Cocci di Vetro – Valeria Franco

Buon martedì! Come state?

Come avete trascorso gli ultimi giorni, certo quest’anno è tutto diverso come anche il festeggiare la Pasqua. Spero solo che stiate nel migliore dei modi, sempre nonostante tutto.

Oggi recensione, parliamo di un libro di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, ma non in modo approfondito, in questo articolo infatti vi avevo già parlato della recensione odierna, dicendo che a breve avremmo avuto l’occasione di parlare decisamente meglio di “Cocci di Vetro“, un raccolta di racconti scritta da Valeria Franco.

Questa è una recensione particolare perché diversamente dal solito in libro in questione non è al momento ancora stato pubblicato.

Infatti è in corso una campagna crowdfunding, sul sito di Bookabook, che trovate qui, in caso di acquisto potrete leggere immediatamente la bozza del libro senza aspettare la pubblicazione e l’invio della copia ordinata.

Se il libro raggiungerà il numero di copie decisivo per la pubblicazione allora verrà a tempo debito pubblicato.

Ne ho voluto parlare e ne sto parlando perché conosco Valeria e ho una grande stima per lei come scrittrice, quindi gentilmente mi ha inviato una copia e io ho accettato di recensirlo.

Che dire a questo punto? Parliamone!

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Cocci di Vetro – Brevi racconti a Caccia di Frammenti di Luce – Valeria Franco

Pagine: 56 (saranno +100 in formato libro)

Genere: raccolta di racconti

Prezzo ebook: € 6,99

Prezzo di Copertina: € 10,00

Link all’acquisto (campagna crowdfunding): QUI

Trama

Una raccolta di differenti storie, di riflessioni sparpagliate, di frammenti, di pezzi disseminati su di un foglio in attesa di uno sguardo, una lettura, un frammento di luce.
Qual è il legame che unisce questi racconti? Qual è il filo logico che unisce dei cocci gettati sul pavimento?
Questi racconti sono legati dall’inchiostro e dalla carta, come un cuore e un polmone sono legati dal sangue e dalla carne. Componenti dello spesso corpo. Il loro respiro comune è semplicemente la voglia di raccontare.
La voglia di raccontare il cupo animo umano. E il modo in cui esso si manifesta nelle sue emozioni, nelle sue forme e nelle sue avventure, da quelle più logiche a quelle più astratte.
È la semplice voglia di raccontare le nostre sfumature tramite una modesta raccolta di storie brevi.

Recensione

Allora, prima di tutto vorrei parlare dell’argomento principale di questa raccolta e per me questo è l’animo umano, le sfaccettature di questo, da quella più malata e pericolosa a quella più insicura a quella ancora più disperata.

In ognuno di questi racconti (in alcuni più di altri) ci si concentra sulla discesa nell’oblio della mente umana o comunque su vicende umane che possono avere un risvolto macabro o meno.

I racconti sono parecchi, in totale ventuno quindi non vi parlerò di ognuno in modo approfondito, vi citerò quelli che ho apprezzato maggiormente e quelli che per un motivo o per l’altro non ho gradito del tutto.

Stile e Ritmo

Vorrei parlare, prima di addentrarci nei racconti veri e propri, dello stile dell’autrice, che come per “La Landa delle Strane Idee” ho trovato vivido e descrittivo al punto giusto. Infatti penso sia impossibile non citare il fatto che l’autrice ha il potere di tratteggiare uno scenario o un’emozione sempre in modo dettagliato risvegliando nella mente del lettore un quadro preciso.

Parlando della grammatica ci tengo a dire inoltre che io ho letto la bozza non editata, quindi vari errori di battitura o sviste trovate all’interno verranno corrette in caso di pubblicazione.

Parlando del ritmo invece, questo subisce delle variazioni da racconto a racconto, abbiamo ad esempio un ritmo veloce e spedito in “La Trama Dagli Occhi“, dove seguiamo  le vicende di una ragazza che non può lasciarsi andare all’oscurità, il ritmo è concitato per tutto il corso della narrazione.

Abbiamo ancora “Nero di Treno“, racconto introspettivo e descrittivo che si lascia cullare dalle atmosfere e segue un ritmo decisamente più lento.

Insomma ho trovato una buona adattabilità da parte dell’autrice in ogni racconto che è un mondo a parte l’uno dall’altro.

