I Custodi di Slade House – David Mitchell

Buon giovedì!

Come state in questa settimana di agosto? Siamo già oltre la metà del mese e settembre è quasi alle porte, che dire, questa estate sta diventando un qualcosa di breve, ma intenso.

Oggi recensione, parliamo di un libro che volevo leggere da tempo e qualche settimana fa finalmente sono riuscita nell’impresa, sto parlando de “I Custodi di Slade House” di David Mitchell.

Ho parecchie recensioni arretrate dato che ad un certo punto mi sono ripresa di colpo nella lettura, vai capire cosa succede nella mia testa, e non vedo l’ora di parlarvi di tutti i testi che ho letto, dai che ci mettiamo in pari!

Iniziamo!

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I Custodi di Slade House – David Mitchell

Casa editrice: Frassinelli

Pagine: 233

Generi: mistery, horror, fantasy, soprannaturale, gotico

Prezzo ebook: € 6,99

Prezzo di Copertina: (cop. rigida) € 19,00 (cop. flessibile) € 9,90

Anno di Pubblicazione: 2015

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Voltato l’angolo di una via di Londra, proprio dove occhieggiano le vetrine di un popolare pub inglese, lungo il muro di mattoni che costeggia un vicolo strettissimo, se tutto gira per il verso giusto, troverete l’ingresso di Slade House. Un perfetto sconosciuto vi accoglierà chiamandovi per nome e vi inviterà a entrare. La vostra prima reazione sarà la fuga. Ma presto vi accorgerete che allontanarsi è impossibile. Ogni nove anni, l’ultimo sabato di ottobre, gli abitanti della casa – una sinistra coppia di gemelli – estendono il loro particolare invito a una persona speciale, sola o semplicemente diversa: un adolescente precoce, un poliziotto fresco di divorzio, un timido studente universitario. Ma che cosa succede, veramente, dentro Slade House? Per chi ha varcato la soglia, scoprirlo è questione di un attimo. Ed è già troppo tardi. Raccontato nell’arco di tempo compreso tra il 1979 e la notte di Halloween del 2015, in puro stile Mitchell, “I custodi di Slade House” è una storia gotica nella quale l’autore ci porta in una realtà parallela abitata dalle molte anime che popolano i suoi romanzi.

Per cinquantaquattro anni le nostre anime hanno vagato nel grande mondo, impossessandosi di ogni corpo che abbiamo desiderato, vivendo tutte le vite che abbiamo voluto vivere, mentre i nostri coetanei vittoriani sono morti o moribondi. Noi continuiamo a esistere. Il modus operandi funziona.

Recensione

Allora, David Mitchell è un autore che io punto da parecchio tempo, è l’autore di testi apprezzati e conosciuti come ad esempio “Cloud Atlas” e “Le ore Invisibili“, è di origine inglese ed è un autore influenzato a sua volta da autori quali Haruki Murakami, George Orwell, Neil Gaiman e altri.

Ho letto “I Custodi di Slade House” perché dal punto di vista della trama era una delle pubblicazioni più interessanti dell’autore, secondo me, è una storia gotica, che vira sul soprannaturale, ma anche sul mystery e sul fantasy.

Stile, Ritmo e Atmosfere

Non mi ha fatta impazzire lo stile dell’autore, a volte è particolarmente “grumoso” nel senso che non è uno stile che si fa leggere liscio e in modo scorrevole, ha degli sbalzi e in certi punti sono incappata in frasi piuttosto lunghe che mi lasciavano confusa alla fine, perché magari non erano chiare o non si capiva bene il messaggio dell’autore.

Voglio specificare il fatto che io non ho letto il testo in lingua originale, bensì in italiano pubblicato dalla casa editrice Frassinelli, che in genere non mi ha mai delusa per quanto riguarda le traduzioni.

E’ uno stile frammentato a tratti, che ha sbalzi vari ogni tanto.

Il ritmo è piuttosto veloce, in alcuni istanti si perde in battute che mi sento di definire abbastanza inutili, ma è accattivante dal punto di vista del ritmo.

Per quanto riguarda l’atmosfera invece abbiamo un qualcosa di tipicamente gotico a tratti, mystery in altri e romanzesco in altri ancora.

Si assiste ad esempio ad una scena all’apparenza tranquilla che rallenta il ritmo per poi avvertire un crescendo e rendersi conto che in realtà non c’era nulla di buono in quella finta tranquillità.

Personaggi

Ahi, qui passiamo alla nota dolente del libro.

Il testo segue diversi personaggi in anni diversi, salta nel tempo fino ad arrivare al 2015, in questo salto ci fermiamo una volta nel 1988, un’altra nel ’97 e una nel 2006, senza contare il fatto che il nostro inizio avviene nel ’79, quindi da lì attraversiamo diversi anni fino appunto al 2015.

In queste fermate incontriamo ogni volta personaggi diversi che per quel frangente diventano i nostri personaggi principali, il problema è che nessuno si salva dall’essere insopportabile.

Non ho capito se questa è una scelta dell’autore oppure no, sta di fatto che per ogni linea temporale abbiamo a che fare con un personaggio con cui risulta la maggior parte delle volte difficile empatizzare.

Nel ’79 ad esempio abbiamo a che fare con un bambino e la madre che si recano in questa abitazione, appunto Slade House, e viene subito detto che questo bambino fa uso di Valium assieme alla madre, ma non viene mai specificato il perché, insomma questo psicofarmaco si utilizza per disturbi legati all’ansia o all’insonnia, ma non viene specificato il perché dell’assunzione, forse ne sono dipendenti.

A parte questo in una scena la madre dà praticamente dell’ignorante al figlio solo per mettersi in mostra e avere l’impressione di fare una “bella figura”.

In un altro anno invece incontriamo una ragazza che è in un gruppo con altri giovani, questi vogliono entrare a Slade House per scoprire il perché delle sparizioni degli anni prcedenti.

Fin dall’inizio questa ragazza ci tiene a specificare che ha qualche chilo in più, lo ripete per tutto il tempo e si ripete anche che fa schifo a se stessa per questo, senza parlare del fatto che viene fatto intendere per la maggior parte del racconto/linea temporale che lei non potrà mai avere un fidanzato, proprio per questi chili in più.

Il modo in cui viene trattato questo argomento, dell’essere in sovrappeso o semplicemente del vedersi con qualche chilo in più è uno dei motivi per cui non ho gradito questo libro.

Non mi è per nulla piaciuto questo trattamento nei confronti di un tema simile, insomma, dato che siamo nei pensieri della ragazza posso capire l’interpretazione dell’autore, è una giovane che guarda le altre e vede ovunque disprezzo (almeno ai suoi occhi), si sente insicura, non apprezzata, ma non è questo, è il fatto che andando avanti nella lettura riceve sempre più batoste da parte degli altri personaggi per il motivo precedente.

Ma questo non avviene, a mio modesto parere, per una ragione di trama o altro.

I due “cattivi” della storia sono fratello e sorella, è a causa loro se chi entra dentro Slade House non fa più ritorno e ogni anno sparisce qualcuno.

In certi punti risultano anche più simpatici dei personaggi principali, tranne per il fatto che fanno battute pessime tutto il tempo e si credono meglio di chiunque altro.

Concept Ottimo, ma Svolgimento così così

L’idea di base del libro è ottima, questo concept della casa che compare e non compare, si mostra solo a chi vuole lei (grazie ai due fratelli), una volta all’anno compare per far entrare qualcuno e questo non esce più perché vittima dei due.

C’è anche l’aspetto magico, i due infatti hanno vari poteri appresi in giovane età in paese straniero grazie ad una figura enigmatica, non voglio dire troppo.

L’idea e l’atmosfera sono i punti più positivi del libro, tutto il resto o infastidisce la lettura o si può tranquillamente lasciar perdere.

Conclusioni

E’ un libro che vi consiglio se vi piace il genere gotico e le storie sulle case maledette, anche se in questo caso non è tanto la casa in sè ma chi ci abita a renderla maledetta.

La storia è interessante per l’idea e anche per lo spostamento da un’epoca all’altra.

Per  i personaggi, il modo in cui vengono trattati certi temi e lo stile non sempre godibile, ho deciso di assegnare due stelline e mezzo a questo libro.

Di certo leggerò altro di Mitchell per le sue idee e perché voglio vedere se lo stile che ho trovato qui è lo stesso degli altri suoi testi.

Voto:

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E voi? Avete mai letto “I Custodi di Slade House” o qualcosa di David Mitchell? Sì? No? Fatemi sapere!

A presto!

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I Cieli – Sandra Newman

Buon venerdì e buon quasi inizio weekend!

Come state? Come vi sentite nei confronti di queste vacanze estive? Siete già in vacanza?

Io dalla prossima settimana metto in pausa in lavoro, anche se per poco.

Una cosa che vorrei dire per quanto riguarda le vacanze è che quest’anno il blog non andrà in vacanza, come la sottoscritta, ogni anno di solito a quest’ora dedico un’articolo all’annuncio della pausa estiva, ma quest’anno il blog non sarà in pausa.

Infatti, voglio utilizzare il tempo delle vacanze per la pubblicazione di tutti gli articoli arretrati che ho (e credetemi sono tanti).

Quindi andiamo avanti, quest’anno niente pausa estiva!

Dopo questa grande notizia parliamo dell’articolo di oggi, infatti oggi recensione de “I Cieli” di Sandra Newman.

Ho letto questo libro mesi fa, il tempo è passato e io non sono riuscita, per impegni vari, a lavorare per bene alla recensione, ma tranquilli/e ricordo benissimo questo testo e come faccio per ogni lettura mi sono appuntata ogni cosa.

Quindi che dire, parliamone!

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I Cieli – Sandra Newman

Casa Editrice: Ponte alle Grazie

Pagine: 246

Genere: fantasy

Prezzo ebook: € 9,99

Prezzo di Copertina: € 16,80

Anno di Pubblicazione: 2019

Link all’Acquisto: QUI

 

Trama

New York, 2000. Kate e Ben si incontrano a una festa e s’innamorano subito. È l’alba di un nuovo millennio, il primo senza una guerra in nessuna parte del mondo. L’ONU ha appena piantato la sua bandiera su Marte. Una senatrice del partito dei verdi sta per diventare la prima presidente degli Stati Uniti. Kate si addormenta, consapevole di essere amata. Londra, 1593. Da sempre, ogni notte, Kate sogna di essere Emilia, musicista e poetessa italiana nell’Inghilterra della fine del Cinquecento. Tormentata dal presagio di una città bruciata e distrutta, decide di salvare il mondo. Ogni decisione che prenderà, influenzerà la vita di un giovane e sconosciuto poeta, William Shakespeare, quella di Kate e di Ben, il mondo del Duemila. Una storia d’amore, di universi alternativi, di follia, di poesia e di viaggi nel tempo. Un sogno annidato in un bizzarro risveglio; un romanzo su quel che abbiamo perduto e quel che ancora possiamo salvare.

Senza lenzuola, il vento passava direttamente sul suo corpo, sulle sue braccia nude. Lontano, laggiù, il rumore del traffico, silenzioso come un pensiero. Di quando in quando si sentiva una sirena, come una flebile linea rossa che si srotolava nel cielo per poi sparire. Kate parlottava e scalciava nel sonno. Ogni volta era una sensazione adorabile e lui ne era rapito. Si addormentò all’alba, ancora intento a pensare a come tenerla per sè.

 

Recensione

Dunque, sono stata attratta immediatamente da questo libro, infatti ricordo di averlo acquistato vicino all’uscita, attorno al febbraio/marzo del 2019 in libreria, non so da cosa è nata questa attrazione, forse dall’argomento principale del testo ovvero i sogni.

Questo libro si vende come un fantasy che viaggia nel mondo dei sogni, in parte è vero, ma c’è molto di più, c’è una storia d’amore all’interno, c’è la volontà di sventare una tragedia immane e infine c’è la nostra protagonista, Kate, una giovane che viene additata da tutti come pazza.

Stile, Ritmo e Atmosfere

L’atmosfera è la caratteristica migliore di questo testo per me, sembra quasi di ritrovarsi in un mondo a tinte pastello ad un certo punto, nel presente del testo siamo nella New York del 2000 e il clima di quegli anni arriva dritto in faccia al lettore.

Siamo nell’America prima del drastico cambiamento dato dall’11 settembre 2001 e siamo persi quasi in un clima di attesa nel libro, Kate sa che accadrà qualcosa, ma non sa cosa e pensa di dover essere lei ad impedire tutto ciò, per quello che apprende nei suoi sogni.

Lo stile è piuttosto descrittivo e simil poetico in alcuni tratti, all’inizio ho avuto qualche difficoltà con lo stile appunto che mi sembrava fintamente poetico, ma avanzando nella lettura ho finito per apprezzarlo sempre più, riesce a far proiettare il lettore tra le righe del libro e nel tempo della storia concentrandosi sui dettagli e rendendoli pezzi importanti della storia.

