La Figlia del Boia – Oliver Pötzsch

Buon mercoledì!

Come procede la settimana? Ci stiamo lentamente avvicinando alla fine di questo lungo maggio, siete prontə per giugno?

Oggi parliamo de “La Figlia del Boia” di Oliver Pötzsch, un giallo storico ambientato nella Baviera del 1659, il primo di una saga.

Tra l’altro questo libro fa parte di quella famosa lista di 30 libri da leggere quest’anno per me, quindi evviva, a passo di lumaca sto andando avanti con l’obbiettivo!

Desidero parlarvi di questo libro dai tempi della lettura, ovvero qualche mese fa, quindi via, iniziamo!

La Figlia del Boia – Oliver Pötzsch

Casa Editrice: BEAT

Pagine: 431

Genere: storico, giallo storico, mystery, suspense

Prezzo di Copertina: € 9,00

Prezzo ebook: € 6,99

P. Pubblicazione: 2008

Link all’acquisto: QUI

Incipit

Magdalena Kuisl era seduta sulla panca di legno davanti alla casetta bassa e angusta del boia e stringeva forte tra le cosce il pesante mortaio di bronzo. Con colpi regolari frantumava timo, licopodio, e motellina per ottenere una fine polvere verde. L’aroma speziato sprigionato dal miscuglio spandeva nell’aria una nota d’estate imminente.

Trama

Baviera, 1659. Sulla riva di un fiume nei pressi della cittadina di Schongau viene trovato agonizzante il figlio undicenne del barconiere Grimmer. Il tempo di adagiarlo con cura a terra, di esaminargli il profondo taglio che gli squarcia la gola, di scoprire sotto la sua scapola destra uno strano segno impresso con inchiostro viola che il bambino muore. Qualche tempo dopo i bottegai Kratz si imbattono, nel loro piccolo Anton, il figlio adottivo, immerso in un lago di sangue, la gola recisa con un taglio netto. Sotto una scapola del bambino viene trovato il medesimo segno del figlio del barconiere: il cerchio di Venere, il simbolo delle streghe. Peter Grimmer e Anton Kratz si conoscevano. Insieme con la piccola Maria Schreevogl e altri due bambini costituivano uno sparuto gruppo di orfani che era solito frequentare Martha Stechlin, la levatrice di Schongau che vive proprio accanto ai Grimmer. Il destino di Martha Stechlin sembra così segnato. Messa nelle mani del boia di Schongau perché le sia estorta formale confessione, attende di essere spedita al rogo. Jakob Kuisl, il boia di Schongau non crede però alla colpevolezza della levatrice. E con lui non credono che la dolce Martha sia una strega anche sua figlia Magdalena e Simon Fronwieser, il figlio del medico cittadino. I tre indagano per cercare di ribaltare una sentenza che sospettano sia stata scritta solo per convenienza politica e, soprattutto, per nascondere una verità inconfessabile.

Recensione

Come dicevamo, questo volume è il primo di una saga composta ad oggi da sei volumi tradotti in italiano, l’ultimo uscito nel 2019 è “La figlia del Boia e il gioco della morte“, ma dovrebbe ancora uscire “La figlia del Boia e il consiglio dei dodici” e “La figlia del boia e la maledizione della peste“, volumi ancora inediti in Italia.

Questi volumi fanno parte di una saga ambientata nel XVII secolo che ha come protagonisti gli antenati dello stesso Pötzsch; l’autore infatti discende da una famiglia che dall’XI al XIX secolo si è tramandata la professione di boia a Schongau.

La saga segue le vicende della famiglia Kuisl, da Jakob il boia di Schongau e padre di Magdalena, alla moglie Anna Maria e ai due figli gemelli e fratelli di Magdalena, Georg e Barbara.

C’è anche un altro personaggio ricorrente però che fa parte di questa cerchia di personaggi principali, ovvero Simon Fronwieser, amante di Magdalena e figlio del medico cittadino.

Stile, Ritmo e Atmosfere

Mi rendo conto di avervi buttato addosso una sfilza di nomi iniziando a fare presentazioni campate in aria, ma andiamo con ordine.

Stiamo parlando di un giallo storico in cui certamente il contesto descritto dall’autore è importante, siamo infatti nel 1659 e il motore che spinge questo primo volume della serie è l’accusa di omicidio diretta ad una levatrice.

La figura della levatrice all’epoca era circondata da un alone di sospetto e diffidenza, in più questa levatrice Martha ha avuto rapporti con vari bambini trovati poi morti nei giorni seguenti, quindi viene sbattuta in carcere senza troppe cerimonie.

L’atmosfera di crudo sospetto e astio nei confronti di questa donna si avverte fin dalle prime pagine, ci troviamo in un ambiente pieno di scetticismo e ipocondria nei confronti di tutto quello che può essere recepito in modo negativo, dalle erbe che questa donna tiene in casa, all’intrattenere relazioni con questi bambini, al fatto di essere additata come strega ecc. ecc.

L’autore riesce a descrivere in modo vivido questo sentimento di astio e l’ambiente di una cittadina con vicoli bui, viuzze con case vicine le une alle altre, una città che esclude il proprio boia all’esterno delle mura perché nonostante abbia bisogno di quell’uomo lo considera comunque di “cattivo auspicio”.

Il clima che si respira in questo libro funziona molto bene e come un buon giallo storico porta il lettore ad immergersi in una atmosfera riuscita.

Lo stile di Pötzsch invece mantiene un ritmo in generale costante e a volte lento, l’autore si sofferma sulle descrizioni e sui gesti e pensieri dei personaggi, bisogna ricordarsi che questo è comunque il primo volume di una saga quindi serve anche perché far conoscere per la prima volta i personaggi, soprattutto quelli principali.

Soprattutto verso il finale diventa un poco tedioso più che altro perché, nel mio caso, alcuni elementi della rivelazione finale li avevo già intuiti e mi sembrava di dover continuare a leggere scene di azione o rivelazione di un qualcosa, che potevano, secondo la mia modesta opinione, essere ridotte.

Proprio nel finale, quando dovrebbe essere magari più concitato lo stile, diventa più lento.

“Devo confessare” ribadì Augustin, “perché una diceria è come fumo. Si diffonde, filtra attraverso le fessure delle porte e delle finestre, e alla fine ammorba tutta la città. Vediamo di fare in modo che la faccenda si concluda il più in fretta possibile.”

I personaggi

Penso che i personaggi siano il punto forte di questo libro, specialmente se vi approcciate a questo con l’obbiettivo di leggere buona parte della serie o tutta la serie, perché devo dire che il primo incontro con loro è ottimo.

In questo primo volume vediamo soprattutto padre e figlia, quindi Jakob e Magdalena, uno temuto e rispettato da tutti ma tenuto alla larga, l’altra vista sempre con un occhio di sospetto per essere la figlia del boia, figura malvista ed emarginata.

Qui si getta il seme per un rapporto all’apparenza duro e conflittuale fra i due personaggi, ma in realtà protettivo e amorevole, infatti i due spesso si ritrovano a litigare soprattutto per il possibile futuro matrimonio di Magdalena, ma è chiaro che fra di loro c’è un legame forte.

Simon invece, figlio del medico della città e interesse amoroso della figlia del boia, prova una estrema fascinazione nei confronti di Jakob, per il suo sapere, la sua ricercata e fine libreria da cui lui prende sempre in prestito libri e perché Jakob mostra a Simon un qualcosa di nuovo, un modo diverso di conoscere il mondo attorno a lui, diverso da quello che gli viene imposto dal padre medico, figura rigida e autoritaria, un uomo decisamente collerico.

Mi è piaciuto parecchio il modo in cui i personaggi interagiscono fra loro e la sensazione che si avverte per quanto riguarda i veri sentimenti che nutrono uno verso l’altro.

Credo che l’autore faccia un ottimo lavoro anche di caratterizzazione, perché vediamo il modo in cui ogni personaggio si comporta in diverse situazioni e questo è rappresentativo del personaggio e serve a delineare un quadro più stabile di quello.

Assieme a questi personaggi principali comunque, troviamo un manipolo di individui che ruotano attorno alla vicenda, sarò diretta, i personaggi non sono pochi, ma l’autore riesce a dare ad ognuno una voce secondo me, forse serve un poco di tempo per imparare chi è chi, come succede sempre in libri con tanti personaggi, però alla fine si riesce bene o male a barcamenarsi.

Inoltre all’inizio del libro c’è una utile mappa e un ancora più utile lista dei personaggi.

Il mistero

Essendo questo un giallo storico mi sembra giusto parlare del mistero alla base di questo libro, da quello che so ogni testo di questa serie sarà caratterizzato in questo modo, quindi ci sarà un mistero e i nostri eroi dovranno indagare e risolvere l’enigma.

Qui, come dicevamo prima, abbiamo una donna che viene accusata di omicidio e Jakob si pone l’obbiettivo di aiutarla, essendo amico di Martha e nutrendo sentimenti di affetto e amicizia nei suoi confronti per aver fatto nascere i suoi figli e anche perché è convinto dell’innocenza di questa.

Così inizia a investigare con l’aiuto di Simon mentre Magdalena tenta di infiltrarsi ma si ritrova sempre bloccata dal padre che non vuole coinvolgerla per proteggerla, alla fine anche lei comunque finisce coinvolta.

I tre sospettano che le accuse smosse verso Martha e la fretta di condannarla siano spinte da interessi politici, non da un vero interesse nella scoperta della verità e ben presto si ritroveranno in un enigma che coinvolge parecchie persone e interessi.

E’ un mistero che funziona quello di questo libro, si menziona anche la stregoneria, ma non ci si focalizza così tanto, però la vicenda riesce a catturare il lettore perché il tempo scorre e c’è questo gioco tra i mitici tre che cercano di venire a capo del mistero e il resto del consiglio che spinge per condannare e bruciare sul rogo Martha.

L’unica pecca come dicevo è la parte finale, o meglio circa le 70/80 pagine finali per me, perché la vicenda inizia a pesare un poco, quando il lettore arriva a certe conclusioni l’autore deve ancora del tutto spiegarle e dipanarle al meglio o mostrare certe rivelazioni a cui il lettore è già arrivato e questo può risultare un poco noioso.

Conclusioni

Nonostante questo però ho gradito molto la lettura e di certo continuerò la saga/serie.

E’ un testo assolutamente godibile se vi piacciono i gialli storici, c’è un tocco (veramente piccolo) di romance per quanto riguarda la storia fra Simon e Magdalena che verrà certamente ripresa nei volumi seguenti, c’è il lato famigliare che spero verrà esplorato anche quello meglio nei prossimi volumi e c’è un personaggio molto affascinante che tante volte viene bistrattato nei romanzi, ovvero il boia.

Insomma c’è tutto e nonostante la parte finale un poco tediosa mi sento di consigliare assolutamente questa lettura per gli amanti dei gialli storici!

Voto:

E voi? Avete mai letto”La Figlia del Boia”? Sì? No? Vi è piaciuto? Fatemi sapere!

A presto!