I messaggi

Concetto chiave e aspetto che io apprezzo sempre in un racconto (ma in tutte le opere in generale) è il messaggio, per lasciare un qualcosa il racconto deve avere uno scopo, una freccia da scoccare, un messaggio da recapitare.

Bene o male la maggior parte dei racconti all’interno di “Cocci di Vetro” ne ha uno, alcuni più potenti di altri.

Prendiamo uno dei miei racconti preferiti, “Il Mito del Vero Amore Nero“, parla di amore malato, nero appunto e non vero, si concentra sull’acconsentire ad un amore tossico. Il processo mentale della protagonista è quello di una persona cosciente della propria posizione, ovvero del trovarsi all’interno di una relazione malata, ma sembra oscurare ciò e accontentarsi di questa. L’amore malato è un tema importante e potente, in questo racconto leggere di questo logoramento lascia un senso di dolore.

Parlando di messaggi e dei miei racconti preferiti della raccolta non posso non citare “Come una Penna Sotto la Scrivania” che si concentra su un evento realmente accaduto, quello dell’assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.

Moro viene citato a fine racconto e ci si accorge del fatto che per tutto il tempo era lui il protagonista, ho adorato questo plot twist.

Il breve Paradosso della Brava Persona” è un racconto breve, brevissimo, molto aspro.

Una bambina lì vicino cadde sull’asfalto, iniziò a piangere e a sanguinare copiosamente imbrattando il suolo.

La brava persona continuò a camminare. 

“Che fastidio!” pensò intensamente: “Che bambina maleducata! I genitori non le hanno insegnato a non far rumore e a non sporcare per terra: sono proprio dei cattivi genitori.”

Genere/i

I generi sono molteplici, passiamo dal thriller, al giallo, all’introspettivo, al fantasy, abbiamo un mix insomma.

Parlando di giallo abbiamo “Dramma Animale“, uno dei due racconti più lunghi dell’intera raccolta, il racconto narra di un investigatore che deve risolvere un caso all’apparenza semplice, l’unico testimone del caso citato è un gatto.

Anche qui abbiamo un twist finale che ho personalmente apprezzato molto, si concentra (oltre che sul caso) sulla discesa nell’oblio del protagonista.

Parlando del fantasy invece abbiamo “La Magia secondo Hume“, uno di quelli che mi sono rimasti più impressi, assistiamo al dramma di un personaggio che scopre di avere poteri magici e per sbaglio trasforma la madre in un uccellino. La storia è solo in parte fantasy direi perché si concentra parecchio su altri messaggi, come quello riguardante le malelingue e quanto queste sono in grado di rovinare una persona. La storia sfocia poi in una catena di eventi drammatici che sembrano rendere il protagonista un essere del tutto diverso da quello che avevamo conosciuto all’inizio.

“Vi fu chi disse questo e vi fu chi disse quello, ma vi è una cosa ancora da considerare: che diritto hanno Quelli di imporre il loro pensiero a modello della realtà? Lo stesso che hanno gli Altri di imporre il loro; nessuno.”

Quali racconti non mi hanno convinta?

La maggior parte dei racconti contenuti in questa raccolta rientrano fra i piaciuti per me, ma ci tengo a dire che ci sono anche quelli che non mi hanno convinta e sono due in particolare.

Nero di Treno” di cui abbiamo parlato prima, che vira sull’introspettivo, è uno di quei racconti brevi che scorrono in fretta e non sembrano avere un messaggio base quindi a fine lettura mi sono trovata senza particolari ricordi riguardanti questo.

La Fabbrica della Felicità” è invece un racconto (anch’esso piuttosto breve) che reca con sé un messaggio importante, ma questo secondo me non arriva del tutto, il racconto vola e non lascia particolari tracce.

Leggendo questa raccolta mi sento di integrare i racconti in tre categorie, quelli che mi sono piaciuti, quelli che mi hanno convinta sì e no e quelli che invece mi sono piaciuti del tutto, senza dubbi.

I due citati sopra sono quelli che non mi hanno convinta, c’è qualcuno che “è nel mezzo” ad esempio “Subacquea“.

Un racconto in cui leggiamo di un episodio piuttosto claustrofobico, ci troviamo in acqua e vorrei usare anche il termine “sensoriale”per descrivere la narrazione perché durante la lettura mi è sembrato di avvertire la sensazione dell’acqua sul corpo. Quindi è ben riuscito come racconto, il mio problema con questo è il fatto di averlo quasi rimosso del tutto dopo la lettura.