C’è qualche rarissimo errore nell’edizione, nulla di grave, ho notato ad esempio un “gli” errato.

Personaggi

Il personaggio principale è Kate, una ragazza che dall’infanzia ha esperienze inspiegabili legate ad i sogni, in pratica riesce a viaggiare tramite questi in epoche passate.

Nella storia viaggia dal 2000 al 1593, il tempo della peste a Londra e qui incontrerà un pilastro della letteratura ovvero William Shakespeare.

Vi racconto questo particolare che in realtà secondo me dovrebbe essere uno spoiler, ma nel libro viene scritto ovunque, nell’aletta, nel retro, insomma è piuttosto spoilerato questo plot twist.

Comunque Kate in questi sogni si reincarna letteralmente in un’altra persona, prende altre sembianze e vive la vita di un’altra donna, incontra figure del passato e cerca di scoprire il perché di tutto ciò e di prevedere la tragedia dell’11 settembre.

Ben è il fidanzato di Kate, il libro inizia proprio con questo incontro, assistiamo allo sviluppo della loro storia d’amore.

Ben è uno dei punti negativi del libro per me, è quel classico personaggio difficile da sopportare ad ogni comparsa, dice di amare Kate, ma le sue azioni sono in netto contrasto con le sue affermazioni.

Rinfaccia a Kate qualunque cosa, è lui a insistere sul testo convivenza ed anche se Kate non ha un lavoro continua ripeterle che non fa nulla, penserà lui a tutto all’inizio, eppure dopo pochi giorni si lascia andare ad una sfuriata parecchio offensiva.

Senza parlare del fatto che ad un certo punto del libro (evito di fare spoiler, ma è parecchio complicato qui) Kate si troverà in una situazione assai problematica e verrà rigettata da tutti, amici, parenti, e Ben la tratterà in un modo orrendo, sempre per un ragazzo che dice di amarla ripeto.

Il fatto che lui a differenza di Kate abbia avuto un’infanzia problematica (che non viene mai approfondita) sembra giustificare tutto, lui diventa aspro, cattivo, malvagio in alcuni punti del testo eppure l’autrice sembra sempre giustificarlo.

E’ un personaggio superficiale, egoista, a cui sembra non importare dei sentimenti o dello stato mentale di Kate, non prova nemmeno una volta ad ascoltarla davvero o a provare a comprenderla.

Sabine, Josè e altri vari personaggi invece sono quelli di contorno, i due citati in particolare sono amici di Kate, che diventano anche amici di Ben con il passare del tempo.

Sabine è un altro personaggio fastidioso da ascoltare e di cui leggere, è una ragazza iper superficiale, si vanta all’inizio di essere amica di Kate, ma in realtà non fa altro che sparlare di lei e abbandonarla nel momento del bisogno proprio come Ben.

Josè si rivelerà una figura molto importante all’interno del testo, è un ragazzo alla mano, simpatico, il classico belloccio della situazione, dietro cui sbavano tutte le ragazze del gruppo, l’ho trovato stereotipato.

Non mi sento di salvare nessun personaggio, a parte Kate che in alcuni tratti risulta comunque una specie di ameba, sembra sostare lì, non reagisce.

Confusione e Intrecci Strani

La caratteristica peggiore di questo libro però non sono i personaggi, che comunque disturbano non poca la lettura, ma l’intreccio principale che ad un certo punto diventa una matassa ingarbugliata impossibile da districare.

Gli eventi che accadono nel sogno (quindi nel passato) influiscono sul presente anche se ciò si riversa su piccoli dettagli all’inizio, come la carta da parati diversa se Kate nel sogno fa qualcosa di diverso, ma andando avanti con la narrazione i cambiamenti sono sempre più importanti ed evidenti.

Però si perde la correlazione, non c’è un senso dietro certi cambiamenti, perché accade questo fatto? E perché il 1593 ha influito su questo evento del 2001 e su questa circostanza nella vita di Kate? Non è chiaro.

E’ come se ad un certo punto il treno uscisse dai binari o la macchina dalla carreggiata, si perde completamente, la storia è sempre più confusa, alcuni eventi non si capisce se stiano accadendo davvero oppure no.

Non so se questo è un effetto voluto, sta di fatto che dopo metà testo mi sono ritrovata nella confusione più totale.

Si trattano temi come la follia e la “schizofrenia” con leggerezza, Kate viene abbandonata da tutti come un sacco dell’immondizia e lei stessa si trova persa, per poi essere ripresa come se nulla fosse.

Conclusioni

Ho gradito lo stile dell’autrice che è in grado di proiettare pienamente il lettore nell’atmosfera desiderata, ma per nulla lo svolgimento dopo un certo tratto della storia.

Il finale è deludente e lascia il lettore con troppi punti interrogativi, l’idea di base è ottima e l’elemento dei sogni è sempre interessante, ma tutto si perde quasi auto-cancellandosi.

Voto:

Progetto senza titolo (14)

Sicuramente leggerò altro dell’autrice, in caso di futura pubblicazione, perché lo stile è gradevole e le sue idee sono originali e scoppiettanti.

Peccato per lo svolgimento e l’enorme garbuglio che si viene a creare.

E voi? Avete mai letto nulla di Sandra Newman? Sì? No? Fatemi sapere!

A prestissimo!

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La Peste – Albert Camus

Buon lunedì, buon inizio settimana e buona giornata della memoria.

Oggi, finalmente arriva la recensione de “La Peste” di Albert Camus, ho terminato questo libro più di due settimana fa, ma ho voluto prendermi il tempo necessario prima di parlarvene come si deve, è uno di quei testi che necessita di un pensiero approfondito dopo la lettura.

Oggi è la Giornata della Memoria, e sono felice di pubblicare oggi questa recensione, in una giornata così importante, dato che il testo di cui parliamo oggi riguarda il nazismo che ne “La Peste” è la peste stessa, infatti il libro è una metafora del nazismo appunto, e come scrisse Camus: “la peste (nazismo) aveva tolto a tutti la facoltà dell’amore e anche dell’amicizia; l’amore infatti, richiede un po’ di futuro, e per noi non c’erano più che attimi”.

Iniziamo subito a parlarne.

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La Peste – Albert Camus

Casa Editrice: Bompiani

Genere: classico contemporaneo 

Pagine: 326

Prezzo di Copertina: € 13,00

Prezzo ebook: € 3,99

Anno di Pubblicazione: 1947

Link all’Acquisto: QUI

 

Trama

Orano è colpita da un’epidemia inesorabile e tremenda. Isolata, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da laboratorio per le passioni di un’umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l’edonismo di chi non crede alle astrazioni né è capace di “essere felice da solo”, il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l’indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l’egoismo gretto gli alleati del morbo.

Ma il narratore è propenso a credere che dando troppa importanza alle belle azioni si finisce col rendere un indiretto omaggio al male. Così facendo si suggerisce infatti che le belle azioni hanno tanto più valore poiché sono rare e che la malvagità e l’indifferenza sono motivazioni ben più frequenti delle azioni umane. E’ un’idea che il narratore non condivide.

Recensione

Vorrei iniziare con il dire che questo libro, oltre ad essere un’ampia descrizione e cronaca di un’epidemia terribile come la peste, è anche una grande metafora del nazismo e del male, anche se all’interno di questa metafora io inserirei anche il fascismo.

Questo è stato il mio primo approccio a Camus, non avevo mai letto nulla di questo gigante della letteratura, vincitore del premio Nobel nel 1957.

Questo libro è di certo cupo e tenebroso ma, a fine lettura sono rimasta impressionata dalla lotta di Camus contro la morte, la mancanza di senso dell’esistenza, e l’abbandonarsi alla disperazione.

Questi concetti, punti chiave nella vita dell’autore, vengono riproposti anche qui in questa opera, che di certo getta il lettore in un clima di isolamento, morte e rassegnazione.

Siamo in mezzo ad un’epidemia, dunque pagina dopo pagina seguiamo in prima linea ciò che una situazione di questo tipo smuove in una città come quella di Orano (Algeria), in cui appunto è ambientato il libro.

Stile, Ritmo e Atmosfere

Parlando di questo libro l’ho definito “come una strada con vari dossi”, perché a volte il libro rallenta per concentrarsi su vari aspetti umanistici, psicologici e in realtà tutto ciò che concerne l’esistenza e la morte.

Quindi a volte può sembrare di premere sul freno durante la lettura per riprendere velocità dopo poco, trovo che le parti in cui l’azione sembra andare velocemente siano la parte iniziale e la parte finale, la parte centrale invece è di certo concentrata di fatti, ma questi vengono diluiti e non si avverte così tanto il susseguirsi rapido degli eventi.

L’atmosfera è claustrofobica, questo penso sia uno dei termini più adatti, si vive assieme ai personaggi in questa città che è stata messa in quarantena e ogni giorno muoiono centinaia di persone, da queste dinamiche ne nascono altre, ci sono persone che tentano di fuggire dalle mura e dal controllo delle guardie con metodi illeciti, vengono disposte nuove leggi che si adattano a una situazione così particolare, chi non è un cittadino di Orano è anch’esso bloccato in un paese non proprio.

Non saprei se definirlo un libro adatto a tutti, se non amate le atmosfere di questo tipo, piuttosto cupe, soffocanti e pregne di morte e disperazione forse potrebbe non andare incontro ai vostri gusti.

E’ importante anche sottolineare il fatto che l’atmosfera gioca un ruolo chiave in questo libro secondo me, è una protagonista che alimenta la cupezza generale del testo.

Per quanto riguarda lo stile di Camus, lo definirei uno stile che in poche parole, semplici e necessarie descrive un quadro (sopratutto umano) della situazione, in alcune parti l’autore si lascia andare a vari ragionamenti come dicevo, sui sentimenti umani, sulle varie reazioni dei personaggi ad un epidemia di questa portata, sopratutto all’amore anche, e in particolare l’amore a distanza.

Le coppie costrette alla separazione sono quelle in cui uno dei due è all’interno delle mura e rischia l’infezione, mentre l’altro/a è al di fuori e tenta per quanto possibile, di vivere una vita normale sempre pensando al proprio amato/a.

“Mariti e amanti che avevano la più completa fiducia nella compagna si scoprivano gelosi. Uomini che si credevano superficiali in amore riscoprivano la fedeltà. Figli che avevano vissuto accanto alla madre guardandola a stento ora mettevano tutta la loro inquietudine e il loro rimpianto in una piega del suo viso di cui li tormentava il ricordo.”

E’ uno stile che non definirei crudo o secco, ma di certo profondamente giusto, utilizza termini semplici ma l’analisi di Camus non è mai semplice, scava nelle profondità e una volta arrivato nei meandri di questi ragionamenti usa parole normali per descrivere ciò che ha visto.

Tematiche

Questo è un libro che si può guardare sotto parecchi punti di vista e argomenti, c’è il lato “metafora” quindi il perno sul quale gira tutta la vicenda è l’enorme metafora del male e del nazismo, in alcuni brevi attimi Camus ha puntato su questo, secondo me, perché se alcune vicende e alcune scelte dei personaggi possono sembrare non del tutto coerenti e giustificate il cerchio si chiude comunque ricordando che l’intera vicenda è una metafora.

C’è invece il lato “reale“, quindi togliamo il fattore di prima, la vicenda/libro si regge da sola sulle proprie gambe, è una storia che metafora o non metafora narra comunque di una cittadina in cui arriva la peste e delle varie evoluzioni smosse da questo terribile evento.

Si può leggere quindi sotto diverse chiavi di lettura.

Troviamo un virus che all’inizio viene sottovalutato, ma la situazione peggiora in fretta e il virus passa dagli animali agli umani, chi deve occuparsi delle cure si trova impreparato, non esiste nessuna cura, quindi le persone rimaste ad Orano sono sottoposte ad un clima di profonda amarezza, disperazione e abbandono perché chi dovrebbe aiutarli non fa nulla (perché non sanno come debellare l’epidemia) e li abbandona alla morte.

Prima della lettura quindi, se un lettore dovesse approcciarsi a questo libro non sapendo nulla del messaggio che si nasconde sotto alla trama non rimarrebbe comunque stranito dalla vicenda, il testo ha un senso perfetto in ogni caso.

Per me è stata una lettura legata sopratutto al lato umanistico dei personaggi, l’analisi di Camus dei desideri e bisogni umani è eccezionale.

Il nostro protagonista è il dottor Rieux, attorno al quale ruotano altri personaggi, alcuni molto diversi fra loro, Rieux ha un solo scopo, quello di salvare più persone possibile, non è un eroe convenzionale, anzi, non crede in Dio, non segue un piano in particolare ma sa solo che deve salvare chiunque perché è il suo lavoro.

