Cose del Mese – Gennaio!

Ahhh buon martedì gente e buon proseguimento di settimana!

Oggi sono qui per riprendere la rubrica delle “cose del mese”, l’avevamo lasciata a dicembre, in cui avevamo parlato delle cose dell’anno comprese quelle di dicembre.

Non ho pubblicato un articolo specifico di dicembre perché semplicemente essendo stata così tanto assorbita dalle feste, dal lavoro, e dagli impegni generali il mio tempo per fare cose belle si è ridotto a 0.

Comunque se c’è una cosa che devo dirvi per gennaio è che sono partita abbastanza alla grande dai, con le visioni di film/serie/documentari, anche con le letture perché ho letto tre libri a gennaio praticamente (perchè la “Boutique del Mistero” l’ho letto quasi tutto a gennaio), e diciamocelo, per una che l’anno scorso ha letto pochissimo non è una brutta partenza.

Ma non dilunghiamoci in chiacchiere perché qui di seguito ne farò molte, iniziamo!

Documentario del mese:

Allora i documentari di gennaio sono stati due per me, “Rapita dalla Luce del Sole” e “Conversazioni con un Killer: il Caso Bundy“.

Iniziamo da primo a sinistra, è un documentario di un’ora e mezza circa che si può vedere tutto d’un fiato ed è la tempistica che preferisco perché nei documentari a puntate è vero che il contenuto è più lungo, ma c’è il rischio di allungare il brodo inutilmente.

Allora di cosa parla questo documentario?

Di pedofilia essenzialmente. Una famiglia per bene si fa soggiogare da un membro in particolare di un’altra famiglia, e gli eventi sfuggono di mano.

Sfuggono di mano è un eufemismo, mi viene voglia quasi di dedicarci un articolo a sé per questo documentario, ditemi se la cosa vi interessa people.

Comunque il documentario è diretto da Skye Borgman e da quello che ho capito non è originale Netflix.

La vicenda nello specifico si concentra su Jean, una bambina che vive con una famiglia come dicevo per bene e con delle sorelle attive e unite tra loro in un quartiere dell’Idaho negli anni 70′.

Ad un certo punto incontrano in chiesa di domenica un’altra famiglia apparentemente per bene, anche fra loro ci sono dei bambini, il padre di questi si chiama Robert Brechtold che assieme alla moglie e ai figli si è trasferito da poco proprio accanto a loro.

Robert, lo chiameremo Bob da qui in avanti, inizia a mostrare un interesse eccessivo per Jean ma i genitori di questa lo lasciano fare (qui il primo punto assurdo, lo so) anche se non apprezzano ovviamente questo interesse.

Bob entra anche nella vita sentimentale dei due coniugi, avendo un rapporto omosessuale con il padre di Jean e, più avanti nel documentario e nel tempo, avendo una relazione sentimentale anche con la madre di questa.

Senza contare il fatto che l’uomo rapisce Jean per ben due volte, la prima i genitori non avvisano subito le autorità perchè la moglie di Bob li dissuade e si convincono del fatto che è un loro amico e non potrebbe mai fare del male a Jean, mentre la seconda è la volta in cui Jean viene anche abusata sessualmente più volte.

Ma oltre a questo la bambina riceve un vero e proprio lavaggio del cervello, l’uomo infatti costruisce tutta una storia alla quale la bimba crede che la terrà soggiogata a lui fino all’età di 16 anni in cui lei si renderà conto che era tutta una menzogna.

Questa storia era stata architettata anche per fare in modo che lui e la ragazzina continuassero ad avere rapporti sessuali, ad un certo punto con questo lavaggio mentale Jean era convinta di amare addirittura Bob e voleva sposarsi con lui.

Tutta questa vicenda è assurda, ed è tutto reale, il lato più agghiacciante è il fatto che quest’uomo, uno sconosciuto fino a qualche momento prima, sia riuscito con il tempo e con il suo lato da manipolatore a entrare nella mente di tutte queste persone.

Ovviamente tutto ciò che rimane ora ai genitori è il senso di colpa per non essersi resi conto prima di quello che stava accadendo, per aver sottovalutato tutto e per essere finiti a piedi piatti nella trappola dell’uomo.

In effetti è incredibile, tutto quello che è successo lo è, io vi ho spiegato in generale la vicenda ma ci sono dei dettagli e dei risvolti che mi hanno lasciata senza parole.

Il lato psicologico della vicenda merita una riflessione approfondita, quindi fatemi sapere se un articolo singolo potrebbe farvi piacere.

Parliamo ora del secondo documentario, ora, io l’ho visto fino alla metà, ha 4 puntate di circa 50 minuti l’una tranne l’ultima che è invece di 70 minuti circa.

Conoscevo già la storia di Ted Bundy, anche nei dettagli, quindi questo documentario non ha aggiunto nulla a ciò che già sapevo essenzialmente.

Qual’è il punto del documentario?

Il fatto che un giornalista ha intervistato il serial killer per un libro e qui abbiamo delle registrazioni originali in cui Bundy parla dei crimini commessi ma non in prima persona, perché il killer si dichiarava innocente, quindi il giornalista ha avuto un ottima idea, farlo parlare in terza persona come se fosse un cronista che narra ciò che un ipotetico assassino aveva commesso.

Se già conoscete la storia di Bundy questo documentario non aggiunge particolari informazioni.

Il mio principale problema è stato uno, voglio dire, ci sono 4 puntate di una certa lunghezza questo mi fa intendere che avevano un buon tot di tempo a disposizione, eppure le vittime vengono praticamente solo citate per nome e raramente viene detto cosa facevano nella vita, questo mi ha infastidita un poco.

Certe informazioni su Bundy vengono ripetute anche più volte, ecco invece di insistere su queste si poteva anche dedicare qualche minuto in più alle 30/35 ragazze giovani uccise.

Non è un discorso moralista o altro, di solito non faccio caso a questo nei documentari perché ci si concentra sempre sul killer e non sulle vittime, ma in questo caso ho notato uno spreco di tempo dedicato a lui, tempo che in piccola parte anche si sarebbe potuto dedicare nel dire qualcos’altro sulle ragazze.

Aspettavo questa nuova uscita su Netflix ma ne sono rimasta delusa, mi aspettavo un po’ di meglio, dal punto di vista visivo è bello, gli effetti, la fotografia, la ricostruzione ma si salta troppo nel passato prima poi nel futuro e di nuovo nel passato, ad un certo punto ero esausta da questi viaggi temporali continui.

Serie tv del Mese

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Ho visto tutta la prima stagione di questa serie tv, è davvero carina!

Si chiama Diablero ed è ambientata a Città del Messico, diretta da José Manuel CraviotoRigoberto Castañeda.

Sono felice del fatto che la serie è stata rinnovata per una seconda stagione qualche settimana fa, il primo di febbraio.

Forse era lo scopo degli sceneggiatori e del regista perché il finale lascia proprio intendere che ci sarà una seconda stagione.

Di cosa parla la serie?

Di demoni e di cacciatori di demoni, i diableri infatti sono letteralmente cacciatori di demoni ma non stile Supernatural, lo stile di questa serie è diverso, ormai Città del Messico è infestata da demoni e solo loro possono fare qualcosa per salvare la gente.

Seguiamo le vicende di Elvis, cacciatori di demoni, che assieme alla sorella decidono di aiutare Ventura un prete a cui è stata rapita la figlia da un demone, figlia che ha avuto con una giovane ragazza costretta poi a crescerla da sola.

Vorrei dire due parole sul mio personaggio preferito ovvero Nancy, una sorella/figlia per Elvis, ed un contenitore per demoni, lei si fa possedere dai demoni per aiutare Elvis o per aumentare il suo potere o ancora semplicemente per sperimentare.

E’ una serie che mi è piaciuta, ha dei momenti che mi hanno fatta sorridere, c’è qualche scena più horror, la prima che mi viene in mente è nella prima puntata in cui c’è un topo letteralmente aperto con gli organi scoperti, ovviamente non è vero, nessun animale è stato maltrattato. Si vede anche che è finto perché sembra a tratti un po’ di plastica.

Comunque è una serie che mi ha intrattenuta davvero, non vedevo l’ora di vederlo appena avevo un attimo di tempo.

Non è particolarmente profonda come serie ma ha dei momenti più drammatici e intrattiene alla grande.

Non ho un film del mese gente, l’ho per febbraio ma è troppo presto!

Canzoni del Mese

Torna a Casa – Maneskin

Sunday Bloody Sunday – U2

Dovete sapere che quando mi devo concentrare, quando studio o leggo o faccio in generale qualcosa che mi richiede concentrazione, ascolto musica classica, perché mi piace, non sempre ma in quei momenti è perfetta e trovo che mi aiuti a non appesantire troppo la testa.

Questo mese ho ascoltato particolarmente:

Schubert – Serenade

Chopin – Spring Waltz

Trovo che anche le playlist di Spotify siano utili sotto questo punto di vista.

 

Cosmetico del Mese

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Il mio cosmetico preferito di gennaio è stato il famosissimo Healty Mix di Bourjois.

All’inizio non mi piaceva devo dirlo, pensavo fosse come applicare aria fritta sul viso, ma dopo giorni di test mi sono resa conto che punta veramente ad un effetto anti-fatica.

Infatti non è tanto la coprenza il vanto di questo prodotto, perché se dobbiamo vedere quella mmm siamo ad un livello medio-basso, ma è l’effetto generale del viso, nel senso che a fine giornata la pelle risulta comunque bella anche se gli occhi sono impallati di sangue e vi siete ingobbite/i come il gobbo di Notre-Dame.

Mi capita spesso di avere una pelle orrida a fine giornata, con i pori che si vedono a chilometri di distanza, i fossati in giro per il viso, dei punti secchi in cui sembra tutto rattrappito… ebbene con questo fondotinta non succede.

