Cronaca di Una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Buon mercoledì! Come prosegue questo afoso luglio?

Oggi sono qui per una recensione, evviva tornano le recensioni, per la precisione con la recensione del libro che abbiamo letto nelle ultime due settimane di giugno sul gdl ovvero Cronaca di una Morte Annunciata di Gabriel Garcìa Màrquez.

Abbiamo selezionato per le ultime due settimane di giugno titoli piuttosto brevi e questo rientra pienamente nella categoria, che dire parliamone subito!

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Cronaca di una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Romanzo

Pagine: 90

Prezzo di Copertina: € 9,50

Prezzo ebook: € 7,99

Anno di Pubblicazione: 1981

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, “villaggio bruciato dal sale dei Caraibi”, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l’onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall’aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l’alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione. 

 

Recensione

Inizio dicendo che questo testo è tratto da un fatto realmente accaduto in Colombia, i nomi sono fittizi tranne quelli dei parenti dell’autore ma nonostante questo non è un testo true crime ma è un romanzo a pieno perché come dice anche l’autore, ha aggiunto un’ampia corrente narrativa.

E’ uno dei testi più famosi di Màrquez ma c’è da dire che questo è un autore noto per molti testi fra cui ne cito solo qualcuno, “L’Amore ai Tempi del Colera”, “Cent’anni di Solitudine” e “Memoria delle Mie Puttane Tristi”.

Allora partiamo dai punti positivi, ovviamente lo stile di scrittura, ci sono delle piccole perle inserite nelle descrizioni o in frasi sparate in giro per il libro che mi hanno ridato la vita durante la lettura, come ad esempio “era sui trent’anni, ma assai ben occultati, perché aveva la vita sottile da torero, gli occhi dorati, e la pelle cucinata a fuoco lento dal salnitro“.

Quindi è un libro ben scritto e questo non comunque sottinteso per come la vedo anche per grandi autori come Màrquez, ogni libro è diverso quindi anche se stiamo parlando di un grande scrittore non è detto che in ogni titolo mai scritto il suo stile sia sempre impeccabile.

Anche perché nonostante sia un libro breve ci sono parecchi personaggi da gestire, non credo di aver mai letto un libro così breve con così tanti personaggi.

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Questa è un mappa dei rapporti fra i protagonisti del libro, vi chiedo scusa per la risoluzione ma non sono riuscita a trovarla in una risoluzione migliore.

Da questo è evidente che i personaggi e i legami fra di loro sono molti, la parte interessante è che i rapporti sono davvero ben annodati e il libro ruota attorno ad un argomento principale ovvero la morte di Santiago e questi rapporti servono anche a comprendere questa e le sfaccettature di questa.

Quindi ottima costruzione, stile e intrecci.

Sono i punti positivi questi che sono molti comunque e rendono godibile un testo, consiglio la lettura di conseguenza ma ora parliamo di quelli che per me sono i punti negativi.

Come dicevo il libro dovrebbe basarsi sull’assassinio di Santiago e sulla motivazione legata a questa tragedia, ma il motivo viene svelato quasi subito, a pagina 16 ed è un peccato per me perché avrei voluto attendere ancora prima di scoprire tutto questo.

Ovviamente viene analizzata di più man mano che si prosegue nella lettura ma anche nella trama scritta dietro al libro c’è una domanda che riguarda la motivazione quindi pensavo “chissà che hype” e invece viene rivelata presto e tutta la curiosità pian piano va scemando anche se la lettura è in ogni modo piacevole.

Altro appunto, questo non è per forza un punto negativo, pensavo che l’aspetto che mi avrebbe fatta infuriare di più avrebbe riguardato l’omertà che dilaga nel non rivelare a Santiago la notizia della morte ma non è stato così.

In realtà sì c’è senza il minimo dubbio dell’omertà ma qualcuno cerca di avvisare questo uomo in modo sbagliato magari ma qualcuno ci prova, in più diciamo che ci sono anche una serie di sfortune che si immettono sulla strada del suo salvataggio, mentre altre persone ancora sono scettiche perché gli uomini che uccideranno il giovane erano pesantemente ubriachi e andavano in giro ad annunciare questa morte quindi è complicato prenderli sul serio.

Gli assassini dell’uomo infatti sono i fratelli/gemelli Vicario e lo annunciano a tutti forse proprio perché non sono così certi di volerlo uccidere e sperano in un modo un po’ perverso che qualcuno lo avvisi e gli impedisca di morire per mano loro.

Ognuno ha in un certo modo le proprie ragioni per non avvisare Santiago, alcuni pensano che sia uno scherzo, altri lo fanno ma non vengono presi sul serio, altri ancora si mobilitano ma finiscono per perdersi, altri se la prendono con lui invece di capire che è la vittima.

Parliamo ora della scena finale, il libro si chiude con una descrizione dettagliata dell’assassinio, descrizione che era stata solo accennata prima, qui si narra il modo in cui l’uomo è morto, come si sono comportate le persone e i due assassini e cosa ha fatto la vittima una volta portata sul punto di morte.

Ecco, qui c’è una sequenza che mi è sembrata un po’ ambigua, Santiago viene accoltellato molte volte con dei coltelli piuttosto grezzi ma importanti per dimensioni, gli uomini lo sorreggono ad una porta e lo infilzano ripetutamente, tenete conto del fatto che la vittima è un uomo comunque di corporatura resistente diciamo.

Immaginatevi la scena, questo uomo è lì trafitto sul torace, sulla pancia, sulle cosce, sulle braccia, un po’ ovunque, ad un certo punto cade in ginocchio ovviamente in fin di vita, gli organi interni sono seriamente danneggiati tanto che (se siete facilmente impressionabili non leggete la prossima riga) le viscere fuoriescono e lui le tiene in mano.

Ok, in questo stato lui comunque si rialza, cammina lì vicino verso la casa dei vicini quando entra questi stanno facendo colazione e lui sorride cortesemente a tutti, camminando perfettamente con un piede dopo l’altro ” camminava con la prestanza di sempre, misurando bene i passi” e dopo questo finisce sul patio della casa dei vicini, ha persino la cura di togliere la terra che gli era rimasta addosso e lì dopo gli scalini crolla ventre a terra e muore.

Io non ho mai studiato medicina e non mi intendo di queste cose ma credo sia strana questa sequenza, ora è pur vero che le coltellate sono “colpi alterni e facili” ma stiamo comunque parlando di molte coltellate, molte ferite profonde che hanno danneggiato gravemente gli organi interni (questo viene detto durante l’autopsia) è possibile che in queste condizioni, con questa fuoriuscita lui riesca a muoversi in questo modo?

Vi ripeto mi è sembrata strana come sequenza poi non me ne intendo ma non saprei dopo tutti quei colpi e quelle ferite da come ne parlano gli altri sembra non avere quasi nulla.

E qui c’è un discorso importante da fare, non ci si può fidare pienamente di quello che dicono gli altri in questo libro, ognuno ha una propria versione e non è detto che tutto sia vero, alcune persone non ricordano o tengono nascosto qualcosa.

Quindi la morte potrebbe essere anche andata in modo diverso da queste testimonianze.

E’ uno di quei rari testi in cui già si conosce il finale ovviamente.

Insomma comunque sia è un testo godibile, potrebbe essere un ottima lettura estiva perché è breve ma interessante, quindi mi è piaciuto sì ma non mi ha soddisfatta a pieno.

Voto:

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Quindi bel testo, ottima costruzione ma vola abbastanza via come libro nel senso che non rimane tanto nella mente (almeno per me) quindi lo rileggerei sì ma alcune cose non sono così incredibilmente sconvolgenti come sembra dalla trama.

E voi? Avete letto “Cronaca di una Morte Annunciata”? Sì? No? Cosa ne pensate?

A presto!

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CitaTime

Era un solitario fantasma che proclamava una verità che nessuno avrebbe mai udita. Ma per tutto il tempo impiegato a proclamarla, in un qualche misterioso modo la continuità non sarebbe stata interrotta. Non era col farsi udire, ma col resistere alla stupidità che si sarebbe potuto portare innanzi la propria eredità d’uomo.

Tutti i documenti sono stati distrutti o falsificati, tutti i libri riscritti, tutti i quadri dipinti da capo, tutte le statue, le strade e gli edifici cambiati di nome, tutte le date alterate, e questo processo è ancora in corso, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto. La storia si è fermata. Non esiste altro che un eterno presente nel quale il Partito ha sempre ragione.

George Orwell

News Letterarie #13

Buona domenica gente!

Oggi finalmente tornano le news letterarie, evviva, dopo mesi torniamo a parlare assieme di qualche libro in uscita nelle prossime settimane/mesi.

Dieci titoli più un titolo bonus, di solito inserisco per il titolo bonus un libro edito da una casa editrice indipendente ma oggi ho voluto inserire una graphic novel di un grande disegnatore, ho fatto uno strappo alla regola, dai perdonatemi.

Dovevo inserirla perché mi sembra un uscita molto interessante ma ora la smetto di anticiparvi cose e iniziamo subito!

