Editrice: Bao

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Marko e Alana hanno combattuto per opposte fazioni in una guerra millenaria. Ora combattono insieme per proteggere la famiglia che, insieme, stanno costruendo. La storia più vecchia del mondo, ragazzo incontra ragazza, viene declinata in modo inedito, epico in una space opera dai toni profondamente accorati da Brian K. Vaughan, qui al suo ritorno al fumetto seriale dopo “Y”, “L’ultimo uomo” ed “Ex Machina”. 

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Passando ai fumetti/graphic novel, vi consiglio Saga, questo è il primo volume. Forse ve ne avevo già parlato tempo fa, è una delle serie di graphic novel che più ho apprezzato, è ancora in corso. Se dovete fare un regalo ad un amante dei fumetti sul genere fantascientifico o che si sta approcciando a questo mondo, ve lo consiglio.

 

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Paper Girls – Brian K. Vaughan, Cliff Chiang

Casa Editrice: Bao

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Nelle prime ore dopo l’Halloween del 1988, quattro dodicenni che consegnano i giornali in bicicletta scoprono la storia più importante di tutti i tempi. Dramma suburbano e misteri soprannaturali collidono in questa serie sulla nostalgia, i primi lavoretti e gli ultimi giorni dell’infanzia.

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Dallo stesso autore di Saga, Paper Girls è una serie di fumetti ambientati negli anni 80, anzi alla fine di questi e l’atmosfera di quegli anni trasuda dalle tavole. La trama segue un intreccio studiato alla perfezione.

 

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La Trilogia del Mondo Di Inchiostro – Cornelia Funke

Casa Editrice: Mondadori

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È notte fonda, la pioggia avvolge ogni cosa nel suo pallore spettrale, quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, e suo padre Mortimer inizia a fare i bagagli. Devono fuggire, nascondersi… ma da chi? Meggie ignora che il padre, abile rilegatore, ha il dono di infondere la vita nei libri: la sua voce trasforma le parole in carne e ossa. Tuttavia, dopo che anni prima proprio a causa della sua voce – sua moglie è scomparsa dentro a Cuore d’inchiostro, e Capricorno, malvagio signore dal cuore nero, si è materializzato dalle trame della carta, Mortimer non intende usare il proprio dono mai più. Capricorno trascinerà padre e figlia in un vortice di eventi, tanto magici quanto pericolosi. Finché Meggie scoprirà di avere lo stesso dono e il Mondo d’inchiostro li reclamerà a sé, trasformandoli a loro volta in personaggi. Ma davvero tutto è scritto? O forse nei libri, come nella vita vera, ognuno può scrivere la propria storia e cambiare il finale? 

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Questo volume, che è quello che vi consiglio, contiene tutti e tre i romanzi del mondo d’inchiostro, la famosissima trilogia di Cornelia Funke dalla quale è nato un film anche. Il punto che più ho amato della trilogia è il fatto che ruota tutto attorno ai libri, o comunque al narrare storie, all’inchiostro, alla scrittura. L’ho letto anni fa durante l’adolescenza e l’ho amato.

 

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Sapiens. Da Animali a Dèi – Yuval Noah Harari

Casa Editrice: Bompiani

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Centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano la Terra. Erano animali insignificanti, il cui impatto sul pianeta non era superiore a quello di gorilla, lucciole o meduse. Oggi sulla terra c’è una sola specie di umani. Noi: Homo sapiens. E siamo i signori del pianeta. Il segreto del nostro successo è l’immaginazione. Siamo gli unici animali capaci di parlare di cose che esistono solo nelle nostre fantasie: come le divinità, le nazioni, le leggi e i soldi. “Sapiens. Da animali a dèi” spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come abbiamo costruito la fiducia nei soldi, nei libri e nelle leggi; come ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità.

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Questo è un saggio che ispeziona a 360° il genere umano, la storia di questo in particolare, se dovete fare un regalo ad una persona interessata ad esplorare meglio questo argomento siete sulla giusta strada.

