LiberTiAmo di Febbraio (2022)

Buon martedì e buon primo di febbraio!

Oggi, come ogni primo giorno del mese, sono qui per annunciare e parlare un poco del libro che leggeremo nel corso del mese sul gruppo di lettura, LiberTiAmo, che vi ricordo potete trovare su Goodreads e Telegram.

Il libro scelto per essere la nostra lettura di febbraio è “Al Faro” di Virginia Woolf, parliamone assieme!

Al Faro – Virginia Woolf

Casa Editrice: Feltrinelli

Link all’acquisto: QUI

Trama

“Al Faro”: questo il vero titolo del romanzo di Virginia Woolf che la nuova traduzione di Nadia Fusini riporta all’originaria bellezza. Romanzo sperimentale, intonato alla ricerca di libertà formale che accomuna i grandi scrittori di questo secolo, “Al Faro” è un libro sulla memoria e l’infanzia; un’elegia alla luce che ha illuminato le figure della madre e del padre reali, che nel romanzo diventano il signore e la signora Ramsay. A tema è lo scontro tra il sì materno (“sì, andremo al faro”) e il no paterno (“no, al faro non si può andare”), come esso risuona nel cuore del figlio James, e nella mente della figlia Virginia, che a distanza di anni si misura, scrivendo, con la potenza di quei fantasmi. L’effetto è liberatorio. Prima, confessa Virginia Woolf, “pensavo al babbo e alla mamma ogni giorno”. Ora “li depone”, li seppellisce. È la sua catarsi.

Al Faro è stato pubblicato per la prima volta nel 1927.

Il romanzo segue ed amplia la tradizione del romanzo modernista, in cui la trama ha un’importanza secondaria rispetto all’introspezione psicologica dei personaggi.

Il libro sarà in lettura dal 01/02 al 28/02, quindi per tutto il mese di febbraio.

Vi unirete a noi nella lettura? Avete mai letto “Al Faro” della Woolf? Sì? No? Vi è piaciuto? Fatemi sapere!

A presto!

WWW Wednesday! #9

Buon mercoledì people!

Come procede questa settimana? Iniziate anche voi la fantasmagorica fase dello “scioglimento” data la calura?

Dato che l’ultimo “WWW Wednesday” risale a più di un mese fa ho pensato fosse opportuno aggiornare tutto quanto, magari avrei dovuto farlo prima sì, ma mi sono dimenticata ecco, lo so che passo per la disorganizzata di turno (cosa del tutto vera tra l’altro) ma è la verità.

Quindi, come saprete questa è una rubrica piuttosto breve e coincisa che mi piace ancora aggiornare ogni tanto per fare un riepilogo delle ultime letture e delle letture attuali.

Iniziamo!

Cosa stai Leggendo?

Cosa Accadrebbe Se? – Randall Munroe

Le Correzioni – Jonathan Franzen

Casa di Foglie – Mark Z. Danielewski

Nello scorso appuntamento vi avevo scritto che stavo leggendo anche “Mentre Morivo” ma l’ho dovuto momentaneamente accantonare perché maggio è stato (ed è tutt’ora) il mese dei mattoni o mattoncini.

Cosa Accadrebbe Se? di Randall Munroe l’ho acquistato un mesetto fa ormai su IBS mi sembra perché spulciando tra i Reminder l’ho trovato, mi è sembrato molto interessante, a buon prezzo e l’ho acquistato. Lo leggo a tempo perso fra Casa di Foglie e Le Correzioni perché non è un romanzo ma come potrete intuire dalle frasi sulla copertina è un libro che da spiegazioni realmente scientifiche a domande apparentemente assurde.

Ve ne parlerò meglio una volta terminato, per ora posso dirvi che mi sta piacendo, sta superando le mie aspettative, Munroe è un giovane uomo che fin da quando era piccolo si impegna a dare risposte realistiche a domande strambe, per me non tutte le domande sono assurde perché anche io mi sono posta alcuni di questi quesiti quindi o sono stramba io (vabbè non c’è neanche bisogno di rispondere…) o non sono domande così assurde.

Per Le Correzioni, che sto leggendo per il gruppo (ma penso lo avrei letto comunque da sola dato che mi aveva in pugno da mesi), non vi dico nulla, voglio far aleggiare la suspance fino al momento della recensione, l’ho ripreso negli ultimi giorni perché lo avevo accantonato per terminare la mia ultima lettura.

Casa di Foglie, che sto leggendo in digitale per chi se lo stesse chiedendo perchè è impossibile da trovare in cartaceo, mi sta piacendo parecchio.

