LiberTiAmo di Gennaio (2021)

Buon primo dell’anno e buon anno nuovo!

Sbarchiamo in questo 2021 con i propositi migliori e devo ammetterlo, sono stranita nel pensare ad oggi come il primo giorno di un nuovo anno, sarà per l’intensità dell’anno precedente.

Ne approfitto ovviamente con l’articolo di oggi per rinnovare i miei auguri e brindare a questo giorno e ai mesi che ci aspettano.

Parlando tra l’altro di ciò che ci aspetta, è il primo dell’anno, ma è anche il primo del mese e come sempre è il momento di annunciare il libro che leggeremo assieme al gruppo nel mese di gennaio.

Andiamo a scoprirlo subito!

Vardo. Dopo la Tempesta – K. M. Hargrave

Casa editrice: Neri Pozza

Link all’acquisto: QUI

1617, Norvegia nordorientale. In una funesta vigilia di Natale, il mare a Vardø si è improvvisamente sollevato e una folgore livida ha sferzato il cielo. Quando la tempesta si è acquietata in uno schiocco di dita, così com’era arrivata, le donne si sono raccolte a riva per scrutare l’orizzonte. Degli uomini usciti in barca non vi era, però, nessun segno. Quaranta pescatori, dispersi nelle gelide acque del Mare di Barents. Alla ventenne Maren Magnusdatter, che ha perso il padre e il fratello nella burrasca, e a tutte le donne di Vardø non resta dunque che un solo compito: mettere a tacere il dolore e cercare di sopravvivere. Quando l’inverno allenta la presa e le provviste di cibo sono quasi esaurite nelle dispense, le donne non si perdono d’animo: rimettono le barche in mare, riprendono la pesca, tagliano la legna, coltivano i campi, conciano le pelli. Spinte dalla necessità, scoprono che la loro unità può generare ciò che serve per continuare a vivere. L’equilibrio faticosamente conquistato è destinato, però, a dissolversi il giorno in cui a Vardø mette piede il sovrintendente Absalom Cornet, un fosco e ambiguo personaggio distintosi, in passato, per aver mandato al rogo diverse donne accusate di stregoneria. Absalom è accompagnato dalla giovane moglie norvegese, Ursa, inesperta della vita e terrorizzata dai modi sbrigativi e autoritari del marito. A Vardø, però, Ursa scorge qualcosa che non ha mai visto prima: donne indipendenti. Absalom, al contrario, vede solo una terra sventurata, abitata dal Maligno. Un luogo ai margini della civiltà, dove la popolazione barbara dei lapponi si mescola liberamente con i bianchi e dove una comunità di sole donne pretende di vivere secondo regole proprie.

Vardo, Dopo la Tempesta è stato pubblicato nel 2020.

E’ stato candidato per il Prix Femina ètranger.

Il libro sarà in lettura da oggi (01/01) al 31/01, quindi per tutto il mese di gennaio, potrete unirvi alla lettura in qualunque momento, ci trovate come sempre su Goodreads.

Ancora tanti auguri, noi ci leggiamo presto!

LiberTiAmo di Dicembre

Buon martedì, buon primo di dicembre e buon primo giorno di maratona Natalizia!

Come state? Oggi oltre ad essere il primo giorno di dicembre è anche il primo giorno di maratona, come tutti gli anni infatti per dicembre cercherò di fare del mio meglio per pubblicare un articolo al giorno fino al 24.

Sono stata indecisa se indire anche quest’anno la maratona data la particolarità di questo 2020 e il modo in cui vivremo questo particolare Natale, ma alla fine ho deciso che mai come quest’anno desidero organizzare la maratona, per tenerci compagnia fino alla Vigilia, parlando di libri, propositi, bilanci vari, regali, un po’ di tutto insomma.

Quindi che dire, diamo il via alla maratona natalizia di questo 2020!

Per inaugurare al meglio il mese però oggi parliamo del libro vincitore del sondaggio sul gruppo, quindi il libro che sarà in lettura per tutto dicembre, trovate come sempre il gruppo su Goodreads e su Telegram e potete unirvi alla lettura in ogni momento.