Il rapporto fra Rieux e un altro personaggio (Tarrou) è un altro pilastro del testo, i ragionamenti dei due, Camus dando voce a questi personaggi esprime anche il proprio pensiero, saltano dal lavoro, alla gioventù, alla fede, agli ideali…

Altra tematica fondamentale sono gli approcci dei vari personaggi alla peste e alla moria, c’è chi si aggrappa alla fede e pensa che tutto sia una punizione divina, chi all’inizio tenta di fuggire, ma alla fine comprende che il suo posto è ad Orano, chi sembra non voler affrontare negli occhi l’epidemia, lavora a contatto con gli appestati ma sembra non voler mai guardare negli occhi chi ha davanti.

Avevano ancora, certo, le sembianze della tragedia e della sofferenza, ma non ne sentivano più il morso. E del resto il dottor Rieux, per esempio, riteneva che fosse proprio questa la tragedia, e che l’abitudine alla disperazione è peggiore della disperazione stessa.

Conclusioni

Ho amato questo libro, dal punto di vista emotivo e umano lo ritengo un pugno nello stomaco perché sottopone al lettore uno scenario in cui la natura umana viene esposta fino al nocciolo e in un clima di questo tipo viene spontaneo fermarsi e rassegnarsi, ma è proprio in quel momento che emerge uno dei messaggi principali del libro.

C’è una scena molto forte all’interno del testo, in cui un bambino lotta contro la peste e fino all’ultimo non si conosce il destino di questo, quindi assistiamo a un bimbo che per ore si attorciglia dolorante in un letto.

Questa atrocità colpisce anche i personaggi che usciranno segnati da questo episodio.

E’ di certo una delle scene più forti del testo, assieme a quella riguardante le fosse comuni.

Un altro aspetto che mi ha affascinata è stato il tempo, nel corso di questa epidemia ovviamente il tempo scorre e passiamo attraverso le stagioni, le descrizioni di Camus riguardanti l’afa e la calura che opprimono “i nostri concittadini” come scrive Camus, sembrano rendere l’idea di un cielo quasi rossiccio e un vento caldo che sospinge la peste e la soffia in ogni angolo della città.

Tirando le somme, la descrizioni dei drammi umani dei personaggi affondano le radici nell’animo umano, viene spontaneo immaginarsi in uno scenario distruttivo come questo e da questa immersione ciò che il lettore riesce a pescare è il senso della lotta contro la morte (che è il male, seguendo la metafora), emerge un senso di lotta e speranza molto forte da questo libro.

Voto:

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Fino a più di metà libro ero convinta di voler assegnare cinque stelline piene, ma alla fine ho deciso di assegnarne quattro a “La Peste”, perché?

Ho trovato il finale un pochino troppo precipitoso, dopo più di 300 pagine di clima asfissiante, pieno di morte e peste tutto cambia da una pagina all’altra, letteralmente, quindi togliendo il fattore metafora non mi ha convinta del tutto questo aspetto, ma questo non cambia il mio amore per questo libro.

Ovviamente, cosa lo dico a fare, voglio approfondire il prima possibile Camus come autore.

E voi? Avete letto “La Peste”? Sì? No? Vi è piaciuto? Apprezzate Camus come autore? Fatemi sapere!

A presto!

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10 Libri da Regalare a chi Non Legge

Buon giovedì!

Come procede la settimana? Forza, che ci avviciniamo al weekend!

Oggi parliamo finalmente di un qualcosa di natalizio, per tenere fede a questa che dovrebbe essere una maratona natalizia, ma lo sapete, parliamo un po’ di tutto in questi giorni.

Parliamo di regali, un argomento bello oggi, come ogni anno mi piace in un articolo dedicato parlare un po’ di consigli, regali carini ecc.

Quest’anno ho pensato “mmm perché non guardare assieme qualche titolo da regalare a chi non legge?“, ovviamente per avvicinarlo alla lettura perché non è mai troppo tardi e chi trova il libro giusto è a cavallo!

Vorrei anche dire che secondo me non è mai inutile regalare un libro a chi non legge, perché può sempre essere la volta buona per iniziare, forse sono troppo ottimista io, ma ho avuto esperienze reali di persone lontane alla lettura che grazie al libro giusto hanno iniziato il loro viaggio in questo mondo.

Quindi, in questa lista vi dico subito che si sono più di 10 libri, sono vari libri per vari generi adatti a chi non ha un buon rapporto con la lettura o non è mai riuscito/a davvero ad avvicinarsi a questa, iniziamo!

Raccolte di Racconti

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Passeggeri Notturni – Gianrico Carofiglio

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Un almanacco di soluzioni inattese, di rivelazioni ironiche, di folgoranti incidenti del pensiero. Una scommessa allegra e audace sullo straordinario potere dei personaggi, delle storie, della letteratura. Voci che risuonano nell’oscurità di vagoni semivuoti, lampi che scaturiscono da frammenti di conversazione, profumi nascosti negli anfratti della memoria. I titoli di questa singolare raccolta – trenta scritti di tre pagine ciascuno rappresentano di volta in volta un genere diverso, in un susseguirsi di aneddoti, brevi saggi, racconti fulminei. Li popolano soprattutto figure femminili sfuggenti e indimenticabili, mentre a vicende drammatiche, o amare, si alternano situazioni comiche, sempre in un gioco di specchi tra realtà e finzione. A tenere tutto insieme, come in un mosaico, è una scrittura tersa quanto l’aria notturna, capace di svelare le verità celate nei dettagli dell’esistenza con una magistrale economia di parole. “Un monaco incontrò un giorno un maestro zen e, volendo metterlo in imbarazzo, gli domandò: “Senza parole e senza silenzio, sai dirmi che cos’è la realtà?” Il maestro gli diede un pugno in faccia”.

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Iniziamo con una lettura adatta a tutti, qui abbiamo racconti brevi e brevissimi adatti a chi non ha mai tempo di leggere o si annoia facilmente.

 

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Incubi e Deliri – Stephen King

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Un dito che emerge da uno scarico del lavandino, giocattoli che si trasformano in micidiali strumenti di morte, mosche che si annidano in un vecchio paio di scarpe da tennis, il deserto del Nevada che inghiotte una Cadillac… La leggenda di Castle Rock ritorna per ammaliare l’attonito lettore. La fertilissima immaginazione di Stephen King e la potenza della sua vena narrativa non sono mai state così efficaci, e terrificanti, come in questa sorprendente antologia.

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Titolo per chi ha sentito nominare King (e chi non lo ha mai sentito nominare almeno una volta?) e apprezza particolarmente i gialli/thriller/horror. Qui troviamo parecchi racconti, c’è solo da scegliere con quale iniziare!

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Il libro delle Storie di Fantasmi – Roald Dahl

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“È un fatto singolare” osserva Roald Dahl, “ma nelle grandi storie di fantasmi il fantasma non c’è. O, se non altro, non si vede. Si vede però il risultato delle sue azioni. Ogni tanto potete avvertire un fruscio alle vostre spalle, o intravedere tracce fugaci della sua presenza…”. E infatti elusivi e imprevedibili sono i fantasmi tratteggiati dagli autori dei quattordici racconti scelti e qui riuniti da Dahl con mano maestra.

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Ho voluto inserire un libro per ragazzi/bambini, l’età di lettura consigliata è 10 anni, sono raccontini e storie davvero piacevoli.

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Un Male Necessario – Abir Mukherjee

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Calcutta, 1920. Nello splendido giardino della Government House si ritrovano venti principi del regno del Raj. Il governo britannico li ha convocati per avviare dei negoziati, necessari a creare una Camera dei Principi che possa accontentare le crescenti richieste di indipendenza. Tra nobili convenuti c’è il figlio del maharaja, il principe Adhir, che recentemente ha ricevuto delle minacce di morte. Per questo motivo ha invitato all’incontro il sergente “Surrender-not” Banerjee, suo amico e compagno di studi, insieme al Capitano Sam Wyndham, poliziotto che abbiamo già conosciuto nel fortunato esordio di Mukherjee, L’uomo di Calcutta. Il giovane maharaja li invita a spostarsi nel Grand Hotel dove alloggia per discutere la delicatissima questione dei biglietti minatori che ha trovato sotto il suo cuscino e nella tasca di un vestito. La Rolls-Royce su cui viaggiano viene fermata da un uomo vestito da prete induista che esplode tre colpi di pistola uccidendo il principe. Il capitano Wyndham lo insegue, ma l’assassino riesce a scappare tra i vicoli, scomparendo in mezzo alla folla di una parata religiosa. Indagando Wyndham e Surrender-not si accorgono di quanto il regno sia teatro di tumulti e sommosse. Il principe Adhir era infatti mal sopportato da alcuni gruppi religiosi e il suo fratello minore, nuovo successore al trono, è solo un playboy buono a nulla. Mentre i due poliziotti uniscono le forze per tentare di risolvere il mistero, rimangono coinvolti in una fitta rete di segreti e minacce all’interno di un mondo pericoloso e senza pietà. Sta a loro trovare il killer, prima che sia lui a scovarli.

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Una delle mie ultime letture (a breve uscirà una recensione a riguardo), è il secondo di una trilogia, ma facendo un piccolo strappo alla regola si può leggere anche singolarmente, per chi ama i gialli storici è una lettura che non vi lascia prender fiato.

 

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La Camera Azzurra – Georges Simenon

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“Sei così bello” gli aveva detto un giorno Andrée “che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti…”. Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.

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Se mi seguite da un po’ saprete che non amo lo stile di Simenon, ma questo libro è senza dubbio uno dei migliori gialli mai scritti da lui per me. Anche qui una storia che non vi permette di posare il libro fino alla fine, stile veloce che taglia le scene instillando sempre più curiosità.

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La Ragazza del Treno – Paula Hawkins

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La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?

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Ho voluto inserire questo libro anche se a non tutti è piaciuto, a me sì, ne conservo un piacevole ricordo, giallo incredibilmente famoso, da cui è stato tratto anche un film. Anche se la persona a cui non regalerete non è solita alla lettura non potrà che appiccicarsi a questo libro per scoprire il segreto che si nasconde dietro ad esso.

Fantasy

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Il Colore della Magia – Terry Pratchett

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In un mondo sorretto da quattro elefanti magici che poggiano sul guscio di una tartaruga gigante, comincia la più stramba, scatenata ed esplosiva delle avventure: il primo libro della saga di Mondo Disco, dove tutto ha inizio.

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Io posseggo questo titolo in inglese ma è disponibile anche in italiano appunto edito da Salani, fantasy per tutti, è il primo di una saga ovvero quella famosissima di Mondo Disco. 

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Il Guardiano degli Innocenti – Andrzej Sapkowski

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Geralt è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, e si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi… Strappato alla sua famiglia quand’era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l’occasione di eliminarlo una volta per tutte.

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Ahh, questo l’ho voluto inserire perché se volete fare un regalo ad un appassionato/a di videogiochi e amante magari anche del gioco di The Witcher, qui abbiamo il titolo perfetto, primo di una serie di 7 libri, di genere fantasy sarà un dono apprezzato.

Poesia

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Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters

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L'”Antologia di Spoon River” è stata pubblicata per la prima volta da Einaudi nel 1943, tradotta da Fernanda Pivano e scoperta da Cesare Pavese. Da allora sono state fatte innumerevoli edizioni; il numero di copie vendute, da autentico bestseller, è straordinario, soprattutto se si tiene conto del fatto che si tratta di un libro di poesia, tradotto per di più da un’altra lingua. Dal libro sono stati tratti dischi, riduzioni teatrali, musicali, radiofoniche, televisive. E intere generazioni l’hanno scelto come testo da leggere e come oggetto di studio.

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Cerco sempre di inserire libri di poesia perché apprezzo molto la poesia e trovo non sia sufficientemente esplorata e nominata ad oggi, qui abbiamo un pilastro della poesia, è un testo particolare, magari adatto a qualcuno amante di De Andrè, nonostante siano poesie sono quel tipo di poesie non intricate da leggere dal punto di vista lessicale.

A Tema

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La Notte di Natale – Nikolaj Gogol

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Già maestro del realismo, Gogol’ si distinse per la grande capacità di raffigurare situazioni satirico-grottesche, sullo sfondo di una desolante mediocrità umana, con uno stile visionario e fantastico. Pubblicato originariamente nel 1832, nel secondo volume della raccolta “Veglie alla fattoria presso Dikan’ka”, “La notte di Natale” è un racconto lungo ambientato in Ucraina durante il regno di Caterina II. Vakula, giovane fabbro innamorato della bella Ocsana, sottomette le forze del male per esaudire il desiderio della ragazza: possedere gli stivaletti della zarina. Accostato da alcuni critici al realismo magico sudamericano, “La notte di Natale” ha ispirato opere liriche di Cajkovskij e Rimskij-Korsakov, pellicole cinematografiche e perfino film d’animazione.