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L’Assassinio del Commendatore, Libro Secondo – Murakami Haruki

Prezzo di Copertina: €20,04

Data di Uscita: 29 gennaio

Nella casa in mezzo al bosco che fu l’abitazione e l’atelier di Amada Masahiko, il grande artista autore del misterioso quadro «L’assassinio del Commendatore», vive ormai da qualche mese il giovane pittore protagonista di questa storia. La dimora è sperduta, ma non del tutto isolata: nel primo volume, «Idee che affiorano», avevamo conosciuto Menshiki, un vicino ricchissimo e sfuggente mosso da motivazioni solo a lui note. O la piccola Akikawa Marie, studentessa del corso di disegno tenuto dal protagonista, che per una volta sembra abbassare le difese e stringere un legame profondo col suo professore. Per non parlare del Commendatore stesso… Con «Metafore che si trasformano» si conclude l’«Assassinio del Commendatore». Come un mago al culmine del suo potere incantatorio, Murakami Haruki dà vita a un intero universo (a più di uno, a dire il vero…) popolato di personaggi, storie e enigmi che hanno la potenza indimenticabile dei sogni più vividi. Ma non è solo il gusto per il racconto a muoverlo: una volta giunto al termine di questo viaggio visionario, il lettore si scopre trasformato come i personaggi di cui ha letto le avventure, esposto, quasi senza averne avuto consapevolezza, al cuore pulsante della grande letteratura. «L’assassinio del Commendatore», a quel punto, inizia a svelare i suoi mille volti: una riflessione, molto realistica (e attuale), sulle ferite della storia, sulla colpa e la responsabilità. Una terapia per sopravvivere ai traumi. Una guida pratica per orientarsi nel mondo delle metafore. Ma anche un racconto fantastico sui mostri che ci divorano dall’interno, sulle paure che ci sbranano nella notte dell’anima; e su come, quei mostri, possiamo vincerli: prendendoci cura di chi arriverà dopo di noi.

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Secondo libro di questa mini-serie di Murakami, il primo a riscosso un buon successo anche se mi è capitato di non ascoltare opinioni troppo entusiaste, questo secondo volume ha come sottotitolo “metafore che si trasformano”.

 

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Gli Scomparsi di Chiardiluna, Secondo libro della serie L’Attraversaspecchi – Christelle Dabos

Prezzo di Copertina: €16,00

Data di Uscita: 9 gennaio

Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso…

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Un’altro secondo volume, di una saga/trilogia più ampia questa volta, il primo volume ha riscosso un enorme successo, questo titolo era atteso da qualche settimana dopo l’uscita del primo praticamente quindi finalmente è arrivato il momento.

 

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La Palude – Charlotte Link

Prezzo di Copertina: €18,90

Data di Uscita: 24 gennaio

In una torbiera nel nord dell’Inghilterra viene recuperato il corpo di Saskia Morris, una quattordicenne scomparsa da un anno. Poco tempo dopo scompare un’altra ragazza della stessa età, Amelie Goldsby, che viene ritrovata alcuni giorni dopo, viva ma sotto choc e incapace di ricordare cosa sia successo. La Polizia di Scarborough non scarta nessuna ipotesi, ma, poiché alcuni anni prima c’era stata un’altra sparizione di una giovane mai più ritrovata, si fa strada sempre più l’idea di un serial killer. I media ormai parlano dell’«assassino della palude» e mettono pressione al commissario incaricato delle indagini, Caleb Hale. Ma, suo malgrado, si trova implicata nella vicenda anche Kate Linville, ispettore di Scotland Yard, che è a Scarborough per vendere la casa di famiglia e per caso fa conoscenza con i genitori di Amelie che, disperati, le chiedono di indagare in modo informale su ciò che è successo. Il caso sembra avvolto dal più fitto mistero, finché improvvisamente si fa strada un piccolo indizio che porterà a una verità sconvolgente…

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Torna Charlotte Link, famosissima autrice di gialli e non, apprezzata per il suo stile e le vicende narrate che cambiano genere e forma. Torna con un thriller.

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Il Futuro è Storia – Masha Gessen

Prezzo di Copertina: €18,00

Data di Uscita: 10 gennaio

Il racconto intimo, sociale e politico, della nuova Russia in un saggio narrativo di forza romanzesca che segue dagli anni ’80 le vite di una serie di persone nate all’alba degli stravolgimenti che promettevano una nuova epoca democratica nell’ex Unione Sovietica. Un reportage straordinario che sancisce la voce di Masha Gessen, vincitrice con questo libro del National Book Award 2017 e finalista ai National Book Critics Circle Award, come una delle più impegnate e coraggiose della scena internazionale.

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Questo titolo sembra un mix fra un saggio e un romanzo, vincitore di diversi premi, l’arrivo in Italia è parecchio atteso.

 

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Prima della Neve – Claudio Coletta

Prezzo di Copertina: €12,00

Data di Uscita: 7 febbraio

Autunno 2001. Chiara, insegnante romana, raggiunge la Val di Maira alla ricerca di suo fratello Michele misteriosamente scomparso. Lì ritrova Simone, amico suo e del fratello, che fa l’allevatore e con lui rievoca persone e fatti del passato. Simone e Michele hanno partecipato alla lotta armata e conosciuto la prigione. Li ha uniti anche l’amore per Serena, dapprima moglie di Simone, con il quale ha avuto Davide, poi la convivenza con Michele di cui si era innamorata. Ma anche questo legame era poi finito. La complessa personalità di Michele va a poco a poco rivelandosi in tutte le sue inquietanti contraddizioni fino a quando il suo corpo viene rinvenuto in un crepaccio. La storia potrebbe concludersi qui, ma dopo il funerale anche Serena si ritrova in montagna con Simone e Chiara e dai racconti, dalle conversazioni emergono i lati oscuri nel rapporto tra i due amici e compagni di lotta di un tempo e il dubbio che Michele non abbia detto la verità fino in fondo. Allora la tesi dell’incidente cede il passo a nuove inquietanti ipotesi.

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Autore già di diversi titoli per Sellerio, Coletta presenterà il suo prossimo libro il 7 febbraio. Un giallo che sembra avere un ambientazione molto interessante.

 

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Le Avventure di Tom Bombadil – J.R.R. Tolkien

Prezzo di Copertina: €10,00

Data di Uscita: 2 gennaio

Un mondo fiabesco in sedici racconti in versi che reinquadrano, in un affascinante atlante animato, il suo Medioevo popolato da gnomi, streghe, troll, giganti, draghi, uccelli, uomini, alberi e acque. Protagonisti sono Tom Bombadil (picaresco abitatore dei boschi), Baccadoro (leggiadra fanciulla acquatica), lo Spettro dei Tumuli, il fattore Piedimelma, la principessa Me, il Troll pasticciere, Fastitocalone il preistorico e lo sfortunato Uomo della Luna.

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Questa è una ri-edizione, che vi ho voluto inserire comunque perché è un testo abbastanza ricercato, che si trova difficilmente perché appunto la vecchia edizione è quasi irreperibile, finalmente esce riedito con una nuova copertina.

 

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November Road – Lou Berney

Prezzo di Copertina: €18,00

Data di Uscita: 17 gennaio

Frank Guidry, membro fedele della mafia di New Orleans, ha imparato che tutti sono sacrificabili. E anche il suo turno arriva, perché sa troppe cose sul crimine del secolo: l’assassinio del presidente John F. Kennedy. A poche ore dalla tragedia – con minime possibilità di salvarsi – si dirige verso Las Vegas per incontrare chi potrebbe aiutarlo a sparire. Sa che la prima regola della fuga è non fermarsi, ma quando vede una donna in panne sul ciglio della strada con due figlie e un cane, vede anche il travestimento perfetto per seminare i sicari sulle sue tracce. Anche Charlotte fugge; da un’esistenza soffocante in un villaggio dell’Oklahoma, da un marito alcolista. È una storia americana: due estranei si incontrano per condividere la strada verso ovest, verso un sogno, e si trovano lungo il cammino. Guidry scopre una donna intelligente e divertente, decisa a dare una nuova vita a se stessa e alle figlie; Charlotte vede che Frank è forte e gentile, ma non sa che sta cercando di lasciarsi la vecchia vita alle spalle. Seconda regola della fuga, non innamorarsi. Gli implacabili cacciatori di Guidry incombono, e ora Frank non vuole solo sopravvivere ma vivere davvero, forse per la prima volta. Ognuno è sacrificabile o dovrebbe esserlo, ma Guidry non sa più abbandonare la donna che ha capito di amare. E questo potrebbe costare la vita di entrambi.

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Arriva in Italia questo titolo, finalmente tradotto, in America e in Inghilterra ha riscosso un modesto successo, lo sbarco qui è piuttosto atteso.

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L’Uomo delle Castagne – Soren Sveinstrup

Prezzo di Copertina: €20,00

Data di Uscita: 22 gennaio

Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca. Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d’ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all’ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi – infantili, incompleti, deformi – lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l’assassino lo sta fissando. Così si annuncia, spaventosa, la storia dell’Uomo delle castagne, un thriller di grande livello, il primo romanzo di Søren Sveistrup, autore della serie tv The Killing – il cult mondiale che ha appassionato milioni di spettatori – e sceneggiatore dell’Uomo di neve, il film tratto dal romanzo di Jo Nesbø. Un’invenzione narrativa complessa, un assassino disumano che si muove nel fondo di questo libro con una cupezza senza eguali, un’indagine condotta con angosciata bravura da due detective – uomo e donna, lui e lei – costretti a scendere mille gradini per comprendere come un’ossessione perfetta può deviare la mente di un individuo. Nemmeno Hitchcock. Perché poi un grande thriller nasce soltanto da un magnete, un chiavistello del male che attira, che vi attira inesorabilmente là, nella stanza degli omini che dondolano. Un capitolo vi lascerà il gusto di essere su una pista possibile e il seguente vi dirà di cambiare strada. Perché l’Uomo delle castagne ha pensato a tutto e ricorda ogni cosa. Gli altri, finti innocenti, hanno dimenticato.

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La trama di questo titolo è scritta molto bene secondo me e mi ha attirata parecchio, il titolo non mi ricorda molto un thriller ma opinioni personali a parte sembra un thriller freddo, gelido, come la sua copertina.