Cosa hai Appena Finito di Leggere?

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Il Battito Oscuro del Mondo – Luca Quarin

Tutto quello che dovevo dirvi riguardo questo romanzo lo trovate qui, purtroppo non mi ha convinta.

Cosa Pensi Leggerai in Futuro?

Mentre Morivo – W. Faulkner

Tutto Ciò che Vi Devo – Virginia Woolf

Come Leggere un Libro – Virginia Woolf

Ah il futuro, il futuro, che grande mistero!

A parte tutto, conto di riprendere e di terminare una volta per tutte Mentre Morivo, poi ho due libriccini della Woolf che vorrei leggere, ho deciso che voglio leggere tutto quello che questa grande scrittrice ha lasciato prima della sua morte, perché c’è troppa maestria e troppa abilità in questa donna.

Bene ragazzi!

E voi cosa state leggendo? Cosa avete appena finito di leggere e cosa pensate leggerete in futuro?

Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa

La Signora Dalloway – Virginia Woolf

Buongiorno cari compari e buon sabato!

Come anticipato nello scorso articolo eccoci qui, io e Tiziana, con la recensione de “La Signora Dalloway” di Virginia Woolf, che è stato il libro di febbraio del GDL.

Dunque, a essere sincera non pensavo nemmeno di riuscire a scriverlo questo articolo visto che fino al 20 febbraio non ho degnato di uno sguardo questo libro, per tre motivi principalmente.

Non pensavo fosse il momento giusto per la Woolf, con questa autrice c’è poco da fare bisogna applicarsi, ci vuole sempre un buon livello di concentrazione quando si legge.

Secondo, l’ho iniziato abbastanza tardi verso la seconda/terza settimana del mese… non ricordo, comunque tardi.

Terzo, ho voluto dare la precedenza ad altre letture quindi l’ho leggermente scansato.

Con queste meravigliose pseudo-premesse direi di iniziare!

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La Signora Dalloway – Virginia Woolf

Editore: Einaudi

Pagine: 194

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 9,00

Prezzo ebook: € 2,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1925

Link all’Acquisto: QUI

Trama

13 giugno 1923. Clarissa Dalloway, una signora dell’alta borghesia londinese, esce a comprare i fiori per la festa che sta organizzando per la sera. Passeggia per le strade di Londra, sfiora la vita di tanti sconosciuti, ma non ha il fare allegro di chi si prepara a qualcosa di lieto, il suo incedere è incerto e continuamente ostacolato da pensieri che le affollano la mente, da ricordi che si intrecciano con la nostalgia di ciò che è sfuggito e mai potrà tornare. Desideri, angosce e paure della solitudine, della morte ma anche della vita, si rincorrono in un flusso incessante di parole che aprono ad altre parole.

“Strano, pensò, sostando sul pianerottolo, e assumendo quella forma di diamante, quella persona intera, strano come una padrona di casa conosce il momento preciso, il vero carattere della sua casa!”

Recensione

Come vi dicevo in alto, la Woolf risulta piuttosto complessa come scrittrice se l’affrontate per la prima volta, erano mesi che non leggevo qualcosa di questa immensa autrice e ritrovarmi catapultata nel suo stile così arzigogolato, sempre in movimento, sempre così meravigliosamente contorto mi ha riportato alla memoria la prima volta in cui l’affrontai, cosa che feci anni fa con “Una Stanza Tutta per Se'”.

Vorrei mettermi a scrivere paragrafi di considerazioni sulla Woolf ma non penso, ad ora, di avere una conoscenza abbastanza approfondita dell’autrice per potermelo permettere.

Magari dopo aver letto più opere sue un domani farò un articolo dedicato solo a quella grandissima donna e scrittrice che era la Woolf, ma ne riparleremo in un futuro prossimo.

Dunque, avendo solo letto sono una sua opera prima di questa lettura mi sentivo leggermente titubante, perché il titolo che avevo letto era un saggio mentre questo è un vero e proprio romanzo.

Tutto il testo usa il “meccanismo” del flusso di coscienza o monologo interiore ovvero quella complicata tecnica letteraria per cui se sei Virginia Woolf viene fuori qualcosa di meraviglioso.

Essendo un romanzo del 1925, scritto sotto “flusso di coscienza” so cosa state pensando i meno amanti dei classici di voi, “ho capito va, chissà che pesantezza”, no.

Assolutamente no, a parte la difficoltà iniziale che con la Woolf per quanto mi riguarda c’è sempre, il resto del libro scorre piacevolmente ed è lento ma mai pesante.