L’eleganza del Riccio – Muriel Barbery

Casa editrice: E/O

Link all’acquisto: QUI

Trama

Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro si incontreranno grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.

L’eleganza del Riccio è stato pubblicato nel 2006.

E’ scoppiato come un enorme caso editoriale in Francia nel 2007, ha vinto inoltre numerosi premi come il Premio Georges Brassens 2007, il Rotary International e il Prix des Libraires.

Il libro sarà in lettura dal 01/12 al 31/12, quindi per tutto il mese di dicembre.

E voi? Vi unirete alla lettura? Fateci sapere!

A domani!

LiberTiAmo di Novembre (2020)

Buona domenica e buon Ognissanti!

Oggi come ogni primo del mese, parliamo del libro scelto per la lettura appunto per il mese appena iniziato.

Come sempre si è svolto il sondaggio a metà ottobre e ha visto vincitore un romanzo in particolare, vi ricordo come sempre che trovate il nostro gruppo di lettura sia su Telegram che su Goodreads, potete unirvi in ogni momento del mese alla lettura!

Scopriamo il libro di novembre.

Rebecca la Prima Moglie – Daphne du Maurier

Casa Editrice: Il Saggiatore

Link all’acquisto: QUI

Trama

Durante un soggiorno a Monte Carlo insieme alla signora cui fa da dama di compagnia, una giovane donna, appena ventenne, conosce il ricco e affascinante vedovo Maxim de Winter. L’uomo inizia a corteggiarla e, dopo due sole settimane, le chiede di sposarlo; lei, innamoratissima, accetta con entusiasmo e lo segue nella sua grande tenuta di famiglia a Manderlay. Sembra l’inizio di una storia da favola, ma i sogni e le aspettative della giovane si scontrano subito con la fredda accoglienza della servitù, in particolare della sinistra governante. Eppure non si tratta solo di questo: c’è qualcosa, in quel luogo, che giorno dopo giorno rende l’ambiente sempre più opprimente; c’è una presenza che pervade ogni stanza della magione e che si stringe attorno ai passi dell’attuale inquilina come una morsa silenziosa. È Rebecca, la defunta signora de Winter, più viva che mai nella memoria di tutti quelli che l’hanno conosciuta e modello inarrivabile per la giovane, che invece si muove impacciata e confusa nella sua nuova esistenza altolocata e mondana. Un fantasma ingombrante che si trasformerà in una vera e propria ossessione per la protagonista, costretta a immergersi nelle ombre del proprio matrimonio e spinta sempre più ai con¬fini della follia, ¬fino a dubitare della propria stessa identità.

Rebecca è stato pubblicato per la prima volta nel 1938.

Il libro fu tradotto in molte lingue fino a risultare l’opera di narrativa più letta nell’anno di
prima pubblicazione.

Dal libro vennero tratti diversi adattamenti cinematografici, quello più famoso risale al 1940 e fu diretto da A. Hitchcock, quello più recente invece risale a pochi giorni fa, è una pellicola distribuita su Netflix diretta da Ben Wheatley.

Il libro sarà in lettura per tutto il mese di novembre, quindi dal 01/11 al 30/11 (compreso).

Vi unirete a noi nella lettura?

A presto!

Le Città Invisibili – Italo Calvino

Buon mercoledì!

Come va? Com’è iniziata questa settimana?

Oggi parliamo di quello che è stato il libro per il gruppo di lettura del mese precedente, ovvero settembre.

Infatti il mese scorso sul gruppo abbiamo letto “Le Città Invisibili” di Italo Calvino, il libro di cui parleremo appunto oggi, in realtà questa recensione si è fatta attendere perché io ho terminato questa lettura il 04/09 e avrei voluto parlarvene prima, ma fra una recensione arretrata e l’altra eccoci qui.

Comunque, bando alle ciance, iniziamo!