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Gennaio di Sangue – Alan Parks

Prezzo di Copertina: €18,00

Data di Uscita: 2 gennaio

Glasgow, gennaio 1973. Un periodo orribile per il detective Harry McCoy. Nairn, un detenuto che ha arrestato qualche tempo prima, lo convoca per annunciargli che una certa Lorna, una giovane cameriera, verrà uccisa. A lui tocca di inseguire la sconosciuta per tutta la città nel tentativo di impedirlo. Troppo tardi: un giovane dall’aria male in arnese spara in mezzo alla folla, abbattendo proprio lei, e poi si suicida. Nairn viene trovato sgozzato nel bagno della prigione. Lorna arrotondava lo stipendio di cameriera con servizi sessuali estremi per clienti ricchi ed esigenti. Una pista che conduce nella dimora di Lord Dunlop e di suo figlio Teddy, strana coppia unita da inclinazioni poco ortodosse, come l’uso che fanno dello sterminato patrimonio di famiglia. E costringe McCoy a misurarsi con i fallimenti del passato prossimo, fantasmi alimentati dall’uso di alcol e droghe a cui ricorre senza misura, da solo o in compagnia. Un poliziotto scuro dentro, animato da un senso della giustizia che non conosce limiti ma a volte cerca scorciatoie, grazie anche al legame con Cooper, uno dei boss della malavita locale che è stato il suo protettore nelle tetre case d’accoglienza in cui è vissuto da ragazzino. Non c’è redenzione per McCoy, ma nemmeno per chi tenta di tagliargli la strada. Un nuovo antieroe del noir, sullo sfondo di una Scozia che cerca di correre verso il futuro ma è ancorata alle sue radici di povertà innaffiata dall’alcol. Proprio come lui, il detective Harry McCoy.

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E’ il primo romanzo di Alan Perks, non mi è chiaro se questo è anche il primo romanzo di una serie o no ma comunque la trama mi ricorda una scena noir degna di una storia piena di suspance e mistero.

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La Vita Inizia Quando Trovi il Libro Giusto – Ali Berg, Michelle Kalus

Prezzo di Copertina: €17,90

Data di Uscita: 10 gennaio

Frankie ha sempre cercato risposte nei libri. Risposte al perché la sua carriera non sia decollata, perché sia così difficile andare d’accordo con sua madre o non abbia ancora vissuto la sua grande storia d’amore. Leggere le pagine di Jane Austen, Francis Scott Fitzgerald e Steinbeck l’ha sempre aiutata. Ma spesso Frankie si sente spesso sola. Ora, però, ha escogitato un piano infallibile per cambiare vita. I libri non possono tradirla. Per giorni ha lasciato una copia dei suoi romanzi preferiti su treni e autobus, scrivendo all’interno la sua e-mail. Per una grande lettrice come lei non c’è modo migliore di conoscere qualcuno se non grazie a un libro. Quando le risposte cominciano ad arrivare, Frankie colleziona appuntamenti su appuntamenti. E purtroppo delusione su delusione. Si presentano le persone più strambe che lei abbia mai conosciuto. Fino a quando non incontra Sunny che sembra uscito da uno dei suoi romanzi preferiti. Ma ha un difetto: ha gusti letterari opposti ai suoi. Una cosa su cui Frankie non può proprio soprassedere. Per vivere la favola che ha sempre sognato, dovrebbe accettare Sunny con pregi e difetti. Accettare che l’uomo che le sta accanto possa amare autori che lei non ha mai letto. Perché una nuova vita inizia quando trovi l’amore. Ma anche quando scopri una nuova storia da leggere, che apre verso orizzonti inaspettati e protagonisti indimenticabili da incontrare.

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Si parla di libri? Quindi l’ho dovuto inserire, la parte in cui si parla della passione per i libri da un tono che mi piace al romanzo è mi sembra un testo caruccio sopratutto per noi amanti dei libri.

Titolo Bonus!

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Sclavi, Le Voci dell’Acqua – Tiziano Sclavi, W. Dell’Edera

Prezzo di Copertina: €16,00

Data di Uscita: 10 gennaio

«Le voci dell’acqua» è la prima graphic novel di Tiziano Sclavi, il creatore di Dylan Dog, uno dei maestri assoluti del fumetto italiano e mondiale. In quest’opera tornano i sogni e gli incubi, le passioni e le ossessioni dei classici di Sclavi, con un nuovo respiro narrativo. Stravos, il protagonista, si muove all’interno di una città oscura e inquietante, tormentato da misteriose voci, forse segno della sua pazzia. O forse di una pazzia più grande, collettiva, che contagia tutti i personaggi che circondano Stravos. La soluzione arriverà in un finale sorprendente e spiazzante. A illustrare la trama originale, sceneggiata da Tiziano Sclavi, è uno dei disegnatori italiani più importanti emersi nell’ultimo decennio, affermatosi anche sulla scena internazionale: Werther Dell’Edera.

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E infine, questa graphic novel, è un volume con il cognome dell’autore ma è una storia a sè in cui probabilmente l’autore si manifesta sottoforma del protagonista, il disegnatore è un pilastro della scena italiana.

Bene!

Quale di queste uscite vi ispira di più? C’è nè una in particolare? Fatemi sapere!

A domani!

Elisa

Nuovo Natale, Nuova Wishlist Natalizia

Buon sabato!

Ieri abbiamo parlato dei libri da regalare e oggi, perchè voglio essere egoista, parliamo dei libri che a me piacerebbe ricevere a Natale, una wishlist natalizia appunto.

Anche questo articolo fa parte delle nostre tradizioni gente, infatti ogni Natale mi riduco a parlarvi dei libri che desidero, agognandoli ardentemente.

Spero però che sbirciando fra questa breve wishlist (certo, breve in compenso a quella integrale di cui ormai ho perso l’equilibro anni fa), possiate trovare qualcosa di interessante, magari un titolo che non avevate mai visto o uno che non ricordavate di desiderare…

Insomma, iniziamo!

Inferno – Dante Alighieri illustrato da Gabriele Dell’Otto

Il Contrario della Nostalgia – Sara Taylor

Su questi voglio andare veloce, perché li ho già citati in un articolo di qualche giorno fa ma penso siano quelli che al momento desidero di più.

“Franco Nembrini, da anni, tiene per tutta l’Italia un ciclo di lezioni su Dante e la Commedia. Alla fine di uno di questi incontri, a Roma, Nembrini è stato avvicinato da un ragazzo che gli ha detto che le sue parole gli avevano cambiato la vita. Questo ragazzo era Gabriele Dell’Otto, uno dei più importanti disegnatori del mondo, artista di punta delle due grandi casi editrici americane di supereroi, Marvel e DC. È nato così un progetto che è anche un sogno. Rivestire la Divina Commedia per portarla al grande pubblico, nel millennio che è appena iniziato. Dopo l’introduzione di Alessandro D’Avenia, ogni canto ha un’introduzione alla lettura scritta da Nembrini, il testo originale di Dante e, a fronte, una parafrasi in italiano contemporaneo, e una riproduzione delle tavole di Gabriele Dell’Otto che illustrano il contenuto del canto. Un grande progetto, che continuerà, ovviamente, con Purgatorio e Paradiso.”

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“Alex ha tredici anni quando una notte sua madre decide di partire all’improvviso, portando con sé soltanto uno zaino che sembra aver pronto da sempre. Nel giro di pochi minuti, la sua esistenza verrà irrimediabilmente rivoluzionata: si ritrova in macchina, con niente da mettersi a parte i vestiti con cui ha dormito e senza la minima idea di dove sua madre abbia intenzione di andare. Comincia così un viaggio interminabile – Virginia, Michigan, Texas, California – che ripercorre le tappe dell’inquieta vita di sua madre: i genitori immigrati dalla Sicilia, l’infanzia e l’adolescenza trascorse tra orfanotrofi e famiglie d’affido, le donne che ha amato che per qualche ragione si chiamavano tutte Laura. Fra la strada e i motel, nella strana sospensione data dal costante movimento in avanti, Alex – che fin dalla più tenera età si rifiuta di assumere un’identità di genere, di essere maschio o femmina – imparerà a conoscersi e a conoscere sua madre e scoprirà che l’irrequietezza non è necessariamente un peccato, che ci sono cose a cui è impossibile dare un nome e storie che, per quanto lo si desideri, è impossibile raccontare. E che forse, in fondo, va bene così.”

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Come appunto dicevo in quell’articolo, ho amato “Tutto il Nostro Sangue” di Sara Taylor e ho saputo recentemente che questo suo romanzo è uscito ad ottobre, quindi so che lo recupererò a breve, regalo o autoregalo.

L’Inferno di Dante invece rielaborato in questa edizione l’ho visto ancora prima dell’uscita, mi ero detta che lo avrei comprato una volta uscito ma alla fine ho aspettato, però prima o poi sarà nelle mie mani. L’inferno è il mio cantico preferito, non ho capito se queste nuove edizioni illustrate usciranno anche per il “Purgatorio” e il “Paradiso” ma credo proprio di sì visto il successo che questo ha ottenuto.

Il Libro della Mitologia

Il Libro dell’Arte

Il Libro del Crimine

Questi testi editi da Gribaudo sono fantastici, io ne possiedo due che sono uno dedicato alla psicologia e l’altro alla filosofia. Questi sopra credo siano usciti quest’anno, sono particolarmente interessata a quello riguardo la mitologia e al crimine. Perchè per quanto riguarda l’arte possiedo già un buon tot di libri interessanti a riguardo che piano piano mi “studio”.

Come sono fatti questi libri?

Appena ne terminerò uno ve ne parlerò dettagliatamente, ma sono più da consultazione diciamo, comunque ripercorrono tutta la storia di una disciplina o un’arte, concentrandosi sui punti ovviamente più importanti, sugli esponenti maggiori di ogni corrente ecc..

Hanno un design interno che mi piace moltissimo, sono davvero curati nei minimi dettagli.

Ci sono di moltissimi altri temi, come la scienza, la storia, l’astronomia, insomma di tutto, spero tradurranno a breve quello sulla letturatura.