Io ho una pelle mista, se avete una pelle molto grassa o grassa non saprei se consigliarvelo oppure no perché non è leggero come fondotinta.

App del Mese

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Ohh questa è un’app comodissima, se scrivete storie e dovete tenere traccia dei personaggi.

Si chiama Character Story Planner ed è ottima se la storia che scrivete magari ha molti personaggi e avete paura di dimenticare dei dettagli o di non pensare a tutto per bene nel marasma di cose da fare.

Dato che ho ripreso da un po’ a scrivere storie da zero, ho voluto ripartire da capo diciamo come se voltassi pagina, quindi nuovi generi, nuove dinamiche che la vecchia me non avrebbe adottato, questa app mi sta aiutando.

Potete segnare per un personaggio tutto ciò di cui avete bisogno, dal nome, all’età, ai dettagli fisici, l’aspetto, l’altezza, potete persino caricare un immagine se disegnate il personaggio, i rapporti che ha con gli altri, il passato, la storia ecc. ecc.

Insomma tutto, ne viene fuori una vera e propria scheda a mo’ di carcerato ma è comoda.

Scoperta del Mese

L’app del mese è già una piccola scoperta, ma sono tutte sulla scrittura le mie scoperte di gennaio.

Dato che mi sto addentrando in mondi e generi che non ho mai esplorato più di tanto, Pinterest è una grande fonte di scoperte compresi video su Youtube consigliati da un’amica sull’argomento.

Quando mi approccio a qualcosa di poco esplorato preferisco sempre studiarlo a 360° prima di buttarmi e penso sia la pista migliore perché non puoi parlare di ciò che non conosci.

Citazione del Mese

Se oggi vado a letto non avendo fatto niente di nuovo rispetto a ieri, allora oggi è stato sprecato.

Bill Gates

Ho deciso di levare la sezione “cosa positiva e negativa” perché non riesco a non dirvi subito com’è stato il mio mese e si intuisce anche nel corso dell’articolo quindi… sì, la sostituirò con qualcos’altro, devo solo vedere cosa.

Obbiettivi per questo Mese che ormai Siamo già a Metà

Ovviamente continuare i miei progetti di scrittura, sono “on fire” in questo periodo, e cercare di arrivare da qualche parte con questi.

Aggiungerei anche “decidere cosa fare della mia vita” ma è troppo drastico e non riuscire a decidere in un mese, o in quello che rimane.

Bene!

E voi? Come è stato il vostro gennaio? Il primo mese di questo 2019 vi ha regalato delle belle sorprese? No? Ditemi!

Noi ci leggiamo prestissimo!

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Cose del Mese – Gennaio!

Salve cari/e come procede la settimana?

Come ogni mese (sempre in ritardo) sono qui per il nostro consueto appuntamento con “le cose del mese”.

Ormai è tradizione che questo articolo arrivi in ritardo quindi perché saltare le tradizioni dico io?

Oggi vi parlo, in una tipologia di articolo parecchio rilassato e chiacchiericcio, di tutto ciò che ha costellato gennaio per me e come è iniziato questo 2018.

Non dimentichiamo che questo è stato il primo mese di un nuovo anno quindi se vogliamo avere una visione profetica della faccenda direi che per me gennaio non è andato affatto male come primo mese dell’anno.

Ma ne parleremo meglio nel corso dell’articolo quindi non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo!

Film del Mese

Allora, gennaio come vi dicevo è stato un bel mese ma non per i film.

Escludete il primo a sinistra ovviamente ma è stato una revisione quindi non conta, ne ho visti anche altri a parte questi ma come sempre ve ne cito massimo tre e ho deciso di selezionare questi.

Iniziamo dal migliore, sono andata in ordine di gradimento quindi come intuirete quello a destra è stato il peggiore di gennaio per me.

Ragazze Interrotte è una pellicola (leggendaria secondo me) del 1999 diretta da James Mangold che vanta fra i volti principali quelli di Angelina Jolie, Winona Ryder, Brittany Murphy, Clea DuVall e Jared Leto.

E’ uno dei miei film preferiti e come accade per i libri/film/serie tv che preferisco dopo un tot di tempo sento il bisogno di riguardali/rileggerli.

Ragazze Interrotte tratta di un argomento piuttosto delicato ovvero le malattie mentali, infatti il film (come il libro da cui è tratto) è ambientato in un ospedale psichiatrico in cui la nostra protagonista si ritrova perché soffre di disturbo borderline della personalità.

Come vi dicevo il film è tratto da un libro, più nello specifico dal diario di Susanna Kaysen, “La Ragazza Interrotta”.

Io personalmente ho visto prima il film, per la prima volta anni fa, e successivamente ho letto il libro ma non mi pento di questa scelta, per nulla.

Comunque torniamo a film, oltre a trattare il disturbo di cui soffre la nostra protagonista Susanna, si parla anche di molti altri disturbi piuttosto gravi che sono impersonati da varie figure che sostano in questo ospedale psichiatrico.

C’è la figura di Lisa (Angelina Jolie) che è una sociopatica e si avvicinerà molto a Susanna ma in realtà da telespettatori ci renderemo conto che Lisa influenza in modo piuttosto negativo Susanna (e anche le altre pazienti) allontanandola sempre più dal ritorno a casa.

C’è anche un’altra ragazza che soffre di anoressia, un’altra che è una bugiarda patologica, un’altra che è dipendente dai lassativi, un’altra che da piccola si è sfregiata il viso ecc. ecc.

Insomma in uno scenario come questo Susanna lotterà e si lascerà a tratti plagiare da Lisa, pensando alla sua malattia e riconoscendola per poi combatterla.

Insomma succederanno fatti che apriranno gli occhi a Susanna (sopratutto nei confronti di Lisa) e se non avete mai visto questo film dovete assolutamente rimediare.

E’ un film sulla comprensione di se stessi e sul viaggio che una ragazza, che si considera “sana”, compie in un luogo così traumatizzante e intenso come un ospedale psichiatrico.

Un’ottima pellicola e anche il libro merita senza dubbio una lettura!

Altro film che ho avuto modo di vedere a gennaio, in una sera in cui non avevo voglia di alzare nemmeno un dito su Italia 1 mi sembra quindi beccandomi un’ora buona di pubblicità che mi ha fatta mezza addormentare, è “Adaline, L’eterna Giovinezza”.

Film del 2015 diretto da Lee Toland Krieger, appartenente al genere drammatico/fantastico, esatto fantastico, e si vede bene durante la pellicola.

Di cosa parla questo film?

Nata intorno all’inizio del ventesimo secolo, Adaline Bowman (Blake Lively) non avrebbe mai pensato di poter essere ancora viva nel ventunesimo; ma un momento magico della sua vita la salva dalla morte e le regala l’eterna giovinezza. Così, a 29 anni, Adaline smette di invecchiare e comincia un’avventura unica, che mai essere umano ha vissuto. Questo destino incredibile le consente di vivere, per molti decenni, la storia delle trasformazioni del mondo, che fanno da sfondo alle sue vicende personali e sentimentali: dalle due Guerre Mondiali alle lotte degli anni 60 per la libertà, fino ai nostri eventi più recenti. Nascondendo abilmente il proprio segreto a tutti, tranne alla propria figlia, Adaline riesce a vivere con delicatezza e riserbo la sua vita, finché un giorno la donna incontra l’affascinante e carismatico filantropo Ellis Jones (Michiel Huisman) che riaccende il lei la passione per la vita e per l’amore. Dopo un weekend con i genitori di lui, che rischia di portare alla luce l’incredibile verità, Adaline prende una decisione che cambierà per sempre la sua vita.

Insomma la trama è piuttosto particolare ed è una fiaba romantica ambientata ai (quasi) giorni nostri, già in concept ci fa capire che è un film non proprio realista e piuttosto fantastico, una volta arrivati a patti con questo fatto la visione non è così spiacevole.

Certo si fa un po’ fatica ad accettare all’inizio tutto questo (almeno per me è stato così) perché il pensare al fatto che una madre sia più giovane della figlia e vederle assieme è un’accostamento che lascia storditi.

Non è però solo questo fattore ma molti altri anche che sembrano assurdi e appunto fantastici, la fotografia e le ambientazioni mi sono piaciute molto, i colori, le scene, tutto studiato con cura.

Il lato negativo? Il solito messaggio che l’amore risolve sempre tutto anche in casi del tutto improbabili come questo, anche se qui oltre l’amore è proprio la sfiga a ripristinare tutto.

Il problema è che si fa fatica ad accettare questa sensazione fiabesca, tutto questo ottimismo sdolcinato (è troppo anche per me) che a tratti risulta probabile ad altri no, c’è qualcosa che stride perché per come è strutturato il film non riesce a passare al 100% il fatto che è una specie di fiaba, sembra la realtà e la realtà non funziona così.

E’ un film carino ma fa provare emozioni contrastanti e poco chiare, una bella storiella particolare insomma.

Ultimo film di cui parliamo oggi è stato il peggiore di gennaio, sto parlando di “The Open House”, un thriller originale Netflix pubblicato il 19 gennaio sulla piattaforma e diretto da Matt Angel.

La trama è brevemente questa:

Dopo un tragico evento, una madre raggiunge con il figlio adolescente la casa di villeggiatura di una parente, che dato il fatto che è in vendita è una “casa aperta” quindi in alcune ore e in alcuni giorni particolari la casa viene visitata da possibili compratori. In queste ore la madre e il figlio sono costretti ad andarsene, si renderanno conto però una volta tornati che qualcosa di strano è accaduto e continuerà ad accadere fino all’epilogo.

Un thriller dovrebbe alzare la tensione ma questo lo fa raramente, c’è qualche scena che salvo, la fotografia, il concept e la recitazione non è male anzi, il problema è tutto il resto e sopratutto lo svolgimento dei fatti con conseguente epilogo, un finale tremendo.