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Libro breve e adatto per il periodo, il regalo giusto se volete fare un pensierino, abbiamo un ambientazione natalizia.

Ora, questi sono regali secondo me adorabili, sopratutto se volete regalare dei classici in edizioni bellissime, edite Gribaudo.

Per il Natale di quest’anno infatti la casa editrice ha pensato di realizzare questi “cofanetti” con all’interno le sue ripubblicazioni (meravigliose dal punto di vista grafico) di alcuni classici con un pile annesso.

Il Canto di Natale*

Piccole Donne*

Alice nel Paese delle Meraviglie*

PS: Se volete regalare dei libri/o a dei ragazzi infine io vi consiglio Neil Gaiman come autore (Coraline sopratutto), e invece se volete regalare un testo ad una persona che si sta avvicinando ai gialli classici Agatha Christie è sempre una buona scelta.

E voi? Quali testi regalerete quest’anno o vi farete regalare? Fatemi sapere!

A domani!

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News Letterarie #14

Buon lunedì!

Ah, per il secondo giorno di questa maratona natalizia ho pensato “perché non parlare di novità letterarie/librose così ci mettiamo avanti per il mese?”.

Quindi oggi news letterarie, anche perché non aggiorno questa rubrica da quasi un anno, che vergogna, che vergogna…

Insomma, ci sono varie novità e dato che siamo solo al 2 ho pensato di metterci avanti, quindi iniziamo!

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La Casa delle Voci – Donato Carrisi

Prezzo di Copertina: € 22,00

Data di Uscita: 2 dicembre (oggi)

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

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Atteso da moltissimi “La casa delle Voci” arriva dopo “il gioco del suggeritore” del 2018. Carrisi è un autore italiano molto apprezzato anche all’estero e si può tranquillamente dire che ogni sua opera ha riscosso un’enorme successo.

 

 

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La Fine dei Vecchi Tempi – Vancura

Prezzo di Copertina: € 22,00

Data d’uscita: 3 dicembre

Per la prima volta tradotto in italiano uno dei libri più originali e divertenti del Novecento. In apparenza è un romanzo realistico ambientato nella neonata Repubblica cecoslovacca, alla fine della Prima guerra mondiale, e centrato sul contrasto fra la morente aristocrazia e la nuova borghesia rampante e un po’ volgare. Ma sotto tale apparenza, elaborando in chiave modernista i modelli del Tristram Shandy e del Barone di Münchhausen (e le tecniche cinematografiche degli anni Venti e Trenta), Van?ura rappresenta l’inestinguibile dissidio tra verità e finzione. Al seguito del bibliotecario Bernard Spera, uno dei più loquaci e simpatici «narratori inaffidabili» della storia della letteratura, il lettore viene trascinato in un turbine di personaggi e vicende che sono in realtà la parodia del romanzo realistico e l’affermazione della narrazione come infinita macchina desiderante.

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Vancura è stato uno scrittore ed un poeta ceco, massimo esponente dell’espressionismo ceco è autore di numerosi romanzi non tutti tradotti e pubblicati in Italia. Per la prima volta arriva qui questo titolo.

 

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Pi – Akilah Azra Kohen

Prezzo di Copertina: € 23,00

Data di Uscita: 3 dicembre

Nonostante Can Manay sia ormai felicemente sposato con Bilge, la sua giovane, brillante assistente, quando a Londra scopre che Duru si esibisce in un teatro, non resiste alla tentazione di assistere allo spettacolo più e più volte, finendo nuovamente vittima della sua malata ossessione per lei. Arriva persino a far costruire un centro per le arti, uno dei più grandi d’Europa, solo per poterla invitare a danzare. Ma l’incontro tra i due ha un esito inaspettato: sul punto di abbandonarsi alla passione, Can si rende conto che ciò di cui ora ha bisogno è sua moglie Bilge: la sua dedizione, il suo equilibrio, la sua serenità. Ma anche Bilge, che sembra decisa a riaccoglierlo, ha in realtà in serbo una sorpresa per lui, complici la sua amica Özge ed Eti, la madre di Can. “Pi”, ultimo capitolo della trilogia di Azra Kohen, rappresenta nello stesso tempo la fine e l’inizio del viaggio che questa lettura propone: il compimento dei percorsi individuali dei singoli protagonisti, come quello di Deniz, che apre un locale di musica dal vivo e trova in Özge un nuovo grande amore, e l’inizio di un percorso collettivo, perché, come comprende bene Özge nella sua battaglia politica, un singolo, per quanto determinato, non potrà mai cambiare lo stato delle cose. È al gruppo quindi che è affidato il futuro, e i personaggi “positivi” della storia, quelli che sono riusciti a esprimere il proprio potenziale e a “diventare” se stessi, si trasferiranno insieme in un villaggio dando vita a una sorta di utopia. Un romanzo che è lo specchio dei nostri tempi, dove il successo, la fama e il potere perdono completamente di senso se in mano a persone che non hanno consapevolezza di sé. 

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Qui abbiamo una ripubblicazione, ora in questo articolo ci sono due titoli ripubblicati, ma è un’occasione rara perché di solito non inserisco ripubblicazioni, è un romanzo che arriva dopo due pubblicazioni dell’autrice “PHI” e “CHI”. 

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Bringer – Giuliano Scavuzzo

Prezzo di Copertina: € 17,90

Data di Uscita: 5 dicembre

2081. Il pianeta è stato devastato da un cataclisma causato dall’inquinamento. I Bringer, grazie alla loro straordinaria capacità di ricevere doni dalle vite precedenti, hanno sventato l’apocalisse.
Sono loro a governare il mondo ora, sfruttando lo mnemonium, un potente materiale proveniente da un asteroide che permette di abbassare le temperature e rendere l’aria respirabile.
Efi vive nella Città di Cristallo, circondata da Bianche Mura alte centinaia di metri.
Anche lei dovrebbe essere una Bringer, ma alla soglia del suo ventesimo compleanno non ha mai sperimentato un bring-back delle esistenze passate e, se ciò non dovesse accadere, verrà esiliata nel mondo dei fermi.
Mossa dal desiderio di scoprire il mistero della sua identità, Efi, insieme a Garth e Lake, intraprenderà un viaggio pericoloso e incredibile.
In fuga verso la Foresta dei Grandi Alberi, dimora dei ribelli Outcast, scoprirà la sua vera natura e, soprattutto, che il mondo che la circonda nasconde terribili segreti.

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Ho voluto inserire questa nuova uscita perché mi ispirava molto, è un fantasy, non è il romanzo d’esordio dell’autore in quanto nel 2017 pubblicò con la casa editrice Newton Compton il romanzo “il marchio perduto del templare”, romanzo storico. Questo appartiene a tutt’altro genere, è una lettura per ragazzi. 

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L’uomo che Salvò la Bellezza – Francesco Pinto

Prezzo di Copertina: € 17,00

Data di Uscita: 30 gennaio 2020

“Anche l’Italia ha avuto il suo Monuments man. Questa è la sua storia. Ha poco più di vent’anni Rodolfo Siviero, poeta e critico d’arte, quando viene avvicinato da un funzionario del Partito Fascista. La richiesta che gli arriva è del tutto inattesa. Dovrà andare a Erfurt, nel cuore della Germania nazista, per raccogliere informazioni sul nuovo alleato. Dovrà diventare una spia. In Germania troverà molte cose. Una nazione ottenebrata dai deliri di potenza di un dittatore. Una donna, Emma, bellissima e misteriosa, con cui intreccerà una grande e difficile storia d’amore. L’orrore del campo di prigionia di Buchenwald. E scoprirà che Goebbels e Hitler intendono saccheggiare le città d’arte italiane, col beneplacito di politici compiacenti, per creare un grande museo del Terzo Reich. Cinque anni dopo, durante la guerra, a Firenze, Siviero è il leader di una squadra che, tra travestimenti, scontri armati e rocambolesche fughe, impedirà ai nazisti di saccheggiare il patrimonio artistico italiano. Lì, nella sua città, incontrerà di nuovo Emma… Ispirato a una storia vera, il romanzo di un eroe che salvò gran parte del patrimonio artistico di Firenze dalle mani dei nazisti.”

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Francesco Pinto è l’autore de “La Strada Dritta” e “Il Lancio Perfetto”, questo nuovo titolo l’autore si è ispirato ad una storia vera, quella di un uomo che salvò gran parte del patrimonio artistico di Firenze dai nazisti.

 

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Anche qui ho voluto fare un’eccezione al solito modo di strutturare un articolo delle “news”, ho voluto inserire 5 libri che devono ancora essere pubblicati (quelli precedenti) e 5 libri già pubblicati (quelli che seguono), è sia una scusa per parlare di Casa di Foglie sia una toppa per il fatto che non avendo aggiornato questa rubrica ultimamente sono uscite nuovi testi interessanti di cui non abbiamo parlato…

 

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Casa di Foglie – Mark Z. Danielewski

Prezzo di Copertina: € 29,00

Data di ristampa e pubblicazione: 7 novembre

Quando la prima edizione di “Casa di foglie” iniziò a circolare negli Stati Uniti, affiorando a poco a poco su Internet, nessuno avrebbe potuto immaginare il seguito di appassionati che avrebbe raccolto. All’inizio tra i più giovani – musicisti, tatuatori, programmatori, ecologisti, drogati di adrenalina -, poi presso un pubblico sempre più ampio. Finché Stephen King, in una conversazione pubblicata sul «New York Times Magazine», non indicò “Casa di foglie” come il Moby Dick del genere horror. Un horror letterario che si tramuta in un attacco al concetto stesso di «narrazione». Qualcun altro l’ha definita una storia d’amore scritta da un semiologo, un mosaico narrativo in bilico tra la suspense e un onirico viaggio nel subconscio. O ancora: una bizzarra invenzione à la Pynchon, pervasa dall’ossessione linguistica di Nabokov e mutevole come un borgesiano labirinto dell’irrealtà. Impossibile inquadrare in una formula l’inquietante debutto di Mark Z. Danielewski, o anche solo provare a ricostruirne la trama, punteggiata di citazioni, digressioni erudite, immagini e appendici. La storia ruota intorno a un misterioso manoscritto rinvenuto in un baule dopo la morte del suo estensore, l’anziano Zampanò, e consiste nell’esplorazione di un film di culto girato nella casa stregata di Ash Tree Lane in cui viveva la famiglia del regista, Will Navidson, premio Pulitzer per la fotografia, che finirà per svelare un abisso senza fine, spalancato su una tenebra senziente e ferina, capace di inghiottire chiunque osi disturbarla.

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Ahhh aspettavo questo giorno, quello in cui con espressione felice e una musica vittoriosa in sottofondo avrei inserito “Casa di Foglie” nelle news, temevo non sarebbe mai arrivato ma eccolo qui. la speranza è l’ultima a morire. Beh, che dire, questo libro era diventato una leggenda urbana perché ci sono state sporadiche ripubblicazioni nel corso degli anni ma rare e con pochi numeri disponibili all’acquisto. Ora è stato ripubblicato dalla casa editrice indipendente 66th and 2nd. Io personalmente avevo iniziato a leggerlo qualche anno fa ma avevo la versione digitale e diciamocelo, questo titolo non è adatto al Kindle. Ora finalmente posso leggerlo nel migliore dei modi, è già in mio possesso ovviamente…

 

 

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Il Priorato dell’albero delle Arance – Samantha Shannon

Prezzo di Copertina: € 26,00

Data di uscita: già pubblicato il 30 novembre

La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

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Uscita di qualche giorno fa, attesissima anche qui da mesi, è un fantasy, l’autrice è già conosciuta qui in Italia per “La Stagione della Falce”. Questo titolo si vede da tempo all’estero e ora finalmente è arrivato in Italia pubblicato da Mondadori.

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Elefante a Sorpresa – Joe R. Lansdale

Prezzo di Copertina: € 17,00

Data di Uscita: già pubblicato il 26 novembre

Dopo anni trascorsi a combattere il crimine insieme, qualcosa tra Hap e Leonard è cambiato: Hap, fresco di nozze con Brett, è ora un uomo di famiglia e il peso delle violenze commesse in passato, anche se a fine di giustizia, si sta facendo insostenibile. Ma quando, durante una delle peggiori inondazioni della storia dell’East-Texas, i due soccorrono per caso una donna inseguita da un manipolo di delinquenti, l’antica sete di avventura sembra riaccendersi. La ragazza, in stato di shock, è sopravvissuta a un’esecuzione mafiosa e il boss e i suoi sgherri continuano a cercarla per impedirle di testimoniare contro di loro. Tra strade allagate, torrenti in piena e inseguimenti spericolati, Hap e Leonard dovranno mettere in salvo la ragazza e sbarazzarsi dei suoi nemici prima che i nemici catturino loro.

