LiberTiAmo di Dicembre (2019)

Buon primo di dicembre, ma sopratutto buon inizio della maratona natalizia!

Da oggi infatti, come tutti gli anni, fino al 24 dicembre staremo assieme ogni giorno, uscirà un articolo ogni giorno fino a alla Vigilia di Natale, non è meraviglioso? So che ogni anno attendete con trepidazione questo momento (bah, insomma) e anche io!

Possiamo ufficialmente dare il via alla maratona natalizia dell’anno 2019, o ciò che ne rimane.

Dai che quest’anno ci divertiamo!

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Bene, detto ciò, parliamo del libro che sarà in lettura per tutto il mese di dicembre sul gruppo di lettura, che trovate come sempre su Goodreads.

Scopriamo il libro del mese.

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La Peste – Albert Camus

Casa Editrice: Bompiani

Link all’Acquisto: QUI

Trama 

Orano è colpita da un’epidemia inesorabile e tremenda. Isolata, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da laboratorio per le passioni di un’umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l’edonismo di chi non crede alle astrazioni né è capace di ”essere felice da solo”, il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l’indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l’egoismo gretto gli alleati del morbo.

La Peste è stato pubblicato nel 1947, appena dopo la pubblicazione riscosse un gran successo.

Ottenne il Prix des Critiques, un prestigioso premio letterario francese, che selezionava giovani autori.

Il romanza rientra nella produzione di Camus denominata “Ciclo della Rivolta“, il romanzo è una grande metafora sul male e il nazismo.

Il romanzo è ambientato ad Orano in Algeria, negli anni quaranta.

Il libro sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/12 quindi per tutto il mese di dicembre, vi unirete a noi nella lettura? Fateci sapere!

A domani!

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LiberTiAmo di Settembre

Buona domenica e finalmente ben tornati sul blog!

Oggi torno attiva dopo alcune settimane di pausa, come avete trascorso le vostre vacanze? Avete fatto rifornimento di energia? Spero di sì, alcuni probabilmente potranno godere del piacere delle ferie solo qui a settembre quindi un po’ vi invidio perché le avete ancora davanti.

Io non ho fatto grandi cose e se devo dirlo non mi sento del tutto riposata ma ahimè il momento di ripartire nella routine c’è già stato una settimana fa per me.

Dopo questi tristi argomenti concentriamoci sui due aspetti stupendi di tutto ciò, oggi parleremo del libro di settembre per il gdl e motivazione numero 2 da una parte ripartire con tutto è entusiasmante, ah dimenticavo come avrete notato da queste settimane è uscita una nuova grafica per il blog che spero vi piaccia, nei periodi di pausa la mia voglia di cambiamento si ribella.

Parliamo ora del libro che leggeremo da oggi al 30/09 ma essendo non proprio breve dal punto di vista delle pagine è molto probabile una proroga.

Andiamo a scoprire il libro di settembre!

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Le Sette Morti di Evelyn Hardcastle – Stuart Turton

Casa Editrice – Neri Pozza

Link all’Acquisto: QUI 

Trama

Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell’acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l’assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House… 

E’ uscito lo scorso anno e ha riscosso un gran successo, molti lo hanno definito quasi un giallo classico.

E’ il romanzo d’esordio di Stuart Turton.

Il libro è in lettura per tutto il mese di settembre, potete unirvi in ogni istante ovviamente alla lettura se volete, vi aspettiamo anche su Goodreads!

Detto ciò, diamo inizio a questo settembre nel migliore dei modi, evviva!

A presto!

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LiberTiAmo di Giugno

Buona domenica ragazzi/e! Come va?

Inizio subito chiedendo venia per la mia assenza delle ultime settimane, in questo periodo è un po’ così, tornerò di sicuro il prima possibile ad essere più presente.

Tra l’altro deve ancora uscire la recensione-confronto fra la serie tv di Hill House e il libro, sì lo so, vado a rilento come un bradipo.

Mi sento come in quei momenti dove manchi per tanto e ritorni e c’è quella specie di imbarazzo latente misto a eccitazione.

Comunque oggi non siamo qui a parlare dei miei tempi ma del libro che sarà in lettura sul gdl da oggi al 30/06, quindi per le ciò che resta di giugno.