Perché tremendo? Perché non si capisce nulla da questo finale, nella trama ufficiale si legge che ci sono “forze strane e inquietanti che tramano contro di loro”, ma dove?

Le forze non sono per nulla strane, non voglio fare spoiler, ma vi garantisco che la risoluzione degli eventi non ha né capo né coda, perché succede quello che succede alla fine? Bah, chissà, così tanto per terminare il tutto si è buttato giù qualcosa alla bell’è meglio.

Mi ha urtato questo film, perché dopo aver passato più di un ora a seguire le vicende di questa famiglia, tutto si interrompe senza senso e il film non ci prova nemmeno a darti una spiegazione, la risoluzione di questo film (che non c’è nemmeno) non ha senso.

Assolutamente no.

Serie tv del Mese

Godless-Netflix

Torniamo a parlare di Godless, per l’articolo delle cose del mese di novembre vi avevo detto che mi ero avventurata da pochissimo nella visione di questa serie e non ero ancora in grado di dirvi nulla.

Vi ri-cito ancora la trama:

Nel 1884, Frank Griffin è un fuorilegge che va alla ricerca del suo ex amico e figlio addottivo, Roy Goode, che lo ha tradito. Tutto diventa complicato per Frank Griffin quando scopre che Roy si nasconde in una città chiamata La Belle, dove le donne regnano. Loro faranno di tutto per proteggere la loro città dalla vendetta di Griffin, il quale aveva giurato di uccidere chiunque avesse aiutato Goode.

In seguito ad una tragedia quasi tutti gli uomini  di La Belle muoiono e rimangono le donne che risollevano la città, fra queste donne c’è Alice Fletcher che possiede un ranch e ha un passato turbolento. 

Ancora non l’ho finito, mi manca l’ultimo episodio ma posso dirvi che ci sono molti momenti morti in questa serie che rendono la visione pesante in alcuni momenti, non desideravo una serie di fatti sempre veloci e avventurosi ma qui ogni tanto ho dovuto proprio interrompere a fare altro altrimenti mi sarei addormenta senza alcun dubbio.

Ci sono inquadrature belle, che sanno di essere belle e durano un’eternità inutilmente.

E’ una serie comunque piacevole, non adatta al binge effect insomma ma carina da vedere ogni tanto perché tutta assieme è insostenibile.

L’idea è davvero originale e apprezzabile, quella delle donne che hanno finalmente un ruolo portante nel western, ma sono sette puntate davvero lente, in cui ogni tanto succede qualcosa di veramente interessante ma ci sono anche tanti punti morti.

Non mi esprimo sul finale perché non l’ho ancora visto quindi vedrò l’ultimo episodio e mi farò un’idea generale su tutta la serie.

Comunque se vi piace il western e volete vedere qualcosa su questo genere ma diverso dal solito, ve lo consiglio.

A gennaio più che serie mi sono buttata molto di più sui film quindi direi che l’unica è stata Godless.

Canzoni del Mese

A gennaio le canzoni che ho ascoltato di più sono tutti classici, o meno, rock perché per un progetto (non legato al blog) ho fatto un mese di ascolto di canzoni rock classiche.

Wanted Dead Or Alive – Bon Jovi

Jessie’s Girl – Rick Springfield

Glory Days – Bruce Springsteen

Smoke On The Water – Deep Purple

Cosmetico del Mese

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Mi sembrava di avervi già parlato di questo prodotto ma facendo qualche ricerca in giro per il blog ho visto che no, non ve ne ho mai parlato, purtroppo aggiungerei.

Mi piace molto la Revlon come marchio, l’avevo detto anche nello scorso cose del mese in cui vi avevo parlato di un fondotinta di questo marchio e mi piacciono ancora di più questi rossetti/matitoni Revlon.

Sono i Colourburst Matte Balm e sono appunto dei matitoni rossetto automatici che mi piacciono moltissimo, il primo lo provai mesi e mesi fa ed è un rosso classico il Standout Remaquable e il secondo invece l’ho acquistato proprio nel mese di gennaio ed è il Fiery, ditelo assieme a me “un bordeaux- violetto”.

Hanno entrambi una nota di menta all’interno che dopo averlo applicato fa pizzicare un tantino le labbra e le rimpolpa, non è un rossetto che secca e rimane sulle labbra per ore, ovviamente è pur sempre un rossetto e non una tinta quindi va via a contatto con il cibo o in caso di “sfregamento involontario” però tutto sommato ha una resistenza molto buona.

Mi sembra costi attorno agli 8/9 euro, dipende anche dove li acquistate il prezzo può variare, ma credo siano davvero ben spesi perché sono degli ottimi rossetti, colore bello pieno, ottima resistenza, poca secchezza, ottimi!

 

App del Mese

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A gennaio ho riscoperto Bloglovin’, grazie sopratutto ad un articolo di Tiziana in cui appunto parlava di questa piattaforma, mi sono ricordata che anche io avevo un profilo Bloglovin’ e mi è venuta voglia di cercare informazioni su come muoversi qui sopra.

Sì perché avevo, mesi e mesi fa, avuto la brillante idea di registrarmi ma non sapevo come utilizzare Bloglovin’ ne quale fosse effettivamente lo scopo di questa piattaforma, insomma l’ho rivisitato e ho imparato ad usarlo.

E’ molto utile per seguire sopratutto blog che magari sulle piattaforme in cui sono non siete comodi a seguire, perché qui sono tutti raggruppati i blog che vi piacciono e non dovete visitare 15’050 piattaforme per leggere tutti li articoli che vi interessano.

Quindi ho scaricato anche l’app e mi trovo molto comoda, consigliata.

Ah, se volete seguirmi lì, per chi magari non è iscritto a wordpress la mia pagina è questa.

Scoperta del mese

Ho iniziato Tomb Raider, il videogioco di Lara Croft, anche per merito dell’entusiasmo di Fairylove (Unlibroperlatesta) e devo dire che mi sta piacendo molto, non me lo aspettavo.

Non è così arzigogolato come me lo ero immaginato, la trama è bella pulita, si hanno missioni specifiche, insomma un bel gioco d’avventura, sono circa a metà quindi aspetto prima di esprimermi sul gioco in totale, ma la grafica è davvero ben fatta per un gioco del 2013 (ricordiamoci che per i videogiochi anche un anno fa la differenza per quanto riguarda la grafica).

Ho finito Origins della serie di Assassin’s Creed e mi è piaciuto da impazzire, anzi ho finito la storia perché nel gioco ci sono ancora molte cose da fare, ve lo avevo detto la scorsa volta, è un gioco immenso.

Piccola postilla sempre videoludica, a marzo uscirà Far Cry 5, io ho giocato al 4 un’infinità di volte e sono già in fibrillazione per marzo, Far Cry non è una serie semplicissima da giocare perché ci sono alcune missioni (ed è stata molto criticata per questo) piuttosto difficili e molto lunghe che fanno bloccare il giocatore che si scoraggia e non continua più ma per quanto mi riguarda, ho amato il quarto e voglio assolutamente giocare al quinto quando uscirà.

Una cosa eccezionale dei concept di questa serie è il fatto che hanno sempre un’ambientazione distopica, per esempio nel quarto il giocatore doveva sconfiggere il regime che soffocava il Kyrat, mentre nel quinto da quello che so in questa città americana vige un credo che imprigiona gli abitanti di Hope County.

Penso di non avere altre particolari scoperte per gennaio, a parte il fatto che dagli ultimi giorni del mese ad ora ho un mal di gola e simil raffreddore che non se ne vuole andare.

Citazione del Mese

L’uomo che cerca la sicurezza, anche della mente, è come uno che si taglia gambe e braccia per avere gambe e braccia artificiali, che non gli diano dolori ne’ disturbi.

– Henry Miller

Cosa Positiva/ Negativa del mese

Per quanto riguarda quelle negative a gennaio ci sono stati vari problemi dal punto di vista lavorativo, ma nulla che il tempo non abbia risolto quindi tutto è bene ciò che finisce bene.

Come vi dicevo gennaio è stato un bel mese, un po’ complicato in alcuni giorni ma tutto sommato un bel mese, sono stata costretta più volte a mettere in pausa alcuni progetti a causa del poco tempo a disposizione ma li ho poi ripresi quindi non mi lamento.

Ci sono stati un po’ di cambiamenti positivi a gennaio, piccole cose ma positive che hanno rallegrato il mese, un buon inizio anno direi.

Obbiettivi per Questo Mese

Dunque a parte portare a termine almeno uno dei progetti di scrittura che ho, direi anche leggere un po’ di più e ci sto abbastanza riuscendo, nei prossimi giorni uscirà una recensione.

A marzo probabilmente mi sposterò e farò qualche viaggetto quindi devo utilizzare febbraio per organizzarmi un po’ con il lavoro e tutto, sarà un mese di organizzazione per vari fatti che ci saranno a marzo

E ci sarà qualche novità anche sul blog, come vi ho anticipato qualche giorno fa…

Bene ragazzi!

E voi? Come è stato il vostro gennaio? Avete iniziato bene l’anno? Fatemi sapere!

A presto,

Elisa

 

 

 

 

 

 

Quel Che Resta del Giorno – Kazuo Ishiguro

Buona domenica cari/e!

Come avete passato questa settimana? Spero bene, anzi nel migliore di modi.

Ho un avviso da darvi, parecchio importante, tenetevi pronti.

Nel blog verranno introdotte tante interessanti novità, prima di tutte ci sarà un nuovo membro che inizierà a far parte della squadra di Writhings e grazie principalmente a questo nuovo membro parleremo anche di serie tv e film in molto molto più frequente e molto più approfondito. Vi piace questa novità?

Ci sarà un grande upgrade insomma per cui io sono davvero entusiasta.

Ma sarà tutto più chiaro nei prossimi giorni/settimane, intanto concentriamoci sull’articolo di oggi perché è arrivato quel giorno in cui parliamo per bene del libro del gruppo di lettura, in questo caso di gennaio.