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Ho voluto inserirlo perché molte persone sono “fan” della serie di Lansdale riguardante Hap e Leonard, ecco qui un nuovo episodio/indagine!

 

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La Prima Legge (Trilogia) – Joe Abercrombie

Prezzo di Copertina: € 28,00

Data di Uscita: già pubblicato il 19 novembre

Logen Novedita è un guerriero in fuga dal Nord di cui è stato il campione idolatrato tanto dai nemici che lo vorrebbero morto come dagli amici che farebbero meglio a crederlo tale. Perché dentro di lui si annida il Sanguinario, un’ombra per cui orrore, fuoco e morte sono un banchetto al quale invitare tutto e tutti. Glokta l’Inquisitore trascina il proprio corpo torturato nei palazzi del potere, investigando su una cospirazione in grado di ribaltare l’ordine costituito. Il giovane Jezal dan Luthar, che forse si accontenterebbe della propria bellezza, sfacciataggine e abilità nella scherma, scoprirà che qualcuno nutre grandi e pericolosi progetti per lui. Il Maggiore West deve lottare contro la propria sorella, l’idiozia delle gerarchie militari, e la costante feroce emicrania. Nelle vene della misteriosa e intrattabile Ferro Maljinn scorre sangue di demone, e una sete di vendetta che minaccia di travolgere un Impero. I loro cammini sono destinati a incrociarsi nella guerra che chiude le sue fauci sull’Unione da Nord a Sud, mentre alle ombre del passato e ai sortilegi si sommano le nuove, devastanti forze dell’oro e della tecnologia.

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Qui abbiamo una trilogia, in questo massiccio volume sono contenuti tre romanzi infatti, “Il Richiamo delle Spade”, “Non prima che Siano Impiccati” e “L’Ultima Ragione dei Re”. Testo fantasy sempre pubblicato da Mondadori, è periodo di grandi pubblicazioni fantasy!

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Forse ho Sognato Troppo – Michel Bussi

Prezzo di Copertina: € 17,00

Data di Uscita: già pubblicato il 13 novembre

La vita di Nathalie, hostess dell’Air France, scorre liscia come l’olio: vive in una graziosa villetta sulle rive della Senna, ama, riamata, il marito ebanista e ha due belle figlie di diciotto e ventisei anni. La sua vita oscilla tra il lavoro, che tre volte al mese la fa volare all’altro capo del mondo, e la famiglia, a cui si dedica con entusiasmo e attenzione. L’idilliaco quadretto si spezza però per una serie di incredibili coincidenze in seguito alle quali si trova a ripercorrere lo stesso itinerario di viaggio, tre voli in rapida successione a Montréal, Los Angeles e Giacarta, durante il quale vent’anni prima si era perdutamente innamorata del giovane chitarrista Ylian. Sta accadendo qualcosa di strano. Una mano invisibile la spinge a tornare sui suoi passi, dentro un mistero sempre più inquietante.

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Infine ho voluto inserire questo libro perché Bussi è un autore amato e questa sua nuova uscita è passata un po’ in sordina secondo me, è un giallo dalla trama direi pop.

 

E voi? Quale di queste uscite vi ispira di più? Avete ceduto a qualche ultima uscita? Fatemi sapere!

A domani!

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Cronaca di Una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Buon mercoledì! Come prosegue questo afoso luglio?

Oggi sono qui per una recensione, evviva tornano le recensioni, per la precisione con la recensione del libro che abbiamo letto nelle ultime due settimane di giugno sul gdl ovvero Cronaca di una Morte Annunciata di Gabriel Garcìa Màrquez.

Abbiamo selezionato per le ultime due settimane di giugno titoli piuttosto brevi e questo rientra pienamente nella categoria, che dire parliamone subito!

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Cronaca di una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Romanzo

Pagine: 90

Prezzo di Copertina: € 9,50

Prezzo ebook: € 7,99

Anno di Pubblicazione: 1981

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Trama

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, “villaggio bruciato dal sale dei Caraibi”, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l’onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall’aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l’alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione. 

 

Recensione

Inizio dicendo che questo testo è tratto da un fatto realmente accaduto in Colombia, i nomi sono fittizi tranne quelli dei parenti dell’autore ma nonostante questo non è un testo true crime ma è un romanzo a pieno perché come dice anche l’autore, ha aggiunto un’ampia corrente narrativa.

E’ uno dei testi più famosi di Màrquez ma c’è da dire che questo è un autore noto per molti testi fra cui ne cito solo qualcuno, “L’Amore ai Tempi del Colera”, “Cent’anni di Solitudine” e “Memoria delle Mie Puttane Tristi”.

Allora partiamo dai punti positivi, ovviamente lo stile di scrittura, ci sono delle piccole perle inserite nelle descrizioni o in frasi sparate in giro per il libro che mi hanno ridato la vita durante la lettura, come ad esempio “era sui trent’anni, ma assai ben occultati, perché aveva la vita sottile da torero, gli occhi dorati, e la pelle cucinata a fuoco lento dal salnitro“.

Quindi è un libro ben scritto e questo non comunque sottinteso per come la vedo anche per grandi autori come Màrquez, ogni libro è diverso quindi anche se stiamo parlando di un grande scrittore non è detto che in ogni titolo mai scritto il suo stile sia sempre impeccabile.

Anche perché nonostante sia un libro breve ci sono parecchi personaggi da gestire, non credo di aver mai letto un libro così breve con così tanti personaggi.

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Questa è un mappa dei rapporti fra i protagonisti del libro, vi chiedo scusa per la risoluzione ma non sono riuscita a trovarla in una risoluzione migliore.

Da questo è evidente che i personaggi e i legami fra di loro sono molti, la parte interessante è che i rapporti sono davvero ben annodati e il libro ruota attorno ad un argomento principale ovvero la morte di Santiago e questi rapporti servono anche a comprendere questa e le sfaccettature di questa.

Quindi ottima costruzione, stile e intrecci.

Sono i punti positivi questi che sono molti comunque e rendono godibile un testo, consiglio la lettura di conseguenza ma ora parliamo di quelli che per me sono i punti negativi.

Come dicevo il libro dovrebbe basarsi sull’assassinio di Santiago e sulla motivazione legata a questa tragedia, ma il motivo viene svelato quasi subito, a pagina 16 ed è un peccato per me perché avrei voluto attendere ancora prima di scoprire tutto questo.

Ovviamente viene analizzata di più man mano che si prosegue nella lettura ma anche nella trama scritta dietro al libro c’è una domanda che riguarda la motivazione quindi pensavo “chissà che hype” e invece viene rivelata presto e tutta la curiosità pian piano va scemando anche se la lettura è in ogni modo piacevole.

Altro appunto, questo non è per forza un punto negativo, pensavo che l’aspetto che mi avrebbe fatta infuriare di più avrebbe riguardato l’omertà che dilaga nel non rivelare a Santiago la notizia della morte ma non è stato così.

In realtà sì c’è senza il minimo dubbio dell’omertà ma qualcuno cerca di avvisare questo uomo in modo sbagliato magari ma qualcuno ci prova, in più diciamo che ci sono anche una serie di sfortune che si immettono sulla strada del suo salvataggio, mentre altre persone ancora sono scettiche perché gli uomini che uccideranno il giovane erano pesantemente ubriachi e andavano in giro ad annunciare questa morte quindi è complicato prenderli sul serio.

Gli assassini dell’uomo infatti sono i fratelli/gemelli Vicario e lo annunciano a tutti forse proprio perché non sono così certi di volerlo uccidere e sperano in un modo un po’ perverso che qualcuno lo avvisi e gli impedisca di morire per mano loro.

Ognuno ha in un certo modo le proprie ragioni per non avvisare Santiago, alcuni pensano che sia uno scherzo, altri lo fanno ma non vengono presi sul serio, altri ancora si mobilitano ma finiscono per perdersi, altri se la prendono con lui invece di capire che è la vittima.

Parliamo ora della scena finale, il libro si chiude con una descrizione dettagliata dell’assassinio, descrizione che era stata solo accennata prima, qui si narra il modo in cui l’uomo è morto, come si sono comportate le persone e i due assassini e cosa ha fatto la vittima una volta portata sul punto di morte.

Ecco, qui c’è una sequenza che mi è sembrata un po’ ambigua, Santiago viene accoltellato molte volte con dei coltelli piuttosto grezzi ma importanti per dimensioni, gli uomini lo sorreggono ad una porta e lo infilzano ripetutamente, tenete conto del fatto che la vittima è un uomo comunque di corporatura resistente diciamo.

Immaginatevi la scena, questo uomo è lì trafitto sul torace, sulla pancia, sulle cosce, sulle braccia, un po’ ovunque, ad un certo punto cade in ginocchio ovviamente in fin di vita, gli organi interni sono seriamente danneggiati tanto che (se siete facilmente impressionabili non leggete la prossima riga) le viscere fuoriescono e lui le tiene in mano.

Ok, in questo stato lui comunque si rialza, cammina lì vicino verso la casa dei vicini quando entra questi stanno facendo colazione e lui sorride cortesemente a tutti, camminando perfettamente con un piede dopo l’altro ” camminava con la prestanza di sempre, misurando bene i passi” e dopo questo finisce sul patio della casa dei vicini, ha persino la cura di togliere la terra che gli era rimasta addosso e lì dopo gli scalini crolla ventre a terra e muore.

Io non ho mai studiato medicina e non mi intendo di queste cose ma credo sia strana questa sequenza, ora è pur vero che le coltellate sono “colpi alterni e facili” ma stiamo comunque parlando di molte coltellate, molte ferite profonde che hanno danneggiato gravemente gli organi interni (questo viene detto durante l’autopsia) è possibile che in queste condizioni, con questa fuoriuscita lui riesca a muoversi in questo modo?

Vi ripeto mi è sembrata strana come sequenza poi non me ne intendo ma non saprei dopo tutti quei colpi e quelle ferite da come ne parlano gli altri sembra non avere quasi nulla.

E qui c’è un discorso importante da fare, non ci si può fidare pienamente di quello che dicono gli altri in questo libro, ognuno ha una propria versione e non è detto che tutto sia vero, alcune persone non ricordano o tengono nascosto qualcosa.

Quindi la morte potrebbe essere anche andata in modo diverso da queste testimonianze.

E’ uno di quei rari testi in cui già si conosce il finale ovviamente.

Insomma comunque sia è un testo godibile, potrebbe essere un ottima lettura estiva perché è breve ma interessante, quindi mi è piaciuto sì ma non mi ha soddisfatta a pieno.

Voto:

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Quindi bel testo, ottima costruzione ma vola abbastanza via come libro nel senso che non rimane tanto nella mente (almeno per me) quindi lo rileggerei sì ma alcune cose non sono così incredibilmente sconvolgenti come sembra dalla trama.

E voi? Avete letto “Cronaca di una Morte Annunciata”? Sì? No? Cosa ne pensate?

A presto!

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La Mia Top Three Letteraria del 2018

Buon venerdì e buon quasi inizio weekend!

L’ultimo weekend di semi-libertà prima del delirio totale, e l’ultimo weekend di maratona che passeremo assieme, infatti manca poco, pochissimo, al 24 e ai nostri consueti saluti prima delle vacanz- ma non pensiamo alle cose tristi!

Oggi sono qui, come da tradizione, per parlarvi dei tre libri migliori letti dalla sottoscritta nel 2018, come ogni anno ci tengo a terminare il mese di dicembre con almeno un piccolo recap, in questo caso anche se il mio spirito di lettura dai primi mesi in poi è sparito nel 2018, c’è comunque qualche lettura che mi ha conquistata e oggi sono qui per parlarvi dei tre libri migliori secondo me letti quest’anno.

Iniziamo subito, e ovviamente voglio sapere nei commenti i vostri tre libri preferiti di quest’anno che sta per concludersi!

Terza posizione

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La Passione di Artemisia – Susan Vreeland

Casa Editrice: Beat

Recensione: QUI

“La passione di Artemisia” narra dell’incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell’arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell’amore e dell’esistenza. Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l’onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l’umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.

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Dunque, metto questo titolo in terza posizione perché nonostante sia il titolo più affascinante dal punto di vista dell’ambientazione e delle descrizione dell’epoca in cui è narrato, non è da prima posizione per me. Sta di fatto che l’arte che ho trovato narrata meravigliosamente e con estrema cura qui difficilmente l’ho trovata in altri testi, più che il ricordo di Artemisia, il ricordo più evocativo a cui ripenso quando mi torna in mente questo libro è la visione dei pigmenti schiacciati e mischiati assieme, l’atmosfera unica di uno studio d’arte, quel tipo di fascino impagabile e affascinante.

