LiberTiAmo di Febbraio (2020)

Buon sabato! Come state?

Come state affrontando il primo giorno di febbraio, per me questo mese sarà con tutta probabilità uno dei peggiori del 2020 o se non uno dei peggiori, uno dei più concitati.

Ma non pensiamo ora, in questo momento voglio concentrarmi solo sulla lettura di febbraio per il gruppo di lettura LiberTiAmo, vi ricordo che come sempre potete trovarci su Goodreads e da poco anche su Telegram!

Parliamo subito del libro che leggeremo assieme nel mese di febbraio!

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Trilogia della Città di K. – Agota Kristof

Casa Editrice: Einaudi

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Quando “Il grande quaderno” apparve in Francia a metà degli anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivela un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali.

Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1998.

Agota Kristof è un’autrice ungherese naturalizzata svizzera.

In Italia si trova edito da Einaudi in unico volume che raggruppa tutti e tre i volumi.

Il libro sarà in lettura sul gruppo da oggi, al 29/02.

Per ora il tempo di lettura è di un mese, ma sarà sempre possibile una proroga ovviamente e nel caso qualcuno avesse bisogno di più tempo non esiteremo a prolungare il tempo di lettura ed estenderlo di settimane.

E voi? Vi unirete a noi nella lettura?

A presto!

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LiberTiAmo di Gennaio (2020)

Ben ritrovati/e!

Come state? Come avete passato questi giorni di festa? Ne approfitto ancora per farvi i miei più cari auguri di inizio 2020, di Natale e un augurio per un’eccezionale Epifania che affronteremo domani.

Spero abbiate trascorso dei giorni festivi pieni di soddisfazioni, ma sopratutto giornate che abbiano rispecchiato ciò che desideravate da queste feste, se miravate al risposo spero vi siate riposati/e in vista del nuovo anno, se miravate al calore famigliare spero ne abbiate ricevuto a secchiate e se miravate ad una vacanza in compagnia spero vi siate divertiti come mai prima.

Ci eravamo lasciati il 24 di dicembre in piena euforia e trepidazione natalizia, ma oggi si riprende ragazzi/e, le feste stanno per concludersi, da martedì in poi quindi godiamocela ancora per oggi e domani.

E riprendiamo alla grande perché oggi parliamo del libro che sarà in lettura sul gruppo per tutto il mese di gennaio.

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La Lista di Schindler – Thomas Keneally

Casa Editrice: Sperling & Kupfer

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Che cosa significava finire nella “lista di Schindler”? Chi era in realtà Oskar Schindler, giovane industriale tedesco cattolico e corteggiatore di belle donne? Basandosi anche sulle testimonianze di quanti lo conobbero, Keneally ricostruisce la vita straordinaria di questo personaggio ambiguo e contraddittorio. Ritenuto da molti un collaborazionista, Schindler sottrasse uomini, donne e bambini ebrei allo sterminio nazista, trasferendoli dai lager ai suoi campi di lavoro in Polonia e in Cecoslovacchia, dove si produceva materiale bellico. Così, fornendo armi al governo tedesco e versando enormi somme di denaro, Schindler salvò migliaia di persone. Resta però un mistero il motivo che lo spinse a intrprendere quella sua personale lotta al nazismo.

La lista di Schindler è un romanzo del 1982, nel 1993 uscì il famoso adattamento cinematografico Schindler’s List diretto da Steven Spielberg.

Il film è vincitore di sette premi Oscar.

La lettura è iniziata il 01/01, qualche giorno fa, il libro sarà in lettura fino al 31/01, quindi per tutto il mese di gennaio.

Vi unirete a noi nella lettura? Fateci sapere!

Ci leggiamo presto,

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Frankenstein – Mary Shelley

Buon martedì! Come state?

Sentite ancora le ripercussioni della domenica? Io sì.

Oggi recensione, parliamo del libro che è stato in lettura per tutto il mese di novembre sul gruppo di lettura, ovvero Frankenstein di Mary Shelley.