Le Città Invisibili – Italo Calvino

Casa Editrice: Mondadori

Pagine: 160

Genere: Narrativa

Prezzo ebook: € 7.99

Prezzo di Copertina: € 12,00

Prima Pubblicazione: 1972

Link all’acquisto: QUI

Trama

“A un imperatore melanconico, un viaggiatore visionario racconta di città impossibili. Quello che sta a cuore al mio Marco Polo è scoprire le ragioni segrete che hanno portato gli uomini a vivere nelle città, ragioni che possono valere al di là di tutte le crisi. Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi.”Italo Calvino

Pensai: “Forse Adelma è la città cui si arriva morendo e in cui ognuno ritrova le persone che ha conosciuto. E’ segno che sono morto anch’io.” Pensai anche: “E’ segno che l’aldilà non è felice.”

Recensione

Dunque, è difficile parlare di questo libro, prima di tutto per la particolarità di questo, infatti ci troviamo davanti ad una raccolta di città nel vero senso della parola.

Struttura

In questo libro c’è una trama di base, che raccoglie queste città e le tiene assieme, abbiamo Marco Polo che in un dialogo con Kublai Kan, l’Imperatore dei Tartari parla delle città che ha visitato, 55 in totale divise in 11 categorie.

Qui Calvino ricorre alla letteratura combinatoria, letteratura in cui l’autore gioca con il lettore e questo si ritrova a trovare combinazioni ed incastri vari nel testo.

Le descrizioni delle città non vanno oltre le 3/4 pagine e ogni città si ritrova assieme in una, come dicevo prima, categoria. Ad esempio abbiamo “Le città e il desiderio” o “Le città sottili“, “Le città e i morti” o ancora “Le città e il nome“.

Ogni categoria esiste per un motivo e le città che rientrano in una determinata categoria hanno elementi in comune, o un “significato” generico comune, anche se a volte questo sembra più difficile da trovare.

Il libro ha in totale 9 capitoli, all’interno di questi vengono presentate un tot di città, all’inizio e alla fine di ogni capitolo c’è un dialogo in corsivo fra Polo e Kublai Kan, questo dialogo crea una cornice.

Le città hanno tutte un nome di donna dalle tinte classiche, ad esempio: Moriana, Leonia, Fedora, Eufemia, Zaira, Dorotea, Bauci, Ipazia ecc. ecc.

Struttura del Testo

Immaginazione e Critiche

Il mio primo pensiero venuto spontaneo leggendo questo libro è stato: “un libro del genere fa esplodere la tua immaginazione”, e lo penso ancora, credo che uno dei vari pregi di questo testo siano le immagini che Calvino riesce a creare, immagini forgiate quasi in sogno, alcune molto diverse fra loro altre invece piuttosto simili.

Ci si immagina città con un “sottosopra” quindi una sua simile posizionata al di sotto di questa in cui vivono persone che alimentano la città di sopra, ci si immagina città sospese con funi in cui gli abitanti non toccano mai per terra, città piene di matasse di fili che legano una casa all’altra, un’edificio all’altro, insomma è un libro che vi porta in un mondo senza limiti e contorni.

Calvino trasforma la realtà in un qualcosa di sospeso, lontano, ma allo stesso tempo vicino.

Ad esempio alcune “critiche” o semplicemente immagini dell’autore si riferiscono a problemi reali, ad esempio quello dell’immondizia.

“I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell’una e dell’altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano.”

C’è una città nel libro che diventa satura di immondizia e decide di portare questa al di fuori dalle mura, così finisce per essere circondata dalla spazzatura e le altre città vicine a lei hanno lo stesso problema.

Calvino porta quindi alcuni problemi contemporanei e non in queste città immaginarie perché queste non sono del tutto immaginarie, in ogni città si può riconoscere un qualcosa che ci riporta alla realtà, pur tenendoci sospesi nell’immaginario.

Trovo che all’interno ci sia anche un interessante ragionamento che riguarda il potere, in particolare questo appare nei discorsi fra Polo e Kublai Kan, quest’ultimo ovviamente si ritrova con il peso del potere sulle spalle e si perde in ragionamenti vari con Polo riguardo all’essenza di una città e di un impero. Quanto si può conquistare? Qual’è il peso di questa conquista? C’è altro dopo, quando si arriva in un luogo, e lo si conquista, è tutto finito lì?

Calvino non indirizza questi ragionamenti o critiche in modo diretto, le inserisce nel testo senza spingere troppo su questi.