 

Seconda posizione

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Quel Che Resta del Giorno – Kazuo Ishiguro

Casa Editrice: Einaudi

Recensione: QUI

La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosi tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge dì aver vissuto come un soldato nell’adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo? Da questo romanzo di Ishiguro, acclamato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e vincitore del prestigioso Booker Prize, nel 1993 il regista americano James Ivory ha tratto un famoso film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson.

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Avevo dato a questo libro quattro stelline e lo ritengo un voto giusto, a distanza di mesi non mi è rimasto il messaggio dell’interno libro impresso nella mente ma più che altro il sacrificio del protagonista a dispetto di eventi della propria vita personale e alcune scene particolari di apparente solitudine di Stevens appunto, lo stile in cui tutto questo viene narrato merita la lettura, anche solo questo.

 

Prima Posizione

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La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Casa Editrice: Mondadori

Recensione: QUI

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un’adolescenza presa nell’ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia.

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Questo è stato il libro migliore del 2018 per me, quattro stelline che modificherei in cinque, la rivelazione totale. Lo avevo in libreria da anni ma per un certo timore reverenziale non lo avevo mai letto, quest’anno grazie anche al gdl è stato il momento buono. Unico romanzo dell’autrice che è salita nell’olimpo delle mie autrici/autori preferiti di sempre. Dopo averlo letto è partita la mia ricerca per leggere e trovare ciò che è reperibile della Plath, meraviglioso, se non lo avete mai letto vi consiglio di dargli un’opportunità e di non farvi intimorire dai temi trattati.

Bene!

Quindi, ditemi, quali sono stati i vostri 3 libri preferiti del 2018?

A domani!

Elisa

Neve – Maxence Fermine

Buon giovedì cari/e!

Oggi torno con una recensione che avrei dovuto pubblicare settimane fa, ma per una cosa e l’altra ho aspettato ma questo credo sia il momento giusto perché qualche giorno fa ho pubblicato un CitaTime su questo libro, e di solito quando pubblico un CitaTime è sempre su un libro che sto leggendo al momento o un libro letto tempo fa di cui a breve uscirà una recensione.

Questo è il secondo caso, forse vi avevo accennato qualcosa riguardo a questo titolo tempo fa ma non ricordo.

Comunque, finalmente parliamo un po’ di Neve di Maxence Fermine.

Iniziamo!

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Neve – Maxence Fermine

Casa Editrice: Bompiani

Genere: Narrativa Contemporanea

Pagine: 107

Prezzo di Copertina: € 11,00

Formato ebook non disponibile

Anno di Pubblicazione: 2001

Link all’Acquisto: QUI*

 

Trama

Giappone, fine Ottocento. Yuko, diciassettenne ribelle, lascia la famiglia per diventare poeta. Ma la sua poesia, dedicata interamente alla neve, è troppo bianca, e per imparare a darle colore Yuko deve seguire gli insegnamenti del vecchio poeta Saseki, ormai divenuto cieco. Saseki, attraverso il racconto della sua passione per Neve, una ragazza bellissima venuta dall’Europa e scomparsa mentre cercava di attraversare un precipizio sospesa su una fune, insegna a Yuko la forza e la potenza dell’amore. E con questo insegnamento Yuko diverrà non solo un grande poeta ma – cosa più importante – un essere umano capace di amore.

Portava con sé come unico bagaglio l’oro della fede nell’amore e nella poesia.

Recensione

Allora, inizio con il dire che di questo autore non avevo mai letto nulla, è un autore francese, e successivamente a “Neve” nel corso degli anni sono usciti altri due romanzi legati a questo, è una trilogia particolare perché i personaggi sono diversi, come l’ambientazione e la storia ma si chiama “la trilogia dei colori” e si può trovare anche in un unico volume che raccoglie i tre romanzi, qui.

Io ho letto solo “Neve” appunto ma leggendo le trame degli altri due volumi mi è sembrato di cogliere un punto in comune, ovvero la rivelazione nella vita dei personaggi di un qualcuno, o un qualcosa che sconvolge l’ordine di questa.

Parlando di “Neve” l’ho trovato un romanzo piacevole ma niente di sconvolgente.

Ho letto ottime recensioni e la lettura mi ha appassionata, è anche piuttosto breve e veloce come testo poi parleremo meglio dell’impostazione, ma dopo averlo terminato non ho avvertito nulla di consistente rimanere nella mia mente o girovagare tra i miei pensieri.

Anzi c’è una cosa che mi è rimasta ma non riguarda il libro in sé piuttosto, dato che ho acquistato questo libro mesi fa su Libraccio in una condizione usata, è una frase scritta a trattopen presumo all’interno.

Adoro acquistare e leggere libri usati segnati o scritti dentro perchè inizio a fantasticare su chi fosse il proprietario prima, a chi era indirizzata quella frase, qual’era il rapporto fra queste persone…

E’ una frase molto bella, “avrei dovuto farlo 2 anni fa, questo libro appartiene a entrambi, ma penso non servano altre parole”, è firmata ma per privacy nei confronti dell’autore non scriverò ovviamente il nome.

Questo è uno dei motivi per cui conserverò sempre questo libro, a meno che non venga contattata dall’autore della frase in questo caso sappi che sarà un piacere per me rispedirtelo.

Comunque parliamo dello stile in cui è scritto, mi ricorda l’haiku giapponese ma solo per la forma di alcuni capitoletti, a proposito questi sono molto brevi e lo stile di scrittura è pulito, lineare, molto poetico e a tratti romantico.

Ipotizzo l’autore abbia deciso di adottare una forma stile haiku data la professione del protagonista.

Quindi lo stile mi è piaciuto, fa sognare panorami freddi e innevati, sentimenti profondi e momenti decisivi della vita.

Il punto forte del libro credo sia proprio l’ambientazione e il titolo stesso, la neve, che incorona tutto, la neve da il nome ad un altro personaggio molto importante per il protagonista, la neve è la musa di di Yuko, il protagonista.

Non sembra si legge un libro inerente con il titolo di esso ma in questo caso all’interno si trova esattamente la neve, neve bianchissima, candida, che ricopre tutto, attutisce i rumori del mondo e decora tutto.

E i personaggi?

Mi sono piaciuti molto, sia il protagonista che quelli di contorno, sopratutto Soseki, l’anziano mentore del giovane poeta, e la sua storia.

Potrebbe sembrare raccontandola una storia già letta, nulla di originale, eppure l’ambiente in cui si svolge, i sogni del protagonista e la sequenza delle scene sono molto originali, tutto si concentra sull’amore e la poesia.

Non credo ci sia un modo semplice per scrivere dell’amore perché se lo si fa con troppo poco cuore si finisce per sembrare scontati, se lo si fa con troppo si rischia di sbordare dalla posizione di narratore e venire avvertiti come protagonisti più che scrittori.

In questo caso c’è un equilibrio ma a tratti ho avuto l’impressione di leggere qualcosa di già letto, quindi c’è una via di mezzo ma non capisco fino a che punto l’autore ha voluto trasmettere questo amore e descrivere questo sentimento.

La storia è ambientata nell’Ottocento ma ho sentito di essere in questo tempo solo in alcune scene.

La potenza delle immagini però e delle scene è davvero forte sopratutto se la neve vi evoca ricordi particolari magari, più che Yuko infatti a tratti mi sembrava che la protagonista fosse la neve.

Come scrivevo prima il racconto anche di Soseki, nella seconda parte del libro è potente, mi ha fatto riflettere anche, leggendo ciò che gli era accaduto, il suo legame con la poesia come questa possa mutare in seguito a varie esperienze e mai come in questo libro ho ritrovato questa “informazione”.

Lo consiglio anche a chi legge poesia o a chi scrive poesia perché questa professione non è raccontata solo come se fosse un lavoro ma uno stile di vita, un’essenza dell’anima.

Quindi ci sono tanti punti che ho apprezzato, è stata una lettura veloce ma intensa a tratti, non in toto ma ho ripensato a diverse frasi inserite all’interno anche dopo la lettura.

I miei problemi principali sono stati quelli di trovare ogni tanto qualche risoluzione o breve epilogo a scene precise non originalissimo, e a parte qualche frase il libro non mi è rimasto così impresso.

Voto: 

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Tre stelline e mezzo penso sia un voto giusto per me, secondo la mia opinione ovviamente ma sono molto curiosa di conoscere la vostra, avete mai letto questo libro? Sì? Vi è piaciuto? No? Perché?

Fatemi Sapere!

A domani!

Elisa

 

 

 

 

Nuovo Natale, Nuova Wishlist Natalizia

Buon sabato!

Ieri abbiamo parlato dei libri da regalare e oggi, perchè voglio essere egoista, parliamo dei libri che a me piacerebbe ricevere a Natale, una wishlist natalizia appunto.

Anche questo articolo fa parte delle nostre tradizioni gente, infatti ogni Natale mi riduco a parlarvi dei libri che desidero, agognandoli ardentemente.

Spero però che sbirciando fra questa breve wishlist (certo, breve in compenso a quella integrale di cui ormai ho perso l’equilibro anni fa), possiate trovare qualcosa di interessante, magari un titolo che non avevate mai visto o uno che non ricordavate di desiderare…

Insomma, iniziamo!

Inferno – Dante Alighieri illustrato da Gabriele Dell’Otto

Il Contrario della Nostalgia – Sara Taylor

Su questi voglio andare veloce, perché li ho già citati in un articolo di qualche giorno fa ma penso siano quelli che al momento desidero di più.

“Franco Nembrini, da anni, tiene per tutta l’Italia un ciclo di lezioni su Dante e la Commedia. Alla fine di uno di questi incontri, a Roma, Nembrini è stato avvicinato da un ragazzo che gli ha detto che le sue parole gli avevano cambiato la vita. Questo ragazzo era Gabriele Dell’Otto, uno dei più importanti disegnatori del mondo, artista di punta delle due grandi casi editrici americane di supereroi, Marvel e DC. È nato così un progetto che è anche un sogno. Rivestire la Divina Commedia per portarla al grande pubblico, nel millennio che è appena iniziato. Dopo l’introduzione di Alessandro D’Avenia, ogni canto ha un’introduzione alla lettura scritta da Nembrini, il testo originale di Dante e, a fronte, una parafrasi in italiano contemporaneo, e una riproduzione delle tavole di Gabriele Dell’Otto che illustrano il contenuto del canto. Un grande progetto, che continuerà, ovviamente, con Purgatorio e Paradiso.”

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“Alex ha tredici anni quando una notte sua madre decide di partire all’improvviso, portando con sé soltanto uno zaino che sembra aver pronto da sempre. Nel giro di pochi minuti, la sua esistenza verrà irrimediabilmente rivoluzionata: si ritrova in macchina, con niente da mettersi a parte i vestiti con cui ha dormito e senza la minima idea di dove sua madre abbia intenzione di andare. Comincia così un viaggio interminabile – Virginia, Michigan, Texas, California – che ripercorre le tappe dell’inquieta vita di sua madre: i genitori immigrati dalla Sicilia, l’infanzia e l’adolescenza trascorse tra orfanotrofi e famiglie d’affido, le donne che ha amato che per qualche ragione si chiamavano tutte Laura. Fra la strada e i motel, nella strana sospensione data dal costante movimento in avanti, Alex – che fin dalla più tenera età si rifiuta di assumere un’identità di genere, di essere maschio o femmina – imparerà a conoscersi e a conoscere sua madre e scoprirà che l’irrequietezza non è necessariamente un peccato, che ci sono cose a cui è impossibile dare un nome e storie che, per quanto lo si desideri, è impossibile raccontare. E che forse, in fondo, va bene così.”

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Come appunto dicevo in quell’articolo, ho amato “Tutto il Nostro Sangue” di Sara Taylor e ho saputo recentemente che questo suo romanzo è uscito ad ottobre, quindi so che lo recupererò a breve, regalo o autoregalo.

L’Inferno di Dante invece rielaborato in questa edizione l’ho visto ancora prima dell’uscita, mi ero detta che lo avrei comprato una volta uscito ma alla fine ho aspettato, però prima o poi sarà nelle mie mani. L’inferno è il mio cantico preferito, non ho capito se queste nuove edizioni illustrate usciranno anche per il “Purgatorio” e il “Paradiso” ma credo proprio di sì visto il successo che questo ha ottenuto.

Il Libro della Mitologia

Il Libro dell’Arte

Il Libro del Crimine

Questi testi editi da Gribaudo sono fantastici, io ne possiedo due che sono uno dedicato alla psicologia e l’altro alla filosofia. Questi sopra credo siano usciti quest’anno, sono particolarmente interessata a quello riguardo la mitologia e al crimine. Perchè per quanto riguarda l’arte possiedo già un buon tot di libri interessanti a riguardo che piano piano mi “studio”.