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Il Tempo dei Lupi – Riccardo Rao

Casa Editrice: Utet

Prezzo di Copertina: €18,00

I lupi stanno tornando. Negli ultimi anni la loro popolazione in tutta Europa è aumentata in modo esponenziale. In Italia è più che decuplicata superando i duemila esemplari. Sempre più spesso vengono avvistati intorno ai centri abitati, nei pascoli, al limitare del bosco. Insieme alle tracce riemergono paure antiche, mai placate del tutto. Nemico da perseguitare, incarnazione del male, pericolo per raccolti e greggi: man mano che avanzava l’urbanizzazione e le foreste lasciavano spazio ai campi, i lupi sono stati cacciati, dagli eserciti o dagli stessi contadini, spesso dietro compenso delle istituzioni pubbliche. Si conta che solo in Francia nel 1797 furono uccisi oltre cinquemila lupi. Massacri simili furono perpetrati in Germania, Inghilterra, Italia… Una strage alimentata da un timore ancestrale che dal Medioevo giunge fino al presente. Dalla donna delle Asturie capace di comandare branchi di lupi nel Seicento, al ragazzo tedesco allevato dai lupi nel Trecento, fino alla celebre storia della bambina con il cappuccetto rosso che attorno all’anno Mille viene ghermita da un lupo e condotta nel cuore della foresta, Riccardo Rao ci guida attraverso documenti storici e leggende fino ai giorni nostri, ai macabri ritrovamenti di lupi impiccati nei boschi italiani. In un percorso fra storia, letteratura, psicologia e biologia, Rao ricostruisce come la superstizione popolare, la cultura dotta degli uomini di chiesa, ma anche le grandi trasformazioni dell’ambiente abbiano creato il mito del lupo europeo. Un mito mai così attuale.

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Non vi ho mai parlato della mia passione per i lupi? No? Beh ho trovato sempre questo libro casualmente prima che uscisse e l’ho salvato in wishlist, dovrebbe essere un simil-saggio sui lupi, che si concentra sulla storia sopratutto di questi.

 

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I Due Esorcisti – Ray Russell

Casa Editrice: TEA

Prezzo di Copertina: €14,00

Susan Garth è una ragazza perbene: occhi limpidi, capelli biondi, brava a scuola, tutte le domeniche a messa… Almeno fino al giorno in cui comincia a comportarsi in maniera insolita e alla chiesa non riesce più nemmeno ad avvicinarsi, o alla notte in cui si spoglia di fronte al vecchio parroco e gli affonda le unghie nella gola… Gli anni Sessanta stanno sbocciando, e i preti ormai confidano più spesso nella psichiatria che nella demonologia, ma non il vescovo Crimmings, convinto che dietro quello sguardo apparentemente innocente si nasconda il Principe delle Tenebre, il Diavolo in persona. A Susan non serve un bravo psicologo, bensì un esorcismo in piena regola e, per eseguire il rito, il prelato chiede aiuto al nuovo parroco, padre Sargent, un giovane e disinvolto prete dalla mentalità aperta e la passione per il brandy. Insieme, i due esorcisti, in un crescendo di tensione e violenza, affronteranno l’oscurità che tormenta la ragazza. Ma un’altra sconvolgente verità attende di essere rivelata. Perché se il Male ha un solo nome, può avere molti volti…

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Prima che uscisse in Italia questo libro era considerato un semi pilastro dei romanzi horror, l’ho visto consigliato ovunque quando cercavo qualcosa di horror appunto, ha avuto un gran successo e lo avevo inserito nell’edizione Penguin ma ho notato poi la pubblicazione in italiano per TEA. In Italia non ha riscosso un gran successo ma all’estero è super raccomandato.

Allora questa è una categoria a parte e sono i libri che parlano di scrittura, sono due, l’ultimo che vedete è la traduzione del primo a sinistra.

Reading Like A Writer – Francine Prose

Leggere da Scrittore – Francine Prose

Bird By Bird – Anne Lamott

Iniziamo da quello che è tradotto in Italiano, quindi Reading Like a Writer.

Questo è un libro per tutti coloro che credono che per scrivere bene non serva frequentare corsi di scrittura creativa. Per quelli che pensano che per scrivere basti leggere, leggere e ancora leggere. Ecco, potremmo dire che questo è un libro di “lettura creativa”. L’autrice è convinta che si possa imparare a scrivere solo se si impara prima di tutto a leggere e che per cogliere la magia alla base dei capolavori letterari e infonderla nelle proprie opere è necessario impegnarsi in una lettura attenta, proprio come i grandi scrittori hanno fatto nel corso dei secoli con gli autori che li hanno preceduti. Si addentra perciò nei meandri della letteratura per carpirne le scelte linguistiche e, ricorrendo alle opere di Jane Austen, Flaubert, Kafka, Nabokov, Salinger, Tolstoj, Virginia Woolf e altri importanti autori, mette alla luce i mattoni e la malta che costruiscono la narrazione: parole, periodi, capoversi, voci narranti, personaggi, dialoghi e tanto altro. “Leggere da scrittore” traccia un percorso che porta alla capacità di analizzare i testi e di apprezzarli maggiormente.

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E’ stato tradotto in Italia dalla Dino Audino editore, casa editrice che è famosa per la pubblicazione di libri di non-fiction sulla scrittura. E’ un titolo super consigliato che ha attirato la mia attenzione da molto tempo, l’ho inserito e tolto, tolto e inserito in wishlist. Parla di un argomento di cui abbiamo parlato anche qualche giorno fa, ovvero la lettura da scrittore, un argomento non facilissimo da analizzare.

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Bird By Bird – Anne Lamott

“Thirty years ago my older brother, who was ten years old at the time, was trying to get a report on birds written that he’d had three months to write. It was due the next day. We were out at our  family cabin in Bolinas, and he was at the kitchen table close to tears, surrounded by binder paper and pencils and unopened books on birds, immobilized by the hugeness of the task ahead. Then my father sat down beside him, put his arm around my brother’s shoulder, and said, ‘Bird by bird, buddy. Just take it bird by bird.'”

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Altro libro sulla scrittura appunto ma l’ho visto consigliato a chiunque che per lavoro si trovi faccia a faccia con la creatività ogni giorno, infatti il sottotitolo è “some instructions on writing and life”. Ci sono molti libri che parlano di scrittura, per fortuna, infatti sono rimasta stupita nel vederne così tanti.

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Samuel Taylor Coleridge – Well, they Are Gone, and Here Must I remain

Casa Editrice: Penguin

Prezzo di Copertina: € 3,50

“Ye Ice-Falls! Ye that from the mountain’s brow
Adown enormous ravines slope amain -…’

A selection of Coleridge’s poems, including ‘This Lime-Tree Bower My Prison’ and ‘Frost at Midnight’.

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Un breve testo Penguin, adoro questi libricini perché sono economici, di qualità comunque e con una buona selezione. Non ho mai letto nulla di Coleridge e sarebbe il momento di recuperare.

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Di Chi è Questa Storia? – Eleonora Benecchi

Casa Editrice: Bompiani

Prezzo di Copertina: €16,00

Cos’è oggi un testo culturale? E soprattutto chi lo fa? Siamo tutti potenzialmente autori grazie alle nuove piattaforme di autopubblicazione come Wattpad o i blog? Oppure esiste ancora un confine netto tra chi scrive e chi legge una storia? La cultura digitale trasforma gli oggetti culturali in contenuti fluidi che possono essere copiati infinite volte, viaggiare verso innumerevoli luoghi e soprattutto essere cambiati in molteplici modi, anche a dispetto delle intenzioni degli autori originali. I testi, tradizionali e non, scorrono in un flusso di scambi continui e inarrestabili. Attraverso un corpus di casi legati alla serialità televisiva, cinematografica e letteraria, si mostra come la cultura digitale erode, inevitabilmente, l’autorialità. Questo libro evidenzia però anche le opportunità che la digitalizzazione offre agli autori: dalla creazione collaborativa di contenuti, attraverso cui essi e i loro fan scrivono insieme, passando per il fenomeno delle fanfiction, che vede i più produttivi tra i lettori rielaborare in forme nuove le trame e i personaggi che li hanno appassionati, fino all’autopubblicazione online, che nei casi più fortunati apre le porte del mercato letterario ai lettori-autori. L’obiettivo di questo volume è offrire una serie di riflessioni che possano aiutarci a rispondere alla domanda: di chi sono oggi le storie che ci appassionano?

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Questo libro parla di un argomento davvero interessante secondo me, per i lettori, scrittori e per chiunque sia interessato all’argomento. E’ possibile che venga “recuperato” a breve…

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The Game – Alessandro Baricco

Casa Editrice: Einaudi

Prezzo di Copertina: €18,00

Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata – dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone – non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente più confini, niente più élite, niente più caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti più cari all’uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è The Game.

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Questo è un po’ particolare rispetto agli altri, Baricco per me è uno di quegli autori per cui un libro mi piace, un altro no, uno sì e uno no, è sempre così. C’è quasi un rapporto di odio e amore, vorrei leggere questo saggio ma non ne sono sicura al 100%, ho visto diverse interviste fatte da Baricco dopo l’uscita di The Game e i suoi punti di vista mi sono sembrati troppo drastici e rigidi, quindi temo che anche il saggio sia così però mi riservo di leggerlo prima di esserne sicura ovviamente. Di certo negli anni Baricco è diventato più pop, lo conferma anche il fatto che il suo saggio lo vedo ancora nelle vetrine delle librerie, il che è solo una constatazione ma vedrò perché è un libro che vorrei leggere per essere sicura dell’idea che mi sono fatta riguardo alla posizione di Baricco ma allo stesso tempo temo che questa posizione estremamente rigida percorra tutto il saggio.

 

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The Penguin Book of Romantic Poetry 

Casa Editrice: Penguin

Prezzo di Copertina: €15,89

The Romanticism that emerged after the American and French revolutions of 1776 and 1789 represented a new flowering of the imagination and the spirit, and a celebration of the soul of humanity with its capacity for love. This extraordinary collection sets the acknowledged genius of poems such as Blake’s ‘Tyger’, Coleridge’s ‘Khubla Khan’ and Shelley’s ‘Ozymandias’ alongside verse from less familiar figures and women poets such as Charlotte Smith and Mary Robinson. We also see familiar poets in an unaccustomed light, as Blake, Wordsworth and Shelley demonstrate their comic skills, while Coleridge, Keats and Clare explore the Gothic and surreal.