Conclusioni

E’ un libro di cui è difficile parlare perché credo sia una vera e propria esperienza, quel libro da leggere magari a piccole dose perdendosi nei meandri dei mondi che vengono creati all’interno, o magari di fretta facendo indigestione di fantasia.

E’ una raccolta di città che non sono solo città, sono universi, simboli, discorsi più estesi sulla vita e sul significato di questa, il tutto sotto forma di città appunto, ci sono città in cui ti sembra di non essere mai arrivato, sei sempre stato lì e non ne sei mai uscito, ci sono città che si ripetono, città che ti rinfacciano il passato…

Penso sia anche un libro che non si finisce mai di leggere, lo si può ripescare dalla libreria e tornare a perdercisi come se fosse la prima volta, è un caso raro trovare un libro simile, un mondo che non si finisce mai di esplorare.

Le città contenute all’interno sono sogni, ma anche realtà, in ognuna anche la più lontana dalla realtà si può trovare un elemento di vita comune a tutti.

Voto:

E’ stata una lettura rinfrescante, di sicuro lo definirei un testo innovativo, nuovo e libero, come l’autore d’altronde.

E voi? Avete mai letto “Le Città Invisibili”? Sì? No? Vi è piaciuto? Fatemi sapere!

A presto!

LiberTiAmo di Ottobre (2020)

Buon giovedì!

Come state? Come prosegue la settimana?

Oggi celebriamo l’inizio di ottobre, uno dei miei mesi preferiti, ma non credo di essere particolarmente originale in questa preferenza dato che ottobre è un mese giustamente amato da molti/e.

A parte il celebrare l’inizio di ottobre oggi celebriamo anche una nuova lettura per il gruppo, infatti come sempre dal consueto sondaggio un testo ne è emerso vincitore, per il rotto della cuffia dato che ha vinto per un solo voto.

Vi ricordo che ci trovate su Goodreads e anche su Telegram, potete unirvi in ogni momento sia al gruppo che alla lettura!

E che dire, scopriamo la lettura di ottobre!

Trama

Un romanzo maestoso, di straordinaria intensità, che racconta la storia di Sethe, indomabile donna di colore che, negli anni precedenti alla Guerra Civile americana, si ribella al proprio destino e fugge al Nord, verso la libertà. Un percorso drammatico attraverso l’orrore della schiavitù, la forza dell’amore materno e il peso di un indicibile segreto.

Amatissima è stato pubblicato nel 1987.

Toni Morrison vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1993 e il Pulitzer nell’88.

Il libro è dedicato ai “sessanta milioni e più”, riferimento trasparente agli Africani e ai loro discendenti che morirono durante il lungo periodo nel quale fu attivo il commercio atlantico degli schiavi.

Il libro sarà in lettura per tutto il mese di ottobre, quindi da oggi (01/10) al 31/10 compreso.

Vi unirete a noi nella lettura? Avete già letto “Amatissima”? Sì? No? Fatemi sapere!

A presto!

CitaTime

Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia.

– Quando ti chiedo d’altre città, voglio sentirti dire di quelle. E di Venezia, quando ti chiedo di Venezia.

– Per distinguere le qualità delle altre, devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia. […]

– Le immagini della memoria, una volta fissate con le parole, si cancellano, – disse Polo. – Forse Venezia ho paura di perderla tutta in una volta, se ne parlo. O forse parlando d’altre città, l’ho già perduta a poco a poco.

La città è ridondante: si ripete perché qualcosa arrivi a fissarsi nella mente. […] La memoria è ridondante: ripete i segni perché la città cominci a esistere.

E’ il momento disperato in cui si scopre che quest’impero che ci era sembrato la somma di tutte le meraviglie è uno sfacelo senza fine né forma, che la sua corruzione è troppo incancrenita perché il nostro scettro possa mettervi riparo, che il trionfo sui sovrani avversari ci ha fatto eredi della loro lunga rovina.

Italo Calvino

LiberTiAmo di Settembre (2020)

Buon martedì!

Come è iniziata la settimana? Come state?