Da oggi infatti la lettura di “American Gods” è ufficialmente terminata sul gruppo ed è il momento di iniziare qualcosa di nuovo.

Andiamo a scoprire il libro di queste settimane!

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Cronaca di una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Casa Editrice: Mondadori

Link All’Acquisto: QUI

 

Trama

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, “villaggio bruciato dal sale dei Caraibi”, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l’onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall’aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l’alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione.

Cronaca di Una Morte Annunciata è stato pubblicato nel 1981.

La storia si basa su un fatto realmente accaduto in una cittadina della Colombia, dopo trent’anni Marquez ha preso ispirazione da ciò per questo romanzo.

Gabriel Garcìa Marquez ha vinto il premio Nobel per la Letteratura nel 1982.

Quindi come scritto sopra il libro sarà in lettura dal 16/06, (oggi) al 30/06.

Vi unirete a noi nella lettura? Vi aspettiamo!

A presto!

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LiberTiAmo di Gennaio (2019)

Buon sabato e buon inizio weekend, l’ultimo weekend di pace prima delle feste!

Dunque , ormai siamo agli sgoccioli con la maratona natalizia ma ci rimane ancora qualche giorno e godiamocelo!

Dato che ci saranno le vacanze e (personalmente parlando) non ci sarò nei primi giorni di gennaio qui sul blog, abbiamo deciso di annunciare subito, assieme a Tiziana, sui rispettivi blog il libro di gennaio.

Quindi andiamo subito a scoprire il titolo che leggeremo a gennaio sul gruppo, fresco di vittoria!

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1984 – George Orwell

Casa Editrice: Mondadori

Link all’Acquisto: QUI

L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”. 

Scritto nel 1948, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

E’ una delle opere pià famose di Orwell.

Il libro è stato pubblicato nel 1949 ma è stato scritto nel 1948 (data da cui è stata presa l’ispirazione per il titolo).

E’ considerata una delle opere più rappresentative del genere distopico.

Come scritto lassù, il libro sarà in lettura dal 01/01/2019 al 31/01/2018.

Di certo il 2019 qui sul gruppo non inizierà in sordina!

Parteciperete alla lettura? Fateci sapere!

A domani!

Elisa

 

Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.

 

 

Isola – Siri Ranva Hjelm Jacobsen

Buon lunedì!

Pensavate fossi sparita per sempre portando con me la recensione di “Isola” vero? E invece eccomi qui!

Come state? Come procede questo agosto? Ma sopratutto, siete sopravvissuti/e fino ad ora al caldo?

Comunque, oggi parliamo di quello che è stato il libro di luglio per il gruppo di lettura LiberTiAmo, che vi ricordo per il mese di agosto è in pausa estiva ma torneremo a metà agosto per il sondaggio di settembre (solo a pensare a settembre mi sento venir meno), quindi mi raccomando preparatevi a votare.

Ma!

Non perdiamoci in chiacchiere e andiamo a parlare di “Isola”.

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Isola – Siri Ranva Hjelm Jacobsen

Editore: Iperborea

Pagine: 215

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 17,00

Prezzo ebook: € 9,99

Anno della Prima Pubblicazione: 2018

Link all’Acquisto: QUI *

 

Trama

Una giovane ragazza danese ha nostalgia di un’isola verde e impervia battuta dai venti del Nord, un’isola delle Faroe dove non ha mai vissuto ma che ha sempre sentito chiamare «casa», perché da lì emigrò la sua famiglia negli anni Trenta. Comincia così, dall’urgenza di riappropriarsi delle sue origini e di una cultura che ha ereditato ma non le appartiene, il suo viaggio di ritorno a Suduroy, da cui nonno Fritz, pescatore dell’Artico, partì alla ricerca di un destino migliore, e nonna Marita, sognatrice irrequieta, fuggì verso il mondo e la modernità. Un viaggio nella storia di una famiglia e di questo piccolo arcipelago sperduto nell’Atlantico, che è stato coinvolto nel secondo conflitto mondiale e nella guerra fredda e che ha lottato fieramente per una sua autonomia dalla Danimarca. Un viaggio nella memoria e nel mito che perdura in queste terre sospese nel tempo, tra le asprezze di una natura primigenia, dove ogni racconto di vita si colora di leggenda, dall’amore segreto tra Marita e Ragnar il Rosso, falegname filosofo e ribelle che chiama i gabbiani «i proletari del mare», alla roccia incantata nel giardino di zia Beate, che attira sciagure su chi prova a rimuoverla. Romanzo d’ispirazione autobiografica, “Isola” è un canto d’amore alle Faroe e un racconto sulle ripercussioni intime dell’emigrazione, sul ruolo degli affetti e dei legami di sangue nell’identità di una persona, sul bisogno di radici o almeno di un’Itaca dell’anima, un posto che si possa chiamare casa.