Grande classico, c’è molto da dire quindi iniziamo immediatamente!

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Frankenstein – Mary Shelley

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Classico/Gotico

Pagine: 276

Prezzo di Copertina: € 10,00

Prezzo ebook: € 0,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1818

Link all’acquisto: QUI 

Trama

Nel 1816 Lord Byron, durante una sera tempestosa nella sua villa a Ginevra, propone ai suoi ospiti – Mary e Percy Shelley, e William Polidori – di scrivere, per gioco, cun racconto dell’orrore. Ricollegandosi al mito di Prometeo, Mary scriverà Frankenstein. Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull’origine della vita: l’angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell’orrore in cui il mostro è più umano del suo creatore.

Per un attimo la mia anima si sollevò al di sopra delle sue meschine e umilianti paure, per contemplare le idee divine di libertà e sacrificio, di cui questi luoghi erano monumento e ricordo. Per un istante, osai scrollarmi di dosso le mie catene, e guardarmi attorno con uno spirito libero ed elevato; ma il ferro mi era penetrato nella carne, e ricaddi tremante e senza speranza nel mio io disperato.

Recensione

Prima di iniziare con la recensione vera e propria volevo dirvi che ho deciso di modificare un tantino il tipico stile delle recensioni, infatti per non scrivere paragrafi su paragrafi ammassati ho deciso di dividere la recensione in determinati “argomenti”, per renderle più ordinate. Ok, fine premessa, iniziamo con la recensione.

Allora, partiamo dal presupposto che non è facile parlare di questo libro, perché è un grande classico (forse uno dei più famosi), è un testo dell’800 e il suo contenuto spazia in diversi argomenti sui quali bisognerebbe aprire parentesi gigantesche.

Quindi approcciamoci un attimo agli aspetti più tecnici.

Stile di Scrittura

Ahime! Perchè l’uomo vanta sensibilità superiore a quella dei bruti? Ciò lo rende un essere ancora più afflitto dai bisogni. Se i nostri impulsi si limitassero alla fame, alla sete e al desiderio, potremmo quasi essere liberi; ma ora siamo mossi da ogni soffio di vento, e da una parola occasionale o dall’immagine che tale parola provoca.

All’inizio sono rimasta stupita dallo stile dell’autrice perché mi aspettavo un qualcosa di più aulico e prolisso, essendo un testo di quell’epoca, diciamo che nelle prime pagine secondo me non si assapora lo stile della giovane Mary in toto, poi avanzando emerge lo stile autentico che è decisamente più laborioso.

Ci sono pagine a volte di riflessione sull’animo umano e pagine di descrizioni di montagne e laghi (sopratutto), sono descrizioni che non mi hanno impresso nella mente un panorama stile fotografia, sono descrizioni abbastanza didascaliche, infatti direi che uno dei aspetti che ho apprezzato meno del testo (e forse l’unico) sono proprio le descrizioni, non perché siano scritte male, assolutamente, ma non sono al 100% evocative secondo me.

Sono quelle descrizioni stile “immagina l’Arno con il tramonto“, sono paesaggi che o tu lettore già conosci più o meno oppure non ti portano in quell’atmosfera voluta dall’autrice.

Questo è l’unico appunto che voglio fare sulla scrittura ed è ovviamente una considerazione personale, per il resto la scrittura di certo si prende i suoi tempi per analizzare le emozioni umane, per interrogarsi sulla natura dell’uomo e per rendere al massimo una caratterizzazione piena dei personaggi.

E’ un libro che usa diversi espedienti, ci sono lettere, racconti nei racconti, e ho trovato a tratti geniale questa matriosca di racconti perché è un’ottima tecnica per analizzare uno dei discorsi sui quali si basa l’opera ovvero la natura umana e la bestialità di questa, quindi lo stile lavora bene con i concetti principali espressi.