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Ultimamente preferisco leggere la poesia in inglese, sopratutto ovviamente quando si parla di poeti/poetesse di origine inglese o che scrivevano in lingua, perché trovo renda di più. Questa raccolta, con questa bellissima copertina, questo testo raccoglie i poemi emersi nelle rivoluzioni americane e francesi, dal 1776 al 1789, o almeno i poemi principali presumo, molto interessante.

 

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Paranoia – Shirley Jackson

Casa Editrice: Adelphi

Prezzo di Copertina: €18,00

 

Un giorno, a metà degli anni Novanta, Laurence Jackson Hyman, il figlio maggiore di Shirley Jackson, apre la porta di casa e – sorpresa – si trova davanti una scatola di cartone senza traccia di mittente. Dentro, immediatamente riconoscibili dai fogli di carta gialla e dai caratteri della sua Roval, una messe di scritti inediti della madre, morta ormai da trent’anni. Da quell’imprevista cornucopia, e dalle successive ricerche nel suo Fondo presso la Biblioteca del Congresso di Washington, scaturirà nel 2015 un libro sorprendente, “Let Me Tell You”, definito «un revival di ‘Ai confini della realtà’».I molti e appassionati lettori di Shirley Jackson – che amava dire di essere una strega – saranno così felici di trovare, nella scelta che qui offriamo, comicissimi sketch familiari, stranianti conferenze sull’arte dello scrivere, nonché alcuni dei racconti più inquietanti che «la maestra di Stephen King» abbia mai scritto. E di provare di nuovo quell’arcano sentimento che proprio lei ci ha fatto conoscere così bene: l’angoscia che si insinua in noi nell’intravedere la presenza del Male.

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Mi piace Shirley Jackson anche se vorrei leggere altro di suo, perché sento di aver bisogno di leggere di più, questo libro è uscito lo scorso ottobre, ed è un testo che raccoglie scritti inediti trovati e composti assieme dai figli dell’autrice.

Bene!

E’ meglio fermarsi perché potrei andare avanti decisamente per troppo, mi do una calmata.

E voi? Quali libri desiderate? Qualcuno di questi ispirano anche voi?

A domani!

Elisa

The Joy of Christmas book tag!

Buon mercoledì!

Oggi tag, negli ultimi mesi non ne ho più pubblicati ma durante le maratone cerco sempre di inserire un tag a tema natalizio che trovo facendo qualche ricerca, quello di questa maratona 2018 è “The Joy of Christmas, book tag“, l’ho trovato sul blog di Grazia ovvero “La Spacciatrice di Libri“. Ma da quello che ho letto sul blog di Grazia è stato ideato dalla booktuber Sam’s Nonsense.

E’ un tag super carino e le risposte che Grazia ha dato mi sono piaciute molto, dato che le ultime domande sopratutto sono molto natalizie ho pensato che fosse perfetto.

Io direi che possiamo iniziare immediatamente!

Aspettativa: l’eccitazione natalizia è palpabile.
Quale/i uscita/e aspetti di più?

Allora non c’è un vero e proprio libro che attendo con trepidazione ma ci sono future uscite di autori che mi hanno rapita la prima volta che ho letto un qualcosa scritto da loro, prendiamo ad esempio Sara Taylor, è uscito ad ottobre un suo nuovo libro e io l’ho scoperto l’altro ieri, (vergognoso), s’intitola “Il Contrario della Nostalgia” e lo devo recuperare il prima possibile. Oppure io sono sempre in attesa di qualcosa di nuovo di Neil Gaiman, sempre ad ottobre è stato tradotto in italiano il suo “Miti del Nord“. Oppure Paul Auster, sono sempre sull’attenti per le sue uscite anche se devo ancora leggere il suo “1234“.

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Canzoni e carole natalizi: di quale libro o
autore non puoi non cantare le lodi?

Ehhh troppi, a parte quelli citati sopra direi anche Sylvia Plath, Virginia Woolf, Charles Dickens, Charlotte Bronte (che però non è una delle mie autrici preferite), Harper Lee e il suo meraviglioso “Il Buio Oltre la Siepe”, Ray Bradbury, e per quando riguarda i poeti/poetesse Charles Baudelaire, Jorge Luis Borges, Emily Dickinson, Alda Merini e basta mi fermo percheé ne dovevo nominare uno e va sempre a finire così con me!

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Le casette di pan di zenzero: quale libro o
serie ha un world-building favoloso?

Avevo risposto ad una domanda simile in un tag di qualche tempo fa ma non voglio vedere quale risposta avevo scritto, voglio rispondere a secco.

A parte Harry Potter che insomma lo sappiamo, il genio della Rowling nel creare un mondo nuovo e magico è fuori da normale.

Anche il mondo di Poldark di Graham ma quello non è inventato dal nulla, ovviamente Le Cronache di Narnia direi come risposta definitiva.

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Canto di Natale: il classico preferito
o quello che vuoi leggere?

Jane Eyre, risposta secca per il mio preferito anche se io non ho mai un libro solo per “categoria”, è uno dei miei preferiti. Tra quelli che vorrei leggere, ovviamente Orwell, 1984 e La Fattoria degli Animali.

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Dolcetti di Natale: che libro vorresti ricevere per Natale?

Sono certa del fatto che nei prossimi giorni uscirà un articolo “wishlist” dei libri per Natale, perché è un ottima occasione di parlare di libri interessanti assieme ma per il momento rispondo con l’edizione a colori dell’Inferno di Dante, questa qui.

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Candele alla finestre: quale libro
ti dà una sensazione di calore?

Degli ultimi libri che ho letto, NESSUNO.

Il Grande Gatsby stranamente, non saprei dire il perché, sopratutto la prima parte e la parte centrale, forse il clima da festa mi da l’idea di calore.

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Alberi di Natale e decorazioni: quali sono
alcune delle tue copertine preferite?

Vi nomino queste due ma ce ne sono troppe per poterle mostrare tutte, la prima è di un’edizione che desidero molto di racconti di Poe, è bellissima. E la seconda è del secondo libro de la serie “Il Castello delle Stelle”, ditemi se non vi ricorda il Pianeta del tesoro!?

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La gioia del Natale: quali sono alcune delle tue cose
preferite del Natale e/o alcuni de tuoi ricordi preferiti del Natale?

Nell’infanzia ho sempre passato dei Natali meravigliosi, mi ricordo i mega pranzi e cene in famiglia, l’appendere le decorazioni fuori in giardino assieme ai miei genitori, fare l’albero con mia madre, il profumo di cibo che aleggiava in casa per tutti questi giorni, ricordo che durante il periodo scolastico desideravo così tanto l’avvento delle feste da sognarle tutto l’anno. Adesso le cose sono un po’ cambiate, molte anzi, ma il ricordo dei Natali passati mi riscalda il cuore ogni volta.

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Vorrei lasciare aperto questo tag a tutti/e! Chiunque voglia scrivere la propria versione mi faccia un fischio perché mi farebbe un grande piacere leggerla!

Bene!

Noi ci leggiamo domani!

Elisa

Abbandonare i Libri

Buon martedì e ben ritrovati ragazzi/e!

Vi avevo avvisato del fatto che quest’anno in questa maratona ci sarebbero stati più articoli “chiacchierecci” e in effetti eccone un altro.

Non vi preoccupate, nei prossimi giorni torniamo a parlare di qualcosa di più natalizio…

Comunque oggi voglio parlare dell’abbandonare i libri e non nel senso di lasciarli in giro o scordarseli da qualche parte, bensì interrompere la lettura magari a 10 pagine dall’inizio o a metà libro.

Tra l’altro questo argomento è venuto fuori anche nei commenti di qualche articolo fa, quello riguardo al mio 2018 di letture povere mi sembra.

Come per l’articolo dell’altro però volevo scrivere questo articolo da mesi forse, abbiamo sfiorato l’argomento negli scorsi tempi ma non ho mai scritto un qualcosa a riguardo.

L’argomento però è molto diffuso, sono convinta del fatto che ognuno di noi ha prima o poi abbandonato un libro, e non mentite, non mentite perché vi vedo!

Non so se ci avete fatto caso ma quando si abbandona un libro si hanno un po’ i sensi di colpa, e questo è riferito anche alle altre persone attorno a noi, quando un amico ci chiede di una lettura che abbiamo abbandonato la reazione è più o meno sempre la stessa, si sussurra piano a bassa voce “eh no ma… sai l’ho momentaneamente abbandonato… sarà il periodo, ehm sì”.

Adesso magari drammatizzo un po’ la situazione ma si ha sempre un po’ di senso di colpa dai questo è vero.

E’ come se si lasciasse andare piano piano, a piccole dosi un qualcosa che aveva ai nostri occhi grandi potenzialità e vedendolo sparire dalla nostra mente ci si incolpa del fatto che forse lo abbiamo lasciato troppo presto, sempre troppo presto per mostrare il suo vero valore.

All’inizio mi vergognavo di dire che avevo abbandonato un libro perché credevo che una volta iniziato andasse terminato ma ad oggi ho cambiato completamente idea.

Non si può insistere su un libro che non ci prende o che ogni volta riposato sul comodino o sul tavolo sembra non averci lasciato niente, va bene per le prime 10/20/30 massimo 40/50 o 60 pagine ma dopo se non vogliamo proseguire è giusto arrivare a patti con noi stessi e ammettere che no, non voglio più andare avanti, passo a qualcosa che mi appassiona di più o che trovo più interessante.

Ne parlo ora in un articolo perché forse mai come quest’anno ho sperimentato l’abbandono cospicuo di testi e di questi l’unico che per me rimane come un pallino fisso nella mia mente è “Casa di Foglie”, quanto brucia, è come una sconfitta per me anche perché ero arrivata ad un buon punto ma di sicuro lo riprenderò, di poche cose sono certa nella vita e questa è una di quelle.