Oggi torniamo a parlare del gruppo di lettura, LiberTiAmo, evviva!

Dopo la pausa di agosto in cui non abbiamo scelto nessuna lettura per il gruppo, finalmente da oggi riprendono le letture, abbiamo infatti un testo per settembre, e che testo!

Andiamo a scoprirlo!

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Le Città Invisibili – Italo Calvino

Casa Editrice: Mondadori

Link all’Acquisto: QUI

 

Trama

«A un imperatore melanconico, un viaggiatore visionario racconta di città impossibili. Quello che sta a cuore al mio Marco Polo è scoprire le ragioni segrete che hanno portato gli uomini a vivere nelle città, ragioni che possono valere al di là di tutte le crisi. Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi.»

Italo Calvino

Le città Invisibili è stato pubblicato per la prima volta nel 1972.

L’autore qui ricorre alla tecnica della letteratura combinatoria (letteratura in cui in uno scritto lo scrittore gioca quasi con il lettore, e tenta di trovare combinazioni nascoste nel linguaggio e nell’opera stessa).

Questo testo fa parte del periodo appunto combinatorio dell’autore, dove è evidente l’influenza della semiotica e dello strutturalismo.

Il libro è in lettura sul gruppo da oggi (01/09) al 30/09, quindi per tutto il mese di settembre.

Vi ricordo che potete trovarci su Goodreads e potete unirvi alla lettura in qualunque momento!

E voi? Vi unirete a noi? Avete mai letto “Le Città Invisibili”? Sì? Cosa ne pensate?

A presto,

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LiberTiAmo di Luglio (2020)

Buon mercoledì e buon primo di luglio!

Come avete iniziato questo nuovo mese? Con una botta di calura immagino atroce immagino, spero per voi di no.

Oggi, come ogni primo del mese è giunto il momento di parlare della nostra nuova lettura del gruppo, infatti come sempre c’è stato un sondaggio e da questo è emerso un titolo vincitore che sarà in lettura per tutto il mese di luglio sul gruppo di lettura, che trovate come sempre qui su Goodreads.

Andiamo a parlare subito del nostro vincitore!

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Và, Metti una Sentinella – Harper Lee

Casa editrice: Feltrinelli

Link all’acquisto: QUI

Trama

Maycomb, Alabama. La ventiseienne Jean Louise Finch “Scout” torna a casa da New York per visitare l’anziano padre, Atticus. Ambientato sullo sfondo delle tensioni per i diritti civili e il trambusto politico che negli anni cinquanta stanno trasformando il Sud degli Stati Uniti, il ritorno di Jean Louise prende un sapore agrodolce quando viene a sapere verità inquietanti sulla sua famiglia, sulla cittadina e sulle persone che le sono più care. Tornano a galla ricordi dell’infanzia, e i suoi valori e convincimenti sono messi seriamente in discussione. Con il ritorno di molti personaggi emblematici de “Il buio oltre la siepe”, “Va’, metti una sentinella” cattura perfettamente le sofferenze di una giovane donna e di un mondo costretti ad abbandonare le illusioni del passato, una transizione che può solo essere guidata dalla coscienza di ciascuno. Scritto a metà degli anni cinquanta, “Va’, metti una sentinella” permette una comprensione più completa e più ricca di Harper Lee.

Và, Metti una Sentinella è stato pubblicato in Italia nel 2015.

Questo libro è stato scritto prima del celebre “Il Buio Oltre la Siepe“, all’epoca però non fu accettato dall’editore.

In questo testo si narrano le vicende degli stessi personaggi de “Il Buio Oltre la Siepe” ma in un epoca successiva.

Il libro è in lettura da oggi (01/07) al 31/07, potete partecipare alla lettura in ogni momento ovviamente!

E voi? Avete già letto “Và Metti una Sentinella? Sì? No? Vi unirete alla lettura?

A prestissimo!

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Il Giro di Vite – Henry James

Buon sabato!

Come state? Come state passando queste giornate assai particolari?

Lo so che vi avevo promesso le “cose del mese” come prossimo articolo dopo il precedente, ma cambio di programma! Non temete, a breve arriverà “le cose del mese”, a brevissimo!

