L’Oceano in Fondo al Sentiero – Neil Gaiman

Buon giovedì!

Come sta avanzando questa settimana? Spero bene!

Oggi recensione, avrei dovuto pubblicare questo articolo settimane fa, anche perché questo libro l’ho effettivamente finito settimane fa, ma alla fine arriva solo oggi.

L’Oceano in Fondo al Sentiero” è stato il libro del mese di maggio per il gruppo di lettura, LiberTiAmo.

Ho accolto questa lettura con estremo entusiasmo perché saranno mesi che non mi addentro più nella scrittura di Gaiman, che considero ad oggi uno dei miei autori preferiti.

Ma non perdiamoci in pinzillacchere, andiamo alla recensione!

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L’Oceano in Fondo al Sentiero – Neil Gaiman

Casa Editrice: Mondadori

Pagine: 187

Genere: fantasy

Prezzo ebook: € 6,99

Prezzo di Copertina: € 14,00

Anno di Pubblicazione: 2013

Link all’acquisto: QUI

Trama

Sussex, Inghilterra. Un uomo di mezza età ritorna alla casa della sua infanzia per un funerale. Sebbene la casa non ci sia più da un pezzo, l’uomo è irresistibilmente attratto dalla fattoria in fondo al sentiero, dove a sette anni aveva conosciuto una ragazza fuori dal comune – Lettie Hempstock -, sua madre e sua nonna. Erano decenni che non pensava più a Lettie. Eppure non appena si siede vicino allo stagno (quello stagno che lei sosteneva essere un oceano) accanto alla vecchia fattoria in rovina, ecco che il passato ritorna con i suoi ricordi, troppo strani, spaventosi e pericolosi per essere ricordi di episodi davvero successi a qualcuno, tanto meno a un ragazzino. Quarant’anni prima un uomo, un inquilino della casa di famiglia, aveva rubato la loro auto, dentro la quale si era suicidato proprio in fondo al sentiero. Quella tragica morte aveva evocato antiche forze che andavano lasciate in pace. Si erano scatenate oscure creature che venivano da chissà dove e il narratore era dovuto ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L’orrore più terribile e minaccioso aveva creato devastazioni indicibili. E lui, ai tempi solo un ragazzino, disponeva come unica difesa di tre donne che vivevano in una fattoria in fondo al sentiero… La più giovane di loro affermava che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricordava del Big Bang.

 I ricordi d’infanzia a volte sono coperti e nascosti sotto le cose che vengono dopo, come vecchi giocattoli dimenticati sul fondo del caotico e traboccante ripostiglio dell’adulto che diventi, ma non sono mai perduti per sempre.

Recensione

Questo libro viene “promosso” come un libro fantasy per ragazzi, ma secondo la mia modesta opinione è una lettura per tutti e questa frase non potrebbe essere più azzeccata per questo testo.

Anzi forse per certi versi lo considero adatto a chi non è più un ragazzo/a proprio perché nella lettura ci si ritrova catapultati, nolenti o volenti, nella propria infanzia.

Se non avete mai letto nulla di Neil Gaiman direi che iniziare da questo o da Coraline è un ottimo inizio.

Stile, Ritmo e Atmosfere

Ripensando a questa lettura il primo termine che mi viene in mente è “nostalgia”, infatti lo considero un testo dall’atmosfera parecchio nostalgica, penso che questo aspetto sia in parte voluto e in parte no.

Fin dall’inizio del testo infatti sia avverte un profondo ritorno al passato, noi seguiamo il protagonista che (ad inizio testo appunto) è un uomo ormai adulto che torna nel paesino dove è vissuto da piccolo per il funerale di un parente, successivamente a questo ritorno però si ritrova perso nel viale dei ricordi e quasi guidato da una forza misteriosa ritorna alla casa di una sua amica d’infanzia, Lettie.

Qui la storia passa ad una nuova timeline temporale, veniamo proiettati nel passato del protagonista e riviviamo con lui una serie di avventure che hanno costellato un periodo intenso della sua infanzia, qui arriva la nota fantasy, infatti la sua amica Lettie, sua madre e la nonna di queste sono tre donne con poteri speciali, magici e anche quello che accade al nostro eroe è magico, ma anche spaventoso e a tratti realistico.

Il libro scorre ad un ritmo medio, non direi che è un libro veloce o che si legge in un soffio, certo non è macchinoso o lento, solo ci si gode i pensieri e le disavventure del protagonista e ci si perde nelle sue emozioni.

Lo stile di Gaiman, secondo me, è simile in alcuni testi e diverso in altri, dopo aver letto molteplici suoi volumi posso dire che a volte mi sembrava di leggere uno stile riconoscibile e riconducibile a lui, mente altre volte no.

Succede sopratutto con i suoi libri per ragazzi, in “Coraline” ho trovato uno stile più semplice rispetto a “L’Oceano in Fondo al Sentiero“, in “American Gods” ho trovato invece uno stile più maturo e arzigogolato.

Qui lo stile dell’autore è ottimo, è uno dei testi migliori di Gaiman che abbia mai letto dal punto di vista stilistico.