Insomma si ha ancora un po’ di timore, o questo io avverto almeno, nell’ammettere che si è deciso di abbandonare un libro, questo non vale per tutti anzi molte persone con cui ho parlato non hanno problemi a dirlo, ma di solito si reclude il fatto dell’aver abbandonato un libro in un angolo remoto del cervello cercando di nasconderlo.

Quei libri sono sempre lì, sulla libreria che scrutano e ti ripetono che li hai abbandonati e se li date via, in scambio o li regalate dopo ci sarà il timore che se dovessi venirvi la voglia un domani di rileggerlo/i dovreste ricomprarlo/i.

Non c’è niente di male nel dire che abbiamo abbandonato un libro io credo, insomma se un libro non fa per noi o in quel momento non è la lettura giusta (o più semplicemente) non ci piace, stop alla lettura, passiamo al prossimo.

Ci sono talmente tanti libri interessanti da leggere, impossibile leggerli tutti in una vita, e fossilizzarsi su un titolo che non va giù solo perché si deve portare a termine a tutti i costi una lettura ti priva del piacere di questa.

Un altro argomento legato a questo è lo sforzarsi di leggere quando non c’è la voglia o la passione, sforzarsi non è mai una cosa positiva per quanto mi riguarda, anche se porti a termine la missione è comunque un qualcosa che non ti viene naturale, un qualcosa per cui hai dovuto incitare e sforzare te stesso/a quindi a mio avviso il risultato non sarà mai dei migliori.

Con questo intendo dire che si rovinerà la lettura probabilmente, ci sono due casi possibili con uno sforzo di lettura, o la ripresa improvvisa del libro ad un certo punto e quindi tutto sommato una belle esperienza di lettura finale o la rovina dell’esperienza a causa di questo sforzo, (la seconda di solito è quella più frequente).

Tutto ciò per dire, quando si abbandona un libro non c’è nulla di male, anzi credo ci sia quanto ci si sforza con un testo che non va per noi, è arrivato anche qui il momento di ammettere ad alta voce quali sono i libri che avete abbandonato e che bruciano di più, ditemi!

Io oltre a “Casa di Foglie”, citerei anche “Il Deserto dei Tartari” e “La Morte del Padre”, a parte i primi due comunque non mi pento dell’ultimo, i primi due li riprenderò di certo.

Quindi, qual’è il libro che più vi pentite di aver abbandonato? O quale libro super consigliato da altri con voi non ha raggiunto la passione desiderata nella lettura?

A domani!

Elisa

 

WWW Wednesday! #11

Buon mercoledì people!

Erano mesi che sul blog non compariva un altro appuntamento di “WWW Wednesday”, ho pensato però di rimediare il prima possibile anche perché ultimamente ho fatto una lettura di cui non vi ho detto nulla e sto leggendo titoli di cui non vi ho parlato nel migliore dei modi.

Sto leggendo anche un titolo della tbr (no, non me ne sono dimenticata anche se oramai cambierei il titolo da tbr invernale a tbr annuale parte 1).

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Quindi oggi ci aggiorniamo un po’ e ovviamente sono curiosa di conoscere anche le vostre letture del momento quindi, fatemi sapere!

Cosa Stai Leggendo?

La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Il Deserto dei Tartari – Dino Buzzati

Troppe a cui Pensare: Saggi 1951-2000 – Saul Bellow

Come saprete dallo scorso articolo “La Campana di Vetro” della Plath è il titolo che stiamo leggendo al momento sul gruppo di lettura. Mi sta piacendo più del previsto questo libro, avevo grandi aspettative per la Plath ma sono molto più coinvolta nella lettura del previsto.

Ho molte aspettative per questo titolo, lo avevo iniziato qualche anno fa, penso sia uno dei titoli che sosta da più tempo nella mia libreria non letto quindi sono felice di recuperare questo mese.

“Il Deserto dei Tartari” mi sta piacendo molto, l’ho iniziato perchè una domenica pomeriggio stavo cercando di sistemare un po’ la libreria e ritrovandomi in mano questo libro mi è venuta la curiosità di iniziarlo, ho letto le prime venti pagine e ho deciso che dovevo leggerlo.

Infine “Troppe Cose a Cui Pensare” di Saul Bellow che è una raccolta di saggi dal 1950 al 2000. Dunque, da quello che ho potuto leggere fin’ora Bellow scrive della sua gioventù (e delle esperienze che ha vissuto), coinvolgendo sempre la letteratura sopratutto americana e criticandola sotto certi aspetti.

Come mio primo approccio a Bellow è interessante leggere il suo punto di vista nei confronti dei suoi coetanei scrittori e della letteratura d per sé, aspetto però di finirlo per farmi un’idea più precisa.

 

Cosa hai appena Finito di Leggere?

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The Princess Saves Herself in This One – Amanda Lovelace

A parte Smith & Wesson di Baricco ho letto questo titolo che è un libro di “poesie” in lingua che mi è stato regalato nel periodo natalizio.

Non mi è piaciuto per nulla questo libro, partendo dal presupposto che questa non la definirei poesia nella definizione internazionalmente riconosciuto.

Come ho scritto anche su Goodreads:

“L’idea di base non è male, anzi, alcuni “aneddoti” di vita sono piuttosto piacevoli da leggere ma per quanto mi riguarda questa non è poesia. E’ scrivere ciò che ti passa per la mente (non in modo eccezionale tra l’altro) su una pagina con uno stile di impaginazione che copia la poesia. Anche no, l’idea è carina, alcune “frasi” sono quasi commoventi e descrivono bene l’adolescenza ma è il resto che non va. “

Cosa pensi Leggerai in futuro?

Poesie – Sylvia Plath

Titolo del Gruppo

La Metamorfosi (e tutti i racconti pubblicati in vita) – Franz Kafka

Ho questa raccolta di poesie in casa della Plath che dopo l’esperienza de “La Campana di Vetro” leggerò sicuramente.

Nell’edizione che posseggo tra l’altro de “La Campana di Vetro” alla fine del romanzo ci sono sei poesie che leggerò con molto piacere al termine della lettura, penso che queste sei poesie da Ariel siano presenti anche nella nuova edizione Mondadori.

Tra qualche giorno terminerà il sondaggio sul gruppo per scegliere assieme il titolo di aprile quindi c’è aria di novità nell’aria e ovviamente il titolo vincitore entrerà a far parte delle mie letture future.

Infine, vorrei rileggere “La Metamorfosi” di Kafka, che lessi ai tempi della scuola studiandolo anche nello specifico però all’epoca non mi convinse del tutto e dato che ho “Il processo” di Kafka da leggere e mi chiama da qualche tempo prima voglio rileggere il suo famosissimo racconto.

In più leggendo questo racconto rispondo ad un punto della challenge a cui sto partecipando quest’anno, per una rara volta faccio qualcosa di studiato per bene, sto imparando.

Bene!

Per oggi era tutto, e voi? Quale lettura avete appena terminato? Cosa state leggendo? Cosa vorreste leggere in futuro?

Fatemelo sapere!

A prestissimo!

Elisa

 

Top/Flop Libresca del 2017

Buon lunedì gente e buon inizio settimana!

Oggi siamo qui per il penultimo articolo riguardo il 2017 (in cui parliamo ancora di fatti risalenti allo scorso anno), perché oggi infatti vi parlo delle due classifiche top e flop delle letture dello scorso anno.

L’altro articolo in cui buttiamo un’occhio al 2017 sarà quello delle “cose del mese di dicembre” che uscirà nei prossimi giorni.

Ho pensato di fare un articolo dedicato alle letture dello scorso anno, solitamente non lo faccio e sopratutto avrei dovuto farlo prima (dato che sono ormai sono l’ultima della fila) ma pazienza.

Vi parlerò dei cinque libri flop e dei cinque libri top del 2017, ovviamente per quanto riguarda la mia modesta opinione.

Iniziamo con la classifica dei cinque libri peggiori o “flop” del 2017 fra quelli che ho letto durante l’anno precedente.

 

FLOP

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Villette – Charlotte Bronte

Di ogni libro di cui vi parlerò troverete la recensione sul blog, ma non temete ve la linkerò man mano. Di ogni libro tranne di questo perché Villette lo abbiamo letto con il gruppo nel novembre del 2016 ma io personalmente l’ho terminato nel febbraio del 2017 e non ve ne ho mai parlato in una recensione perché ho voluto terminarlo a tutti i costi ma la lettura della parte iniziale non era così fresca per una recensione completa. Mi dispiace molto inserire un libro di Charlotte fra i peggiori ma questo non mi ha proprio convinta. Ho letto Jane Eyre di Charlotte ed è unno dei miei classici preferiti quindi leggere subito dopo questo è stato come una sberla in pieno volto. Mi ha deluso molto, la protagonista è una donna che non prende scelte, non ha spinta verso la vita, si lascia semplicemente trasportare dagli eventi in ogni campo della vita, dal lavoro, all’amore. Non ha nerbo, è un romanzo sciatto. La scrittura è sempre piacevole, nulla da dire, ma la storia di per se mi ha delusa.

 

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Le Ragazze – Emma Cline

(Trovate la recensione completa cliccando sul titolo)

No. Questo libro mi ha fatta arrabbiare come pochi, solo a ripensarci sento i nervi che iniziano ad impazzire. Dal punto di vista della scrittura anche qui, nulla da dire tranne in alcuni pezzi l’ho trovata un tantino presuntuosa, ma per il resto lo stile della Cline si legge bene. La protagonista però vi irriterà per tutto il tempo, di solito i libri che non mi sono piaciuti li do via ma questo ho voluto tenerlo, sì, come vessillo della rabbia che mi ha fatto provare.