Abbi mi insegnò la sua nostalgia come un versetto biblico, su cui battevamo e ribattevamo (…) Le isole di cui aveva nostalgia non avevano una posizione geografica. Io lo sapevo, e di sicuro lo sapeva anche omma. Che quella di abbi era una patria fluttuante. 

Recensione

Allora, inizio subito con il dire che ero entusiasta per questo libro, infatti dopo aver visto che aveva vinto il sondaggio non vedevo letteralmente l’ora di buttarmi nella lettura.

Il libro ha 215 ma si legge davvero alla veloce, un po’ per l’impaginazione (non so voi ma secondo me i formati dell’Iperborea rendono tutto più bello) e un po’ per il fatto che non è per nulla uno stile di scrittura pesante, anzi lo è ma in un modo particolare e tra poco vi spiego cosa intendo con questa affermazione.

Ovviamente c’è da tenere conto del fatto che questo libro appartiene alla narrativa nordica quindi ha uno stile particolare, che di certo non può essere apprezzato da tutti secondo me.

Ma torniamo un attimo a ciò che vi dicevo, ovvero il mio entusiasmo per questo libro, questo entusiasmo si è prolungato fino ad un certo punto della lettura perché il libro più o meno fino a pagina 50 è piacevole, non si capisce molto di quello che sta succedendo ma è una lettura leggera, godibile.

Ci si ritrova subito faccia a faccia con questo “stile particolare”, io non ho letto molto appartenente alla narrativa nordica, la prima autrice rappresentante di questa narrativa che mi viene in mente è Tove Jansson ma lei rispetto alla Jacobsen ha uno stile che ti permette di capire molto di più.

Io penso, sempre parlando di stile che è il punto più controverso di quest autrice e di questo libro che uno stile particolare è sempre interessante da scoprire ma questo da un certo punto in poi diventa pesante.

Non dico che sia un libro impossibile da apprezzare, anzi sono sicura che qualcuno lo apprezzerà o lo ha già fatto ma a me è sembrato di leggere una lista di metafore, paragoni e ricordi aggrovigliati che confondono sempre di più il lettore.

Confusione, questo è il termine con cui definirei questo libro.

All’inizio questa quantità innumerevole di metafore la trovavo quasi piacevole ma più mi inoltravo nel libro e più mi rendevo conto che di quello che leggevo non mi rimaneva nulla, perché la maggior parte sono metafore vuote messe lì tanto per buttare questo simil guizzo di poesia.

Ci sono anche diverse tradizioni o tratti distintivi, leggende o curiosità della popolazione delle isole Faroe che io ho trovato buttate lì e mai spiegate, vengono date per certo come se il lettore fosse un’esperto di queste isole e delle loro tradizioni.

Al che penserete “vabbè Elisa se non sai certe cose le vai a ricercare su Google”, quello che ho pensato anche io, dato che poi non è che ci sia tanta scelta.

Questo ovviamente può essere un punto negativo o positivo a seconda della persona, perché scoprire nuove tradizioni di altri paesi (o isole in questo caso, ah che battuta) è sempre interessante.

Ecco, se vogliamo trovare un punto positivo a questo libro è che ciò che si scopre, e i panorami che a volte vengono descritti (mi raccomando non senza l’ausilio di miliardi di metafore) sono davvero piacevoli.

Piccola nota sulle metafore, a me piacciono molto, anzi vorrei trovarne di più nei libri ma ci sono due tipi di metafore, quelle che vogliono davvero dire qualcosa e quelle buttate lì che non vogliono significare nulla, ma scritte solo per dare l’impressione di avere un mood poetico.

Insomma, se dovessi dirvi cosa mi ricordo di questo libro dopo averlo terminato la mia risposta sarebbe “quasi nulla a parte qualche scena interessante”.