Quali racconti ho apprezzato?

Sono di certo la maggior parte, fra questi ci sono quelli citati precedentemente, come “Il Mito del Vero Amore Nero“, “Come una Penna sotto la Scrivania“, ma ancora “Sotto l’albero di Limoni“, l’ho trovato poetico nella sua profonda oscurità, “Il nuovo Cucciolo“, un’approccio incredibilmente originale al disturbo ossessivo compulsivo, “Chi sei?“, un’analisi efficace del comportamento di un piromane, “Il Peggiore Sogno mai Sognato“, dalle atmosfere oscure che conserva un ritmo concitato e palpitante, “La Trama dagli Occhi“, “Dramma Animale” e “La Magia Secondo Hume” citati in precedenza.

L’ultimo racconto della raccolta è “Vendetta“, ultimo del testo del libro e racconto con il quale voglio concludere.

E’ particolare in quanto la voce narrante è il testo che parla con il lettore stesso ed è un inno a tutti i testi validi e degni di approfondimento che vengono sempre respinti o non esplorati.

Conclusioni

Ho decisamente gradito questa lettura, essendo una raccolta di racconti è normale non apprezzare tutti allo stesso modo, ma di certo mi sono gustata la maggior parte di questi.

Voto: 

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Questo voto rappresenta a pieno la mia opinione, è una raccolta che definirei in toto variegata e stimolante. Spero davvero che riesca a trovare la luce e ad arrivare alla pubblicazione.

E voi? Vi piacciono le raccolte di racconti? Sì? No? Fatemi sapere!

A presto!

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#sonoindipendente – La Landa delle Strane Idee – Valeria Franco

Ehilà gente!

Oggi sono tornata con una nuova recensione che, come vedete ha la dicitura #sonoindipendente, quindi parleremo di un titolo pubblicato da una casa editrice indipendente o auto-pubblicato dall’autore/autrice.

In questo caso il libro “La Landa delle Strane Idee” è un’auto-pubblicazione.

Ho conosciuto personalmente l’autrice, il che è sempre positivo perché se dovessi avere dei dubbi a fine lettura riguardo un punto del testo posso sempre chiedere spiegazioni.

Valeria è una giovane ragazza dalla cui creatività è nata questa raccolta di racconti sul genere noir e non solo.

Comunque, ho tanto da scrivere su questo libro quindi andiamo subito a parlarne meglio assieme!

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La Landa delle Strane Idee – Valeria Franco

Casa Editrice: Self Publishing/Auto-Pubblicato

Tipologia: Raccolta di Racconti

Pagine: 109

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): €11,50

Prezzo ebook: €4,99

Anno di Pubblicazione: 2017

Link all’Acquisto: QUI*

 

Trama

Quando i più oscuri pensieri della quotidiana cronaca nera si sposano con il puro candore delle bianche pagine, dalla loro unione nasce un figlio, la trama. Essa è nera come l’animo del padre, l’orrore, ma innocua come la consistenza della madre, la carta. Se la trama è davvero la figlia dell’orrore e della carta, questo semplice libro, come molti altri prima di esso, ne è solamente una conseguenza.

In molti hanno fantasticato su come potesse essere l’Aldilà. Purgatori, reincarnazioni, e penitenze divine sono tutte frottole; per quanto ne sappiamo noi Dio non è più manifesto di qua di quanto non lo fosse stato di là.

Recensione

Il libro contiene 6 racconti in totale, se escludiamo un breve “manuale d’istruzioni” all’inizio.

Di questi sei racconti alcuni sono più lunghi rispetto ad altri, iniziamo con il botto parlando del mio racconto preferito dell’intera raccolta che è proprio il più lungo ovvero “Il Lato Mortale”.

La citazione in alto è tratta proprio da queste pagine, è il mio preferito perché forse grazie anche alla lunghezza mi ha permesso di immergermi a pieno nelle atmosfere e nei temi trattati al’interno.

Parliamo di morte, immortalità, segreti il tutto ambientato tra una cittadina con le sue viuzze, la chiesa con gli affreschi e a Pozzo Dell’Anima, l’Aldilà quindi.

Mi sono immaginata quelle scene pesanti dove c’è quasi sempre la pioggia che esalta le emozioni negative dei personaggi, che sembra schiacciare a terra tutta la vicenda.