 

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Il Libro dell’Inverno – Tove Jansson

Anche qui, è più la delusione che mi spinge ad inserirlo nella classifica dei peggiori, questo libro era fra le proposte nel sondaggio del mese di dicembre 2016, non ha vinto ma dato che mi ispirava molto l’ho letto nel mese di gennaio. Avevo grandi aspettative per questa autrice e per questo libro ma purtroppo questo la maggior parte delle volte può causare grandi delusioni. Lo stile non è nulla di particolare e nemmeno i capitoli, dovrebbe essere mezzo autobiografico ma purtroppo non mi hanno suscitato grandi sensazioni questi aneddoti. Tranne uno, che mi ricordo abbastanza bene, un capitolo intitolato “Neve” che mi è piaciuto e mi ha riportata all’infanzia ma in generale è un grande no.

 

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L’Arte di Essere Fragili – Alessandro D’Avenia

Ci avviciniamo al primo posto, come potevo non citare questo libro? So che a molte persone è piaciuto, a me no purtroppo. Io guardo molto anche l’effetto lungimirante di un libro, ovvero quello che ti da un titolo nel tempo, parere non descrivibile in una recensione fatta subito dopo la lettura. Ebbene, se dopo averlo concluso i miei pareri erano negativi, lo sono ancora di più ora dato mi sono resa conto di un fatto. Nel mio cervello questo libro si è autocancellato. Non ricordo nulla, nada, zero, tabula rasa. Ricordo solo che lo stile di d’Avenia non era male ma il libro finisce per essere un polpettone in cui l’autore sembra spingere dentro a forza Leopardi.

 

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Il Battito Oscuro del Mondo – Luca Quarin

Questo libro mi era stato inviato dalla casa editrice, che ringrazio ancora, ma purtroppo non mi è piaciuto. Penso sia il libro peggiore che abbia letto nel 2017. E’ un accozzaglia di sesso gratuito, rapporti strani, situazioni che portano a ben poco. L’unica cosa che mi è piaciuta è il fatto che l’autore riesca ad incastrare eventi realmente accaduti nella storia con la vita dei propri personaggi in modo particolare e diverso dal solito.

 

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Exit West – Mohsin Hamid

Mi è piaciuto molto questo libro, parlando però dell’effetto lungimirante non mi è rimasto impresso come avrei voluto. Mi ricordo pochi pezzi che però sono talmente vividi che mi sembra di averli vissuti in prima persona. E’ un libro piuttosto breve ma di forte impatto, mi ha fatto provare emozioni e mettermi in panni di persone con uno stile di vita totalmente diverso dal mio, avevo tentato di mettermi in precedenza in questi panni ma questo libro mi ha fatta aprire gli occhi e sono felice di averlo letto.

 

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La Signora Dalloway –  Virginia Woolf

Beh, Virginia Woolf per me è un must quindi insomma questa è stata la riconferma e la spinta verso l’amore che ho per lei. In questo libro c’è tutto, amore, passato, morte, destino, tutto. Ci sono frasi e metafore di una poesia unica, che arrivano talmente forti in faccia al lettore che ti scuotono e torni a rileggerle una ventina di volte. Significati meravigliosi, similitudini forti, un romanzo di un’impatto incredibile.

 

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Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

E’ stato l’ultimo libro del 2017 e ho chiuso l’anno alla grande con questo classico. Anche di questo alcune immagini mi sono rimaste fortemente impresse, per esempio quella finale. Come ho scritto nella recensione non è un libro perfetto ma più passano i giorni e più mi innamoro di questo libro pensandoci. L’immagine del fuoco che divora e ripulisce è vincente e sempre lì nella mia mente.

 

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Tutto il Nostro Sangue – Sara Taylor

Questo libro è stato spodestato all’ultimo perchè se non fosse stato per il numero uno, questo avrebbe dominato la classifica. L’ho letto all’inizio dell’anno ma il suo ricordo mi accompagna sempre, è incredibile pensare quanto mi sia rimasto impresso, penso di averlo sopratutto letto nel momento giusto, questo forse ha aiutato molto. Anche qui, non è un libro perfetto ma ne conservo un bellissimo ricordo, questo libro è stato una conquista. Lo consiglierò per anni e non vedo l’ora di leggere altro di Sara Taylor. Un romanzo famigliare pieno di sfaccettature, amore, violenza, odio, distacco.

 

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Il Racconto dell’Ancella – Margaret Atwood

Ta ta ta, il primo posto va a Il Racconto dell’Ancella. Ho valutato bene quale mettere al primo posto fra questo e il libro precedente, ero molto indecisa, ma alla fine ho scelto di innalzare nella prima posizione questo titolo che mi ha conquistata. Come scrivevo anche nella recensione la scrittura della Atwood è molto asciutta e secca, scrittura differente da quella che apprezzo di solito, ma qui penso sia lo stile perfetto per una narrazione simile. Anche questo libro mi ha lasciato immagini, frasi, atmosfere a cui ripenso spesso. Leggerò sicuramente altro della Atwood.

Bene gente!

Ho cercato di essere il più breve possibile, perchè vi ho già parlato di questi libri quindi non volevo dilungarmi più di tanto.

E voi? Quali sono stati i vostri libri top del 2017? E quali quelli flop?

A presto!

Elisa

Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Buon martedì gente!

Come promesso ieri ripartiamo alla grande perché oggi parliamo di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury.

Questo titolo è stato quello del mese di dicembre per il gruppo di lettura o meglio delle ultime settimane di dicembre.

Questa opera è un classico del suo genere e del suo tempo e sono stata felice di poterlo finalmente leggere dato che giaceva sugli scaffali della mia libreria da tempo.

Ma non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo subito con la recensione!

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Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Editore: Mondadori

Pagine: 163

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Prezzo ebook: € 7,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1953

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall’incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

Non si possono garantire cose del genere. In fondo, quando avevamo tutti i libri di cui c’era bisogno, continuavamo a cercare la scogliera più alta da cui buttarci. Adesso abbiamo un gran bisogno di ossigeno, ci serve la conoscenza, e forse fra mille anni ci metteremo a cercare qualche sasso un po’ più piccolo da cui buttarci giù.I libri servono a ricordarci quanto siamo stupidi, e somari. Sono i pretoriani dell’imperatore che gli sussurrano all’orecchio, mentre si svolge la parata: “Ricorda Cesare, sei un mortale”. La maggior parte di noi non può correre dappertutto, parlare con chiunque, conoscere tutte le città del mondo, perché non ha il tempo, i soldi e neppure tanti amici. Le cose che cerca, Montang, sono nel mondo, ma il solo modo in cui l’uomo medio può conoscerle è leggendo un libro. Non chieda garanzie e non si aspetti di essere salvato grazie a una sola persona, macchina o biblioteca. Preservi quello che può, e se si sentirà affogare, almeno muoia sapendo che stava nuotando vero riva.

Recensione

Dunque inizio subito con il dire che io non avevo mai letto nulla di Ray Bradbury che oltre ad essere conosciuto per opere come questa è l’autore anche di testi come “Cronache Marziane”, “Il Popolo dell’Autunno” e “L’albero di Halloween”.

Parliamo subito della scrittura anche perché in questo caso è un punto che mi ha sorpresa molto, come per la Atwood non pensavo ad una scrittura diretta e fredda così per Bradbury non mi aspettavo una scrittura così ricca.

Piena, straripante di metafore, sinonimi, alcune persino vicine una all’altra, non mi aspettavo uno stile così ricco, evocativo e molto poetico.

Penso che nella scrittura dell’autore si riesca perfettamente a vedere il suo modo di pensare meraviglioso riguardo la natura, una determinata immagine onirica, la forza dell’immaginazione e della curiosità.

Dipende dai gusti ma io in generale apprezzo di più uno stile ricco rispetto a uno povero perchè lo trovo sempre più carico, sempre più carico fino ad esplodere in un’immagine finale di una potenza incredibile.

Quando ovviamente riesce bene la scrittura, ma in questo caso riesce bene quindi non ho nulla da dire se non, l’unico appunto che posso fare, è che a volte ma raramente l’ho trovato fin troppo queste metafore o questi sinonimi l’uno dietro all’altro ma in generale lo stile mi è piaciuto molto e leggerò sicuramente altro di Bradbury.

Quando si pensa a Fahrenheit 451 si parla subito di regime governativo pressante, di distopia ecc, ci sono questi elementi e belli presenti ma penso che i punti cardine (o almeno quelli sui quali Bradbury abbia voluto spingere il testo) non siano questi ma bensì il libero arbitrio delle persone che abitano nella civiltà descritta dall’autore che per loro volontà non sono più interessati alla lettura e non fa la minima differenza per loro il conoscere la storia, gli eventi, la cultura.

In questa società la cultura e la curiosità non contano più niente, anzi vengono temute e represse.

Un valido esempio è la ragazzina che Guy, il nostro protagonista, incontra all’inizio che poi improvvisamente sparirà e Guy si porrà una domanda molto interessante che aiuta il lettore a entrare di più nella mentalità del testo: “perchè il governo dovrebbe temere una ragazzina di 17 anni che se ne va in giro a parlare della società di ieri e dei fiori e della luna?”.

Questa sparizione assieme al suicidio di un’anziana donna che deciderà di darsi fuoco con i propri libri davanti ai pompieri e a Guy, smuoveranno il nostro protagonista fino a fargli mettere in discussione tutto, come un sasso tirato in uno stagno crea un moto nell’acqua sempre così i dubbi di Guy si allargheranno sempre più fino ad esplodere e a convincerlo del fatto che, nonostante la civiltà in cui vive faccia di tutto per trasformare ogni essere in un essere felice (togliendo campi come la poesia o la psicologia che mettono in discussione la realtà e di conseguenza incupiscono le persone) nulla potrà renderlo felice se non è la più pura verità.

Sono 163 pagine che passano velocemente in un crescendo di avvenimenti azzardati e curiosi, si legge tutto d’un fiato e credo di dovermi aggregare alle persone che criticano questo libro per il fattore lunghezza, qualche cinquantina di pagine in più non avrebbe fato male secondo me.

Il libro è suddiviso in tre parti e la mia preferita è quella centrale, quella più concitata e ricca di fatti.