Come sono fatti questi libri?

Appena ne terminerò uno ve ne parlerò dettagliatamente, ma sono più da consultazione diciamo, comunque ripercorrono tutta la storia di una disciplina o un’arte, concentrandosi sui punti ovviamente più importanti, sugli esponenti maggiori di ogni corrente ecc..

Hanno un design interno che mi piace moltissimo, sono davvero curati nei minimi dettagli.

Ci sono di moltissimi altri temi, come la scienza, la storia, l’astronomia, insomma di tutto, spero tradurranno a breve quello sulla letturatura.

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Il Tempo dei Lupi – Riccardo Rao

Casa Editrice: Utet

Prezzo di Copertina: €18,00

I lupi stanno tornando. Negli ultimi anni la loro popolazione in tutta Europa è aumentata in modo esponenziale. In Italia è più che decuplicata superando i duemila esemplari. Sempre più spesso vengono avvistati intorno ai centri abitati, nei pascoli, al limitare del bosco. Insieme alle tracce riemergono paure antiche, mai placate del tutto. Nemico da perseguitare, incarnazione del male, pericolo per raccolti e greggi: man mano che avanzava l’urbanizzazione e le foreste lasciavano spazio ai campi, i lupi sono stati cacciati, dagli eserciti o dagli stessi contadini, spesso dietro compenso delle istituzioni pubbliche. Si conta che solo in Francia nel 1797 furono uccisi oltre cinquemila lupi. Massacri simili furono perpetrati in Germania, Inghilterra, Italia… Una strage alimentata da un timore ancestrale che dal Medioevo giunge fino al presente. Dalla donna delle Asturie capace di comandare branchi di lupi nel Seicento, al ragazzo tedesco allevato dai lupi nel Trecento, fino alla celebre storia della bambina con il cappuccetto rosso che attorno all’anno Mille viene ghermita da un lupo e condotta nel cuore della foresta, Riccardo Rao ci guida attraverso documenti storici e leggende fino ai giorni nostri, ai macabri ritrovamenti di lupi impiccati nei boschi italiani. In un percorso fra storia, letteratura, psicologia e biologia, Rao ricostruisce come la superstizione popolare, la cultura dotta degli uomini di chiesa, ma anche le grandi trasformazioni dell’ambiente abbiano creato il mito del lupo europeo. Un mito mai così attuale.

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Non vi ho mai parlato della mia passione per i lupi? No? Beh ho trovato sempre questo libro casualmente prima che uscisse e l’ho salvato in wishlist, dovrebbe essere un simil-saggio sui lupi, che si concentra sulla storia sopratutto di questi.

 

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I Due Esorcisti – Ray Russell

Casa Editrice: TEA

Prezzo di Copertina: €14,00

Susan Garth è una ragazza perbene: occhi limpidi, capelli biondi, brava a scuola, tutte le domeniche a messa… Almeno fino al giorno in cui comincia a comportarsi in maniera insolita e alla chiesa non riesce più nemmeno ad avvicinarsi, o alla notte in cui si spoglia di fronte al vecchio parroco e gli affonda le unghie nella gola… Gli anni Sessanta stanno sbocciando, e i preti ormai confidano più spesso nella psichiatria che nella demonologia, ma non il vescovo Crimmings, convinto che dietro quello sguardo apparentemente innocente si nasconda il Principe delle Tenebre, il Diavolo in persona. A Susan non serve un bravo psicologo, bensì un esorcismo in piena regola e, per eseguire il rito, il prelato chiede aiuto al nuovo parroco, padre Sargent, un giovane e disinvolto prete dalla mentalità aperta e la passione per il brandy. Insieme, i due esorcisti, in un crescendo di tensione e violenza, affronteranno l’oscurità che tormenta la ragazza. Ma un’altra sconvolgente verità attende di essere rivelata. Perché se il Male ha un solo nome, può avere molti volti…

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Prima che uscisse in Italia questo libro era considerato un semi pilastro dei romanzi horror, l’ho visto consigliato ovunque quando cercavo qualcosa di horror appunto, ha avuto un gran successo e lo avevo inserito nell’edizione Penguin ma ho notato poi la pubblicazione in italiano per TEA. In Italia non ha riscosso un gran successo ma all’estero è super raccomandato.

Allora questa è una categoria a parte e sono i libri che parlano di scrittura, sono due, l’ultimo che vedete è la traduzione del primo a sinistra.

Reading Like A Writer – Francine Prose

Leggere da Scrittore – Francine Prose

Bird By Bird – Anne Lamott

Iniziamo da quello che è tradotto in Italiano, quindi Reading Like a Writer.

Questo è un libro per tutti coloro che credono che per scrivere bene non serva frequentare corsi di scrittura creativa. Per quelli che pensano che per scrivere basti leggere, leggere e ancora leggere. Ecco, potremmo dire che questo è un libro di “lettura creativa”. L’autrice è convinta che si possa imparare a scrivere solo se si impara prima di tutto a leggere e che per cogliere la magia alla base dei capolavori letterari e infonderla nelle proprie opere è necessario impegnarsi in una lettura attenta, proprio come i grandi scrittori hanno fatto nel corso dei secoli con gli autori che li hanno preceduti. Si addentra perciò nei meandri della letteratura per carpirne le scelte linguistiche e, ricorrendo alle opere di Jane Austen, Flaubert, Kafka, Nabokov, Salinger, Tolstoj, Virginia Woolf e altri importanti autori, mette alla luce i mattoni e la malta che costruiscono la narrazione: parole, periodi, capoversi, voci narranti, personaggi, dialoghi e tanto altro. “Leggere da scrittore” traccia un percorso che porta alla capacità di analizzare i testi e di apprezzarli maggiormente.

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E’ stato tradotto in Italia dalla Dino Audino editore, casa editrice che è famosa per la pubblicazione di libri di non-fiction sulla scrittura. E’ un titolo super consigliato che ha attirato la mia attenzione da molto tempo, l’ho inserito e tolto, tolto e inserito in wishlist. Parla di un argomento di cui abbiamo parlato anche qualche giorno fa, ovvero la lettura da scrittore, un argomento non facilissimo da analizzare.

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Bird By Bird – Anne Lamott

“Thirty years ago my older brother, who was ten years old at the time, was trying to get a report on birds written that he’d had three months to write. It was due the next day. We were out at our  family cabin in Bolinas, and he was at the kitchen table close to tears, surrounded by binder paper and pencils and unopened books on birds, immobilized by the hugeness of the task ahead. Then my father sat down beside him, put his arm around my brother’s shoulder, and said, ‘Bird by bird, buddy. Just take it bird by bird.'”

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Altro libro sulla scrittura appunto ma l’ho visto consigliato a chiunque che per lavoro si trovi faccia a faccia con la creatività ogni giorno, infatti il sottotitolo è “some instructions on writing and life”. Ci sono molti libri che parlano di scrittura, per fortuna, infatti sono rimasta stupita nel vederne così tanti.

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Samuel Taylor Coleridge – Well, they Are Gone, and Here Must I remain

Casa Editrice: Penguin

Prezzo di Copertina: € 3,50

“Ye Ice-Falls! Ye that from the mountain’s brow
Adown enormous ravines slope amain -…’

A selection of Coleridge’s poems, including ‘This Lime-Tree Bower My Prison’ and ‘Frost at Midnight’.

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Un breve testo Penguin, adoro questi libricini perché sono economici, di qualità comunque e con una buona selezione. Non ho mai letto nulla di Coleridge e sarebbe il momento di recuperare.

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Di Chi è Questa Storia? – Eleonora Benecchi

Casa Editrice: Bompiani

Prezzo di Copertina: €16,00

Cos’è oggi un testo culturale? E soprattutto chi lo fa? Siamo tutti potenzialmente autori grazie alle nuove piattaforme di autopubblicazione come Wattpad o i blog? Oppure esiste ancora un confine netto tra chi scrive e chi legge una storia? La cultura digitale trasforma gli oggetti culturali in contenuti fluidi che possono essere copiati infinite volte, viaggiare verso innumerevoli luoghi e soprattutto essere cambiati in molteplici modi, anche a dispetto delle intenzioni degli autori originali. I testi, tradizionali e non, scorrono in un flusso di scambi continui e inarrestabili. Attraverso un corpus di casi legati alla serialità televisiva, cinematografica e letteraria, si mostra come la cultura digitale erode, inevitabilmente, l’autorialità. Questo libro evidenzia però anche le opportunità che la digitalizzazione offre agli autori: dalla creazione collaborativa di contenuti, attraverso cui essi e i loro fan scrivono insieme, passando per il fenomeno delle fanfiction, che vede i più produttivi tra i lettori rielaborare in forme nuove le trame e i personaggi che li hanno appassionati, fino all’autopubblicazione online, che nei casi più fortunati apre le porte del mercato letterario ai lettori-autori. L’obiettivo di questo volume è offrire una serie di riflessioni che possano aiutarci a rispondere alla domanda: di chi sono oggi le storie che ci appassionano?

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Questo libro parla di un argomento davvero interessante secondo me, per i lettori, scrittori e per chiunque sia interessato all’argomento. E’ possibile che venga “recuperato” a breve…

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The Game – Alessandro Baricco

Casa Editrice: Einaudi

Prezzo di Copertina: €18,00

Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata – dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone – non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente più confini, niente più élite, niente più caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti più cari all’uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è The Game.

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Questo è un po’ particolare rispetto agli altri, Baricco per me è uno di quegli autori per cui un libro mi piace, un altro no, uno sì e uno no, è sempre così. C’è quasi un rapporto di odio e amore, vorrei leggere questo saggio ma non ne sono sicura al 100%, ho visto diverse interviste fatte da Baricco dopo l’uscita di The Game e i suoi punti di vista mi sono sembrati troppo drastici e rigidi, quindi temo che anche il saggio sia così però mi riservo di leggerlo prima di esserne sicura ovviamente. Di certo negli anni Baricco è diventato più pop, lo conferma anche il fatto che il suo saggio lo vedo ancora nelle vetrine delle librerie, il che è solo una constatazione ma vedrò perché è un libro che vorrei leggere per essere sicura dell’idea che mi sono fatta riguardo alla posizione di Baricco ma allo stesso tempo temo che questa posizione estremamente rigida percorra tutto il saggio.

 

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The Penguin Book of Romantic Poetry 

Casa Editrice: Penguin

Prezzo di Copertina: €15,89

The Romanticism that emerged after the American and French revolutions of 1776 and 1789 represented a new flowering of the imagination and the spirit, and a celebration of the soul of humanity with its capacity for love. This extraordinary collection sets the acknowledged genius of poems such as Blake’s ‘Tyger’, Coleridge’s ‘Khubla Khan’ and Shelley’s ‘Ozymandias’ alongside verse from less familiar figures and women poets such as Charlotte Smith and Mary Robinson. We also see familiar poets in an unaccustomed light, as Blake, Wordsworth and Shelley demonstrate their comic skills, while Coleridge, Keats and Clare explore the Gothic and surreal.

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Ultimamente preferisco leggere la poesia in inglese, sopratutto ovviamente quando si parla di poeti/poetesse di origine inglese o che scrivevano in lingua, perché trovo renda di più. Questa raccolta, con questa bellissima copertina, questo testo raccoglie i poemi emersi nelle rivoluzioni americane e francesi, dal 1776 al 1789, o almeno i poemi principali presumo, molto interessante.

 

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Paranoia – Shirley Jackson

Casa Editrice: Adelphi

Prezzo di Copertina: €18,00

 

Un giorno, a metà degli anni Novanta, Laurence Jackson Hyman, il figlio maggiore di Shirley Jackson, apre la porta di casa e – sorpresa – si trova davanti una scatola di cartone senza traccia di mittente. Dentro, immediatamente riconoscibili dai fogli di carta gialla e dai caratteri della sua Roval, una messe di scritti inediti della madre, morta ormai da trent’anni. Da quell’imprevista cornucopia, e dalle successive ricerche nel suo Fondo presso la Biblioteca del Congresso di Washington, scaturirà nel 2015 un libro sorprendente, “Let Me Tell You”, definito «un revival di ‘Ai confini della realtà’».I molti e appassionati lettori di Shirley Jackson – che amava dire di essere una strega – saranno così felici di trovare, nella scelta che qui offriamo, comicissimi sketch familiari, stranianti conferenze sull’arte dello scrivere, nonché alcuni dei racconti più inquietanti che «la maestra di Stephen King» abbia mai scritto. E di provare di nuovo quell’arcano sentimento che proprio lei ci ha fatto conoscere così bene: l’angoscia che si insinua in noi nell’intravedere la presenza del Male.