 

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L’Impostore – Javier Cercas

Casa Editrice: Guanda

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Un romanzo vero, ma allo stesso tempo un’opera di finzione. La finzione, però, in questo caso non è frutto della fantasia dell’autore, ma è opera dello stesso protagonista, Enric Marco. Chi è Enric Marco? Un novantenne di Barcellona, militante antifranchista, che negli anni Settanta è stato segretario del sindacato anarchico – la CNT – e in seguito ha presieduto l’associazione spagnola dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, ricevendo numerosi riconoscimenti per il coraggio dimostrato negli anni e la testimonianza degli orrori del lager. In realtà, è un impostore. Nel 2005 la sua menzogna è stata pubblicamente smascherata. Enric Marco, come ha rivelato uno storico, non è mai stato internato a Flossenbiirg. E l’intera sua vita è un racconto intessuto di finzioni, dalla sua partecipazione alla guerra civile alla militanza antifranchista. Dieci anni dopo, Javier Cercas traduce in un romanzo audace, che sfida le convenzioni narrative, l’enigma del personaggio, le sue verità e le sue bugie. In queste pagine intense si dipana un intero secolo di Storia, raccontato con la passione di un sovversivo della letteratura e un’ammirevole onestà dissacratoria.

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Libro di non-fiction che vi consiglio è questo, che ricorda dal modo in cui è impostato “A Sangue Freddo” (che io non ho mai letto ma punto di farlo il prima possibile),questo è un mix fra un romanzo e un titolo non-fiction, che ridisegna una Spagna vera.

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Il Veleno dell’Oleandro – Simonetta Agnello Hornby

Casa Editrice: Feltrinelli

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Pedrara. La Sicilia dei Monti Iblei. Una villa perduta sotto alte pareti di roccia tra l’occhieggiare di antiche tombe e il vorticare di corsi d’acqua carezzati dall’opulenza degli oleandri. È qui che la famiglia Carpinteri si raduna intorno al capezzale di zia Anna, scivolata in una svagata ma presaga demenza senile. Esistono davvero le pietre di cui la donna vaneggia nel suo letto? Dove sono nascoste? Ma soprattutto, qual è il nodo che lega la zia al bellissimo Bede, vero custode della proprietà e ambiguo factotum? Come acqua nel morbido calcare i Carpinteri scavano nel passato, cercano negli armadi, rivelano segreti – vogliono, all’unisono, verità mai dette e ricchezze mai avute. Tra le ombre del giorno e i chiarori della notte, emergono influenze di notabili locali, traffici con i poteri occulti, e soprattutto passioni ingovernabili. Le voci di Mara, nipote prediletta di Anna, e di Bede ci guidano dentro questo sinuoso labirinto di relazioni, rimozioni, memorie, fino a scavalcare il confine della stessa morte. Simonetta Agnello Hornby mette a fuoco un micromondo che pare allargarsi, con un brivido, a rappresentare i guasti, le ambizioni e le ansie di liberazione dell’universo famigliare, tutto intero.

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Dunque, secondo me questo libro è perfetto se non volete regalare nulla di troppo impegnativo, so che la trama non è leggerissima ma durante la lettura mi è sembrato piuttosto disinteressato e veloce come testo. 

 

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Il Primo Fiore di Zafferano – Laila Ibrahim

Casa Editrice: Amazon

Link all’Acquisto: QUI

Nella Virginia delle grandi piantagioni e degli schiavi, la piccola Lisbeth Wainwright, primogenita di una ricca famiglia, è affidata fin dalla nascita alla balia Mattie, la schiava di colore costretta a separarsi dal figlioletto per accudire la neonata dei padroni. Tra le due si instaura un rapporto di grande affetto e complicità, che permette alla bambina di crescere nell’amore che i genitori non sono in grado di darle.

Mr. Wainwright è un padre insensibile e un convinto schiavista, Mrs. Ann è una madre fredda e attenta solo alle convenzioni sociali. Saranno Mattie e gli altri schiavi a colmare il vuoto affettivo della piccola Lisbeth, a mostrarle il vero valore delle cose e delle persone.