Iniziamo subito!

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Quel Che Resta del Giorno – Kazuo Ishiguro

Editore: Einaudi

Pagine: 271

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Prezzo ebook: € 7,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1989

Link all’Acquisto: QUI

Trama

La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosi tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge dì aver vissuto come un soldato nell’adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo? Da questo romanzo di Ishiguro, acclamato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e vincitore del prestigioso Booker Prize, nel 1993 il regista americano James Ivory ha tratto un famoso film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson.

 

Dopotutto che cosa mai c’è da guadagnare nel guardarsi continuamente alle spalle e a prendercela con noi stessi se le nostre vite non sono state proprio quelle che avremmo desiderato? La dura realtà è certamente il fatto che per quelli come voi e io, vi è ben poca scelta che porre, in definitiva, il nostro destino, nelle mani di quei grandi gentiluomini che sono al centro del mondo, i quali impiegano i nostri servizi. Che ragione c’è di preoccuparci troppo circa quello che avremmo o non avremmo potuto fare per controllare il corso che la nostra vita ha preso?

Recensione

Allora devo dire nonostante il passare dei giorni su questo libro ho ancora idee varie e sparse che cercherò di raccogliere nel migliore dei modi durante la scrittura di questa recensione.

Andiamo con ordine, iniziamo come sempre parlando dello stile di questo testo che è senza dubbio lento, non eccessivamente descritto e dispersivo a tratti.

Lento per il fatto che sopratutto all’inizio dopo aver letto trenta pagine mi sembrava di averne lette 100 senza un reale motivo, non per il fatto che succedono molti fatti perché gli eventi che accadono sono davvero ben diluiti nelle 271 pagine di questo libro ma più che altro perché il nostro personaggio principale si perde e divaga molto, concentrandosi prima su un fatto del passato e poi su un aneddoto.

Ci vogliono un tot di pagine per ingranare ma sopratutto per entrare nel ritmo giusto per la lettura di questo testo, una volta riusciti nell’impresa però ci si può godere una lettura rilassata e curiosa.

Curiosa per il fatto che dopo averci pensato ho partorito un’idea strana su questo libro, ovvero che il testo scorre lentamente ma le vicende sembrano avanzare con il ritmo più adatto e che nonostante al momento della lettura pensassi che non avrei avuto un gran ricordo in futuro di questo romanzo poi ora dopo averlo terminato mi rendo conto di non riuscire a togliermelo dalla mente.

Ishiguro ha uno stile davvero enigmatico perchè sul momento sembra di non leggere nulla di così trascendentale anche se poi con il passare delle ore e dei giorni ci si rende conto che in realtà la sua scrittura è rimasta impressa più del previsto.

E’ davvero curioso tutto ciò.

Parliamo dei personaggi e della storia, ovvero di Stevens il nostro personaggio principale e del fatto che in questo libro lui ci racconterà la sua vita.

Ovviamente non tutta la sua esistenza ma i passi salienti e ciò che lo rende un devoto maggiordomo e ci renderemo conto alla fine, un uomo che ha passato tutta la vita al servizio di un “altro”.

Stevens è un uomo non proprio nel fiore degli anni al presente del testo e in seguito ad un viaggio di sei giorni (occasione più unica che rara) verremo da lettori a conoscenza del suo passato dedicato a Lord Darlington, un gentiluomo inglese dal profilo eccellente.

Stevens ricorda i bei tempi al servizio di questo Lord con estremo orgoglio e nostalgia ma lanciando un occhiata al passato non c’è solo questa figura ma c’è anche quella di Miss Kenton, figura per cui compie in parte questo viaggio di sei giorni desideroso di un incontro.

Stevens, e questo si inizia a intuire circa a 70/80 pagine dall’inizio, è un narratore inaffidabile di cui ci si può fidare ben poco.

I suoi ricordi non sono fermi e saldi, alcuni eventi sono mischiati con altri volontariamente o meno.

Man mano che si avanza con le pagine questo fattore diventa sempre più chiaro e certo, Stevens per le emozioni contrastanti, la maggior parte delle volte represse anche per il lavoro che svolge, non ricorda in molto limpido gli eventi.

Personalmente per tutto il romanzo non sono riuscita mai del tutto a fidarmi di Stevens né come narratore né come personaggio, c’è qualcosa in lui che mi impedisce di affidarmi a questo durante la lettura.

Mentre da una parte l’estrema devozione che prova per i suoi padroni sembra comunque probabile, dall’altra in più punti raggiunge livelli che offuscano il buon senso.

Per tutto il romanzo Stevens non fa altro che interrogarsi su cosa sia la “dignità” come la intende lui in un maggiordomo e mette continuamente in questione i criteri e i doveri di un maggiordomo e quali sono quelli fondamentali, domandandosi di conseguenza se lui negli anni ha saputo innalzarsi fino a questi livelli.

Il punto su cui si basa l’intero romanzo e che rimane in modo più vivido al termine della lettura è la mentalità di Stevens che vive nella convinzione di aver raggiunto l’asticella più alta che un essere umano può raggiungere nella vita offuscato dalla estrema devozione che prova per il suo padrone e non mette mai, nemmeno una volta, in discussione ciò in cui ha sempre creduto perdendosi però di fatto una visione diversa della vita che sicuramente andrebbe ispezionata.

Ogni tanto tra l’altro Stevens mente riguardo il suo passato e questi punti mi lasciavano perplessa mi portavano a fidarmi sempre meno di lui.

Anche nei confronti di Miss Kenton e di tutti gli altri personaggi che incontrerà lui è sempre controllato, sembra essere in una specie di bolla con cui forse è cresciuto e da cui non riesce a guardare fuori.

Per quanto riguarda Miss Kenton si hanno dei sospetti sul loro rapporto, sospetti che verranno il leggerissima dose alimentati durante tutto il corso del romanzo per poi essere (sempre leggermente) confermati al termine del romanzo.

Vorrei scrivere due parole anche sul personaggio di Miss Kenton, che è forse il personaggio secondario più importante anche perché persino nei momenti in cui non c’è (o in cui non si leggono ricordi su di lei) non si può non pensare a questa donna, è un personaggio ombra sempre presente.

Anche lei è una figura molto enigmatica, una donna certamente forte e dal carattere energico e fumantino a volte.

Questo è un libro costruito senza in modo ottimo perché c’è una vera e propria escalation nella comprensione da parte del lettore di Stevens, lo stile mi è piaciuto, non poetico come quello della Woolf ma a volte portato all’essere dispersivo (e questo non è sempre un fattore negativo, in questo caso non lo è per me).

Non è stata una lettura sempre lineare e eccezionale da parte mia nel senso che mi è piaciuto questo libro ma per mio gusto personale in alcuni punti non mi ha conquistata, ci sono alcuni piccoli punti morti che distaccano il lettore dal fulcro del romanzo e lo allontanano.

Sarei curiosa di vedere il film perché mi piacerebbe guardare come un testo a tratti molto lento è stato rielaborato su pellicola.

E’ un libro che certamente si basa di più sulle emozioni che sugli eventi di per sè, ci sono eventi rilevanti, ma senza dubbio le sensazioni e le emozioni si Stevens e quelle che arrivano al lettore giocano un ruolo molto importante.

Insomma traiamo le somme, mi è piaciuta come lettura molto a penso di averlo realizzato al termine di questa, durante il libro non ero convinta, continuavo a leggere ma non capivo bene dove si volesse andare a parare.

Arrivata alla fine ho pensato “wow, che bella visione sulla vita e gli anni passati”.

Non mi era mai successo un caso così curioso, ovvero di sentire a tratti il peso della scrittura ma una volta girata pagina di sentirla così leggera e profonda, davvero uno stile interessante quello di Ishiguro ricordiamoci Premio Nobel per la Letteratura 2017.

Voto:

Progetto senza titolo (25)

Mi piacerebbe leggere di Ishiguro anche “Il Gigante Sepolto” perché mi attira molto e prima o poi penso lo farò.

Una lettura molto interessate, diversa dall’idea che mi ero fatta, più lenta e introspettiva ma una piccola grande scoperta.

E voi? Lo avete letto? Vi è piaciuto? No? Vorreste leggerlo?

 

 

 

 

LiberTiAmo di Gennaio

Ohh finalmente ci si rilegge! Allora ditemi, come sono state queste feste? Spero le migliori di sempre!

E’ arrivato il momento di tornare però, sono passati davvero alla veloce queste due settimane, quasi non sembra nemmeno di essere sparita per tutto questo tempo.

Comunque, riprendiamo alla grande perché oggi parliamo del titolo di gennaio del gruppo di lettura, LiberTiAmo, il gruppo che gestiamo io e Tiziana su Goodreads.

Allora, gennaio è già iniziato da una settimana lo so, e per tradizione questo articolo viene pubblicato il primo del mese ma in questo caso vi avevo promesso che sarei tornata la seconda settimana del mese e purtroppo sono stata molto impegnata la prima settimana quindi tutto è slittato ad oggi.

Questioni esplicative a parte andiamo subito a vedere la lettura del mese di gennaio!

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Quel Che Resta del Giorno – Kazuo Ishiguro

Editore: Einaudi

Link all’Acquisto: QUI

Trama

La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosi tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge dì aver vissuto come un soldato nell’adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo?

 

Da questo romanzo di Ishiguro, acclamato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e vincitore del prestigioso Booker Prize, nel 1993 il regista americano James Ivory ha tratto un famoso film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson.

Quel che Resta del Giorno è il terzo romanzo di Kazuo Ishiguro, è stato il primo vero successo dell’autore giapponese naturalizzato britannico.

Nel 2017 l’autore ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura.
Fra i suoi testi più famosi Non LasciarmiGli Inconsolabili e Il Gigante Sepolto.

Il titolo sul gruppo sarà il lettura per tutto il mese di gennaio, dal 01/01 al 31/01.