I personaggi non mi hanno emozionata, a parte due o tre che erano personaggi di contorno tra l’altro, degli altri non ricordo nulla di particolare.

E’ uno di quei libri che spariscono dopo poco nel cervello.

Il significato, di riscoperta della propria patria è sempre un qualcosa che mi prende nella lettura ma in questo caso non l’ho quasi sentito questo messaggio, è passato tutto in secondo piano, a parte in alcuni momenti in cui sembrava che il libro virasse verso la giusta direzione per poi riprendere con quel groviglio di ricordi.

Voto:

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Mi ha deluso questo libro sopratutto per il fatto che penso si potesse fare di più con un’idea di base originale come quella su cui si basa il libro, la scrittura è esagerata, sovraccarica, infatti dopo poco stanca il lettore se non fosse per l’ambientazione.

E voi? Avete letto “Isola? No? Sì? Vi è piaciuto? Ditemi!

 

A prestissimo,

Elisa

*Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.

 

Cecità – Josè Saramago

Buon mercoledì cari/e!

Oggi recensione, in particolare del libro che abbiamo letto nel mese passato sul gruppo di lettura.

Inizio con il dire che ero intimorita da questo libro e da questo autore, per anni ho sentito e letto recensioni riguardanti le opere di Saramago e il timore che provavo nei confronti di questo autore è cresciuto sempre di più, non so dirvi per quale motivo, semplicemente ho visto talmente tanti pareri positivi che avevo paura di rimanere delusa una volta letto un libro scritto da lui.

Infatti, quando “Cecità” ha vinto come libro del mese io lo possedevo già in libreria, intonso dal giorno dell’acquisto.

Quindi, tutto ciò per dire che sono felice di aver finalmente letto qualcosa di suo, anzi una delle sue opere più famose.

Vi parlerò tra qualche riga del perchè sono felice di ciò quindi, non perdiamo altro tempo e iniziamo con la recensione!

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Cecità – Josè Saramago

Editore: Feltrinelli

Pagine: 288

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 9,50

Prezzo ebook: € 6,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1995

Link all’Acquisto: QUI *

Trama

In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

La coscienza morale, che tanti dissennati hanno offeso e molti più rinnegato, esiste ed è esistita sempre, non è una invenzione dei filosofi del Quaternario, quando l’anima non era ancora che un progetto confuso. Con l’andar del tempo, più le attività di convivenza e gli scambi genetici, abbiamo finito col ficcare la coscienza nel colore del sangue e nel sale delle lacrime e, come se non bastasse, degli occhi abbiamo fatto una sorta di specchi rivolti all’interno, con il risultato che, spesso, ci mostrano senza riserva ciò che stavamo cercando di negare con la bocca.

Recensione

Come scrivevo prima, il mio timore nei confronti di questo libro andava a pari passo con l’enorme successo che questo ha ricevuto dalla data di pubblicazione.

L’autore, vincitore anche del Premio Nobel per la Letteratura nel 98′ è venuto a mancare nel 2010 dopo aver pubblicato testi come “Il Vangelo Secondo Gesù Cristo”, “La Caverna” e “Viaggio in Portogallo”, assieme a molte altre opere.

Iniziamo parlando del come è scritto questo libro, la sintassi è particolare, ho letto molte opinioni a riguardo e un buon tot di persone hanno apprezzato questa scrittura mentre altre per nulla.

Personalmente all’inizio mi sono leggermente stupita ma dopo poco non ci ho più fatto particolare caso anzi penso sia uno dei tratti distintivi del romanzo e non potrei immaginarlo scritto in altro modo.

Faccio riferimento sopratutto ai dialoghi che forse all’inizio possono ingannare il lettore.

Un altro tratto distintivo del romanzo che era un’aspetto che agli inizi della lettura mi preoccupava, è il fatto che i personaggi non hanno nomi, si distinguono per alcune caratteristiche fisiche precise, per esempio “il medico, l’uomo con la benda, la ragazza, il ladro e nonostante il fatto che non abbiano un nome Saramago riesce comunque a caratterizzare alla perfezione i propri personaggi.

E’ un talento incredibile che mi ha sorpresa perché mi aspettavo una confusione totale nel passaggio tra un personaggio e l’altro mentre invece ogni personaggio si riconosce immediatamente e quasi non appena si legge la caratteristica con cui l’autore lo ha nominato/a il suo viso (non descritto) si delinea nella mente, senza indizi.