Personaggi

Ho adorato i personaggi femminili di questo libro, Lettie Hempstock, la madre e la nonna di questa sono un magico trio, ogni scena con loro tre assieme mi regalava sempre un sorriso.

Non credo di aver compreso del tutto la personalità di Lettie, è un personaggio che rimane in parte oscuro, non è una critica anzi, in questo caso ciò rende ancora più intrigante e affascinante la sua personalità.

E’ una bambina non bambina, nel senso che ha decisamente più anni rispetto a quelli di una bambina normale, così come la madre e la nonna, tutte e tre hanno un’età maggiore del previsto, conoscono segreti ancestrali e hanno visto fatti di secoli prima.

Il personaggio principale è un bambino curioso ed intelligente, ma anche piuttosto sensibile, amante delle storie e della lettura.

Neil Gaiman ha detto che fra tutti i libri da lui scritti e pubblicati ne “L’Oceano in Fondo al Sentiero” c’è il protagonista più simile a il lui ragazzino che è stato, in questo libro trovo sia impossibile non empatizzare con il ragazzo.

L’antagonista principale della storia è Ursula, un personaggio che arriva nel nostro mondo in un modo assai strano, lei infatti è un verme che fuoriesce dal piede del protagonista (so che sembra assurda questa descrizione, vi assicuro che nel libro ha un suo senso) e viene da un universo lontano, usa infatti gli esseri umani vantandosi di poterli rendere felici.

Ogni volta che leggiamo di lei nel libro è sempre vestita in modo da ricordare un verme, quindi con i colori rosa e grigio (ad esempio gonna grigia e camicetta rosa, pantaloni rosa e polo grigia ecc.), questa caratterizzazione è davvero ben studiata.

Il suo arrivo sconvolgerà a vita di tutti a dire il vero, da quella del nostro eroe a quella di Lettie, a quella dei genitori del protagonista ecc.

E’ un personaggio negativo per cui durante la lettura si prova un sincero astio, sembra rovinare la vita del ragazzino e lui non sembra poter fare nulla per impedirlo.

Sensazioni

Come dicevo prima “nostalgia” è la parola d’ordine, ma non c’è solo questa nel testo, infatti parlando di Ursula, l’antagonista, durante la lettura mi è sembrato di riprovare quella rabbia e quel senso di incomprensione che si prova quando si è bambini e sembra che nessuno ci possa capire.

Quando ad esempio qualcuno di più grande ci ha fatto un torto e noi lo raccontiamo ad un adulto, ma quello sembra guardarci e rifiutandosi di credere a ciò che stiamo dicendo, finiscono per sminuire la cosa e non ci danno peso mentre un bambino dice la verità e vuole essere creduto, si crea quindi un senso di forte incomprensione e ci si arrabbia con se stessi e con gli adulti.

L’analisi del rapporto bambino-adulto in questo libro è affascinante, ho riprovato quel senso di rabbia che mi accompagnava da bambina in situazioni simili, non è una rabbia come quella degli adulti, è più infuocata e immatura se vogliamo.

Il ricordo dei giorni lontani andati accompagna tutti, dopo aver terminato la lettura è stato come girarsi a guardare nel pozzo della memoria, inconsciamente ho ripensato alla mia di infanzia e a tutti i ricordi che l’hanno costellata.

Questo libro è riuscito a ritrasmettermi alcune emozioni che non provavo da parecchio tempo, questo hanno il sapore della gioventù, dell’innocenza e dell’infanzia andata, di come tutto sembra ricoperto da una patina dorata se lo si guarda con gli occhi di un adulto che ha lasciato quegli anni da tempo.

Conclusioni

E’ un libro che ho apprezzato dalla prima all’ultima pagina, lo rileggerei senza dubbio innumerevoli volte, tra l’altro è disponibile in inglese anche in un’edizione illustrata pazzesca da quello che so (questa qui).

Dopo la lettura tra l’altro ho iniziato a leggere ad un ritmo veloce rispetto agli scorsi mesi, non so che effetto benefico ha avuto su di me questo libro, ma ha risvegliato i miei sensi di lettrice.

E’ una lettura che consiglio a chi vuole immergersi nel proprio passato e nel passato del protagonista, prenderlo per mano e attraversare con lui eventi che sembrano magici e improbabili, ma che in realtà nascondono un alone di realtà che ci riporta al nostro di passato.

Voto:

Progetto senza titolo (13)

 

Non assegno cinque stelle piene per il semplice fatto che a volte alcuni elementi fantasy li ho avvertiti come “sbattuti” dentro il testo senza una minima spiegazione, all’inizio non li avevo nemmeno recepiti come elementi fantasy e non vengono spiegati nemmeno dopo.

E’ un qualcosa che mi ha leggermente confusa durante la lettura, ma riguarda solo alcuni elementi.

E voi? Avete mai letto “L’Oceano in fondo al sentiero”? Vi piace Gaiman? Sì? No? Perché? Fatemi sapere!

Noi ci leggiamo presto perché ho un sacco di libri di cui parlare assieme!

A presto!

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