Vi unirete a noi?

Vi aspettiamo, noi ci leggiamo domani gente per la recensione di “Fahrenheit 451”!

Ben ritrovati,

Elisa

E’ Stato Ancora Più Bello

Buon Natale cari/e ragazzi e ragazze!

Siamo giunti all’ultimo giorno di #xmasmaratona, purtroppo sì.

Avevo pensato per oggi ad un articolo ancora a tema natalizio ma alla fine ho preferito, come la scorsa volta, dedicare l’ultimo giorno ad un articolo “annuncio” e “augurio”.

Infatti in questi giorni non ci leggeremo più, tornerò a gennaio perché queste feste promettono di essere piuttosto impegnative e ci sarà parecchio da fare.

Volevo prima di tutto ringraziarvi per innanzi tutto avermi sopportata in questi 25 giorni e aver apprezzato questa maratona persino più dell’anno scorso.

Grazie per avermi accompagnata in questo mese di dicembre, spero di aver fatto io lo stesso con voi e spero sia stata una buona compagnia.

Vi auguro di passare le feste migliori possibili, vi auguro giorni di gioia e serenità in cui rilassarvi e apprezzare a pieno il calore della famiglia, degli amici e delle persone che amate.

Penso sia giusto terminare questa maratona natalizia con il mio personale significato del Natale, per me questo periodo dell’anno non è solo un tempo in cui sfoggiare decorazioni, cucinare a raffica (e accumulare chili), spendere soldi in regali sfarzosi, indossare abiti e agghindarsi per le cene e i pranzi.

Il Natale è molto di più, è il passare in famiglia quel tempo che non si passa durante l’anno, si va sempre troppo di corsa per fermarsi ad ascoltare nel vero senso della parola un qualcuno a noi vicino, a Natale invece si passano ore in famiglia preziose che un giorno ricorderemo con puro affetto, quell’affetto che come un fiocco decora i nostri ricordi più preziosi.

il Natale a volte è fatica, il riuscire a conciliare gli impegni, le cose da ricordare, l’avere tutto pronto, non è facile ma per una volta all’anno è giusto viverlo nel migliore dei modi quindi vi auguro anche per queste ore di ripulire la mente da tutto ciò che può avervi recato ansie e preoccupazioni durante l’anno, vi auguro di essere sereni.

Infine (dato che in questi giorni non ci leggeremo) vi auguro anche un eccellente inizio del 2018, si sa gli anni passano ed è strano ricordare l’inizio del 2017 perché inizia sempre come gli altri anni, si hanno così tante aspettative, una carica così potente di speranze e di buoni propositi.

Quindi non farò altro che augurarvi di realizzarli tutti i buoni propositi che avete per il 2018, perché è impossibile non aspettarsi qualcosa da un nuovo anno, beh io vi auguro che ciò che desiderate possa arrivarvi con tutta la passione con cui voi guardate al nuovo anno.

Il blog tonerà la seconda settimana di gennaio, quindi vi aspetto!

Auguri di un indimenticabile Natale, un altrettante soddisfacente S. Stefano e un meraviglioso inizio dell’anno!

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A presto cari/e!

Elisa

News Letterarie #11

Buon martedì cari! Come procede la settimana? Tutto bene?

Oggi sono qui con una rubrica del che mi piace particolarmente ovvero le “News Letterarie”, mi piace perché parliamo un po’ delle prossime uscite in libreria, in questo caso la maggior parte sono di gennaio e diamo un’occhiata a qualche titolo interessante.

Ho selezionato per voi 10 titoli più 1 (edito da una casa editrice indipendente), di generi diversi tra loro per ogni preferenza.

Come vi dicevo la maggior parte uscirà a gennaio, troppo tardi per i regali di Natale ma con le uscite degli ultimi mesi le idee non mancano comunque.

Questo tipo di articolo di solito è anche la causa dell’aumento della mia whishlist quindi dovrei provare a scriverlo bendata ma la vedo dura.

Bene, iniziamo a dare un’occhio alle prossime uscite!

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Orient – Christopher Bollen

Data di Uscita: 11 gennaio 2018

Casa Editrice: Bollati Boringhieri

Prezzo di Copertina: € 20,00

Orient, sulla punta del North Fork di Long Island, affacciata sul braccio di mare che separa l’isola dal Connecticut. Meno famosa del South Fork, quella degli Hamptons, con relativi magnati dello show business newyorchese, attori e scrittori famosi. In questo paradiso marittimo dei falchi di mare, dei pescatori e delle fi oriture selvagge, abitato dalle stesse famiglie da molte generazioni, arriva un giorno da New York Mills, un «drifter, un vagabondo, ex tossicodipendente, ex bambino abbandonato, passato da un affido all’altro. Ospite, in cambio di lavoro, di un signore che possiede una bella casa di famiglia da sgombrare e ristrutturare dopo la morte della madre, Mills viene accolto da subito con molta diffidenza nella comunità locale, tanto più che, dopo il suo arrivo, uno per volta, si cominciano a rinvenire numerosi corpi senza vita. Episodi di violenza mai visti prima nella tranquilla cittadina. Mills, con l’aiuto di Beth, ex artista e moglie in crisi di artista famoso, tornata a Orient dopo anni trascorsi a New York, decide di indagare su una pista parallela a quella della polizia, determinato a capire chi e che cosa c’è dietro il mistero, in una corsa contro il tempo prima che la piccola cittadina finisca per distruggerlo. Christopher Bollen costruisce una storia che, pagina dopo pagina, cattura il lettore e non lo lascia andare, descrivendo con estrema accuratezza paesaggio, personaggi e contesto, e dando spazio ai temi rilevanti della società americana oggi: ricchezza, gentrification, arte, omosessualità, matrimonio, divorzio, tutela ambientale, avidità. E giocando sulle numerose implicazioni della parola «Orient: l’est americano, l’esotico, ma anche l’orientamento nello spazio e nel tempo, l’orientamento sessuale, il disorientamento delle percezioni mentali. Soffuso di tensione, Orient è insieme uno straordinario page turner, un thriller letterario e un ritratto provocatorio del lato oscuro del sogno americano: una comunità idilliaca dove nessuno è al sicuro.

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Sbarca anche da noi “Orient” titolo già uscito da qualche anno in America. Bollen è un autore piuttosto giovane, ha 42 anni, e ha pubblicato in madre patria un buon numero di opere, “Orient” è la sua prima che arriva qui da noi. Ha ricevuto opinioni abbastanza positive all’estero e ora si prepara per l’uscita di gennaio in Italia.

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Tutti I Soldi del Mondo – John Pearson

Data di Uscita: 18 dicembre 2017

Casa Editrice: HarperCollins

Prezzo di Copertina: € 18,00

 

Nonostante l’immensa ricchezza accumulata dal capostipite, la dinastia dei Getty sembra circondata da un’aura di infelicità, quasi una maledizione che si accanisce implacabile sui suoi membri. A partire da J. Paul Getty, che cinquant’anni fa era considerato l’uomo più ricco d’America: cinque matrimoni falliti alle spalle, cinque figli dei quali solo uno condusse un’esistenza relativamente serena. E l’infelicità non risparmiò nemmeno la generazione successiva, tanto che il nome dei Getty fu spesso associato dalla stampa al concetto di famiglia disfunzionale. Nel 1973 il nipote prediletto, John Paul Getty III, fu rapito dalla ‘ndrangheta e, dopo una vita dedita all’alcol e alla droga, finì i suoi giorni in sedia a rotelle. La nipote Aileen si ammalò di AIDS. E il resto della famiglia fu lacerato da aspre liti per la spartizione di un’eredità a dir poco avvelenata. Ma il disastro era davvero inevitabile? John Pearson, autore di celebri biografie famigliari che spaziano dai Churchill ai reali inglesi, ha cercato di rispondere a questa domanda e il risultato, originariamente pubblicato con il titolo Painfully Rich, è la storia affascinante di una dinastia straordinaria. Pearson attribuisce la responsabilità di gran parte dei problemi della famiglia al carattere peculiare dell’eccentrico J. Paul Getty, noto avaro con l’ossessione del sesso, i cui comportamenti e attitudini sono stati ripresi dalle generazioni successive, e descrive con dovizia di particolari il celebre sequestro del nipote, mostrando come l’atteggiamento del nonno abbia accresciuto le sofferenze del ragazzo e come la famiglia abbia affrontato le peggiori piaghe della nostra epoca: tossicodipendenza e Aids. Eppure “Tutti i soldi del mondo” non è una storia senza speranza. Alcuni dei Getty, infatti, sono riusciti a sfuggire al disastro, primo fra tutti il filantropo appassionato di cricket, J. Paul Getty Jr. Il racconto commovente della sua lotta contro la droga e della sua profonda tragedia personale dimostra non solo che le prossime generazioni possono continuare a credere nel futuro, ma anche che il denaro può essere usato per garantirsi la sopravvivenza e persino la felicità.

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Questo libro invece esce a dicembre in contemporanea con il film (che esce a dicembre in America). Per il film la regia è di Ridley Scott mentre per il libro la scrittura è di John Pearson autore britannico dalle cui opere sono stati tratti diversi film.