Questo distacco, questa precisa scelta che fa l’autore per come l’ho personalmente interpretata è un modo per tramettere al lettore un messaggio importante ovvero che quella ragazza, quel ladro o quel medico potremmo essere noi.

Un’altro punto forte della scrittura è anche il fatto che non è complicata o artefatta anzi io l’ho trovata alla portata di tutti con qualche istante forse di critica sottile più marcata o metafora più lunga ma non è per nulla uno stile difficile da leggere.

E’ romanzo sopratutto critico e direi negativo nei confronti del genere umano, leggendo questo libro non si può che pensare ad un certo punto “quindi siamo persi per sempre?”, non importa il fatto di avere una mentalità positiva o negativa, io penso di fare l’occhiolino alla prima categoria ma prima di tutto sono realista quindi la visione che dona questo titolo sul mondo e sull’umanità è reale purtroppo, ovviamente ci ritroviamo in una situazione distopica in questo caso ma tolto questo fattore l’umanità descritta direi che somiglia a quella vera.

E’ un libro violento per il messaggio che trasmette, crudo e con alcune scene piuttosto forti.

Non è di certo un libro facile da affrontare nonostante come dicevamo, la scrittura scorrevole, il messaggio che aleggia per tutte le 288 pagine è duro da digerire e come uno schiaffo in pieno volto ti rimanda a quella che è la più dura delle realtà.

Da un punto in poi in particolare l’angoscia fa da padrona nella lettura, leggere ciò che accade pagina dopo pagina ad un’umanità satura di menefreghismo, di egoismo, è un’esperienza triste da affrontare.

Saramago è un’autore che nel corso della propria vita è stato criticato in modo feroce per le sue posizioni e idee piuttosto marcate riguardo la religione, la politica e altri ambiti, in questo libro a volte ho avvertito un po’ di cinismo ma credo che sia un sano cinismo in questo caso.

A volte apprezzo il cinismo quando non è troppo esagerato o insistente, qui non credo lo sia anche perché  il romanzo stesso si basa sulla cecità delle persone e sulla perdizione della ragione e di ciò e di chi siamo nei confronti degli altri, dei sentimenti più negativi e primitivi dell’uomo, quindi accetto questo cinismo con tranquillità.

Penso sia uno di quei libri che una volta letto e compreso il messaggio non avrai mai più voglia di rileggere.

Perché si dovrebbe leggere “Cecità”, per aprire forse di più gli occhi e per aumentare il proprio livello di cinismo.

Di certo non è un libro adatto a tutti, a me è piaciuto, non so se leggerò altro di Saramago almeno per il momento, mi sento come quando si mangia troppa torta o troppa anguria (per essere in tema con l’estate) e per settimane o giorni non si ha più voglia di torta o anguria.

Probabilmente solo in un mondo di ciechi le cose saranno ciò che veramente sono.

Voto:

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Quattro stelle mi sembra un voto assolutamente giusto per l’esperienza che ho avuto con questo libro.

E voi? Avete mai letto qualcosa di Saramago? Sì? Vi è piaciuto? No? Vorreste farlo? Fatemi sapere!

A prestissimo,

Elisa

 

LiberTiAmo di Luglio

Buon primo luglio gente e buona domenica!

Non è di certo una novità che oggi, come ogni primo del mese io e Tiziana sui rispettivi blog vi sveliamo (per chi non partecipa al gruppo su Goodreads) il titolo del mese, in questo caso di luglio.

Saltiamo subito alle informazioni tecniche!

Il libro sarà in lettura da oggi (01/07) al 31/07, per tutto il mese di luglio.

Scopriamo il libro che leggeremo insieme a luglio!

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Isola – Siri Ranva Hjelm Jacobsen

Casa Editrice: Iperborea

Link all’Acquisto: QUI *

 

Una giovane ragazza danese ha nostalgia di un’isola verde e impervia battuta dai venti del Nord, un’isola delle Faroe dove non ha mai vissuto ma che ha sempre sentito chiamare «casa», perché da lì emigrò la sua famiglia negli anni Trenta. Comincia così, dall’urgenza di riappropriarsi delle sue origini e di una cultura che ha ereditato ma non le appartiene, il suo viaggio di ritorno a Suduroy, da cui nonno Fritz, pescatore dell’Artico, partì alla ricerca di un destino migliore, e nonna Marita, sognatrice irrequieta, fuggì verso il mondo e la modernità. Un viaggio nella storia di una famiglia e di questo piccolo arcipelago sperduto nell’Atlantico, che è stato coinvolto nel secondo conflitto mondiale e nella guerra fredda e che ha lottato fieramente per una sua autonomia dalla Danimarca. Un viaggio nella memoria e nel mito che perdura in queste terre sospese nel tempo, tra le asprezze di una natura primigenia, dove ogni racconto di vita si colora di leggenda, dall’amore segreto tra Marita e Ragnar il Rosso, falegname filosofo e ribelle che chiama i gabbiani «i proletari del mare», alla roccia incantata nel giardino di zia Beate, che attira sciagure su chi prova a rimuoverla. Romanzo d’ispirazione autobiografica, “Isola” è un canto d’amore alle Faroe e un racconto sulle ripercussioni intime dell’emigrazione, sul ruolo degli affetti e dei legami di sangue nell’identità di una persona, sul bisogno di radici o almeno di un’Itaca dell’anima, un posto che si possa chiamare casa.

 

Isola è stato pubblicato in Italia lo scorso febbraio, edito da Iperborea.

E’ un libro che tratta di temi quali l’immigrazione, la nostalgia per la propria terra e per ciò che si è, per chi si è.

L’autrice Siri Ranva Hjelm Jacobson è al suo primo romanzo che è stato descritto come un canto d’amore per la sua terra.

Vi unirete a noi?

Fateci sapere!

Elisa

 

Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.

 

La Passione di Artemisia – Susan Vreeland

Buon venerdì gente! E buon quasi inizio weekend!

Indovinate di cosa parliamo oggi? Esatto, come avete fatto ad indovinare? Forse dal titolo gigante…

Oggi parliamo di quello che è stato il libro del mese di aprile per il gruppo di lettura LiberTiAmo, ovvero La Passione di Artemisia di Susan Vreeland.

Per problemi tecnici vari ho iniziato tardi la lettura ma nessun problema, sono stata felice di leggere questo libro, desideravo farlo da mesi e finalmente posso spuntare un’obiettivo dalla mia lista.

Comunque direi di non perderci in chiacchiere e iniziare subito a parlare di questo titolo!

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La Passione di Artemisia – Susan Vreeland

Editore: BEAT

Pagine: 326

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 9,00

Prezzo ebook: € 6,99

Anno della Prima Pubblicazione: 2001

Link all’Acquisto: QUI *

Trama

“La passione di Artemisia” narra dell’incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell’arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell’amore e dell’esistenza. Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l’onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l’umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.

 Ma persino un amore non corrisposto, un amore infelice, è meglio del non amare. Sono grata di aver provato questo sentimento. 
Recensione
Dunque inizio subito con il dire che questo libro mi è piaciuto ma con qualche riserva che ci tengo a dirlo, è soggettiva, a parte una.
Più che difetti veri e propri sono punti che non ho apprezzato pienamente o che immaginavo l’autrice avrebbe reso in modo diverso all’interno del libro.
Voglio concentrarmi prima su questi punti “oscuri”.
Il primo è il carattere di Artemisia descritto dalla Vreeland, è di certo un carattere molto forte che coincide con l’idea che penso abbiamo di Artemisia in generale, ovviamente possiamo intuire la forza del suo carattere dalle sue azioni, dalle tracce storiche che sono arrivate fino a noi e a ciò che è riuscita ad ottenere in un’epoca come quella in cui ha vissuto.
L’Artemisia dell’autrice è forte ma l’ho trovata fredda in alcuni punti, tutti possiamo immaginarci il carattere di Artemisia in modo diverso, io l’ho sempre immaginato più caldo, spinto da una vena rivoluzionaria, una donna tenace, che non arretra mai di un passo, ferma nelle sue convinzioni e con una passione tale da incendiare i luoghi comuni dell’epoca.
Questa è una mia impressione, in alcuni punti non trovata simile alla Artemisia che mi ero immaginata.
Un altro punto che ho trovato “negativo” è il fatto che alcune vicende (che nella realtà storica dei fatti sono state molto importanti per l’artista) vengono liquidate abbastanza velocemente, come il soggiorno della donna a Napoli, mi sarebbe piaciuto più approfondimento.
Ci tengo a dire che se già conoscete la vita di Artemisia in modo dettagliato per studi o ricerche precedenti alla lettura di questo libro, non avrete ovviamente grandi rivelazioni, i fatti storici sono per forza sempre quelli quindi nei possibili buchi di trama dati dalla mancanza di informazioni storiche approfondite, la Vreeland ha dovuto inserire fatti non reali.
Infine parlando dei punti che meno ho apprezzato, lo stile di scrittura.
E’ godibile lo stile della Vreeland, molto semplice mai nulla di troppo altezzoso ma per un libro che è basato oltre che su Artemisia, anche sull’arte, anzi direi che la vera protagonista è l’arte, avrei apprezzato a tratti parlando di arte magari qualche schizzo di scrittura più elaborata.
Questo è soggettivo però, ci tengo a sottolinearlo.
Insomma lo stile è semplice, a tratti forse troppo per i miei gusti.
Bene, ora che abbiamo parlato dei punti per me “negativi” iniziamo a parlare del libro in generale e di come questo è strutturato.
Il testo inizia in un momento molto importante della vita di Artemisia, ovvero il processo in cui si trova coinvolta spinta dal padre dopo svariati stupri da parte di Agostino Tassi, un collaboratore di Orazio, il padre.
La scelta di iniziare il libro con questa scena è ottima dato che questa vicenda segnò Artemisia per tutti gli anni a venire e spezzò il legame che c’era fra questa e il padre, nelle opere successive c’è ancora traccia delle emozioni che la pittrice provò in quel momento della sua vita.
Questa vicenda rimase in Artemisia come nelle sue opere così nel suo cuore, segnato da tale umiliazione e dall’essere stata “venduta” dal padre solo per il recupero di un quadro.
Ricordo di aver visto mesi fa un documentario sulla vita di Artemisia e arrivati al momento del processo in questo documentario era riprodotta alla perfezione una scena davvero forte, in seguito alle accuse della giovane infatti il tribunale decise di voler mettere alla prova le sue dichiarazioni sottoponendo la giovane ad una approfondita analisi con l’aiuto di due levatrici.
Davanti a tutti quindi fu fatto allestire una specie di baldacchino chiuso da tende piuttosto sottili, che permettevano la visione, e Artemisia sottoporsi a ciò.
Senza parlare della tortura che le fu fatta per mettere alla prova le sue testimonianze, prova/tortura da cui uscì devastata con le mani ridotte a carne sanguinante, quindi impossibilitata alla pittura.
Insomma, la scelta di iniziare con questo momento della vita dell’artista è ottima, i capitoli sono piuttosto brevi, all’inizio di ognuno in alto è scritto il titolo che sta a indicare la persona o l’avvenimento di cui si parlerà.
Questo libro ha un punto forte incredibile, che è l’arte.
Artemisia è arte, quando si pensa a lei ci si immagina la pittura, i pigmenti schiacciati, i pennelli rovinati, il dolore ai muscoli per la necessità di stare fermi in una determinata posizione in fase di pittura.
In ogni pagina c’è arte, ci sono innumerevoli riferimenti agli artisti del tempo, aneddoti e leggende vari che giravano all’epoca, descrizioni di opere, dettagli artistici che ci portano in uno spazio in cui l’arte è ovunque.
Sia che amiate o meno l’arte questo libro è una perla per questo elemento che arricchisce i luoghi descritti e le situazioni narrate.
Ripercorre non interamente la vita di Artemisia ma si ferma ad un momento in particolare, anche esso molto importante.
 Roma ammira i personaggi forti ma gioisce della loro caduta. 
Insomma, tirando le somme, ho apprezzato questa lettura, il ricordo che mi ha lasciato è proprio l’arte, stare in mezzo ai pigmenti che con pazienza venivano macinati e mischiati da Artemisia, le battute sulle opere più famose di tutti i tempi, è un ricordo così vivido che mi sembra di essere passata per quelle vie proprio in quei tempi.
 Ma la bellezza non è tutto. E’ meglio essere assetati di bellezza e comprenderla, che essere belli e basta. Alla fine la vita risulta piú ricca. 
Voto:
Progetto senza titolo (1)
E’ un libro che ricorderò con molto piacere, anche se non mi sento di dare cinque stelle piene a causa delle motivazioni iniziali, rimane pur sempre una lettura che consiglio.

E voi ragazzi/e? Avete letto questo libro? Sì? No? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa

*Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.

 

LiberTiAmo di Marzo

Buon primo marzo a tutti e tutte!

Febbraio è già giunto al termine ed è il momento di inaugurare una nuova lettura sul gruppo, il sondaggio in cui abbiamo scelto il libro di marzo è stato molto combattuto e fino all’ultimo l’esito era assai incerto.

Ma alla fine un titolo ne è uscito vincitore e oggi qui sul blog vedremo quale, il titolo sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/03 quindi per tutto il mese di marzo.

Il titolo di questo mese è un titolo che personalmente devo e voglio leggere da anni quindi sono felice che sia emerso vincitore dal sondaggio.

Andiamo subito a scoprire il titolo!

 

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La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Editore: Mondadori

Link all’Acquisto: QUI

 

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un’adolescenza presa nell’ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia. Include sei poesie da “Ariel”.

 

La campana di Vetro è stato pubblicato per la prima volta nel 1963 sotto lo pseudonimo Victoria Lucas.

E’ un “romanzo a chiave” ovvero descrive la realtà dietro una facciata di finzione, “la chiave di solito” è un personaggio piuttosto famoso o l’autore/autrice stesso/a.

L’autrice, Sylvia Plath si suicidò un mese dopo la pubblicazione del romanzo, che poi venne successivamente ristampato ancora in Inghilterra e in America.

Le vicende che costellano la vita della Plath, alcune delle quali scoperte dopo la sua prematura scomparsa, sono ancora oggi fonte di studio.

Nel 1982, Sylvia Plath divenne la prima poetessa a vincere il Premio Pulitzer per la poesia dopo la morte.

Il libro sarà in lettura dal 01/03 al 31/03, quindi per tutto il mese di marzo.

Siete entusiasti per questa lettura? Avete già in mente di partecipare? Fatecelo sapere!

Il 4 stavolta non ci leggeremo per la recensione del titolo di febbraio perché la pubblicai già qualche anno fa, dopo aver letto Trilogia di New York appunto, ve la linko qui se siete interessati/e.

Noi comunque ci leggiamo presto!

Elisa

 

LiberTiAmo di Dicembre

Buon venerdì care genti!

Sono ancora qui, devo ammettere che avevo qualche dubbio circa l’impresa de la #Xmasmaratona, invece devo dire che per ora almeno sono riuscita a non saltare nemmeno un appuntamento.

 In questo venerdì che apre un nuovo weekend, il penultimo prima del Natale sono qui per annunciare assieme a Tiziana il libro del Gruppo di Lettura per il mese di dicembre o meglio per le ultime due settimane di dicembre che restano.

Dato che volevamo concludere il 2017 con un’altra lettura abbiamo selezionato titoli piuttosto brevi da poter leggere nelle due settimane e più che vanno dal 15/12 al 31/12.

Fra i titoli proposti c’è stato un vincitore e direi di andare a scoprirlo subito!

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Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Editore: Mondadori

Trama

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall’incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

 

Ray Bradbury è stato uno scrittore americano, famoso per le sue innovazioni nel genere fantascientifico.

Autore anche di testi come “Il Popolo dell’Autunno”, “Cronache Marziane” e “Il Gioco dei Pianeti”.

Fahrenheit 451 è un romanzo di fantascienza, che rientra tra i classici del genere distopico.
Il romanzo rivolge critiche dure sopratutto alla società americana degli anni ’50 ma non solo.
Questo romanzo ha influenzato la nostra società e negli anni sono nati, prendendo inspirazione dal testo di Bardbury, fumetti, racconti, documentari e film.

Come scritto sopra il titolo sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/12 (compreso).

Che dire, si preannuncia una gran lettura, personalmente non vedo l’ora di iniziare perché questo libro mi attende sullo scaffale da un annetto buono, sarà ora di porre rimedio a questo ritardo!

PS: Il 19 uscirà la recensione de “Il Racconto dell’Ancella” c’è molto da dire!

A domani!

Elisa