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Mi piace Shirley Jackson anche se vorrei leggere altro di suo, perché sento di aver bisogno di leggere di più, questo libro è uscito lo scorso ottobre, ed è un testo che raccoglie scritti inediti trovati e composti assieme dai figli dell’autrice.

Bene!

E’ meglio fermarsi perché potrei andare avanti decisamente per troppo, mi do una calmata.

E voi? Quali libri desiderate? Qualcuno di questi ispirano anche voi?

A domani!

Elisa

10 Libri da Regalare (A Natale ma Anche No) – The Revenge

Buon venerdì people e buon quasi weekend!

Oggi l’articolo più atteso di tutta la maratona natalizia ovvero l’articolo dei libri consigliati come regali natalizi, ma anche no, ogni anno esce un articolo di questo tipo, questo è il terzo della serie, è infatti questo 29 dicembre saranno tre anni dall’apertura del blog (party!).

Questa volta vorrei parlarvi di dieci libri tra testi per bambini, adolescenti, fumetti, non-fiction e romanzi.

Giusto qualche piccolo consiglio se pensavate di regalare un libro ma non sapete quale scegliere o non vi viene in mente nulla di preciso.

Iniziamo immediatamente!

 

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Amelia Fang e il Ballo di Mezzanotte – Laura Ellen Anderson

Età di Lettura: 7 anni 

Editore: Il Battello a Vapore

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Amelia adora: giocare ad Acchiappa Goblin e andare in giro con Spooky, la sua zucca domestica. Detesta: i cavoletti di Bruxelles e il Ballo di mezzanotte a cui sua madre tiene da morire. Ah, un’ultima cosa Amelia è un vampiro! 

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Questa è una storia adorabile, sulla scene creepy cute, sono quelle storie che secondo me vanno sempre bene per i bambini perché sono originali, scorrevoli e piacevoli.

 

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Pirati delle Nevi – Tommaso Lanciani 

 Età di Lettura: 7 anni

Editore: Battello a Vapore

Link all’Acquisto: QUI

Per tutte le sirene di montagna, Capitan Gip fiuta odore di avventura, e questo gli piace! Gufogrigio, un vecchio filibustiere che si è ritirato sulla neveferma, gli ha consegnato la mappa per arrivare al Tesoro della Grotta di Ghiaccio… Peccato che lì viva il gigantesco Drago delle Nevi! È un’impresa folle, ma la ciurma di Capitan Gip non ha intenzione di tirarsi indietro. E allora: “Vento in poppa e neve fresca!”. 

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Stesso discorso per questo libro con  pirati invece dei vampiretti, cosa c’è di meglio di una storia sui pirati? Quasi niente direi. 

 

Adolescenti e Graphic Novel x22-Things-You-Do-as-an-Adult-When-You-Experienced-Emotional-Abuse-as-a-Teenager-640x213.png,qv=1498254385.pagespeed.ic.zLGeHDruio.png

Allora se la persona a cui dovete regalare un libro ha tra i 20 e i 30 anni (quindi non è un adolescente ma volevo darvi comunque questa indicazione) vi consiglio di dare una lettura a questo articolo che ho scoperto qualche tempo fa di Libreriamo, suggerisce dei titoli ottimi secondo me.

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La Boutique del Mistero – Dino Buzzati

Casa Editrice: Mondadori

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Trentuno racconti, scelti e ordinati da Dino Buzzati «nella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto», compongono questa raccolta. Racconti (celeberrimi “Il colombre”, “I sette messaggeri”, “Sette piani”, “Il mantello”) in cui allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche coesistono con dati di cronaca, o presunti tali, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche. Il racconto è infatti per Buzzati un momento di indagine profonda ed emozionante in un’atmosfera magica: poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha esplorato così a fondo il mistero che circonda l’uomo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze.

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Questo l’ho voluto inserire perché è il libro che ho in lettura al momento e credo sia perfetto per un adolescente che vuole magari approcciarsi ad autori italiani di spicco come Buzzati, in più è una raccolta di racconti (geniale direi), che quindi può essere letta a pillole e portata in giro fra un impegno e l’altro.

 

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Saga – Brian K. Vaughan, Fiona Staples

Casa Editrice: Bao

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Marko e Alana hanno combattuto per opposte fazioni in una guerra millenaria. Ora combattono insieme per proteggere la famiglia che, insieme, stanno costruendo. La storia più vecchia del mondo, ragazzo incontra ragazza, viene declinata in modo inedito, epico in una space opera dai toni profondamente accorati da Brian K. Vaughan, qui al suo ritorno al fumetto seriale dopo “Y”, “L’ultimo uomo” ed “Ex Machina”. 

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Passando ai fumetti/graphic novel, vi consiglio Saga, questo è il primo volume. Forse ve ne avevo già parlato tempo fa, è una delle serie di graphic novel che più ho apprezzato, è ancora in corso. Se dovete fare un regalo ad un amante dei fumetti sul genere fantascientifico o che si sta approcciando a questo mondo, ve lo consiglio.

 

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Paper Girls – Brian K. Vaughan, Cliff Chiang

Casa Editrice: Bao

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Nelle prime ore dopo l’Halloween del 1988, quattro dodicenni che consegnano i giornali in bicicletta scoprono la storia più importante di tutti i tempi. Dramma suburbano e misteri soprannaturali collidono in questa serie sulla nostalgia, i primi lavoretti e gli ultimi giorni dell’infanzia.

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Dallo stesso autore di Saga, Paper Girls è una serie di fumetti ambientati negli anni 80, anzi alla fine di questi e l’atmosfera di quegli anni trasuda dalle tavole. La trama segue un intreccio studiato alla perfezione.

 

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La Trilogia del Mondo Di Inchiostro – Cornelia Funke

Casa Editrice: Mondadori

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È notte fonda, la pioggia avvolge ogni cosa nel suo pallore spettrale, quando alla porta di Meggie bussa uno straniero, e suo padre Mortimer inizia a fare i bagagli. Devono fuggire, nascondersi… ma da chi? Meggie ignora che il padre, abile rilegatore, ha il dono di infondere la vita nei libri: la sua voce trasforma le parole in carne e ossa. Tuttavia, dopo che anni prima proprio a causa della sua voce – sua moglie è scomparsa dentro a Cuore d’inchiostro, e Capricorno, malvagio signore dal cuore nero, si è materializzato dalle trame della carta, Mortimer non intende usare il proprio dono mai più. Capricorno trascinerà padre e figlia in un vortice di eventi, tanto magici quanto pericolosi. Finché Meggie scoprirà di avere lo stesso dono e il Mondo d’inchiostro li reclamerà a sé, trasformandoli a loro volta in personaggi. Ma davvero tutto è scritto? O forse nei libri, come nella vita vera, ognuno può scrivere la propria storia e cambiare il finale? 

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Questo volume, che è quello che vi consiglio, contiene tutti e tre i romanzi del mondo d’inchiostro, la famosissima trilogia di Cornelia Funke dalla quale è nato un film anche. Il punto che più ho amato della trilogia è il fatto che ruota tutto attorno ai libri, o comunque al narrare storie, all’inchiostro, alla scrittura. L’ho letto anni fa durante l’adolescenza e l’ho amato.

 

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Sapiens. Da Animali a Dèi – Yuval Noah Harari

Casa Editrice: Bompiani

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Centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano la Terra. Erano animali insignificanti, il cui impatto sul pianeta non era superiore a quello di gorilla, lucciole o meduse. Oggi sulla terra c’è una sola specie di umani. Noi: Homo sapiens. E siamo i signori del pianeta. Il segreto del nostro successo è l’immaginazione. Siamo gli unici animali capaci di parlare di cose che esistono solo nelle nostre fantasie: come le divinità, le nazioni, le leggi e i soldi. “Sapiens. Da animali a dèi” spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come abbiamo costruito la fiducia nei soldi, nei libri e nelle leggi; come ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità.

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Questo è un saggio che ispeziona a 360° il genere umano, la storia di questo in particolare, se dovete fare un regalo ad una persona interessata ad esplorare meglio questo argomento siete sulla giusta strada.

 

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L’Impostore – Javier Cercas

Casa Editrice: Guanda

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Un romanzo vero, ma allo stesso tempo un’opera di finzione. La finzione, però, in questo caso non è frutto della fantasia dell’autore, ma è opera dello stesso protagonista, Enric Marco. Chi è Enric Marco? Un novantenne di Barcellona, militante antifranchista, che negli anni Settanta è stato segretario del sindacato anarchico – la CNT – e in seguito ha presieduto l’associazione spagnola dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, ricevendo numerosi riconoscimenti per il coraggio dimostrato negli anni e la testimonianza degli orrori del lager. In realtà, è un impostore. Nel 2005 la sua menzogna è stata pubblicamente smascherata. Enric Marco, come ha rivelato uno storico, non è mai stato internato a Flossenbiirg. E l’intera sua vita è un racconto intessuto di finzioni, dalla sua partecipazione alla guerra civile alla militanza antifranchista. Dieci anni dopo, Javier Cercas traduce in un romanzo audace, che sfida le convenzioni narrative, l’enigma del personaggio, le sue verità e le sue bugie. In queste pagine intense si dipana un intero secolo di Storia, raccontato con la passione di un sovversivo della letteratura e un’ammirevole onestà dissacratoria.

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Libro di non-fiction che vi consiglio è questo, che ricorda dal modo in cui è impostato “A Sangue Freddo” (che io non ho mai letto ma punto di farlo il prima possibile),questo è un mix fra un romanzo e un titolo non-fiction, che ridisegna una Spagna vera.

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Il Veleno dell’Oleandro – Simonetta Agnello Hornby

Casa Editrice: Feltrinelli

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Pedrara. La Sicilia dei Monti Iblei. Una villa perduta sotto alte pareti di roccia tra l’occhieggiare di antiche tombe e il vorticare di corsi d’acqua carezzati dall’opulenza degli oleandri. È qui che la famiglia Carpinteri si raduna intorno al capezzale di zia Anna, scivolata in una svagata ma presaga demenza senile. Esistono davvero le pietre di cui la donna vaneggia nel suo letto? Dove sono nascoste? Ma soprattutto, qual è il nodo che lega la zia al bellissimo Bede, vero custode della proprietà e ambiguo factotum? Come acqua nel morbido calcare i Carpinteri scavano nel passato, cercano negli armadi, rivelano segreti – vogliono, all’unisono, verità mai dette e ricchezze mai avute. Tra le ombre del giorno e i chiarori della notte, emergono influenze di notabili locali, traffici con i poteri occulti, e soprattutto passioni ingovernabili. Le voci di Mara, nipote prediletta di Anna, e di Bede ci guidano dentro questo sinuoso labirinto di relazioni, rimozioni, memorie, fino a scavalcare il confine della stessa morte. Simonetta Agnello Hornby mette a fuoco un micromondo che pare allargarsi, con un brivido, a rappresentare i guasti, le ambizioni e le ansie di liberazione dell’universo famigliare, tutto intero.

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Dunque, secondo me questo libro è perfetto se non volete regalare nulla di troppo impegnativo, so che la trama non è leggerissima ma durante la lettura mi è sembrato piuttosto disinteressato e veloce come testo. 

 

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Il Primo Fiore di Zafferano – Laila Ibrahim

Casa Editrice: Amazon

Link all’Acquisto: QUI

Nella Virginia delle grandi piantagioni e degli schiavi, la piccola Lisbeth Wainwright, primogenita di una ricca famiglia, è affidata fin dalla nascita alla balia Mattie, la schiava di colore costretta a separarsi dal figlioletto per accudire la neonata dei padroni. Tra le due si instaura un rapporto di grande affetto e complicità, che permette alla bambina di crescere nell’amore che i genitori non sono in grado di darle.

Mr. Wainwright è un padre insensibile e un convinto schiavista, Mrs. Ann è una madre fredda e attenta solo alle convenzioni sociali. Saranno Mattie e gli altri schiavi a colmare il vuoto affettivo della piccola Lisbeth, a mostrarle il vero valore delle cose e delle persone.

Mattie accompagna Lisbeth nella propria maturazione personale – da piccola di casa a giovane debuttante – e nella scoperta delle bellezze e dei dolori del mondo. Ma un legame talmente forte tra due realtà così diverse non sarà immune dai pericoli di un’epoca segnata dall’ingiustizia. Se Mattie dovrà affrontare fino in fondo la crudeltà dello schiavismo, Lisbeth imparerà a conoscere un senso della vita che le farà sfidare le convenzioni di quegli anni.

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E’ un libro intenso e commovente, la storia è piacevole ma sopratutto ti tiene attaccato fino all’ultima pagina. Non è una delle trame più originali che abbia mai visto ma è comunque un libro che regala spunti di riflessione sul passato e sul futuro validi.

Bene!

Spero di avervi dato qualche ideuzza interessante, ditemi!

A domani!

Elisa