Si parla principalmente di uno scopo, un obbiettivo che ha fatto soffrire molte persone, gente che non smette di sentirsi in colpa per ciò che ha fatto e ho adorato il finale perché sembra dire “anche se tutti hanno fatto l’impossibile, le azioni più violente, vigliacche e orrende per questo obbiettivo alla fine ciò che hanno ottenuto non sembra così meritevole per queste azioni”, voglio dire lo scopo è immenso ma leggendo da fuori sembra poco per ciò che hanno sacrificato, i personaggi sembrano intrappolati e una vita in trappola che cos’è se non un inferno vivente?

E’ un racconto che mette davanti agli occhi del lettore una miriade di emozioni umane, il senso di colpa e la vendetta sono due di queste e giocano un ruolo fondamentale ai fini della vicenda.

Torna spesso il tema della pazzia nel libro, è un punto cardine del testo oserei dire, anzi il libro si apre con questo manuale che è incentrato proprio sulla pazzia (ha anche altri messaggi).

La pazzia si ripresenta in “Michele”, il penultimo racconto della raccolta, mi è piaciuto parecchio anche questo, in cui una ragazza è convinta di avere un “rapporto” molto inquietante e ambiguo con un ragazzo di nome Michele, ma questo giovane uomo è reale? E’ stato lui il responsabile di alcuni atti agghiaccianti accaduti all’interno del testo? Sì o no?

Prima di questo racconto c’è “La Piccola Società di Lavoratori”, testo piuttosto breve che mi ha stupita dall’inizio alla fine, perché inizialmente non capivo ciò che accadeva all’interno e perché capitasse questo, poi c’è stato un crescendo di pagina in pagina che porta ad un finale meraviglioso che racchiude un significato immenso in cui molti si potranno riconoscere, io di sicuro.

C’è poi l’ultimo racconto che è uno dei più lunghi assieme a quello citato prima che è “Un Eroe lo si Riconosce dal Cappello”, il racconto più simpatico di tutta la raccolta che comunque ha sempre dei tratti che sfociano nel noir, nel drammatico, queste pagine invece spezzano quest’atmosfera.

E’ una parodia degli eroi ed un ragionamento estremamente valido sul bene e il male.

Ultimi due racconti sono “Nata per Non Vivere” e “Mondo Ufficio”.

Prima di arrivare a “La Piccola Società di Lavoratori”, “Mondo Ufficio” era quello che mi aveva sorpresa di più perché è un racconto con dei protagonisti molto particolari che offre uno scorcio su un tema importante ovvero il Libero Arbitrio e il rapporto tra la Natura e l’Uomo.

“Il Libero Arbitrio concede ad un uomo la possibilità e la voglia di camminare, ma se in un incidente perde una gamba quanto valore ha il suo diritto di camminare di fronte all’evidenza di non avere più un arto?”

Ultimo racconto di cui dobbiamo parlare è “Nata per non Vivere”, molto breve, due paginette scarse ma d’impatto anche questo perché sospende un po’ i ponti con la realtà e mette in dubbio questa, un esperimento che offre degli spunti di riflessione.

Ora che vi ho parlato di ogni racconto voglio parlare dello stile dell’autrice.

Mi è piaciuto da morire, è uno stile sentito, profondo che sembra scavare nel cuore delle situazioni (sopratutto quelle più drammatiche), è scorrevole, piacevole, ogni volta non vedevo l’ora di riprendere il libro per scoprire ciò che all’inizio non era stato detto.

Un altro punto a favore è la sorpresa, alcuni epiloghi non li avrei potuti mai immaginare, mi ha impressionata il fatto di saper tenere il lettore allo scuro per poi farlo arrivare molto lentamente al finale per poi ancora sbatterglielo in faccia.

E’ uno stile che a volte sale di qualche tacchetta, è scorrevole come dicevo ma diventa in alcuni momenti più ricco di terminologie e lo fa in momenti precisi, quelli più drammatici.

Non ho critiche da smuovere a questo testo, nemmeno una, dopo aver letto il libro (e durante la lettura anche) pensavo “mi piace tutto di questo libro”,  lo stile è ottimo, la caratterizzazione dei personaggi anche, la atmosfere ci sono, i messaggi contenuti all’interno molto importanti, ci sono sempre in ogni racconto… Cosa manca? Niente.

I messaggi, torniamo un attimo su questo punto, contenuti all’interno compaiono quando meno te lo aspetti, sembra una scena tranquilla ma spunta un tema a cui non avevi pensato che però si va a collegare perfettamente con la vicenda.