Ma oggi parliamo del libro in lettura ad aprile sul gruppo di lettura, infatti per tutto il mese scorso abbiamo avuto modo di leggere “Il Giro di Vite” di Henry James.

Ho terminato questo libro più di due settimane fa, ma pubblico questa recensione solo ora un po’ perché mi sono voluta prendere qualche giorno di tempo per riflettere su questa lettura e po’ per vari impegni che hanno rimandato la scrittura della recensione.

Io direi di iniziare subito allora!

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Il Giro di Vite – Henry James

Pagine: 167

Genere: orrore/gotico/ghost story

Prezzo ebook: € 2,99

Prezzo di Copertina: € 9,00

Anno di Pubblicazione: 1898

Link all’acquisto: QUI

 

Trama

Protagonisti di “Giro di vite”, forse il più celebre tra i romanzi brevi di Henry James, sono Flora e Miles, due bambini perseguitati dai fantasmi di un’istitutrice e di un maggiordomo, e intrappolati in quella che Fausta Cialente nella nota al testo definisce una “tirannica atmosfera”. Ai classici motivi del racconto nero, “gotico”, James unisce una sottile indagine psicologica, consegnando al lettore uno dei più suggestivi racconti del mistero, sempre al confine tra realtà e soprannaturale.

Certo, in teoria tutti concordavamo ch’egli dovesse prender lezioni da me durante quell’incantevole estate, ma ora mi rendo conto che, per intere settimane, fui io piuttosto a ricevere lezioni. Imparai qualcosa – certamente all’inizio – che non avevo appreso nella mia vita modesta e limitata: imparai a divertirmi, e perfino a saper divertire, e a non pensare all’indomani. Era la prima volta, in un certo senso, che mi accorgevo dello spazio e dell’aria e della libertà, di tutta la musica dell’estate e dei misteri della natura.

Recensione

Come scritto sopra ho avuto bisogno di tempo dopo la lettura per riflettere sul testo che avevo appena terminato, mi ero approcciata a “Il Giro di Vite” con ottime aspettative, da parecchio infatti questo libro sosta nella mia libreria e ogni volta che mi capitava di guardarlo pensavo “oh, devo assolutamente leggerlo perché di sicuro mi piacerà”.

Purtroppo non è stato proprio così…

Andiamo con ordine, questo libro ha una lunga storia, è stato infatti pubblicato nel 1898 a puntate sulla rivista Collier’s Weekly, ed è classificato come una storia di genere gotico con i fantasmi.

Il fascino di questo libro risiede nella confusione che provoca nel lettore nelle diverse possibili interpretazioni che a fine lettura si fanno strada ripensando a ciò che si è appena letto.

Stile, Ritmo e Atmosfere

Lo stile di James a volte sembra concentrasi parecchio sui luoghi, ad esempio si lascia andare a descrizioni piuttosto approfondite sulla casa, sul lago, sui piccoli dettagli dell’abitazione e tutto ciò torna al genere gotico, sono infatti le descrizioni a dare alla storia sempre un tocco gotico.

Ci si immagina questa grande magione e questa istitutrice che vaga per il tuo giardino e si perde a guardare la struttura quando all’improvviso inizia a vedere delle figure comparire di tanto in tanto.

E’ interessante il fatto che nonostante ci siano altre figure che lavorano all’interno della magione, l’autore sembra concentrarsi ed isolare quasi le figure dell’istitutrice e dei due bambini.

A queste descrizioni si affacciano anche scene di direi finta azione, capita spesso infatti di seguire la protagonista nei suoi ragionamenti che si concludono quasi sempre con l’iniziativa di voler fare un qualcosa senza però agire in modi particolari, almeno la maggior parte delle volte.

L’atmosfera è mista direi, ci sono momenti in cui sembra di stare a lume di candela mentre si cerca di vedere nel buio, mentre in altri si avverte un clima quasi giocoso e leggero.

Il ritmo sembra quasi sempre raggiungere l’apice alla fine del capitolo e qui torna il discorso della pubblicazione originaria in una rivista, quindi a puntate, forse per voler risvegliare l’attenzione del lettore l’azione, o comunque una scintilla di avanzamento nella storia, sembra (per la maggior parte dei capitoli concentrata solo nel pezzo finale.

Personaggi

Non ho amato il personaggio principale, ovvero quello dell’istitutrice, è di certo una ragazza che si ritrova a fare un lavoro in cui ad un tratto iniziano ad accadere cose strane e lei non sa a chi rivolgersi per poter sistemare queste situazioni, ma per la maggior parte del tempo pensa ed agisce come se stesse salvando il mondo senza smettere di correre da una parte all’altra quando guardando le azioni non è così.

Sembra che nei suoi pensieri cerchi sempre di darsi un tono, ma nella realtà si fa calpestare da questi bambini che conosce da relativamente poco tempo, deve proteggerli eppure a loro non basta nulla per farsi passare ogni marachella.

Ho trovato i suoi pensieri in grande contrapposizione con le sue azioni, nei pensieri sembra una ragazza determinata, pronta a tutto, certa di quello che vede e di quello che deve fare, ma nella realtà cambia faccia con nulla.

L’unico personaggio che ho gradito è quello della signora Grose, confidente della protagonista, anche lei lavora all’interno della magione.

E’ una donna umile, di indole buona che per la maggior parte del testo si ritrova ad essere la spalla della protagonista anche se non prende grandi iniziative, per il suo ruolo segue la protagonista.

Il mio interesse per la figura della signora Grose nasce per ciò che questa non dice, credo infatti che sia un personaggio che sa molto di più di quello che vuole far credere, sembra ogni volta volersi auto censurare ed il lettore in questo modo è portato a credere che ci sia un enorme mistero alla base di queste informazioni non dette, in realtà anche alla fine lei non rivela molto.

Sono qui a domandarmi ancora se lei sa davvero sa qualcosa in più o l’autore ha voluto far credere al lettore che questa sapesse di più di quello che si ritrova a dire nel libro.

Ci sono anche vari altri personaggi, come i due bambini, Miles e Flora, che per quanto mi riguarda risultano solo due bambini intelligenti e furbi, anche se per la maggior parte del tempo vengono descritti come angeli, sopratutto dalla protagonista (anche senza bisogno di una effettiva conoscenza, perché dopo qualche minuto dall’incontro di trova già innamorata di questi).

Infine abbiamo i personaggi dei fantasmi, la signorina Jessel, ex istitutrice e Quint, maggiordomo e amante della signora Jessel. Di loro, tirando le somme pensando a tutte le informazioni fornite non si sa un granché, si sa che erano amanti e che secondo la signora Grose, Peter Quint era una presenza negativa.

Interpretazioni

E’ appurato che il fascino del romanzo sia proprio quello che riguarda la confusione finale lasciata al lettore, per le molteplici interpretazioni e per le poche informazioni fornite.

A James piaceva dedicarsi alla psicologia dei personaggi e perdersi ad analizzarla, scrisse questa novella anche per analizzare appunto i comportamenti umani di fronte ad una situazione paranormale come quella dell’apparizione di spettri.

Eppure, ho trovato la psicologia dei personaggi in generale frustrante a tratti, è una psicologia che secondo me non va sempre in profondità ed è in netto contrasto con le azioni certe volte, non che nella realtà ognuno di noi faccia sempre quello che pensa, non dico questo, ma la protagonista passa tutto il tempo ad esaltare quasi un qualcuno che non è, almeno non dalle sue azioni.

Come dicevo questo libro ha parecchie interpretazioni, non posso analizzarle tutte perché farei spoiler incredibili, la più accreditata è comunque quella che la protagonista vede questi spettri per una sua pazzia, diciamo, mentale.

Io non abbraccio questa interpretazione, non credo che tutto sia frutto della psiche della protagonista, anzi attribuisco una buona porzione di “colpa” alla furbizia dei bambini, che sanno decisamente di più rispetto a quello che rivelano.

Conclusioni

E’ difficile per me arrivare a queste conclusioni e di certo mi dispiace scrivere ciò di un classico, ma vari aspetti di questo testo non mi hanno convinta.

Apprezzo un testo con molteplici interpretazioni, perché stuzzica la mente diciamo, ma in questo caso il libro mi è sembrato confuso come pochi, le informazioni fornite sembrano deboli e non sono abbastanza per potersi fare magari un idea più salda rispetto alla propria interpretazione.

Senza contare ciò che ho voluto scrivere per quanto riguarda la protagonista.

Quindi, tirando le somme, mi è piaciuto il personaggio della signora Grose e ho trovato alcune ambientazioni più convincenti di altre, vorrei aggiungere anche che per brevi secondi il libro riesce ad incutere ansia, in particolari nelle prime scene delle apparizioni.

Personalmente questa sensazione non è durata molto, ma per le prime due apparizioni mi sono sentita gelare una volta addentrata nelle descrizioni.

Voto

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Mi dispiace assegnare due stelline e mezzo, ma purtroppo per la mia esperienza di lettura è il voto che mi sento di lasciare.

E voi? Sono davvero curiosa di sentire altre opinioni, avete letto “Il Giro di Vite”? Sì? Vi è piaciuto? No? Perchè? Fatemi sapere!

Noi ci leggiamo prestissimo con le “cose del mese” giurin giurello!

Buon weekend!

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LiberTiAmo di Maggio (2020)

Buon primo maggio e buona festa dei lavoratori!

Prima di tutto, come state? Come procede questa quarantena? Fatemi sapere!

Oggi, come da tradizione, essendo il primo del mese parliamo del nuovo libro del mese per il gruppo di lettura.

Notizia a caso che non c’entra nulla con l’argomento di oggi, tra pochi giorni uscirà l’articolo della rubrica “cose del mese” che non aggiorno da mesi, non per motivi particolari, anzi ne parleremo meglio nell’articolo, vi basti sapere che la rubrica tornerà nella sua nuova versione, quella 2.0 con parecchi cambiamenti!

Parliamo della lettura di maggio, come sempre si è tenuto il fatidico sondaggio e da questo un titolo ha ricevuto direi una buona quantità di voti, il nostro vincitore.

Vi ricordo come sempre che trovate il gruppo qui, su Goodreads, potete unirvi a noi e unirvi alla lettura in ogni momento.

Scopriamo la nuova lettura!

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L’oceano in Fondo al Sentiero – Neil Gaiman

Casa Editrice: Mondadori

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Trama

Sussex, Inghilterra. Un uomo di mezza età ritorna alla casa della sua infanzia per un funerale. Sebbene la casa non ci sia più da un pezzo, l’uomo è irresistibilmente attratto dalla fattoria in fondo al sentiero, dove a sette anni aveva conosciuto una ragazza fuori dal comune – Lettie Hempstock -, sua madre e sua nonna. Erano decenni che non pensava più a Lettie. Eppure non appena si siede vicino allo stagno (quello stagno che lei sosteneva essere un oceano) accanto alla vecchia fattoria in rovina, ecco che il passato ritorna con i suoi ricordi, troppo strani, spaventosi e pericolosi per essere ricordi di episodi davvero successi a qualcuno, tanto meno a un ragazzino.
Quarant’anni prima un uomo, un inquilino della casa di famiglia, aveva rubato la loro auto, dentro la quale si era suicidato proprio in fondo al sentiero. Quella tragica morte aveva evocato antiche forze che andavano lasciate in pace. Si erano scatenate oscure creature che venivano da chissà dove e il narratore era dovuto ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L¿orrore più terribile e minaccioso aveva creato devastazioni indicibili. E lui, ai tempi solo un ragazzino, disponeva come unica difesa di tre donne che vivevano in una fattoria in fondo al sentiero… La più giovane di loro affermava che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricordava del Big Bang.

L’oceano in Fondo al Sentiero” è stato pubblicato nel 2013.

E’ stato votato libro dell’anno ai British National Book Awards.

Ha vinto nel 2013 i Goodreads Choice Awards per il genere fantasy.

Il libro sarà in lettura da oggi (01/05) al 31/05, quindi per tutto il mese di maggio.

E voi? Vi unirete alla lettura? Avete già letto questo libro? Vi piace Neil Gaiman? 

A prestissimo!

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