La Camera Azzurra – Georges Simenon

Buon venerdì people e buon quasi weekend!

Oggi, con sorpresa di tutti anche mia, sono tornata con una nuova recensione, ebbene sì!

Forse per una volta da quando ho aperto il blog mi sento una brava bookblogger, perché sono puntuale con questa recensione, tutta bella studiata con un post apposito anche su Instagram (vi lascio il link nel caso vogliate seguirmi e avermi in mezzo ai piedi anche lì), questa soddisfazione durerà poco ma meglio di niente, no?

Come avrete intuito oggi parleremo di un autore che avevo già citato qui sul blog, ovvero Georges Simenon.

Avevo infatti letto in passato “Le Signorine di Concarneau” (di cui vi lascio la recensione nel link  se siete interessati) e non mi aveva per niente convinta come romanzo.

Mi ero comunque segnata questo autore perché volevo dargli un’altra possibilità per capire meglio il personaggio, e nel mese di aprile mi è capitato nelle mani “La Camera Azzurra” uno dei romanzi più famosi di Simenon, quindi ho deciso che era il momento giusto per rituffarmi nelle storie di questo autore belga.

Iniziamo!

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La Camera Azzurra – Georges Simenon

Editore: Adelphi

Pagine: 153

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 10,00

Prezzo ebook: € 5,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1964

Link All’Acquisto: QUI

Tony non avrebbe saputo dire se lo facesse con la sensazione di compiere un dovere, per farsi perdonare una debolezza, per riscattare una colpa. Sapeva solo che quella passeggiata sotto il sole,accompagnata dalla vocetta di sua figlia era dolce e malinconica al tempo stesso. Si sentiva felice e triste. […] Felice e triste come la vita, così avrebbe voluto dire.

Trama

“Sei così bello” gli aveva detto un giorno Andrée “che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti…”. Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura.

Recensione

Come vi dicevo, volevo dare un’altra possibilità a questo autore e credo, con il senno di poi, di aver scelto bene il testo con cui “riesaminare” Simenon.

“La Camera Azzurra” è tutto sommato un giallo, uno dei generi che rappresentano per me la mia comfort zone, quindi appena mi è arrivato mi sono buttata a capofitto nella lettura.

Questo libro è strutturato in modo particolare, almeno rispetto ai gialli tradizionali, ovvero tutto parte da un semplice (all’apparenza) dialogo fra un marito fedifrago e la sua amante, Tony e Andrèe.

Da questo dialogo si dipaneranno poi situazioni varie che noi scopriremo avanzando nella lettura, la struttura aiuta molto perché incuriosisce a tal punto il lettore da indurlo a proseguire quasi furiosamente per scoprire il mistero che si cela dietro a tutto.

Infatti dopo questo dialogo noi leggeremo di un Tony che si trova in prigione per una accusa misteriosa che verrà alla luce solo definitivamente nelle ultime pagine del libro.

Tony non è un personaggio a cui il lettore facilmente si affeziona, ha una visione tutta sua del matrimonio, è un fedifrago cronico abituato a tradire la moglie con chiunque gli capiti a tiro, è un bugiardo e sopratutto non è affidabile nelle sue affermazioni.

Per tutta la prima parte del libro ho sopportato mal volentieri Tony, non rientrava decisamente tra le mie “simpatie”, non riuscivo proprio ad empatizzare con lui.

Nella parte centrale del libro invece è cambiato qualcosa e fino alle ultime righe ho provato pena per lui, per la situazione ingiusta in cui si trovava, ingiusta ai miei occhi s’intende.

Nelle recensioni non faccio mai spoiler e sono stata sempre (tranne una volta, ma dettagli) fedele a questa regola, ma credetemi qui è davvero complicato rendere il concetto chiaro senza far trapelare troppo.

Secondo me il personaggio di Tony è manovrato alla perfezione da un Simenon consapevole dei sentimenti e delle simpatie di un lettore, gioca con il personaggio trasformandolo in negativo quando gli serve così e lo rimodella poi in positivo per farlo entrare nelle grazie del lettore.

Ci sono tre grandi colpi di scena in questo libro, non solo uno.

Il primo avviene attorno alla metà del libro, il secondo verso la fine e il terzo nelle ultime righe dell’ultima pagina.

Forse fra tutti i plot-twist quello più immaginabile è il secondo, ho avvertito il sentore di una tragedia annunciata pagine prima anche se devo ammettere che mi ha comunque lasciata di stucco.

Il colpo di scena più pauroso e tetro per il lettore rimane l’ultimo, è un cambio di rotta improvviso è qualcosa di cui io avevo paura, mi immaginavo potesse succedere ma speravo in un animo più bonario e non così ossessivo e depravato.

Non vi dirò di chi sto parlando ma posso dirvi che per me leggere le ultime righe è stato come avvertire una pugnalata da qualcuno in cui avevi riposto la tua fiducia, qualcuno che non è certamente uno stinco di santo ma che hai perdonato.

Un personaggio al quale mi sono affezionata fin da subito è Gisèle, la moglie di Tony che avrà una parte attiva in uno dei plot-twist.

E’ un giallo sorprendente con dei plot-twist avvincenti, un bel libro, veloce, dai ritmi serrati, sempre sull’attenti.

Lo stile di Simenon non mi fa impazzire, è troppo asciutto per i miei gusti, troppo basico e sintetico, non sono un’amante del “troppo” ma nemmeno del “troppo poco”.

Capisco che voglia rappresentare la nuda realtà ma su di me non ha quell’effetto, mi da solo l’impressione di spoglio, quasi di incompleto.

Mi rendo conto che ad alcuni/e il suo stile possa piacere parecchio ma io in genere preferisco più descrizioni, dell’ambiente, dei personaggi.

Non ho sentito la mancanza delle parole come in “Le Signorine di Concarneau” ma comunque l’essere così asciutto, sempre così diretto non mi piace molto come caratteristica.

Ci sono alcune scene di sesso qui ma nulla che ti faccia gridare al romanzo erotico, assolutamente, ce ne sono sopratutto all’inizio ma sono descritte velocemente e essendo l’autore molto diretto come vi dicevo tutto è chiaro e sbrigativo.

Comunque, evitando di soffermarsi sullo stile “La Camera Azzurra” è un libro che io definirei avvincente, una lettura adatta per riprendersi dopo un periodo di astinenza dai libri, o da inframmezzare tra una lettura e l’altra o semplicemente da gustarsi tutto d’un soffio.

E’ un libro che analizza il sentimento dell’amore più puro per poi passare a quello più ossessivo, confondendoli a volte.

Mi ha fatto ricredere su questo autore? In parte, ho bisogno di leggere altro.

Sul personaggio di Andrèe non ho molto da dire, più andrete avanti nel libro e più vi convincerete del fatto che questo donna non coltiva un amore sano, ma sarà davvero così?

E’ solo lei la causa di tutto o c’è qualcosa che il nostro Tony non vuole dirci?

Voto:

Progetto senza titolo

Colore delle stelle in tema tra l’altro, comunque bel libro assolutamente consigliato, nulla di trascendentale o nulla che ti faccia scoprire il senso della vita ma una lettura che sicuramente rifarei con piacere!

E voi?

Avete mai letto “La Camera Azzurra”? Si? Cosa ne pensate? No? Vi piacerebbe?

A prestissimo, guys!

Elisa