L’elemento che più ho adorato, anzi ho letteralmente amato in questo libro è la capacità della Woolf di descrivere, paesaggi, emozioni, paure, amori, pensieri dei personaggi.

Le sue descrizioni sono qualcosa di paradisiaco e non sto esagerando, sembrano quasi poesia si potrebbero rileggere all’infinito e dentro, sono fortemente convinta, si troverebbe ancora del significato profondo ogni volta.

Ma parliamo della trama di per se, dunque è piuttosto semplice, il testo segue le vicende di Clarissa Dalloway durante il corso di una sola giornata.

Clarissa è una donna piuttosto snob come l’Inghilterra descritta dall’autrice, è moglie di Richard un uomo benestante, dai modi gentili e raffinati.

Poi c’è Septimus, un personaggio che rappresenta l’alter-ego della Woolf nel libro, è un uomo scampato alla guerra, che a visto morire davanti ai suoi occhi Evans un suo caro amico e da quel momento si sente vuoto, sente di non provare più nulla.

Clarissa è il personaggio principale mentre Septimus è il coprotagonista.

Si avverte perfettamente lo stacco fra i due come se ogni che si passa dalla signora Dalloway allo sconsolato Septimus il libro si dividesse in due parti completamente diverse.

Da un lato l’amore per la vita, per lo sfarzo, per l’apparenza, dall’altro il peso del passato che schiaccia la mente poco stabile di un uomo convinto di voler sfuggire dalla natura umana.

Altro personaggio da ritenere piuttosto importante è Peter Walsh, innamorato in giovane età di Clarissa ha sempre ceduto ad amori sbagliati, quando lo incontriamo noi all’inizio del libro è di ritorno da un lungo viaggio in India.

Il mio personaggio preferito, personalmente, è Septimus per il suo animo tormentato, la sua follia, in lui c’è molto altro rispetto alla “mancanza di proporzione” in lui ho letto qualcosa di profondamente vero e profondo.

I punti di forza di questo romanzo sono i personaggi e lo stile, impareggiabile, della Woolf.

Nonostante l’affetto spontaneo che ho provato nei confronti di Septimus (nome meraviglioso tra l’altro), la parte principale della mia concentrazione andava alle descrizioni.

Non posso farci niente, mi è sembrato di leggere una lunghissima poesia che nel mio cervello scorreva fra petali di rosa, stoffe soffici di abiti appena confezionati e rintocchi rumorosi che trafiggono le ore.

E’ stata una lettura che mi ha alleggerito, mi ha trasmesso una serenità finale che ho poche volte ho provato, mi sono sentita soddisfatta e felice di essermi lasciata trasportare dalla penna della Woolf.

Non vedo l’ora di leggere altro di suo, vorrei un domani poter dire di aver assaporato ogni sua opera.

Un libro del genere ti fa venire voglia di rivalutare le leggerezze della vita, di vedere poesia ovunque, nei piccoli gesti, nelle parole pronunciate velocemente.

In tutto.

Mi ha fatto bene questa lettura, nonostante non succedano cose piacevoli (sopratutto al mio cocco, ovvero Septimus) il modo i cui l’autrice narra le vicende non ti fa provare dolore, tutto è come alleggerito.

Sono felice di averlo letto, ora capisco perché era inserito fra i 1001 libri da leggere prima di morire.

Voto:

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Non appena mi sentirò pronta affronterò un altra avventura Woolfiana, non vedo l’ora!

Lo consiglio a tutti, a prescindere che vi piacciano i classici o che da anni li ripudiate, bellissimo!

E voi? L’avete letto? Vi piace la Woolf? Cosa ne pensate?

Noi ci leggiamo prestissimo!

Elisa

CitaTime

“Non c’era nessuno. Le sue parole svanivano. Come svanisce un razzo. Le cui scintille, dopo essersi fatte strada nella notte, a lei si arrendono, e cala il buio, annullando i contorni delle case e delle torri; i fianchi desolati dei colli si addolciscono e sprofondano. Ma benchè tutto ciò sia scomparso, la notte ne è piena; derubate del colore, cieche di finestre, le case esistono più tangibilmente, esprimono ciò che la luce schietta del giorno non riesce a comunicare – l’ansia e l’incertezza delle cose ammassate nel buio, stipate nel buio; orfane del sollievo che porta l’alba quando, inondando di bianco e grigio i muri, svelando ogni finestra, sollevando la nebbia dai campi, illuminando le mucche rossobrune che brucano tranquille, tutto è ancora una volta rivelato all’occhio, esiste di nuovo. “

La Signora Dalloway, Virginia Woolf