Di certo una giovane Mary Shelley di soli 19 anni non avrebbe mai immaginato un successo tale per una storia nata quasi “per divertimento”.

Quali sono i concetti espressi in Frankenstein?

Sono innumerevoli, come vi dicevo prima il libro ruota attorno a diversi dilemmi principali, la bestia avrebbe potuto essere diversa se Victor e gli umani in generale l’avessero trattata in modo differente? Dove sta la ragione, è la bestia dopo aver subìto eventi che hanno messo a nudo il lato negativo della natura umana, ad essere motivata nel fare ciò che ha fatto? Oppure si è spinta troppo oltre e non ha compreso le motivazioni? O ancora, se Victor avesse mantenuto fede alla sua posizione di padre/Dio tutto quello che viene narrato nel libro non avrebbe mai avuto luogo? Victor può realmente incolpare la bestia, creata da lui stesso, per ciò che ha fatto questa sapendo in cuor suo di essere venuto meno nei confronti di questa?

E’ uno di quei testi che nel corso delle pagine instaura nella mente del lettore talmente tanti interrogativi che il trascriverli qui e ora per me sarebbe impossibile, o una lista infinita di domande troppo lunga per poterla sopportare.

Un’aspetto sul quale ho riflettuto a lungo è la coscienza di Victor, nel corso del testo a causa di questa mostruosa creazione la sua vita verrà rovinata, ma lui sembra rendersi conto fino ad un certo punto delle sue colpe, realizza a tratti il fatto che se lui in prima persona si fosse comportato in modo diverso non sarebbe accaduto forse un qualcosa di questo tipo.

Un altro aspetto interessante della sua personalità è il coraggio, spesso lui si mette in bocca questo termine ma per quanto mi riguarda non è un uomo coraggioso, preferisce scappare a volte invece che affrontare qualcosa o qualcuno, preferisce tacere invece di confessare, preferisce fingere invece che ammettere.

Victor è un uomo di grande intelligenza, ma sembra perdersi, non affronta le conseguenze delle proprie azioni e invece che provare quanto meno a salvare vite umane preferisce mantenere il suo segreto, quando deciderà di raccontare tutto sarà oramai troppo tardi.

Il modo in cui Victor tratta la bestia è mostruoso, lui ha creato questa creatura e sembra dimenticarsene, non rispecchia la bellezza, la grazia, i suoi canoni e quelli della società, è un mostro, un essere orrendo, un demone e per questo merita di non essere nemmeno mai “nato” secondo lui, è un padre che odia il proprio figlio, un Dio che spera nella morte della sua creazione.

Per qualche istante Victor si lascia andare alla compassione e prova a comprendere questo essere, ma è un momento che dura poco perché subito dopo torna questo odio mortale.

Victor è un’essere egoista anche, una delle tragedie finali rappresentano questo suo aspetto secondo me, si preoccupa prima per lui stesso e dopo per gli altri, continua a pensare alla sua famiglia, ma quando è il momento di proteggerla dalla tragedia e dalla distruzione lui non fa nulla.

Dal canto suo la bestia sprigiona quell’odio e quel disprezzo verso la razza umana che solo chi viene emarginato dalla società, viene additato come un essere che non merita la vita e viene al mondo costretto a nascere solo perché rinnegato dal suo stesso padre, può provare.

La bestia compie azioni di una malvagità e una mostruosità uniche, nessun essere dovrebbe poter togliere la vita, e fino alla fine dei suoi giorni si accerterà di far pagare a Victor ogni colpa.

Qui arriva un concetto da me molto amato nei romanzi di tutti in generi, la vendetta, qui rappresentata magistralmente, sono sempre attratta dalla natura di questa, che sembra essere un cibo che non sazia mai, anche dopo la morte della propria fonte di vendetta non si è sazi e ci si rende conto di aver inseguito un’idea, una morsa di odio e voglia di prevalere sull’altro.