Ci sono parecchi simboli all’interno di questo libro, come la fenice che rinasce dalle ceneri, come la salamandra che riporta al mito delle lucertole di fuoco e simboleggia appunto il fuoco e la sopravvivenza, o anche il fuoco di per sè (grande protagonista del libro) che indica il cancellare un qualcosa dalla faccia della Terra, il divorarlo per eliminarlo.

La moglie di Guy è un personaggio distante ma che dopo aver terminato il libro mi è tornato spesso alla mente, è come in una bolla assorbita com’è dalla tv e dalla finta famiglia elettronica, non concepisce nemmeno più la possibilità di riscoprire il mondo al di fuori da quella rete appiccicosa.

Un altro personaggio che entra nella mente del lettore è Beatty, il capo di Guy, che non si capisce bene da quale lato pende, voi direte “ma scusa se è il capo dei pompieri penderà verso il regime che teme e censura la cultura”, potrebbe sembrare ma c’è molto altro, è il personaggio più enigmatico di tutti perché se da un lato sembra voler convincere Guy dell’inutilità dell’oggetto libro e ovviamente di ciò che contiene, dall’altro sembra invece capire il suo ruolo in una società spacciata e portata allo stremo.

Il finale a tratti mi è piaciuto a tratti no, come vi dicevo avrei desiderato leggere altro e proseguire l’avventura con Guy ma dall’altro leggendo il finale ho sentito quasi una sensazione di calma ristabilita, di nuovo inizio.

Piccolo appunto a questa edizione nuova della Mondadori, l’introduzione è di Neil Gaiman, ovviamente ciò mi ha resa davvero felice e l’ho trovata caruccia come introduzione ad un libro del genere, non dice molto e penso sia giusto così.

Quindi, mi è piaciuto questo libro, molto, ma con qualche piccola riserva di conseguenza mi sento di dare quattro stelline.

Voto:

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Questo è stato l’ultimo libro del 2017 per me (perchè quelli di Natale fra i 2’000 lavori da fare nelle feste non sono riuscita a terminarli prima della fine dell’anno) e dico fieramente di aver chiuso l’anno per quanto riguarda le letture alla grande con questo libro.

Psst! A breve arriverà la classifica dei top/worst del 2017!

Sono felice di averlo finalmente letto e alcune scene mi tornano alla mente spesso il ché trovo sia sempre un buon segnale.

E voi? Avete mai letto Fahrenheit 451? Si? No? Vi è piaciuto? Fatemelo sapere!

A presto!

Elisa

 

 

The Christmas Song Book Tag

Buon giovedì cari/e!

Un altro giorno di #Xmasmaratona e un altro articolo, oggi però tag libroso a tema natalizio.

Ne ho già fatto uno qualche settimana fa ma dato che (escluso l’articolo di oggi) rimangono solo quattro giorni di maratona e ci stiamo avvicinando alla fine di questa iniziativa ho pensato: “ci vuole un altro tag a tema natalizio”.

So che per gli odiatori del Natale articoli di questo tipo sono forse troppo celebrativi ma è la mi festività preferita quindi che dire… non mi scuserò.

In questo momento dell’anno gli amanti del Natale come la sottoscritta possono dare sfogo alla loro aura di entusiasmo allucinato e ricordiamocelo gente, capita una volta all’anno, quindi più Natale c’è in questi articoli meglio è.

Ho visto questo tag sul blog di Anna, Kim e Mon ovvero il blog Ikigai, vi lascio il link alla loro risposta al tag proprio sul nome del loro adorabile blog.

Questo tag consiste nel rispondere alla domanda domanda/affermazione per ogni canzone di Natale.

Le domande sono molto carine quindi ho deciso con piacere di portare qui sul blog questo tag dopo averlo visto per la prima volta.

Sentitevi tutti taggati, chi vuole può rispondere liberamente a questo tag e magari mi farebbe molto piacere leggere le risposte che ognuno darà quindi avvisatemi perché correrò subito a leggere l’articolo!

Iniziamo!

 

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“YOU’RE A MEAN ONE GRINCH” – Nomina un personaggio malvagio che non puoi fare a meno di amare.

E’ molto difficile per me rispondere a  questa “domanda” perché non mi piacciono i cattivi in generale, c’è qualche caso molto raro ma in linea di massima non mi fa impazzire la figura del cattivo non perché non la trovi interessante (la psicologia del cattivo è affascinante) ma non condivido la scelta di comportarsi in questo modo.

Mi viene da pensare più banalmente ai cattivi dei film dei supereroi per esempio, insomma capisco che il governo o i buoni ti abbiano per sbaglio rovesciato il drink addosso e ora tu voglia scatenare la terza guerra mondiale ma penso ci siano altri modi per affrontare la questione.

Comunque mi è capitato a volte di empatizzare con alcuni cattivi, alcuni li comprendo anche perché a volte non c’è un motivo per essere cattivo alcuni lo sono e basta.

Non voglio essere banale e dire Scrooge de “Il Canto di Natale”, perché lo amo alla follia si sa, quindi dirò Jadis meglio conosciuta come “La Strega Bianca” nella saga de Le Cronache di Narnia.

Cosa volete che vi dica, sarà anche manipolatrice e senza scrupoli ma lo è con stile ed eleganza e questo mi piace molto.

 

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“ALL I WANT FOR CHRISTMAS IS YOU” – Qual è il libro che desideri di più trovare sotto l’albero di Natale?

Non saprei, c’è ne sono molti.

Uno che desideravo moltissimo era il titolo della Woolf uscito per la UTET qualche settimana e mi è già stato regalato per S. Lucia quindi sono già felice.

Devo spararla grossa?

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Mi piacerebbe questo meraviglioso cofanetto contenente quattro classici ( in inglese) fantastici in edizioni curatissime e illustrate.

 

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“RUDOLPH THE RED NOSED REINDEER” – Nomina un personaggio che supera molti ostacoli e impara a credere in se stesso.

Di getto direi Tristan di Stardust scritto da Neil Gaiman.

Ma c’è ne sono molti di personaggi del genere e io mi sono affezionata a tutti, ci sono anche personaggi simili che crescono, soffrono e poi muoiono e da lettore l’unica cosa che puoi fare è chiudere il libro, fissare il vuoto e andare a comprare un pacco di Kleenex.

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“SANTA CLAUS IS COMING TO TOWN” – Quale personaggio pensi che sia in cima alla lista dei personaggi “malvagi” e quale in cima alla lista dei personaggi buoni?

Al primo posto nella lista dei cattivi inserisco un personaggio le cui azioni non possono essere perdonate, né dopo la lettura del libro né mai.

Sto parlando del padre di Chloe in “Tutto il Nostro Sangue”, è un personaggio che durante il corso del libro agisce in modi terribili sopratutto con la madre di Chloe (Elizabeth se non sbaglio).

E’ un personaggio che mi è rimasto impresso per la sua violenza e il suo menefreghismo cieco e subdolo nei confronti di tutto e tutti tranne in quelli di se stesso ovviamente.

In cima alla lista dei buoni invece, ah, è più difficile questo punto!

Direi Novecento di Novecento scritto da Baricco perché è un personaggio profondo e pure che mi è rimasto dentro.

 

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“FROSTY THE SNOWMAN” – Quale libro ti fa sciogliere il cuore?

Sempre Novecento di Baricco per cui piango tutte le volte che lo rileggo, Il Buio Oltre la Siepe della Lee che più che far sciogliere il cuore fa arrabbiare ma qualche lacrimuccia mi è caduta devo ammetterlo.

Infine anche “Le Notti Bianche”, perché chi ha soffermato di un amore non ricambiato non può non soffrire assieme al protagonista.

 

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“FELIZ NAVIDAD” – Scegli un libro ambientato in un paese diverso dal tuo.

Ehh c’è l’imbarazzo della scelta, Exit West che è ambientato in più di un paese e tutti diversi dal mio.

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“IT’S THE MOST WONDERFUL TIME OF THE YEAR” – Quale libro a tema natalizio usi per diffondere la gioia del Natale?

Un libro di cui non penso di avervi mai parlato ovvero “Meravigliosi Racconti di Natale” di Josette Gontier, un libro per bambini/ragazzi adorabile che non tutti gli anni rileggo di cui ho un bellissimo ricordo.

 

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“SLEIGH RIDE” – Quale personaggio sceglieresti per trascorrere insieme le vacanze? (Non deve implicare un interesse amoroso).

Questo punto può essere interpretato in due modi, un personaggio che ti sta simpatico con cui vorresti trascorrere del tempo o un personaggio che vorresti incontrare (e trascorrerci assieme le vacanze) per dirgli quanto è stupido.

Per la prima possibilità scelgo Alana di Saga (il fumetto scritto da Vaughan e illustrato da Staples), è un personaggio molto forte e sarcastico che è sempre una sicurezza.

Per la seconda invece come molti immagineranno Evie de Le Ragazze della Cline… Come ho scritto nella recensione compie azioni stupide.

 

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“BABY IT’S COLD OUTSIDE” – Quale libro che non ti è piaciuto sacrificheresti dandogli fuoco per riscaldarti?

No beh per bruciare non brucerei nessun libro però se proprio dovessi sceglierne uno da dare via così verso un destino incerto o “Gli Uomini in Generale mi Piacciono Molto” della Ovaldé oppure “Prometto di Sbagliare” di Freitas che avevo però, li ho già dati via in scambio da tempo.

Se li avessi ancora però non esiterei a sacrificarli se non nel fuoco come dono improvvisato a qualcuno cui appiopparli.

 

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“DO YOU HEAR WHAT I HEAR” – Quale libro pensi che tutti dovrebbero leggere?

Sicuramente Il Buio Oltre la Siepe, Il Racconto dell’Ancella, Jane Eyre e uno a scelta fra quelli della Woolf.

Senza dimenticare qualcosa di Poe, Hardy e Dickens, beh insomma doveva essere uno adesso mi fermo.

 

Bene gente!

Questo era il tag di oggi, se avete piacere a rispondere a queste domande fatemelo sapere, mi raccomando!

Noi ci leggiamo domani!

Elisa