Mattie accompagna Lisbeth nella propria maturazione personale – da piccola di casa a giovane debuttante – e nella scoperta delle bellezze e dei dolori del mondo. Ma un legame talmente forte tra due realtà così diverse non sarà immune dai pericoli di un’epoca segnata dall’ingiustizia. Se Mattie dovrà affrontare fino in fondo la crudeltà dello schiavismo, Lisbeth imparerà a conoscere un senso della vita che le farà sfidare le convenzioni di quegli anni.

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E’ un libro intenso e commovente, la storia è piacevole ma sopratutto ti tiene attaccato fino all’ultima pagina. Non è una delle trame più originali che abbia mai visto ma è comunque un libro che regala spunti di riflessione sul passato e sul futuro validi.

Bene!

Spero di avervi dato qualche ideuzza interessante, ditemi!

A domani!

Elisa

 

Pillole Letterarie/PoetryTime #18

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Song

When I am dead, my dearest,
Sing no sad songs for me;
Plant thou no roses at my head,
Nor shady cypress tree:
Be the green grass above me
With showers and dewdrops wet;
And if thou wilt, remember,
And if thou wilt, forget.

I shall not see the shadows,
I shall not feel the rain;
I shall not hear the nightingale
Sing on, as if in pain;
And dreaming through the twilight
That doth not rise nor set,
Haply I may remember,
And haply may forget.

 

Canzone
Quando io sono morta, mio carinissimo,
Non cantare canzoni tristi per me;
Non piantare rose alla mia testa,
Né ombroso albero di cipresso:
Sia la verde erba su di me
Con acquazzoni e gocce di rugiada umida;
E se tu vuoi, ricorda,
E se tu vuoi, dimentica.
Io non vedrò le ombre,
Non sentirò la pioggia;
Non udirò l’usignolo
Cantare, come (se fosse) addolorato:
E sognando durante il crepuscolo
Che né sorge né tramonta,
Per caso possa ricordare
E per caso possa dimenticare.

A Christmas Carol

In the bleak mid-winter
Frosty wind made moan,
Earth stood hard as iron,
Water like a stone;
Snow had fallen, snow on snow,
Snow on snow,
In the bleak mid-winter
Long ago.

Our God, Heaven cannot hold Him
Nor earth sustain;
Heaven and earth shall flee away
When He comes to reign:
In the bleak mid-winter
A stable-place sufficed
The Lord God Almighty
Jesus Christ.

Enough for Him whom cherubim
Worship night and day,
A breastful of milk
And a mangerful of hay;
Enough for Him whom angels
Fall down before,
The ox and ass and camel
Which adore.

Angels and archangels
May have gathered there,
Cherubim and seraphim
Throng’d the air,
But only His mother
In her maiden bliss
Worshipped her Beloved
With a kiss.

What can I give Him,
Poor as I am?
If I were a shepherd
I would bring a lamb,
If I were a wise man
I would do my part,–
Yet what I can I give Him,
Give my heart.

 

Canto di Natale

Nel pieno di un inverno tetro
il vento gelido si lamentava
la terra era dura come ferro
l’acqua come pietra;
la neve era caduta, neve su neve
neve su neve
nel pieno di un cupo inverno
tanto tempo fa

Il nostro Dio, il cielo non può trattenerlo,
né la terra sostenerlo;
cielo e terra fuggiranno
quando verrà il suo Regno;
nel pieno di un cupo inverno
una stalla fu sufficiente
per il Signore, Dio onnipotente
Gesù Cristo


Bastò per lui, che i cherubini
lo adorassero notte e giorno,
un seno pieno di latte
e una mangiatoria piena di fieno.
Bastò per lui, che gli angeli
caduti in passato,
il bue e l’asino e il cammello
lo adorassero

Angeli ed arcangeli
erano tutti lì riuniti,
cherubini e serafini
affollavano l’aria,
ma solo sua madre
nella sua beatitudine di vergine
adorò il suo Amato
con un bacio


Cosa posso dargli
povera come sono?
Se fossi un pastore
vorrei portare un agnello,
se fossi un Magio
vorrei fare la mia parte,
ecco ciò che posso donargli –
gli dono il mio cuore.

#piccolistralciletterari#