Uh, parliamo anche di un ultimo concetto, l’intelligenza del mostro, la creatura senza dubbio è dotata di un’intelligenza non indifferente e tutto ciò che ha imparato lo ha imparato osservando vari esseri umani, leggendo, apprendendo, ma qui sorge spontanea una domanda, un essere così intelligente e strategico (come viene mostrato all’interno del libro) può allo stesso tempo essere così bestiale e irrefrenabile nella sua violenza? Comprende la gravità delle proprie azioni, ma ciò non lo ferma.

Infine vorrei accennare qualcosa su Walton, il personaggio con cui si apre il testo che incontrerà Victor casualmente e questo gli narrerà tutta la storia che conosciamo, ho amato il personaggio di Walton anche se non è uno dei principali, perché è in fondo un essere che comprende, ha ascoltato tutta la storia da Victor, è a conoscenza di tutti i fatti e alla fine quando si troverà costretto a prendere una decisione sceglierà di testa sua.

Mi è piaciuto molto questo testo, è un classico che sono felice di aver finalmente letto!

Voto: 

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Voto quasi pieno, ho deciso di non assegnare punteggio pieno per ciò che vi ho detto sulle descrizioni, ma è un libro meraviglioso e ne consiglio a tutti la lettura!

Bene, detto ciò, fatemi sapere, avete mai letto questo libro? Sì, vi è piaciuto? No, perché?

A domani!

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LiberTiAmo di Dicembre (2019)

Buon primo di dicembre, ma sopratutto buon inizio della maratona natalizia!

Da oggi infatti, come tutti gli anni, fino al 24 dicembre staremo assieme ogni giorno, uscirà un articolo ogni giorno fino a alla Vigilia di Natale, non è meraviglioso? So che ogni anno attendete con trepidazione questo momento (bah, insomma) e anche io!

Possiamo ufficialmente dare il via alla maratona natalizia dell’anno 2019, o ciò che ne rimane.

Dai che quest’anno ci divertiamo!

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Bene, detto ciò, parliamo del libro che sarà in lettura per tutto il mese di dicembre sul gruppo di lettura, che trovate come sempre su Goodreads.

Scopriamo il libro del mese.

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La Peste – Albert Camus

Casa Editrice: Bompiani

Link all’Acquisto: QUI

Trama 

Orano è colpita da un’epidemia inesorabile e tremenda. Isolata, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da laboratorio per le passioni di un’umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l’edonismo di chi non crede alle astrazioni né è capace di ”essere felice da solo”, il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l’indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l’egoismo gretto gli alleati del morbo.

La Peste è stato pubblicato nel 1947, appena dopo la pubblicazione riscosse un gran successo.

Ottenne il Prix des Critiques, un prestigioso premio letterario francese, che selezionava giovani autori.

Il romanza rientra nella produzione di Camus denominata “Ciclo della Rivolta“, il romanzo è una grande metafora sul male e il nazismo.

Il romanzo è ambientato ad Orano in Algeria, negli anni quaranta.

Il libro sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/12 quindi per tutto il mese di dicembre, vi unirete a noi nella lettura? Fateci sapere!

A domani!

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LiberTiAmo di Novembre

Buon venerdì e buon Ognissanti!

Come state? Ci siamo già letti ieri e ve l’ho già chiesto ma si sa gli eventi cambiano sempre e anche l’umore quindi mi fa sempre piacere chiedervi come prosegue l’esistenza.

Nel mese di novembre vi annuncio già che usciranno un buon numero di recensioni, perché come scritto qualche articolo fa mi sono completamente sbloccata e sto leggendo senza freni, bene, finalmente una buona notizia.

Detto ciò andiamo a parlare del libro di novembre per il GDL che come sempre trovate su Goodreads, vi ricordo che potrete unirvi in ogni momento alla lettura.