Questo libro penso punti la lente di ingrandimento, oltre che a questioni immense come il Libero Arbitrio, sulle emozioni umane, tutto ciò che ci caratterizza come essere viventi di solo dal lato negativo della questione.

“Non mi ricordavo gli occhi che sembravano essere tanto abituati al pianto da soffrire la mancanza delle lacrime.”

Insomma, mi è piaciuto moltissimo come libro e ripensando alla scorsa raccolta di racconti che ho letto “La Boutique del Mistero di Buzzati” qui so che i racconti mi rimarranno impressi per molto tempo e anche i ragionamenti che portano a fare.

Voto:

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Sono le mie prime 5 stelline del 2019, speriamo le prime di molte, con questo libro il 2019 è partito alla grande.

E’ uno di quei rari casi, rarissimi, in cui non ho nulla di negativo da dire, o di poco convinto, niente.

Bene!

E voi? Vi piace il genere noir? E le raccolte di racconti? Fatemi sapere!

Elisa

 

 

 

 

#sonoindipendente – Verso Un Forse – Stefano di Ubaldo

Buongiorno gente!

Oggi finalmente sono qui con una nuova recensione, che come avrete letto nel titolo appartiene alla sezione #sonoindipendente, perché il libro di cui parleremo oggi è edito da una casa editrice indipendente e scritto da un autore emergente.

Sono felice di portare un nuovo appuntamento di questa rubrica in cui parliamo di testi editi da case editrici rigorosamente indipendenti.

Prima di iniziare con la vera e propria recensione però ci tengo a ringraziare l’autore che mi ha contattata personalmente (ed è stato davvero gentile e disponibile) per chiedermi se mi avrebbe fatto piacere leggere il suo libro, per poi inviarmelo.

Quindi grazie ancora!

Detto ciò, iniziamo subito!

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Verso un Forse – Stefano di Ubaldo

Casa Editrice: Antipodes

Tipologia: Raccolta di Poesie

Pagine: 77

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 7,00

Anno di Pubblicazione: 2018

Link all’Acquisto: QUI

Trama

“Verso un forse” raccoglie componimenti che cercano uno spazio tra posti già occupati e libertà incerte, secondo un percorso di riflessioni in tre parti. Ciascuna sezione è introdotta da un elenco di “posti riservati” e sviluppa un tema di ricerca: la fragile solitudine, la fatica del cambiamento, il riscatto della consapevolezza. Con giochi di parole, persone e personaggi e alcuni riferimenti, più o meno espliciti, a opere cinematografiche e letterarie, la strada intrapresa da queste poesie si articola attraverso un intreccio di incontri, motore e senso della complessa e unica molteplicità che realizziamo e portiamo dentro. Un piccolo (o grande) viaggio tra possibili categorie per sentirsi al proprio posto e altrettanti gradi di libertà per sfumare l’impellenza di una collocazione.

Non trova risposta chi parla a se stesso
e ottuse domande acuiscon l’eccesso;
rinnova il rancore per tanto silenzio
e porta tristezza spalanca l’assenzio.

Senza più l’Altro rimane lo specchio,
con meno ritorni si viaggia parecchio;
non sono i pensieri che oscurano il volto,
ma il loro vagare perenne e irrisolto. […]

Recensione

Vorrei spendere due paroline per parlarvi della casa editrice in questione la Antipodes, che è una CE palermitana, completamente indipendente, che propone diversi testi, dalla poesia (come il libro in questione), alla narrativa, alla saggistica, ai testi dedicati al teatro, organizza anche concorsi di scrittura.

Ora parliamo del libro in questione, “Verso un Forse” è una raccolta di poesie che raccoglie componimenti che parlano di molteplici temi.

Leggendo fin dall’inizio questo titolo mi sono resa conto che ogni poesia aveva bisogno di un suo spazio, di un suo minuto (o più) per essere interpretata, compresa e digerita per bene.

Come vi dicevo le poesie spaziano fra diversi argomenti, riferimenti, immagini e personaggi.

All’inizio del libro c’è un breve componimento che avverte circa il fatto che “chiunque non capisca una poesia, capisce di più di chi la scrive quanto sia fragile da leggere quello che fragile non è”,  e non potrei essere più d’accordo perché alcune poesie dopo averle lette mi hanno dato l’impressione di avere un messaggio sussurrato e delicato come una bolla di sapone, che dopo averlo compreso arriva chiaro e diretto.