 

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Come Cade la Luce – Catherine Dunne

Data di Uscita: 4 gennaio 2018

Casa Editrice: Guanda

Prezzo di Copertina: € 18,90

 

Una madre severa e un padre comprensivo, una sorella maggiore troppo ribelle e una sorella minore troppo responsabile: ogni luogo comune è ribaltato nella famiglia Emilianides, emigrata da Cipro a Dublino dopo la tragedia del colpo di Stato del 1974. Forse è per via di Mitros, il secondogenito, al centro del terzetto di figli, uno spazio di dramma tra la vivace Alexia e la tenera Melina. Mitros infatti, dopo una malattia che lo ha devastato a pochi mesi d’età, non cammina, non parla, non è chiaro se sappia sorridere: eppure sarà lui il deus ex machina di questa storia. Perché grazie a lui la sua famiglia conoscerà quella di Cormac, il figlio del primario della clinica dove a un certo punto si rende necessario ricoverare Mitros adolescente. E l’incontro con Cormac sarà, per Melina ma non solo per lei, l’inizio di un altro destino, che sconvolgerà ogni cosa e a metterà in crisi persino quanto lei ha di più caro: il legame con l’adorata sorella Alexia, forgiato nei difficili anni dell’adolescenza e temprato dagli sconvolgimenti della vita adulta…

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La Dunne invece ha già una buona fama, autrice di libri quali ” Il Viaggio Verso Casa”, “Quel Che Ora Sappiamo” e “La Metà di Niente”. Non tutti i testi dell’autrice hanno avuto dei riscontri positivi ma è stata per ora una scrittrice abbastanza prolifica e a gennaio “Come Cade la Luce” ci attende in libreria.

 

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Ritratti in Miniatura – Giles Lytton Strachey

Data di Uscita: 15 gennaio 2018

Casa di Editrice: Sellerio Editore

Prezzo di Copertina: € 8,30

Maestro dell’arte della biografia, capace – scriveva Emilio Cecchi – di ripristinarne l’antica dignità classica, Lytton Strachey era stato in realtà l’originale inventore di un genere a metà tra l’erudizione storica e il romanzesco. Un modo di resuscitare il passato nella sua vividezza, presto diventato popolare e seguito da innumerevoli imitazioni e ripetizioni fino ad oggi: però Strachey lo dotava del segno distintivo di una vastissima cultura, e di un tatto illuministico a spegnere ogni colore troppo forte e clamoroso. Il suo scopo non era che prevalesse il sensazionale sulla verità critica della storia, o che la edulcorasse, come inevitabilmente tende ad essere in questo tipo di narrazioni, ma al contrario che lo sforzo di verità si spingesse dove la storia non punta. «Le creature umane sono una realtà troppo importante per essere trattate come sintomi del passato. Hanno un valore indipendente da qualsiasi processo temporale, un valore eterno che deve essere espresso e sentito in sé e per sé». E realtà sono le figure fissate in queste miniature che dallo sfondo dei loro tempi settecenteschi emergono come tipi umani nel dramma, o nella commedia, atemporale della loro esistenza. Miniature, appunto, ritratti di un momento, da cui cercare di ricavare più vaste implicazioni, oppure, viceversa, in cui lasciare vivere il momentaneo nella sua essenza fugace.

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Ho voluto poi inserire questo libricino perché la figura di Strachey non è molto conosciuta qui in Italia, è stato un grande scrittore, critico letterario e saggista del 900′ inglese. 

 

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La Sciarpa Ricamata – Susan Meissner

Data di Uscita: 25 gennaio 2018

Casa Editrice: Tre60

Prezzo di Copertina: € 16,40

Ellis Island, settembre 1911. Dopo aver perso l’uomo che amava, Clara Wood, infermiera, si prende cura degli emigranti che ogni giorno approdano all’isola in attesa di ottenere il visto d’ingresso negli Stati Uniti. E, un giorno, tra le migliaia di persone sbarcate, un uomo attira la sua attenzione. Ha la febbre, forse è destinato a morire, eppure non si separa mai da una bellissima sciarpa con un motivo di calendule e su cui è ricamato un nome: Lily… Manhattan, settembre 2011. Taryn Michaels lavora in un negozio di tessuti nell’Upper West Side. Rimasta vedova, è riuscita a trovare un nuovo equilibrio. Eppure non riuscirà mai a cancellare il ricordo del giorno in cui le Twin Towers sono crollate, seppellendo suo marito. E neppure a cancellare il senso di colpa: lei infatti si è salvata grazie a uno sconosciuto che poi è scomparso, portando con sé la sciarpa che Taryn indossava quel giorno: una sciarpa antica, con un motivo di calendule…

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Primo testo dell’autrice pubblicato in Italia, infatti qui in patria la Meissner non è ancora molto conosciuta, all’estero invece è stata apprezzata per opere dai toni storici, romantici e artistici. Ha riscosso grande successo in terra natia ovvero in America.

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Favola Splatter – Beppe Tosco, Francesco Tosco

Data di Uscita: 16 gennaio 2018

Casa Editrice: Frassinelli

Prezzo di Copertina: € 16,90

Milano. Tra 15 anni. Gheorge Pop è un criminale pieno di idee brillanti. L’ultima, davvero geniale, è quella di riutilizzare la cocaina che – una volta evacuata dai suoi consumatori – abbonda nelle fogne di Milano: raccoglierla, filtrarla, ripulirla, e rimetterla in circolazione. Little Virgin, la chiama (raffinato inglesismo per Madunina). Un tragico giorno d’estate, però, un temporale fa cadere un’enorme gru sul deposito in cui Pop tiene ammassate tonnellate di droga da ripulire, che trascinate dal vento si spargono sopra Milano. E la città impazzisce: i freni inibitori scompaiono, e gli operosi cittadini di Milano si abbandonano ai loro desideri più nascosti. Desideri che, nella stragrande maggioranza dei casi, si rivelano essere estremamente violenti. Vendette, violenze, omicidi dilagano per le vie di Milano, e, come se non bastasse quello che succede davvero, qualcuno si diverte a gettare benzina sul fuoco attraverso il web, dove spopola l’hashtag #MilanoFiesta, che viralizza e diffonde all’infinito le immagini e i video della follia. In questo contesto inizia l’odissea di uno strano trio: Vladi, un ragazzino di origini russe strutturalmente orfano; Lola, adolescente tanto impaurita quanto decisa, e il comandante dei carabinieri De Leo, che – non potendo fare nulla per fermare l’ondata di violenza – decide che la cosa migliore da fare sia provare a salvare almeno i due ragazzini. E intanto si domanda: ma è possibile che sia stata solo una nuvola di droga a scatenare tutto questo?

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Beppe Tosco sopratutto è noto per testi piuttosto simpatici e ironici come il fratello. Una trama frizzante, originale, che ispira subito alla lettura. Da quel che sembra un romanzo piuttosto irriverente.

 

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La Follia dei Monkton – Wilkie Collins

Data di Uscita: 15 gennaio 2018

Casa Editrice: Sellerio Editore

Prezzo di Copertina: € 10,80

«Collins scoprì il mistero dietro le nostre porte di casa» ha scritto Henry James. Nel luogo elettivo dell’esoterismo nero di un tempo, l’Italia, due giovani a caccia di un cadavere: l’ossessione che logora il signore di Monkton è la perversione di un folle o è una maledizione?

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Questo titolo verrà finalmente ripubblicato dalla Sellerio a gennaio. Venne pubblicato per la prima volta nel 1950 e successivamente nel 2001, è un’opera di Collins piuttosto apprezzata, scritto dopo “Basil” all’epoca Dickens non volle pubblicare questo racconto perché non voleva urtare la sensibilità di coloro che avevano in famiglia casi di follia.

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I Cercatori di Ossa – Michael Crichton

Data di Uscita: 25 gennaio 2018

Casa Editrice: Garzanti

Prezzo di Copertina: € 18,60

1876, stato del Wyoming. Durante la notte da un treno vengono scaricate misteriose apparecchiature, sotto lo sguardo attento e determinato del professor Othniel C. Marsh, paleontologo e direttore di un’importante spedizione scientifica che promette di portare alla luce il primo fossile di dinosauro. Tra gli studenti c’è William Johnson, ventenne rampollo di buona famiglia che intende così onorare una scommessa in tutta comodità. Ma si sbaglia. Quello che Marsh sta cercando è talmente eccezionale che da Philadelphia un’altra missione scientifica si è già messa sulle loro tracce. Incalzato dalla rivalità con l’avversario, il professor Edward D. Cope, Marsh rivela presto la sua vera natura, dimostrandosi disposto a intimidire e corrompere pur di dare il proprio nome alla più grande scoperta del secolo. E quando entrambe le spedizioni restano isolate, senz’acqua e senz’armi, William si trova a essere l’involontario protagonista di questo scontro tra spregiudicati esploratori che cambierà la sua vita per sempre.

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Crichton autore di Jurassic Park, deceduto purtroppo nel 2008, a dieci anni dalla sua morte verrà riportato nelle librerie a gennaio grazie a “I Cercatori di Ossa”, il primo capitolo di Jurassic Park.

 

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Fiori Sopra L’Inferno – Ilaria Tuti

Data di Uscita: 4 gennaio 2018

Casa Editrice: Longanesi

Prezzo di Copertina: € 16,90

«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura».

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Vi ricordate i bei tempi passati in cui nelle news inserivo sempre thriller? Ora mi sembrano secoli che non leggo più nulla del genere, sono davvero arrugginita. Ma questo mi ispirava particolarmente e ho voluto inserirlo, Ilaria Tuti è anche l’autrice de “La Ragazza con Gli occhi Di Carta” thriller che ha riscosso un buon tot di critiche positive.

 

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Il Lato Oscuro dell’Addio – Michael Connelly

Data di Uscita: 16 gennaio

Casa Editrice: Piemme

Prezzo di Copertina: € 19,90

Harry Bosch ha sempre avuto un rapporto di odio/amore con il dipartimento di polizia di Los Angeles, ma ora quel rapporto è finito. Harry è in pensione. Quello che non è finito, invece, è il suo rapporto con le indagini, la “missione”, come l’ha sempre definita, la scoperta della verità. E quindi decide di collaborare con la polizia di San Fernando, un territorio autonomo all’interno della città di Los Angeles, e di inventarsi un nuovo ruolo, quello di investigatore privato. Ma anche questa volta non c’è niente di convenzionale nel modo in cui sceglie di svolgere il suo lavoro. Harry non ha un ufficio, non si fa pubblicità ed è molto selettivo nei confronti dei suoi clienti. Ma quando Whitney Vance, un uomo ricchissimo e molto solo, vicino allo scadere dei suoi giorni, vuole scoprire se davvero non esistono eredi a cui lasciare la sua fortuna, Bosch accetta di aiutarlo. Anche perché forse questi eredi esistono davvero: quando era giovane Whitney si era innamorato perdutamente di una ragazza messicana, che poi era stato costretto a lasciare dalla sua famiglia. Ma lei aveva un segreto. Ha così inizio una ricerca mozzafiato. In gioco c’è una sterminata fortuna, e Bosch capisce subito che la sua missione può essere rischiosa per lui, ma soprattutto per la persona che sta cercando. Tutto questo sullo sfondo di una città con cui Bosch ha un rapporto sentimentale e radici profonde, di cui anche questa volta ci descrive i panorami indimenticabili, dalla piccola San Fernando segnata dalla cultura ispanica, ai grandi grattacieli del mondo del business, alla villa di Vance, ricordo grandioso di un mondo passato.

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Connelly è tornato. Con lui una nuova indagine di Harry Bosch, ho sentito parlare di questo personaggio e questa serie mi è stata descritta con molto entusiasmo. A chi è appassionato del genere, tic, in uscita a gennaio!

Titolo Bonus 
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LiberAzione – Andrea Pietrangeli

Data di Uscita: 31 dicembre 2017

Casa Editrice: Spazio Interiore

Prezzo di Copertina: € 15,00

Cosa vedremmo se osservassimo il nostro mondo con gli occhi degli animali che ci circondano? Il protagonista è un cane, Constantine, ma il suo corpo nasconde l’anima del Re del Mondo, l’antico imperatore che da sempre detta le leggi terrene. Questa volta il Sovrano è pronto a qualunque avventura pur di liberarsi da ataviche catene e liberare così anche tutto il suo mondo. Cosa meglio di una vita vissuta da animale per ricontattare una coscienza di gruppo e guarire antiche ferite mai curate? Con questo libro l’autore conclude la trilogia narrativa dedicata al viaggio di esplorazione interiore, attraverso un racconto simbolico e immediato che, rendendo omaggio agli animali, li rende portavoce di un messaggio semplice e naturale, il messaggio della vita: essere se stessi nel bene e nel male.

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Andrea Pietrangeli è un autore molto interessante dando un occhiata alle sue precedenti opere (sempre pubblicate da Spazio Interiore). Infatti i suoi scritti hanno in comune una trama che fa subito pensare a un romanzo molto introspettivo e delicato a tratti, opere che sfiorano temi esistenziali e ne esaltano l’importanza.

Bene gente!

Questo era tutto, sono riuscita a incuriosirvi?

Noi ci leggiamo domani, hasta la vista!

Elisa

Cose del Mese – Gennaio!

Ben ritrovati ragazzi/e come procede la vostra esistenza?

La mia procede di fretta, forse un po’ troppo.

Infatti, come sempre oramai, l’articolo delle cose del mese esce in ritardo anche stavolta, cerchiamo di vedere il lato positivo, almeno così si può fare un recap più a freddo del mese appena trascorso…

E’ un po’ tirata come cosa, lo so.

Comunque gente lo sapete, per questo tipo di articolo io mi metto bella tranquilla e vi parlo delle piccole, ma neanche tanto, cose che hanno segnato il mio mese di gennaio.

Quindi parliamo un po’ alla buona, come se ci stessimo prendendo un bel caffè assieme nel mezzo di un pomeriggio piovoso di gennaio, per rimanere in tema.

Per questo tipo di articolo infatti perdo completamente la percezione del tempo e di solito finisco la stesura qualcosa come 3 ore dopo il momento d’inizio.

E’ bello però al termine di ogni mese farci una bella chiacchierata su quello che è stato, in questo caso, gennaio per tutti noi, infatti io sono curiosa di sapere cosa ha significato il mese passato per voi, fatemi sapere che ci tengo eh!

Adesso iniziamo!

Film del mese

Allora piccola premessa, nel mese di gennaio la sottoscritta ha fatto pena dal punto di vista delle visioni, infatti tra la mia connessione internet che diventa orribile ogni giorno di più e il lavoro che mi ha particolarmente risucchiata a gennaio non ho avuto tempo da dedicare al cinema.

Quindi ho rivisto una pellicola uscita nel 2014, come vola il tempo, di cui all’epoca mi innamorai perdutamente.

Tra l’altro è piuttosto in tema come film dato che a breve ci saranno gli Oscar, (sono molto contenta che presenti Jimmy Kinnel tra l’altro) e vorrei provare a recuperare se non tutti almeno una parte dei film in lizza dato che ogni anno mi piace assistere alla premiazione ma, vedremo… Spero di farcela.

Comunque, la “revisione” di questo mese è stata Birdman.

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Per la regia di Alejandro Gonzàlez Inàrritu, Birdman o (L’Imprevedibile Virtù dell’Ignoranza).

Partendo dal fatto che io non sono una critica cinematografica, so che questo film a molti non è piaciuto e tante persone ancora oggi si domandano perché abbia vinto un Oscar, a me è piaciuto.

Ho sentito e letto critiche spietate indirizzate a questa pellicola, secondo me Birdman o lo si ama o lo si odia, non ci sono vie di mezzo in questo caso.

La maggior parte delle persone che conosco non ha apprezzato per nulla questo film e forse provando ad entrare nei loro panni posso capire anche la loro motivazione.

Birdman non è il classico film da Oscar, se non avesse conquistato numerosi premi (con annessi Oscar) le persone forse l’avrebbero apprezzato di più.

Nella mentalità generale un film come Birdman è troppo diverso dalle classiche pellicole che vincono premi Oscar e sono d’accordo è diverso, ma certe volte diverso è positivo no?

Sempre da quelle persone che conosco ho sentito dire frasi del tipo “questo film non ha senso” o “questo film non doveva vincere agli Oscar, non li meritava.”

Io non sono d’accordo con nessuna delle due affermazioni, questo film ha senso, è la travagliata storia di un attore fallito o meglio finito, che ha conosciuto il successo ed ora questi gli ha voltato le spalle.

E’ una storia sul togliersi di dosso l’immagine che hanno di te gli altri ma non solo gli altri, l’immagine che hai tu di te stesso, il sentirsi ancorati ad un immagine che ormai non ci rappresenta più, il voler essere riconosciuti per altro.

Credo anche che Birdman si sia meritato i premi conquistati, per me è sempre un piacere rivederlo e il suo significato rappresenta ancora oggi una metafora molto importante per me.

Ci sarebbe da aprire una grande parentesi su questa pellicola ma mi fermo, non voglio entrare troppo nel dettaglio.

Voto: 8/9

Serie Tv del Mese

La serie tv del mese è un po’ particolare, se mi seguite su Instagram avrete visto sicuramente qualche mia story inerente a tutto ciò.

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La serie si chiama America tra Le Righe e viene trasmessa su Rai 5 il lunedì sera dalle 21.15 alle 22.15.

In questa serie il giornalista francese Francois Busnel viaggia attraverso l’America per incontrare gli scrittori americani più famosi di oggi.

C’è anche una versione europea di questo programma che si chiama, indovinate un po’, Europa tra le Righe, sempre in onda su Rai 5 un po’ a tutte le ore del giorno, anche di notte a dire il vero.

Non è un programma nuovissimo, sarà stato mandato in onda la prima volta più o meno 3/4 anni fa secondo me, non si trovano tante informazioni online.

Comunque è molto interessante, due settimane fa c’era Paul Auster che leggeva un pezzettino del suo romanzo autobiografico quindi Diario d’Inverno, inutile dire che questo titolo è finito in whishlist come tutti quelli di Auster a dire il vero.

Mi piace il fatto che ad ogni scrittore Busnel domandi “Qual’è il ruolo dello scrittore?” e “A cosa serve la letteratura?”.

E’ molto interessante sentire la risposta di molti scrittori diversi fra loro, mi ha colpito la risposta di Roth, si sa che questo autore non brilla per positività ma non mi aspettavo che alla seconda domanda di sopra rispondesse in modo piuttosto crudo con “Niente, la letteratura è inutile ma è qualcosa di cui l’uomo ha bisogno”.

Io non ho mai letto nulla di Roth e così a primo acchito questa risposta mi ha un po’ fatta storcere il naso.

Comunque si vedrà quando mi deciderò a leggere qualcosa di suo!

Se siete interessati ad un programma simile non perdetevelo!

Canzone del Mese

Mi sono dedicata sopratutto all’ascolto di   Phil Collins, mi piace come artista ma è stata una cosa piuttosto casuale a dire il vero.

In The Air Tonight

Another Day in Paradise

Against All Odds

Cosmetico del Mese

Si torna alle origini, e questo vuol già dire tutto, infatti i cosmetici (perché sono due) del mese per me sono stati due rossetti.

I cosmetici del mese sono stati due rossetti dai colori meravigliosi, questi due di Mulac sono contenuti in una collezione limitata e si chiamano Dreams On e Fire.

Fire è quello a sinistra ed è un bellissimo color sangue piuttosto scuro, amando i colori scuri direi che è il mio preferito ma anche Dreams On, quello a destra, è un bellissimo colore, un color caramello caldo.

Sono i primi rossetti di Mulac che ho avuto il piacere di acquistare e provare e devo dire che mi sono (e mi stanno ancora) piacendo parecchio.

Come vi dicevo Fire è un bellissimo colore, forse l’unica pecca è che ha una formulazione un po’ secca quindi si fa fatica a stendere ma con qualche piccolo trucchetto e un po’ di pazienza si riesce ad ottenere un buon risultato.

Dreams On invece non è così secco, si stende abbastanza facilmente ed è un colore che secondo me sta bene più o meno su tutte.

Se vi interessa una review più specifica magari fatemelo sapere, così li testo bene e vi faccio sapere gente!

Profumo del Mese

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Il profumo del mese è stato, ed è tutt’ora a dire il vero, Rosa di Blumarine.

Come ho detto anche nello scorso appuntamento di questa rubrica, vi ripeto che il profumo è soggettivo quindi il fatto che piaccia a me non vuole assolutamente dire che possa piacere a tutti.

Questo profumo è piuttosto nuovo, è stato lanciato sul mercato nel 2016 e ha la particolarità di avere un tappo a forma appunto di rosa o fiore più in generale che rilascia nell’ambiente una nota del profumo contenuto all’interno.

Quindi si potrebbe staccare il tappo e metterlo per esempio in bagno, o in salotto, insomma è un profuma ambienti.

Come avrete intuito dal nome del profumo, è una profumazione alla rosa anche se secondo la mia modesta opinione non ha quella forte nota di rosa che hanno certi profumi, a me piace il profumo alla rosa ma alcuni marchi esagerano nel aromatizzare troppo di rosa i loro profumi.

Questa nota di rosa non mai fastidiosa, vi devono comunque piacere i profumi con delle sfumature floreali, questo è elegante, romantico, femminile e molto piacevole.

Fra le note che si possono ben avvertire ci sono il  Bergamotto la Fresia i Petali di Rosa, la Tuberosa, il Giglio Bianco, il Patchouli, e la Vaniglia.

Mi sta piacendo parecchio e sicuramente continuerò ad utilizzarlo, l’idea del tappo poi mi sembra davvero interessante!

App del Mese

L’app del mese, un po’ per vanità personale un po’ perché mi interessa questo “studio” è stata Sleep.

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Dall’icona penso che questa app sia disponibile solo per Android, comunque esistono migliaia di app che si occupano di monitorare il sonno, questa dovrebbe essere quella ufficiale di Android quindi quella più affidabile.

Da qualche settimana sto utilizzando ogni giorno S Health, che è sempre un applicazione per-installata in tutti i dispositivi Android di ultima generazione ed è un’app che monitora i tuoi allenamenti, la tua alimentazione, la caffeina che assumi ogni giorno (sempre troppa per la sottoscritta), lo stress, la tua frequenza cardiaca e anche l’acqua che bevi in un giorno.

Insomma cose utili.

S Health mi suggeriva di installare un’app per monitorare il sonno, ovvero Sleep.

Mi sta piacendo abbastanza anche se la sua grafica non è delle più semplici, mi interessa sapere di più sul mio sonno (è una scienza intrigante), quindi la sto ancora testando bene.

Sul mio vecchio cellulare avevo provato un’app, sempre per monitorare il sonno, che mi stava piacendo moltissimo ma purtroppo non ricordo il suo nome e dopo un certo periodo l’avevo disinstallata.

Comunque sono alla ricerca di una buona app per il sonno, se come me trovate qualcosa di misteriosamente misterioso nel sonno e siete affascinati da questo momento della vita di una persona fatemi sapere, mi sentirò meno sola nel sapere che non sono l’unica a cui interessa…

Scoperta del Mese

Le scoperte di gennaio sono state due, incredibile lo so.

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La prima è stata Canva, un sito che ti permette molto facilmente di creare immagini per il tuo blog, la tua pagina facebook, ti permette di creare un logo, qualcosa per un tuo ipotetico blog tumblr e compagnia bella.

Ha un sacco di funzioni.

Anche l’immagine di copertina di questo appuntamento di cose del mese è stata creata con Canva!

Bella eh?

Io sono una pippa in queste cose, una vera pippa, ed da mesi ormai ero alla disperata ricerca di un sito che mi aiutasse nella mia pippaggine ad uscirne in modo da avere ancora un po’ di dignità.

La seconda scoperta del mese è stata una specie di collana che ha visto la luce il 3 gennaio, ovvero la raccolta de I Classici del Romanzo di Centuria.

Risultati immagini per i classici del romanzo

Io sono venuta a conoscenza di questa iniziativa appunto i primi di gennaio ma ad ora ho comprato solo un volume, che era l’unico classico che ancora non possedevo dentro casa.

Ovvero Anna Karenina di Tolstoj (sì perchè io non l’ho ancora letto, non odiatemi).

L’ho comprato proprio ieri, non so se acquisterò anche il prossimo volume che uscirà il 14/02 e sarà Il Processo di Kafka, vedrò perché non c’è l’ho.

Sono fatti, da quello che ho potuto vedere, abbastanza bene dentro, i caratteri non sono enormi ma anche se avete come me dei problemi alla vista non dovrebbe risultare difficile leggere da quei caratteri.

Citazione del Mese

Una citazione adatta al mese di gennaio penso sia questa:

Non rimpiango le persone che ho perso col tempo, ma rimpiango il tempo che ho perso con certe persone, perché le persone non mi appartenevano, gli anni sì.

Carl Gustav Jung

Cosa negativa/Positiva del Mese

Siamo arrivati al momento in cui io cerco di essere positiva senza nessun motivo apparente.

Dunque, gennaio è iniziato a rilento, il 2017 è iniziato a rilento a dire il vero, non è che mi aspettassi di ereditare i poteri della regina Elisabetta dal primo di gennaio ma insomma nella mia vita le cose non si sono smosse un granché.

Avrei dovuto iniziare la patente a partire da gennaio ma ho dovuto rimandare a febbraio perché con il lavoro non sto avendo il tempo di andare ad iscrivermi e non so in questo periodo dove troverei il tempo di seguire le lezioni.

Comunque a parte questo gennaio è andato e per me (contrariamente a quello che dicono tutti) è volato fin troppo velocemente.

Sono ancora positiva comunque nei confronti del 2017.

Obbiettivi per il Prossimo (Ovvero Questo) Mese

Allora, allora, allora, vedere se riesco ad iniziare con la patente prima cosa.

Seconda, leggere La Signora Dalloway e riuscire a superare l’enorme difficoltà che ho nel leggere la Woolf.

Terza, iniziare Mentre Morivo di Faulkner, perché è giunto il momento di iniziare questo autore sento di essere pronta.

Quarta, riuscire ad essere più frequenti con gli aggiornamenti sul blog.

Quinta, dedicarmi di più alla fotografia che è una nobile arte che mi attrae molto, ma a cui ultimamente sto dedicando troppo poco tempo.

Sesta e ultima ricominciare a scrivere, perché nonostante negli ultimi mesi abbia scritto qualcosina sono ancora parecchio bloccata per via di un brutto blocco che non vuole andarsene.

Bene gente, queste erano le mie cose del mese di gennaio!

Fatemi sapere le vostre, come avete trascorso il primo mese del 2017? E’ stato così infinito?

Noi ci leggiamo presto!

Elisa

In My Mailbox #1

Ciao cari lettori!!

Come state miei piccole gocce di rugiada su uno stelo di erba verde smeraldo?

Questo è il primo episodio della rubrica In My Mailbox!

Rubrica che pubblicherò verso la fine di ogni mese, dicendovi e mostrandovi i miei acquisti letterari di queste quattro settimane.

Oramai febbraio è alle porte – il tempo vola eh? – quindi è giunto di momento di fare un recap delle nuove entrate libresche!

Devo dire che questo mese sono stata abbastanza brava (rispetto al solito…) nel senso che mi sono limitata e ho acquistato il “giusto” senza esagerare a mio parere.

Ma basta chiacchiere, ora vi mostro i libri!

 

Per la prima parte del mese non ho acquistato nulla perché appunto c’erano state le festività Natalizie e company ma negli ultimi giorni mi sono lasciata un po’ andare.

In libreria ho acquistato La Ragazza del Treno di Paula Hawkinis e Un Giorno Questo Dolore Ti Sarà Utile di Peter Cameron.

Quando un libro ha particolare successo io sono sempre un po’ diffidente, generalmente non mi faccio prendere dalle mode insomma ma La Ragazza Del Treno mi incuriosiva molto e anche se lentamente questa “moda” sta passando io arrivo solo ora, indipendentemente dal successo penso che un libro con una trama così intrigante e stuzzicante l’avrei acquistato comunque.

Per Un Giorno Questo Dolore Ti Sarà Utile non penso ci sia molto da dire, è stato anche questo un libro che ha riscosso ai tempi un ambio successo ed io (ammetto la mia ignoranza) non ho mai avuto il piacere di leggerlo, devo rimediare!!!

Poi, negli scorsi giorni ho fatto un ordine da Libraccio per acquistare 4 volumi che mi interessavano particolarmente.

Ho acquistato appunto Ferito a Morte di Raffaele La Capria, Abbiamo Sempre Vissuto Nel Castello di Shirley Jackson, Mentre Morivo di William Faulkner e Il Grande Scomunicato di Luca di Fulvio.

In questo periodo un altro libro che sta riscuotendo un dignitoso passaparola è senza dubbio Abbiamo Sempre Vissuto Nel Castello che si prospetta un libro misterioso con un tocco di inquietudine.

Molti amici e parenti mi consigliano da tempo Ferito a Morte, che da quello che sembra facendo qualche piccola ricerca ha valutazioni praticamente eccellenti, quindi che dire, leggerò questo testo e vi saprò dire!

Mentre Morivo mi incuriosiva da molto moooltoo tempo ma ho sempre la precedenza all’acquisto di altri testi e finalmente è arrivato il momento di gustarmi anche questo di testo ora che è tra le mie grinfie!

Ho sentito parlare di Luca di Fulvio da qualche Booktubers e anche in giro per il web e il modo in cui è stato descritto questo autore e il suo stile di scrittura mi hanno incuriosito talmente tanto che ho deciso di acquistare qualcosa di suo. Mi incuriosivano più o meno tutti i suoi testi ma alla fine ho optato per Il Grande Scomunicato, per ora.

Bene!

E voi gente? Cosa avete acquistato di libroso questo mese o cosa non avete acquistato questo mese che volevate invece?

A presto!!!

Elisa

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