 

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Frankenstein – Mary Shelley

Casa editrice: Mondadori

Link all’acquisto: QUI

Trama

Nel 1816 Lord Byron, durante una sera tempestosa nella sua villa a Ginevra, propone ai suoi ospiti – Mary e Percy Shelley, e William Polidori – di scrivere, per gioco, cun racconto dell’orrore. Ricollegandosi al mito di Prometeo, Mary scriverà Frankenstein. Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull’origine della vita: l’angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell’orrore in cui il mostro è più umano del suo creatore.

 

Frankenstein è stato scritto da Mary Shelley fra il 1816 e 1817, a 19 anni.
Fu pubblicato nel 1818 ma successivamente modificato nel 1831.

La sorellastra di Mary convinse i coniugi Shelley a seguirla a Ginevra, lì deciderà di ospitarli appunto a Villa Diodati, ma il tempo è pessimo e confina i residenti al soggiorno interno. Questi passano il loro tempo leggendo storie di fantasmi e a Lord Byron viene l’idea di scrivere loro una storia di fantasmi.

A Mary l’ispirazione non arriva subito ma successivamente in seguito ad un incubo, uno studente che si inginocchia di fianco alla creatura che ha assemblato; creatura che, grazie a una qualche forza, comincia a mostrare segni di vita.

Questo da origine al Frankenstein che tutti noi oggi conosciamo.

Il libro sarà in lettura da oggi (01/11) al 30/11, quindi per tutto il mese di novembre.

Vi unirete a noi nella lettura? Fateci sapere!

A presto!

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Cronaca di Una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Buon mercoledì! Come prosegue questo afoso luglio?

Oggi sono qui per una recensione, evviva tornano le recensioni, per la precisione con la recensione del libro che abbiamo letto nelle ultime due settimane di giugno sul gdl ovvero Cronaca di una Morte Annunciata di Gabriel Garcìa Màrquez.

Abbiamo selezionato per le ultime due settimane di giugno titoli piuttosto brevi e questo rientra pienamente nella categoria, che dire parliamone subito!

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Cronaca di una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Romanzo

Pagine: 90

Prezzo di Copertina: € 9,50

Prezzo ebook: € 7,99

Anno di Pubblicazione: 1981

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, “villaggio bruciato dal sale dei Caraibi”, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l’onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall’aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l’alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione. 

 

Recensione

Inizio dicendo che questo testo è tratto da un fatto realmente accaduto in Colombia, i nomi sono fittizi tranne quelli dei parenti dell’autore ma nonostante questo non è un testo true crime ma è un romanzo a pieno perché come dice anche l’autore, ha aggiunto un’ampia corrente narrativa.

E’ uno dei testi più famosi di Màrquez ma c’è da dire che questo è un autore noto per molti testi fra cui ne cito solo qualcuno, “L’Amore ai Tempi del Colera”, “Cent’anni di Solitudine” e “Memoria delle Mie Puttane Tristi”.

Allora partiamo dai punti positivi, ovviamente lo stile di scrittura, ci sono delle piccole perle inserite nelle descrizioni o in frasi sparate in giro per il libro che mi hanno ridato la vita durante la lettura, come ad esempio “era sui trent’anni, ma assai ben occultati, perché aveva la vita sottile da torero, gli occhi dorati, e la pelle cucinata a fuoco lento dal salnitro“.

Quindi è un libro ben scritto e questo non comunque sottinteso per come la vedo anche per grandi autori come Màrquez, ogni libro è diverso quindi anche se stiamo parlando di un grande scrittore non è detto che in ogni titolo mai scritto il suo stile sia sempre impeccabile.

Anche perché nonostante sia un libro breve ci sono parecchi personaggi da gestire, non credo di aver mai letto un libro così breve con così tanti personaggi.

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Questa è un mappa dei rapporti fra i protagonisti del libro, vi chiedo scusa per la risoluzione ma non sono riuscita a trovarla in una risoluzione migliore.

Da questo è evidente che i personaggi e i legami fra di loro sono molti, la parte interessante è che i rapporti sono davvero ben annodati e il libro ruota attorno ad un argomento principale ovvero la morte di Santiago e questi rapporti servono anche a comprendere questa e le sfaccettature di questa.

Quindi ottima costruzione, stile e intrecci.

Sono i punti positivi questi che sono molti comunque e rendono godibile un testo, consiglio la lettura di conseguenza ma ora parliamo di quelli che per me sono i punti negativi.

Come dicevo il libro dovrebbe basarsi sull’assassinio di Santiago e sulla motivazione legata a questa tragedia, ma il motivo viene svelato quasi subito, a pagina 16 ed è un peccato per me perché avrei voluto attendere ancora prima di scoprire tutto questo.

Ovviamente viene analizzata di più man mano che si prosegue nella lettura ma anche nella trama scritta dietro al libro c’è una domanda che riguarda la motivazione quindi pensavo “chissà che hype” e invece viene rivelata presto e tutta la curiosità pian piano va scemando anche se la lettura è in ogni modo piacevole.

Altro appunto, questo non è per forza un punto negativo, pensavo che l’aspetto che mi avrebbe fatta infuriare di più avrebbe riguardato l’omertà che dilaga nel non rivelare a Santiago la notizia della morte ma non è stato così.

In realtà sì c’è senza il minimo dubbio dell’omertà ma qualcuno cerca di avvisare questo uomo in modo sbagliato magari ma qualcuno ci prova, in più diciamo che ci sono anche una serie di sfortune che si immettono sulla strada del suo salvataggio, mentre altre persone ancora sono scettiche perché gli uomini che uccideranno il giovane erano pesantemente ubriachi e andavano in giro ad annunciare questa morte quindi è complicato prenderli sul serio.

Gli assassini dell’uomo infatti sono i fratelli/gemelli Vicario e lo annunciano a tutti forse proprio perché non sono così certi di volerlo uccidere e sperano in un modo un po’ perverso che qualcuno lo avvisi e gli impedisca di morire per mano loro.

Ognuno ha in un certo modo le proprie ragioni per non avvisare Santiago, alcuni pensano che sia uno scherzo, altri lo fanno ma non vengono presi sul serio, altri ancora si mobilitano ma finiscono per perdersi, altri se la prendono con lui invece di capire che è la vittima.

Parliamo ora della scena finale, il libro si chiude con una descrizione dettagliata dell’assassinio, descrizione che era stata solo accennata prima, qui si narra il modo in cui l’uomo è morto, come si sono comportate le persone e i due assassini e cosa ha fatto la vittima una volta portata sul punto di morte.

Ecco, qui c’è una sequenza che mi è sembrata un po’ ambigua, Santiago viene accoltellato molte volte con dei coltelli piuttosto grezzi ma importanti per dimensioni, gli uomini lo sorreggono ad una porta e lo infilzano ripetutamente, tenete conto del fatto che la vittima è un uomo comunque di corporatura resistente diciamo.

Immaginatevi la scena, questo uomo è lì trafitto sul torace, sulla pancia, sulle cosce, sulle braccia, un po’ ovunque, ad un certo punto cade in ginocchio ovviamente in fin di vita, gli organi interni sono seriamente danneggiati tanto che (se siete facilmente impressionabili non leggete la prossima riga) le viscere fuoriescono e lui le tiene in mano.

Ok, in questo stato lui comunque si rialza, cammina lì vicino verso la casa dei vicini quando entra questi stanno facendo colazione e lui sorride cortesemente a tutti, camminando perfettamente con un piede dopo l’altro ” camminava con la prestanza di sempre, misurando bene i passi” e dopo questo finisce sul patio della casa dei vicini, ha persino la cura di togliere la terra che gli era rimasta addosso e lì dopo gli scalini crolla ventre a terra e muore.

Io non ho mai studiato medicina e non mi intendo di queste cose ma credo sia strana questa sequenza, ora è pur vero che le coltellate sono “colpi alterni e facili” ma stiamo comunque parlando di molte coltellate, molte ferite profonde che hanno danneggiato gravemente gli organi interni (questo viene detto durante l’autopsia) è possibile che in queste condizioni, con questa fuoriuscita lui riesca a muoversi in questo modo?

Vi ripeto mi è sembrata strana come sequenza poi non me ne intendo ma non saprei dopo tutti quei colpi e quelle ferite da come ne parlano gli altri sembra non avere quasi nulla.

E qui c’è un discorso importante da fare, non ci si può fidare pienamente di quello che dicono gli altri in questo libro, ognuno ha una propria versione e non è detto che tutto sia vero, alcune persone non ricordano o tengono nascosto qualcosa.

Quindi la morte potrebbe essere anche andata in modo diverso da queste testimonianze.

E’ uno di quei rari testi in cui già si conosce il finale ovviamente.

Insomma comunque sia è un testo godibile, potrebbe essere un ottima lettura estiva perché è breve ma interessante, quindi mi è piaciuto sì ma non mi ha soddisfatta a pieno.

Voto:

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Quindi bel testo, ottima costruzione ma vola abbastanza via come libro nel senso che non rimane tanto nella mente (almeno per me) quindi lo rileggerei sì ma alcune cose non sono così incredibilmente sconvolgenti come sembra dalla trama.

E voi? Avete letto “Cronaca di una Morte Annunciata”? Sì? No? Cosa ne pensate?

A presto!

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LiberTiAmo di Luglio

Buon lunedì ragazzi/e e buon inizio di luglio!

Come è andato giugno? Spero nel migliore dei modi!

Piccolo appunto, come avrete notato a giugno non è uscito l’articolo delle cose di maggio per il fatto che maggio non è stato un mese particolarmente interessante da poterci fare un bell’articolo delle “cose” quindi ho deciso di saltare maggio, qui a luglio parleremo delle cose di giugno però, saltiamo solo quello di maggio.

Detto ciò, nuovo mese nuovo libro del gdl, andiamo subito a scoprire quale!

Come sempre vi ricordo che trovate il gruppo su Goodreads, cliccando qui.

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Il Deserto dei Tartari – Dino Buzzati

Casa Editrice: Mondadori

Link All’Acquisto: QUI

 

Trama

Giovanni Drogo, un sottotenente, viene mandato in una lontana fortezza. A nord della fortezza c’è il deserto da cui si attende un’invasione dei tartari. Ma l’invasione, sempre annunciata, non avviene e l’addestramento, i turni di guardia, l’organizzazione militare, appaiono cerimoniali senza senso. Quando Drogo torna in città per una promozione, si accorge di aver perso ogni contatto con il mondo e che ormai la sua unica ragione di vita è l’inutile attesa del nemico. Tornato alla fortezza, si ammala e proprio allora accade l’evento tanto aspettato: i tartari avanzano dal deserto.

Il Deserto dei Tartari è stato pubblicato nel 1940, ed è stata l’opera che ha consacrato Buzzati fra i grandi scrittori italiani.

Questo testo ha ispirato pellicole, citazioni e brani musicali.

E’ incentrato sulla “fuga dal tempo”.

Il libro sarà in lettura per tutto il mese di luglio, quindi da oggi al 31/07.

Sarete dei nostri per la lettura?

A presto!

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LiberTiAmo di Giugno

Buona domenica ragazzi/e! Come va?

Inizio subito chiedendo venia per la mia assenza delle ultime settimane, in questo periodo è un po’ così, tornerò di sicuro il prima possibile ad essere più presente.

Tra l’altro deve ancora uscire la recensione-confronto fra la serie tv di Hill House e il libro, sì lo so, vado a rilento come un bradipo.

Mi sento come in quei momenti dove manchi per tanto e ritorni e c’è quella specie di imbarazzo latente misto a eccitazione.

Comunque oggi non siamo qui a parlare dei miei tempi ma del libro che sarà in lettura sul gdl da oggi al 30/06, quindi per le ciò che resta di giugno.

Da oggi infatti la lettura di “American Gods” è ufficialmente terminata sul gruppo ed è il momento di iniziare qualcosa di nuovo.

Andiamo a scoprire il libro di queste settimane!

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Cronaca di una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Casa Editrice: Mondadori

Link All’Acquisto: QUI

 

Trama

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, “villaggio bruciato dal sale dei Caraibi”, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l’onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall’aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l’alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione.

Cronaca di Una Morte Annunciata è stato pubblicato nel 1981.

La storia si basa su un fatto realmente accaduto in una cittadina della Colombia, dopo trent’anni Marquez ha preso ispirazione da ciò per questo romanzo.

Gabriel Garcìa Marquez ha vinto il premio Nobel per la Letteratura nel 1982.

Quindi come scritto sopra il libro sarà in lettura dal 16/06, (oggi) al 30/06.

Vi unirete a noi nella lettura? Vi aspettiamo!

A presto!

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LiberTiAmo di Maggio

Ohh buon primo maggio! Buona festa del lavoro a tutti/e!

Oggi vado veloce ragazzi/e perché ormai sapete quello che devo dirvi, il primo del mese è tradizione, ovviamente parliamo del libro in lettura per il gdl.

In particolare il libro che sarà in lettura questo mese è un titolo che ha vinto con ottimi voti al sondaggio e che io personalmente sono entusiasta di leggere, lo so che lo dico per tutti i libri ma è la verità.

Andiamo a scoprilo subito!

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American Gods – Neil Gaiman

Casa Editrice: Mondadori

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Dopo tre anni di prigione Shadow sta per tornare in libertà quando viene a sapere della morte misteriosa della moglie e del suo migliore amico. Sull’aereo che lo riporta a casa l’uomo riceve una proposta di lavoro da un tipo piuttosto enigmatico, Mister Wednesday: Shadow accetta, ma gli servirà ancora qualche tempo per scoprire chi sia in realtà il suo capo, chi siano i suoi compagni d’affari e chi i suoi concorrenti.

American Gods è stato pubblicato nel 2001.

Il libro ha vinto sempre nel 2001 il premio Bram Stoker e nel 2002 il premio Nebula e il premio Hugo.

Il libro ha riscosso un enorme successo e nel 2017 è arrivata la serie tv.

Il titolo sarà in lettura dal 01/05 al 31/05 ma molto probabilmente ci sarà una proroga.

Vi unirete a noi per questa lettura? Fateci sapere!

A presto!

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LiberTiAmo di Aprile

Buon primo d’aprile ragazzi/e!

Come va? Siete positivi/e per questo aprile? Io sì, finalmente possiamo chiudere i battenti di marzo e avanzare verso vallate più verdi… almeno speriamo.

Oggi parliamo del libro del mese per il gdl, questo titolo sarà in lettura per tutto aprile salvo proroghe.

Non mi dilungo più di tanto perché ormai conoscete la tradizione people, andiamo a vedere subito il titolo!

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L’Isola di Arturo – Elsa Morante

Casa Editrice: Einaudi

Link all’Acquisto: QUI *

Il romanzo è un’esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti non inquinate della vita. L’isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L’isola, dunque, è il punto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l’eroe ragazzo-Arturo. È una scelta rischiosa perché non si dà uscita dall’isola senza la traversata del mare materno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza.

L’Isola di Arturo è stato pubblicato nel 1957.

E’ vincitore del Premio Strega.

Come scritto sopra il libro sarà in lettura da oggi al 30/04, quindi per tutto aprile, salvo eventuali proroghe.

Come sempre ragazzi/e vi ricordo che potete unirvi alla lettura in qualunque momento, vi aspettiamo!

Iniziamo quindi questo classico!

A presto!

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