Mi è piaciuto il fatto che il ritmo delle poesie cambi di tanto in tanto, alcune sembrano quasi musicali nel senso che risuonano dall’inizio alla fine coinvolgendo il lettore in un ritmo regolare e ben calibrato.

Come ho già scritto in passato, parlando di poesia, credo che questa (oltre che alla forma di per sé ovviamente) si differenzi così tanto dalla letteratura e dalla narrativa, parlando del messaggio che si estrapola successivamente alla lettura, perché questo è più personale ed è diverso per ognuno di noi.

L’interpretazione del messaggio che vuole trasmettere una poesia può essere soggettivo, non lo è lo stile, il ritmo, il livello grammatico del componimento, ma lo sono le sensazioni e il primo messaggio che ci arriva dopo la lettura, questo aspetto appunto secondo me è soggettivo.

Per questo preferisco concentrarmi sul lato oggettivo.

I temi trattati sono diversificati, l’autore passa dalla violenza e dalla “natura” di questa, al cambiamento, al guardare il mondo e interpretarne (o provare a farlo) le sfumature, ho notato anche se diverse volte si affronta l’argomento delle generazioni e dell’apparente distanza fra queste, del trovare il proprio posto e molti altri temi che vengono proposti in modo a volte più diretto e a volte più sottile e labile.

Un’altro aspetto che ho apprezzato è l’identità di questa raccolta, ha una personalità precisa, mi è capitato a volte leggendo una raccolta di poesie di un unico autore di avere l’impressione di leggere più autori come se fosse scritta a più mani, come se ci fossero tre o quattro autori, qui invece la voce dell’autore è sempre una che si dipana e di adatta a ritmi e temi diversi ma rimanendo personale e riconoscibile.

Ci sono riferimenti a opere moderne anche, film, autori che danno quel leggero tono pop dei tempi moderni ma è un tono leggero che è solo un riferimento.

Arriverà un giorno della Storia
che distinguerà due generazioni.
E allora sarà un mattino
e una lunga notte
per far passare la sbornia,
prima di coricarsi
fianco a fianco
a consimili distanti
generazioni,
a raccontarsi
i fatti del giorno
che gli ultimi
non hanno vissuto.
Si restringerà
lo spettro del condivisibile
e vedremo più chiaro
in fondo agli attimi
dove l’illusione rende eterni.
Saremo unici,
ma non più cronici.
Nessuna velleità di ricordo
a spasso nel tempo.

Ci sono inoltre tre parti all’interno del libro appunto che appartengono alla stessa “saga”, quella dei “posti riservati”:

[…]Posto riservato
a “persona d’altri tempi”:
per chi elogia il passato,
disdegna il presente e condanna il futuro.
Posto riservato
a “persona spilorcia”:
ogni posto è a pagamento,
eccetto questo.
Posto riservato
a “persona interessante”:
il posto di fronte è riservato
a “persona che detesta annoiarsi”.[…]

L’ho trovata un’idea molto originale ed interessante, ben studiata.

Durante la lettura quando mi imbattevo in queste parti me le godevo a pieno perché sono davvero piacevoli e singolari.

E’ un ottima raccolta secondo me, gli argomenti si intrecciano dando spazio ad ognuno in egual misura senza esagerare, lo stile è sempre preciso, pulito e mai sporco o poco comprensibile, il ritmo di adatta al tema e al piglio della poesia.

Non si sfora mai nel parlare del troppo di un tema o nel virare verso un’idea precisa, l’autore affronta il tema con giusto distacco e coinvolgimento, c’è una misura calibrata che regala ai componimenti un tono che li accomuna anche se tutti sembrano allo stesso tempo diversi e originali.

Voto:

Progetto senza titolo (63)

Sono molto indecisa sul mio “voto” finale, perché questa raccolta mi ha coinvolta molto, quindi darei anche mezza stellina in più ma quattro stelle credo siano perfette, da quelle in poi di certo.

Non ho veri e propri appunti da fare a questo libro, mi accorgo che un libro mi è piaciuto anche per questo.

Tra l’altro per quanto riguarda la poesia un altro segno di grande apprezzamento per me è tornare nei giorni seguenti alla lettura a rileggere alcuni componimenti, con questo libro mi è successo quindi non ho proprio appunti.

Bene, ragazzi!

E voi? Conoscete questa casa editrice? Vi appassiona la poesia? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa